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A cura di: Adele di Carlo Indice degli argomenti Toggle Che cos’è il Bonus maltempo 2026Chi può richiedere l’indennitàL’importanza del requisito territorialeCome si presenta la domanda INPSUltimo giorno disponibile il 20 giugno 2026Pagamenti rapidi, ma con verifiche successiveLa misura per i lavoratori dipendenti: l’ammortizzatore sociale unicoSospesi i versamenti contributivi nelle aree colpiteFAQ: Bonus maltempo 2026Quanto vale il Bonus maltempo 2026?Quali periodi di fermo sono coperti?Chi sono i beneficiari della misura?Come inviare la richiesta all’INPS?I lavoratori dipendenti hanno diritto al Bonus maltempo 2026? Negli ultimi anni gli eventi meteorologici estremi sono diventati sempre più frequenti e distruttivi, con effetti che non si limitano ai danni materiali ma incidono direttamente sulla continuità delle attività economiche locali. Le alluvioni e i fenomeni franosi che hanno colpito Calabria, Sardegna e Sicilia nei primi mesi del 2026 hanno evidenziato, ancora una volta, quanto la vulnerabilità climatica abbia ricadute immediate sul lavoro autonomo, sulle professioni e sulle piccole attività produttive. In questo contesto si colloca il cosiddetto “Bonus maltempo 2026”, un’indennità straordinaria destinata a compensare la perdita di reddito subita da lavoratori autonomi e parasubordinati costretti a sospendere l’attività a causa dell’emergenza. La misura riguarda i periodi di fermo compresi tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026 e si affianca ad altri interventi di protezione civile e sostegno economico adottati per le aree colpite. Il Bonus maltempo trova la propria base normativa nel decreto-legge n. 25/2026, convertito dalla legge n. 59/2026, che ha introdotto un pacchetto straordinario di misure a favore di lavoratori, imprese e professionisti colpiti dagli eventi meteorologici eccezionali verificatisi a partire dal 18 gennaio 2026. Oltre all’indennità destinata agli autonomi, il provvedimento ha previsto un ammortizzatore sociale unico per i lavoratori dipendenti e la sospensione di alcuni adempimenti contributivi nelle aree interessate dall’emergenza. Che cos’è il Bonus maltempo 2026 Di fronte ad eventi atmosferici eccezionali, lo Stato ha deciso di indennizzare le attività produttive danneggiate con un bonus una tantum, finalizzato a coprire le giornate di lavoro perse. Il bonus prende come finestra temporale gli episodi di maltempo estremo verificatisi a partire dal 18 gennaio 2026. Si tratta, in pratica, di un’indennità pari a 500 euro per ciascun periodo riconosciuto, entro il limite massimo di 15 giorni complessivi. L’importo complessivo per ogni lavoratore non può in ogni caso superare i 3.000 euro. La misura non ha natura strutturale e non sostituisce gli ordinari ammortizzatori sociali: è stata concepita come intervento emergenziale legato allo stato di calamità dichiarato per specifici territori. Chi può richiedere l’indennità La platea dei beneficiari comprende categorie che spesso restano escluse o risultano coperte solo parzialmente dagli strumenti tradizionali di integrazione del reddito. Possono presentare domanda i collaboratori coordinati e continuativi, compresi dottorandi, assegnisti di ricerca e medici in formazione specialistica, gli agenti e rappresentanti di commercio, i lavoratori autonomi e i professionisti, nonché i titolari di attività d’impresa iscritti a forme obbligatorie di previdenza e assistenza. Rientrano nel Bonus maltempo anche artigiani, commercianti, coltivatori diretti, pescatori autonomi, professionisti iscritti alla Gestione separata INPS e professionisti iscritti agli enti previdenziali privati di categoria. L’importanza del requisito territoriale Trattandosi di un bonus legato alla territorialità, l’appartenenza alle categorie professionali sopra elencate non basta. La norma richiede un collegamento diretto con i territori colpiti. Alla data del 18 gennaio 2026 il lavoratore danneggiato deve risultare residente, domiciliato oppure operante nel comune interessato dallo stato di emergenza deliberato il 26 gennaio 2026. Per agenti e rappresentanti è richiesto che l’attività sia svolta prevalentemente nei territori interessati. Come si presenta la domanda INPS La richiesta va trasmessa esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale INPS, utilizzando SPID, Carta d’Identità Elettronica, Carta Nazionale dei Servizi o credenziali eIDAS. Dopo l’accesso, bisogna cliccare su “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”, nella sezione dedicata a sostegni, sussidi e indennità, dove è disponibile la procedura specifica per l’indennità maltempo. La procedura è stata disciplinata dall’INPS con la circolare n. 53 del 7 maggio 2026, che ha definito requisiti, modalità operative e controlli successivi per l’accesso all’indennità. L’erogazione del beneficio resta subordinata alla verifica dei requisiti dichiarati e alla disponibilità delle risorse stanziate dal decreto. All’atto della compilazione sono richiesti i dati anagrafici, le informazioni sull’attività svolta e la documentazione utile a dimostrare la sospensione. L’INPS consente di presentare una domanda per ciascun periodo di sospensione oppure un’unica istanza cumulativa riferita a più periodi di fermo, fino a un massimo di sei periodi anche consecutivi. Ultimo giorno disponibile il 20 giugno 2026 La finestra telematica per l’invio delle richieste si chiude il 20 giugno 2026. Oltre al canale diretto online, i lavoratori possono farsi assistere dai patronati oppure utilizzare il Contact Center Multicanale dell’INPS. Dopo tale data non sarà più possibile presentare nuove domande per questa misura straordinaria. Pagamenti rapidi, ma con verifiche successive L’INPS ha annunciato che l’erogazione avverrà sulla base delle dichiarazioni rese in fase di domanda, con l’obiettivo di assicurare un sostegno tempestivo. Successivamente saranno effettuati controlli a campione e verifiche sistematiche sulla correttezza dei requisiti dichiarati, sui periodi di sospensione e sul collegamento territoriale con le aree colpite. In caso di dichiarazioni inesatte o non veritiere, l’Istituto potrà avviare il recupero delle somme erogate e applicare le sanzioni previste dalla normativa vigente. La misura per i lavoratori dipendenti: l’ammortizzatore sociale unico Per i lavoratori subordinati del settore privato, compresi gli operai agricoli, il decreto non prevede il bonus una tantum ma un ammortizzatore sociale unico collegato agli eventi meteorologici eccezionali. La misura si applica ai dipendenti delle aziende con sedi operative nei comuni colpiti, ai lavoratori residenti o domiciliati nelle aree interessate che non hanno potuto raggiungere il luogo di lavoro e, con regole specifiche, anche ai lavoratori agricoli assunti entro il 30 aprile 2026. L’ammortizzatore può essere riconosciuto fino a 90 giornate in caso di sospensione dell’attività lavorativa e fino a 15 giornate quando l’impossibilità riguarda esclusivamente il raggiungimento del posto di lavoro. In questo caso, le domande devono essere presentate dai datori di lavoro tra il 14 aprile e il 31 maggio 2026 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’INPS. Per i datori di lavoro non agricoli è prevista la procedura OMNIA Integrazioni Salariali, mentre per il comparto agricolo occorre utilizzare il servizio CISOA Web. La prestazione viene erogata direttamente dall’Istituto. Le modalità operative sono state definite dalla circolare INPS n. 54 del 13 maggio 2026. Sospesi i versamenti contributivi nelle aree colpite Accanto alle misure di sostegno al reddito, il decreto-legge n. 25/2026 ha previsto anche la sospensione dei termini per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei soggetti maggiormente colpiti dall’emergenza. Il beneficio interessa i datori di lavoro privati, compresi i datori di lavoro domestico e quelli con dipendenti iscritti alla Gestione pubblica, i lavoratori autonomi appartenenti alle gestioni artigiani, commercianti e agricoli, nonché i committenti e i professionisti iscritti alla Gestione separata. Per accedere alla sospensione è necessario che, alla data del 18 gennaio 2026, il soggetto interessato avesse la residenza, la sede legale o la sede operativa nei comuni colpiti dagli eventi meteorologici e che l’attività fosse svolta in immobili danneggiati dall’emergenza. Tutti i versamenti sospesi dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 10 ottobre 2026, senza applicazione di sanzioni o interessi. Non è invece previsto alcun rimborso per i contributi già versati. I beneficiari saranno individuati attraverso una specifica ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, emanata su proposta dei presidenti delle regioni interessate. Le indicazioni operative sono contenute nella circolare INPS n. 49 del 22 aprile 2026. FAQ: Bonus maltempo 2026 Quanto vale il Bonus maltempo 2026? Il contributo statale, non strutturale ma una tantum, è pari a 500 euro per ciascun periodo di sospensione riconosciuto; la cifra massima raggiungibile è di 3.000 euro per lavoratore. Quali periodi di fermo sono coperti? Ai fini del bonus sono rilevanti le sospensioni dell’attività lavorativa comprese tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026. Chi sono i beneficiari della misura? Hanno diritto al bonus, su richiesta, diverse categorie di lavoratori: autonomi, professionisti, collaboratori coordinati e continuativi, agenti e rappresentanti di commercio e titolari di attività d’impresa iscritti a una forma obbligatoria di previdenza, purché collegati ai territori in stato di emergenza. Come inviare la richiesta all’INPS? L’unica via per ottenere il Bonus maltempo è online tramite il portale INPS con SPID, CIE, CNS o eIDAS, utilizzando la procedura dedicata alle prestazioni non pensionistiche. I lavoratori dipendenti hanno diritto al Bonus maltempo 2026? No, il bonus è riservato ai lavoratori autonomi. Per i dipendenti del settore privato opera l’ammortizzatore sociale unico legato all’emergenza meteorologica, con domanda presentata dal datore di lavoro. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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