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A cura di: Raffaella Capritti La trasformazione del settore energetico globale è oggi una sfida ma anche un’opportunità per ridurre le emissioni e garantire un futuro più sostenibile. Questo è il messaggio principale del nuovo rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), From Taking Stock to Taking Action: How to implement the COP28 energy goals, che evidenzia come il raggiungimento degli obiettivi energetici stabiliti alla COP28 sia possibile e spiega in che modo si possa realizzare. Secondo il Rapporto, i Paesi che rispetteranno pienamente gli obiettivi concordati – impegnandosi a raggiungere emissioni nette zero dal settore energetico globale entro il 2050, ad abbandonare i combustibili fossili, a triplicare la capacità di energia rinnovabile, a raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030 e a sostenere la diffusione di altre tecnologie a basse emissioni – potranno accelerare la transizione energetica globale, riducendo le emissioni di gas serra e favorendo un modello di sviluppo più sicuro e sostenibile. Il messaggio centrale dell’IEA è chiaro: il mondo ha una finestra per trasformare il settore energetico e allinearsi agli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Ma, come sappiamo, il tempo per agire è limitato, l’azione deve essere rapida e decisiva e la cooperazione internazionale giocherà un ruolo di primo piano. Ma cosa occorre per tradurre in realtà queste promesse? Triplicare le energie rinnovabili entro il 2030: una sfida possibile Uno dei principali obiettivi emersi dalla COP28 è quello di triplicare la capacità globale di energie rinnovabili entro il 2030. La buona notizia, secondo il rapporto IEA, è che questo traguardo è alla nostra portata, grazie all’evoluzione delle tecnologie e alle politiche già in atto. Però non basta installare più pannelli fotovoltaici o turbine eoliche, è necessario un approccio integrato che comprenda anche l’adeguamento delle infrastrutture. Il rapporto sottolinea che, per sfruttare appieno le potenzialità di questa crescita, è necessario costruire e modernizzare oltre 25 milioni di chilometri di reti elettriche entro il 2030. Inoltre, bisognerà sviluppare una capacità di accumulo di energia pari a 1.500 gigawatt (GW), di cui 1.200 GW provenienti da batterie. Si tratta di un aumento di 15 volte rispetto ai livelli attuali, che richiede un investimento massiccio in tecnologie di accumulo e un’azione concertata a livello internazionale. Per sostenere la crescita delle rinnovabili, i Paesi dovranno anche lavorare per rendere le proprie reti elettriche più flessibili e resilienti. Un sistema energetico che possa assorbire grandi quantità di energia intermittente, come quella solare ed eolica, richiede non solo investimenti infrastrutturali, ma anche politiche che incentivino l’uso efficiente dell’energia e il risparmio energetico. Raddoppiare l’efficienza energetica: la chiave per ridurre costi ed emissioni L’efficienza energetica è un altro aspetto prioritario per il futuro dell’energia globale. Raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030 potrebbe ridurre le emissioni globali di 6,5 miliardi di tonnellate e abbattere i costi energetici del 10%. Il rapporto IEA sottolinea però che è indispensabile un maggiore impegno da parte dei governi per rendere l’efficienza energetica una priorità politica. Per i Paesi più sviluppati, IEA suggerisce di concentrare gli sforzi sull’elettrificazione di vari settori – a partire da veicoli elettrici e pompe di calore – dato che l’elettricità rappresenterà circa il 30% del consumo energetico globale entro il 2030. Per le economie emergenti, l’accento deve essere posto su standard di efficienza più rigorosi, in particolare per gli impianti di raffreddamento come i condizionatori d’aria, che rappresentano una delle voci di consumo energetico in più rapida crescita. Il rapporto evidenzia anche che migliorare l’accesso a tecnologie energetiche moderne può ridurre significativamente la domanda globale di energia. In particolare, garantire l’accesso universale a sistemi di cottura puliti nei Paesi in via di sviluppo non solo migliorerebbe le condizioni di vita di milioni di persone, ma contribuirebbe anche a ridurre le emissioni e la pressione sulle risorse energetiche tradizionali. Il rapporto sottolinea che il pieno raggiungimento degli obiettivi della COP28 per le energie rinnovabili e l’efficienza potrebbe ridurre le emissioni globali di 10 miliardi di tonnellate entro il 2030, un risultato che darebbe al mondo una reale possibilità di limitare l’aumento delle temperature globali a 1,5°C, come previsto dall’Accordi di Parigi. Ma per raggiungere questo traguardo, i Paesi dovranno rivedere i propri contributi determinati a livello nazionale (NDC) entro il 2025, allineando le loro politiche energetiche agli obiettivi concordati a Dubai. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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