Stato delle bonifiche in Italia: i numeri del Rapporto ISPRA 2025

Il IV Rapporto ISPRA sullo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia fotografa una realtà diffusa e strutturale: quasi un Comune su due è interessato da procedimenti attivi, con oltre 16.000 iter amministrativi in corso. Un quadro che restituisce complessità, tempi lunghi, forti differenze territoriali e un ruolo crescente delle risorse PNRR per affrontare i cosiddetti siti orfani.

Stato delle bonifiche in Italia: i numeri del Rapporto ISPRA 2025

Le bonifiche dei siti contaminati non rappresentano più un tema circoscritto a singole emergenze locali, ma un fenomeno strutturale che coinvolge in modo capillare il territorio nazionale. A confermarlo è il IV Rapporto “Stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia”, pubblicato da ISPRA e basato sui dati aggiornati al 1° gennaio 2024, raccolti attraverso il sistema MOSAICO del SNPA.

Il quadro che emerge è articolato: da un lato l’elevato numero di procedimenti attivati, dall’altro una percentuale significativa di casi che si conclude senza la necessità di interventi operativi. In mezzo, una macchina amministrativa complessa, tempi procedurali variabili e un peso crescente delle politiche pubbliche di finanziamento.

Procedimenti di bonifica: diffusione territoriale e stato di avanzamento

Un dato interessante riguarda la pervasività del fenomeno. Il 46% dei Comuni italiani, pari a 3.619 amministrazioni, è interessato da almeno un procedimento di bonifica attivo. Complessivamente, i procedimenti censiti sono oltre 38.000, di cui 16.365 ancora in corso e 22.191 già conclusi.

È importante sottolineare che l’avvio di un procedimento non implica automaticamente l’esecuzione di interventi di bonifica o messa in sicurezza. Le verifiche ambientali e le analisi di rischio portano infatti, nella maggioranza dei casi, a escludere la necessità di interventi strutturali. Secondo i dati ISPRA, circa il 70% dei procedimenti regionali si è concluso senza opere di bonifica, mentre solo il 30% ha richiesto azioni operative sul sito.

Bonifica siti contaminati: Cartina comuni con procedimenti in corso 2025
Cartina comuni con procedimenti in corso. Fonte ISPRA

Tra i procedimenti che hanno comportato interventi, il rapporto evidenzia che:

  • 3.243 procedimenti risultano in fase di intervento;
  • 2.601 sono attualmente in corso;
  • 642 hanno concluso i lavori ma sono in attesa di certificazione finale.

Dal punto di vista geografico, la distribuzione non è omogenea. Lombardia, Piemonte e Toscana concentrano da sole oltre la metà dei procedimenti in fase di intervento, riflettendo sia una maggiore densità di attività industriali storiche sia una più avanzata capacità amministrativa di attivazione e gestione delle procedure.

Superfici coinvolte e complessità degli interventi

Per quanto riguarda l’estensione dei siti, la maggior parte dei procedimenti interessa aree di dimensioni contenute: il 70% delle superfici amministrative è inferiore ai 10.000 metri quadrati e quasi un terzo non supera i 1.000 metri quadrati. Solo nel 18% dei casi si tratta di aree superiori ai 20 ettari, tipicamente associate a ex poli industriali o infrastrutture dismesse di grandi dimensioni.

Tempi, siti orfani e ruolo delle risorse pubbliche

La durata dei procedimenti rappresenta uno degli aspetti più critici per enti locali, operatori e cittadini. I dati nazionali mostrano una forte variabilità, ma indicano anche un miglioramento rispetto al passato. La metà dei procedimenti conclusi con interventi di bonifica o messa in sicurezza si chiude in meno di quattro anni, mentre il restante 50% richiede tempi più lunghi, spesso legati alla complessità tecnica o ai passaggi autorizzativi.

Un capitolo specifico del rapporto è dedicato ai siti orfani, ovvero aree per le quali non è stato possibile individuare un soggetto responsabile degli obblighi di bonifica. A livello nazionale ne risultano censiti 484, di cui 225 già finanziati e 55 con procedimento concluso. Si tratta in larga parte di siti storici, spesso abbandonati da decenni, per i quali l’intervento pubblico è diventato l’unica strada percorribile.

In questo contesto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha rappresentato un cambio di passo significativo. Le risorse PNRR hanno consentito di sbloccare numerosi procedimenti fermi da anni, rafforzando il ruolo dello Stato e delle Regioni nella gestione diretta delle bonifiche più complesse.

Una questione ambientale che incrocia pianificazione e rigenerazione urbana

Al di là dei numeri, il Rapporto ISPRA restituisce una fotografia utile anche per il mondo della progettazione, dell’edilizia e della rigenerazione urbana. Le bonifiche non sono solo interventi ambientali, ma passaggi preliminari fondamentali per il riuso dei suoli, la riduzione del consumo di territorio e il recupero di aree strategiche per lo sviluppo urbano.

Come sottolinea il documento, “la conoscenza puntuale dello stato dei procedimenti rappresenta un prerequisito essenziale per orientare le politiche di pianificazione territoriale e gli investimenti pubblici e privati”. Una considerazione che rende il tema delle bonifiche sempre più centrale nel dibattito sulla trasformazione sostenibile delle città e dei territori.

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