Fotovoltaico, aste e corporate PPA: cosa dice il report SolarPower Europe sul mercato europeo 2025

Il nuovo report di SolarPower Europe mostra che tra il 2022 e il 2025 aste pubbliche e corporate PPA hanno sostenuto 92 GW di nuove installazioni solari nell’UE. Nel 2025 le aste toccano un massimo storico, i PPA rallentano ma restano un presidio per la competitività industriale. L’Italia emerge come uno dei mercati più dinamici grazie a FER X, Energy Release e MACSE.

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Fotovoltaico, aste e corporate PPA: cosa dice il report SolarPower Europe sul mercato europeo 2025

Il report “Auctions and Corporate PPAs: European Market Review 2025” di SolarPower Europe offre una fotografia molto nitida del nuovo equilibrio europeo tra strumenti pubblici di supporto e contratti privati di lungo termine. Le aste fotovoltaiche tornano a crescere dopo anni difficili, i corporate PPA restano essenziali per dare visibilità di prezzo alle imprese, ma aumentano le pressioni di sistema legate a congestione di rete, curtailment (cioè la riduzione forzata o volontaria dell’energia prodotta da un impianto, anche se sarebbe tecnicamente in grado di generare di più a causa di congestione, saturazione della rete o insufficiente flessibilità del sistema elettrico), riduzione dei prezzi nelle ore di picco produttivo delle rinnovabili e domanda elettrica ancora troppo debole.

In questo scenario l’Italia ha un ruolo di primo piano, con 10,8 GW assegnati tramite FER X nel 2025 e con un posizionamento sempre più rilevante anche sul fronte dello storage.

Il report 2025 di SolarPower Europe mostra che aste FER e corporate PPA sono strumenti complementari e non alternativi: il sostegno pubblico e il mercato privato concorrono insieme a sostenere gli investimenti, ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi e accelerare la diffusione del fotovoltaico in Europa.

Aste solari in ripresa, ma restano criticità

Dal Rapporto emerge che tra il 2022 e il 2025 aste pubbliche e cPPA hanno contribuito a 92 GW di installazioni solari nell’Unione europea, una capacità che, secondo SolarPower Europe, corrisponde al fabbisogno elettrico di circa 28 milioni di abitazioni europee, cioè oltre il 10% delle famiglie del continente. Dopo la crisi energetica innescata dall’invasione russa dell’Ucraina, i contratti di lungo periodo hanno rappresentato un fattore di protezione per cittadini, imprese e investitori.

Ma il 2025 non è soltanto l’anno della conferma. È anche l’anno in cui diventano evidenti i nuovi colli di bottiglia. Se nella fase immediatamente successiva al 2022 il tema dominante era la volatilità dei prezzi energetici, oggi la questione si sposta sulla capacità del sistema elettrico di integrare quote crescenti di produzione rinnovabile. Diventano sempre più centrali temi come la struttura delle aste, la saturazione della rete, i prezzi negativi dell’energia in alcune ore, l’integrazione delle batterie, l’elettrificazione dei consumi industriali e la sostenibilità economico-finanziaria dei contratti di lungo termine.

Per quanto riguarda le aste, nel 2025 l’UE ha assegnato 25,2 GW di capacità fotovoltaica tramite aste, con un incremento del 23% rispetto al 2024 e un nuovo massimo storico. È un’inversione di tendenza significativa, soprattutto se confrontata con il ciclo difficile del biennio 2022-2023. Il precedente picco si era registrato nel 2021 con 14,8 GW assegnati.

La ripresa delle aste non elimina le fragilità del sistema

SolarPower Europe osserva che tra il 2021 e il 2025 quasi la metà dei round d’asta europei ha raccolto offerte inferiori alla capacità messa a gara. Molte aste continuano a ricevere meno offerte del previsto. Non è solo una questione di capacità non assegnata: è anche il segnale che i meccanismi di gara non sempre funzionano in modo efficace. Quando i progetti partecipanti sono troppo pochi, diventa più difficile programmare gli investimenti, si riduce la visibilità sullo sviluppo futuro del mercato e rallenta la crescita degli impianti di grande taglia, fondamentali per la decarbonizzazione. E’ necessario che le aste siano realmente “appetibili” e  capaci di attrarre concorrenza qualificata.

NZIA e criteri non-price: entra in campo la politica industriale

Un altro aspetto riguardariguarda l’intreccio crescente tra aste FER e strategia industriale europea. Il report colloca il 2025 nella fase preparatoria dell’implementazione del Net-Zero Industry Act, ricordando che dal 1° gennaio 2026 almeno il 30% dei volumi annuali messi a gara, oppure fino a 6 GW per Paese, dovrà includere criteri diversi dal solo prezzo. Nel caso del fotovoltaico, questo si traduce nell’introduzione di requisiti legati a resilienza, diversificazione della supply chain, sostenibilità e impronta ambientale dei componenti.

Corporate PPA: meno slancio rispetto al 2024, ma il mercato non arretra

Sul fronte dei corporate PPA, il 2025 presenta una dinamica meno lineare. Dopo due anni di forte espansione, il mercato europeo dei solar cPPA rallenta, ma senza configurare una contrazione strutturale. La capacità cumulata annunciata arriva a 25,1 GW nell’area UE-27 + Regno Unito, mentre il 2025 torna sostanzialmente sui livelli del 2023 dopo il record del 2024.

Il mercato europeo dei solar cPPA in europa dal 2019 al 2025

La ragione è legata a diversi fattori. Nei mercati più avanzati, i PPA sono messi sotto pressione dalla riduzione dei prezzi nelle ore di maggiore produzione rinnovabile, dai limiti della rete, dai tagli alla produzione e da una domanda elettrica che cresce troppo lentamente. Per continuare a svilupparsi, questi contratti hanno quindi bisogno non solo di nuova offerta rinnovabile, ma anche di più consumi elettrici da parte dell’industria. Per questo i PPA non riguardano più solo l’acquisto di energia, ma anche la strategia industriale ed energetica europea.

Germania in calo, Spagna leader, Italia in accelerazione

Il report segnala che la Germania è entrata in una fase complessa: nel 2025 i volumi annunciati di solar corporate PPA sono calati del 56%. È il riflesso di un sistema in cui le ore di sovrapproduzione rinnovabile, i segnali di saturazione e la pressione sui prezzi stanno riducendo la convenienza di alcuni schemi contrattuali tradizionali.

La Spagna mantiene la leadership europea e resta il mercato più resiliente, con oltre 2 GW di corporate solar PPA firmati ogni anno tra il 2023 e il 2025.

Il report segnala inoltre l’espansione di Italia, Polonia e Bulgaria, mercati che continuano a presentare una forte esposizione alla generazione termoelettrica a gas e quindi prezzi wholesale (prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica) relativamente elevati. In questi Paesi i PPA restano particolarmente interessanti perché consentono alle imprese di stabilizzare il costo dell’energia nel medio-lungo periodo.

Focus Italia: FER X spinge il fotovoltaico, crescono i PPA e il MACSE porta lo storage al centro

Il mercato italiano delle aste compie nel 2025 un salto in avanti molto evidente. SolarPower Europe stima che il nuovo schema FER X abbia consentito l’assegnazione di 10,8 GW di capacità fotovoltaica in un solo anno, tra impianti a terra, rooftop e agrivoltaico. Secondo il report, nessun altro Stato membro aveva mai assegnato un simile volume di FV in un solo anno. Nel cumulato, l’Italia arriva così a 15 GW di capacità FV supportata, diventando il secondo mercato europeo per aste solari.

Nel 2025 il meccanismo FER X ha previsto, accanto al comparto solare regolare, un comparto dedicato alla resilienza della filiera, un segmento dell’asta pensato per premiare impianti con requisiti aggiuntivi legati alla solidità e alla diversificazione della catena di fornitura.

Nel solare standard sono stati assegnati 7,7 GW a un prezzo medio di 56,8 euro/MWh, mentre nel comparto resilience sono stati assegnati 1,1 GW a 66,4 euro/MWh. Il differenziale è quindi di circa 10 euro/MWh, pari a circa il 17%. Per SolarPower Europe, questa esperienza mostra che criteri legati alla diversificazione della filiera possono essere inseriti nelle aste, anche se con un costo più elevato da tenere sotto controllo.

Sul fronte dei corporate PPA, il report descrive l’Italia come uno dei mercati più dinamici degli ultimi anni. Le capacità annunciate sono triplicate tra 2023 e 2024 e sono raddoppiate ancora nel 2025. Secondo SolarPower Europe, questa crescita è favorita anche da prezzi all’ingrosso dell’elettricità ancora relativamente alti e dal lancio dell’Energy Release, il meccanismo pensato per offrire energia rinnovabile a prezzo stabile alle imprese energivore. Il primo invito a manifestare interesse, ricorda il report, ha registrato richieste molto superiori ai volumi disponibili.

MACSE e batterie: cresce la flessibilità

Il report sottolinea che la crescita del fotovoltaico dipende sempre di più anche dalla capacità del sistema elettrico di gestire l’energia prodotta. In questo quadro, nel 2025 gli Stati membri dell’UE hanno sostenuto 70 GWh di batterie di grande taglia, un volume quasi equivalente all’intera capacità di accumulo allora connessa alla rete europea.

Anche in questo caso tra i casi citati c’è l’Italia, con il primo round MACSE del settembre 2025. Sono stati assegnati tutti i 10 GWh messi a gara, tramite contratti con Terna a prezzo fisso della durata di 15 anni. Il prezzo medio assegnato si è collocato poco sotto 13.000 euro/MWh/anno, molto al di sotto del tetto di 37.000 euro/MWh/anno. I progetti selezionati hanno mostrato una durata media di 6,7 ore, segnale della preferenza per sistemi di accumulo di lunga durata.

Il tema, dunque, non è più solo installare nuova capacità rinnovabile, ma renderla integrabile nella rete. Per questo l’abbinamento tra fotovoltaico e storage sta diventando sempre più centrale nell’evoluzione del sistema elettrico europeo.

Aste FV, PPA e storage: i principali numeri 

Indicatore Valore Lettura del dato
Installazioni solari UE abilitate da aste e cPPA tra 2022 e 2025 92 GW Peso combinato dei contratti di lungo termine nel post-crisi
Capacità FV assegnata tramite aste UE nel 2025 25,2 GW Nuovo massimo storico, +23% sul 2024
Capacità cumulata annunciata nei solar cPPA 25,1 GW Il mercato rallenta ma resta strutturalmente rilevante
Calo dei solar cPPA in Germania nel 2025 -56% Effetto di cannibalizzazione dei prezzi, congestione e curtailment
Capacità FV assegnata in Italia nel 2025 10,8 GW Miglior risultato annuale registrato da uno Stato membro
Capacità FV complessivamente supportata in Italia 15 GW L’Italia diventa il secondo mercato europeo per aste solari
Capacità BESS utility-scale sostenuta nell’UE nel 2025 70 GWh La flessibilità diventa un asse sempre più rilevante della transizione
Capacità assegnata dal primo MACSE italiano 10 GWh Lo storage entra a pieno titolo nei meccanismi di supporto

Fonte dati  SolarPower Europe, Auctions and Corporate PPAs: European Market Review 2025

FAQ Aste FV e PPA

Cosa sono i corporate PPA nel settore energetico?

I corporate PPA, o corporate power purchase agreements, sono contratti bilaterali di lungo termine attraverso cui un’impresa acquista energia elettrica da un produttore rinnovabile a condizioni predefinite, spesso con prezzo fisso o strutturato e durata pluriennale. Servono a dare stabilità ai costi energetici e visibilità ai ricavi dei progetti rinnovabili.

Quanta capacità fotovoltaica è stata assegnata in Europa tramite aste nel 2025?

Secondo SolarPower Europe, nel 2025 l’Unione europea ha assegnato 25,2 GW di capacità FV tramite aste, segnando un aumento del 23% rispetto al 2024 e un nuovo massimo storico per il mercato europeo delle aste solari.

Perché i corporate PPA sono rallentati nel 2025?

Il rallentamento è legato a una combinazione di fattori: price cannibalisation, congestione di rete, curtailment e crescita insufficiente della domanda elettrica, soprattutto nei sistemi già molto decarbonizzati. Non si tratta però, secondo SolarPower Europe, di un crollo strutturale della domanda di PPA.

Perché l’Italia è un caso rilevante nel report?

L’Italia viene segnalata perché nel 2025 ha assegnato 10,8 GW di fotovoltaico tramite il meccanismo FER X, il volume più alto mai assegnato in un singolo anno da uno Stato membro secondo il report. Inoltre mostra una forte crescita nei corporate PPA e un ruolo importante anche nello storage grazie al primo round MACSE.

Qual è il legame tra fotovoltaico e storage secondo SolarPower Europe?

Il report sostiene che il futuro di aste e PPA dipenderà sempre più dall’integrazione della flessibilità nel sistema elettrico. La crescita delle batterie utility-scale è vista come una condizione necessaria per limitare gli effetti di congestione, prezzi negativi e curtailment e per sostenere la bancabilità di nuovi progetti solari. Nel 2025 nell’UE sono stati sostenuti quasi 70 GWh di BESS utility-scale

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