Sungrow a Intersolar Europe 2026: dalle soluzioni residenziali al Power Titan 3.0

SUNGROW ITALY

Dalla gestione energetica domestica allo storage utility scale di ultima generazione, passando per il segmento C&I, la mobilità elettrica e l’ingresso nel mercato dei data center. Sungrow ha scelto Intersolar Europe 2026, la principale fiera internazionale del solare tenutasi a Monaco di Baviera, come palcoscenico per presentare un’ampia gamma di novità di prodotto e di sistema.

Infobuildenergia ha incontrato allo stand Massimo Bracchi, Country Manager Italy di Sungrow, che ha guidato una panoramica completa delle soluzioni in esposizione e ha condiviso la sua lettura delle prospettive del mercato europeo e italiano.

A cura di:

Massimo Bracchi e la redazione di Infobuildenergia a Intersolar

Sungrow a Intersolar

Intervista a Massimo Bracchi, Country Manager Italy

Partiamo dall’area residenziale. Quali sono le principali novità che Sungrow presenta in fiera per questo segmento?

Nel residenziale il focus è sulla piattaforma di Energy Management dedicata alle abitazioni e alle piccole aziende. Sul fronte storage, la novità principale sono le batterie SBL, soluzioni low voltage abbinabili agli inverter ibridi SHRL di nuova generazione nelle varie taglie, pensate per massimizzare la flessibilità di sistema e incrementare l’autoconsumo domestico.

Completano l’offerta gli inverter ibridi monofase SHRS, da 3 a 6 kW, abbinabili alle batterie SBS050 — ormai uno standard nel mercato italiano — e alle SBH, espandibili a cassetto. Le SBH si distinguono dalle SBS per la capacità di crescere in modo modulare nel tempo, rendendole adattabili tanto al contesto residenziale quanto a quello professionale.

Tra le novità residenziali spicca il Minicube 2000. A chi si rivolge e cosa lo distingue rispetto a un impianto tradizionale?

Il Minicube 2000 è il nostro prodotto Balcony, pensato per chi vuole avvicinarsi al fotovoltaico senza affrontare un’installazione su tetto. Abbina un inverter ibrido da 800 W a una soluzione storage da 2 a 10 kWh in un formato compatto e dal design curato. È una soluzione che amplia il perimetro del fotovoltaico domestico, rendendolo accessibile anche in contesti abitativi dove un impianto tradizionale non sarebbe praticabile.

Il Power Harbor introduce il concetto all-in-one nel catalogo residenziale Sungrow. Cosa cambia rispetto alle soluzioni tradizionali e a quale fascia di utenza si rivolge?

Il Power Harbor è la prima soluzione Sungrow realmente all-in-one: una colonna che integra in un unico corpo sia i cassetti di accumulo sia l’inverter di conversione, eliminando la necessità di installare e collegare separatamente le due componenti. È una soluzione trifase con potenza di conversione da 10 a 30 kW e capacità di accumulo da 6 a 120 kWh, pensata per abitazioni medio-grandi. Il vantaggio più immediato è sulla semplicità e la velocità di installazione: l’architettura a torre modulare riduce significativamente i tempi di messa in esercizio, un fattore sempre più rilevante per gli installatori.

Power Harbor

Nel segmento C&I Sungrow presenta diverse novità, tra cui una nuova configurazione del Power Keeper. Quali sono le principali e cosa cambia rispetto all’offerta precedente?

Anche nel C&I il focus è sull’Energy Management e sulla generazione ibrida. Sul fronte della conversione presentiamo la gamma trifase composta dai modelli SH 50 CX, 80 CX e 125 CX. Questi inverter si abbinano alla novità di punta per lo storage commerciale: la nuova versione del Power Keeper in configurazione DC Coupling, in cui la conversione avviene esternamente tramite gli inverter della serie SH, mentre l’armadio gestisce esclusivamente la carica e la scarica delle batterie.

Il risultato è un sistema con un livello molto elevato di flessibilità e granularità, configurabile a partire da cassetti da 12,5 kWh ed espandibile in base alle esigenze specifiche del cliente. Rimane disponibile anche il Power Stack AC, che sta registrando ottimi risultati in Italia, con PCS e gestione dell’accumulo integrati in un’unica soluzione. Nello stand a Intersolar è visibile anche un’applicazione già operativa in Italia: l’abbinamento tra inverter ibrido, Power Stack DC e una colonnina di ricarica fast fino a 400 kW, che ottimizza i costi di ricarica attingendo direttamente all’energia accumulata.

Longevità e affidabilità sembrano essere elementi distintivi del Power Keeper. Come si traducono concretamente a livello di architettura del sistema?

Il Power Keeper è progettato intorno a due principi fondamentali: controllo granulare e longevità del sistema. Il monitoraggio avviene in tempo reale su ogni singolo cassetto, con rilevazione continua di prestazioni, temperatura e stato di carica e scarica, per garantire un invecchiamento omogeneo dell’intera soluzione. In caso di guasto su un cassetto, è possibile sostituirlo senza incorrere nel cosiddetto effetto pila, che altrimenti comprometterebbe le performance dell’intero sistema.

È una soluzione nativa outdoor, e a Intersolar 2026 lo stiamo dimostrando in modo piuttosto diretto: la batteria è esposta immersa in una micro piscina fino a 50 cm di altezza, per mostrare che l’elettronica lavora senza problemi anche in condizioni climatiche estreme.

Nel segmento utility Sungrow porta a Intersolar novità sia sulla conversione che sulla gestione della rete. 

Sul fronte della gestione della rete presentiamo il sistema Matrix, una piattaforma integrabile con sistemi BESS e fotovoltaici attraverso dispositivi dedicati al bilanciamento e al supporto della rete elettrica. È una soluzione pensata per rispondere a esigenze che diventeranno sempre più centrali anche in Italia: grid forming e servizi ancillari sono temi destinati a crescere rapidamente, e Matrix è progettato anche per supportare Terna nella gestione sicura ed efficiente della rete ad alta tensione.

Sul fronte della conversione, presentiamo in anteprima il nuovo inverter di stringa SG510HX da 510 kW nominali, rivolto sia alle applicazioni small utility che a quelle utility scale. In Italia il segmento tra 1 e 10 MW sulle connessioni in media tensione è molto competitivo, e questo prodotto è posizionato per raccogliere l’eredità del suo predecessore SG350HX.

Introduciamo inoltre la nuova serie di inverter centralizzati 1+X: una soluzione modulare con compartimenti da 1,1 MW espandibili fino a 8,8 MW complessivi, abbinabili a stazioni di media tensione per impianti da decine o centinaia di megawatt. La filosofia di Sungrow nel segmento utility rimane quella delle piattaforme aperte: i progettisti possono scegliere liberamente tra architettura decentralizzata di stringa e architettura centralizzata, e oggi siamo in grado di offrire entrambe con la stessa efficacia.

Power Titan 3.0

Chiudiamo con lo storage utility scale. Cosa porta di nuovo il Power Titan 3.0 rispetto alle generazioni precedenti e come si sta posizionando nel mercato italiano?

Con il Power Titan 3.0 consolidiamo la nostra strategia di leadership nello storage utility scale. La terza generazione raggiunge una capacità di 7,14 MWh con una PCS da 1,78 MW, collocandosi come la soluzione con la più alta densità di capacità e potenza oggi disponibile sul mercato. In Italia stiamo già deliberando diverse decine di MWh per impianti di grande taglia. La configurabilità in durata — 2, 3, 6 e 8 ore — è un elemento strategico che consente di rispondere tanto alle aste capacity e MACSE quanto ad applicazioni merchant o tolling, adattandosi a modelli di business anche molto articolati.

Qual è la lettura di Sungrow sul mercato europeo e italiano, e quali sviluppi strategici avete in programma?

L’Italia si è consolidata stabilmente nella top 3 dei mercati europei: siamo il secondo mercato per l’utility scale e per lo storage C&I, e il secondo mercato residenziale dopo la Germania, un posizionamento cresciuto in modo significativo negli ultimi anni. I trend che osserviamo sono chiari. Nel residenziale, la gestione energetica integrata è ormai imprescindibile: accumulo, mobilità elettrica, gestione dei consumi. Stiamo sviluppando anche soluzioni automatizzate con operatori di intelligenza artificiale che ottimizzano la cessione degli eccessi di produzione alla rete negli orari in cui il prezzo riconosciuto dal GSE è più favorevole, coniugando massimizzazione dell’autoconsumo e scambio con la rete economicamente vantaggioso.

Nel C&I, i driver principali sono l’integrazione con la mobilità elettrica, l’arbitraggio e il peak shifting: le vendite di Power Stack in Italia nei primi quattro mesi dell’anno sono state molto solide e orientate esattamente verso questi modelli di business.

A Intersolar abbiamo annunciato un nuovo fronte strategico: l’ingresso nel mercato dei data center. Li supporteremo con soluzioni innovative e trasformatori a stato solido per garantire stabilità, continuità della fornitura elettrica e riduzione dell’impatto ambientale, in un segmento destinato a crescere rapidamente anche in Italia nei prossimi tre anni.

Infine, l’annuncio più atteso: entro il primo semestre del 2027 entrerà in funzione la prima fabbrica europea di Sungrow, in Polonia. Quattrocento addetti, una capacità produttiva di 40 GW di soluzioni di conversione fotovoltaica e 12,5 GWh di storage, un investimento complessivo superiore ai 200 milioni di euro. È un segnale concreto della nostra volontà di radicarci sempre più nella catena del valore europea.

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