Ora Legale 2026: torna domenica 29 marzo. Quanto si risparmia davvero e perché potrebbe durare tutto l’anno

Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo torna l’ora legale, con le lancette da spostare avanti di un’ora. Il tema riapre da qualche anno il confronto sui benefici energetici ed economici del cambio d’orario. Alla Camera è partito l’iter per un’indagine conoscitiva sull’ipotesi di adottare l’ora legale permanente. Resta aperto anche il dossier europeo sull’abolizione del passaggio stagionale tra ora solare e legale.
Quanto potrebbero risparmiare gli italiani sulle bollette di luce e gas con l’adozione permanente dell’ora legale?

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Ora Legale 2026: torna domenica 29 marzo. Quanto si risparmia davvero e perché potrebbe durare tutto l’anno

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 torna l’ora legale: alle 2.00 le lancette andranno spostate avanti di un’ora. È il consueto passaggio alla summer time previsto dall’attuale disciplina europea, che continua a fissare il cambio sull’ultima domenica di marzo e il ritorno all’ora solare nell’ultima domenica di ottobre.

Come sempre in questo periodo dell’anno si ripropone la questione se abbia o meno senso abolire l’ora solare per favorire il risparmio energetico. Quest’anno la X Commissione Attività produttive della Camera ha deliberato l’avvio di un’indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale, con l’obiettivo di approfondire effetti e ricadute sui diversi settori. La procedura è ufficialmente in corso e rappresenta il primo vero passaggio istituzionale recente sul tema in Italia. Non si tratta ancora di una decisione normativa, ma di una fase istruttoria finalizzata a raccogliere dati, audizioni e valutazioni tecniche prima di qualsiasi scelta politica.

Quanto si risparmia davvero con l’ora legale

Dal punto di vista energetico l’ultimo dato ufficiale di Terna, relativo al periodo di applicazione dell’ora legale nel 2025, stima minori consumi per circa 330 milioni di kWh e un risparmio economico di circa 100 milioni di euro.
SIMA – Società Italiana di Medicina Ambientale- segnala inoltre che l’ora legale consentirebbe ogni anno di evitare tra 160.000 e 200.000 tonnellate di CO2, un beneficio paragonabile alla capacità di assorbimento garantita dalla messa a dimora di circa 2-6 milioni di alberi.
Secondo Terna, nel lungo periodo, dal 2004 al 2024, l’adozione stagionale dell’ora legale ha consentito all’Italia di evitare oltre 11,7 miliardi di kWh di consumi elettrici, con un beneficio economico complessivo di circa 2,2 miliardi di euro.

Il nuovo quadro parlamentare richiama stime più aggiornate.
Nei materiali della X Commissione della Camera si legge testualmente che:

“dal 2004 al 2024 l’Italia ha risparmiato oltre 12 miliardi di kilowattora e circa 2,3 miliardi di euro grazie all’adozione stagionale dell’ora legale” e che mantenere l’ora legale tutto l’anno “potrebbe generare un ulteriore risparmio annuo di 720 milioni di kilowattora e circa 180 milioni di euro, riducendo al contempo le emissioni di anidride carbonica di 200.000 tonnellate l’anno”.

Sono numeri che coincidono con l’analisi di SIMA e che entrano anche nel perimetro dell’analisi parlamentare.

Indicatore Valore Fonte/contesto
Risparmio elettrico stimato nel 2025 330 milioni di kWh Terna
Risparmio economico stimato nel 2025 circa 100 milioni di euro Terna
CO2 evitata nel 2025 160 mila tonnellate Terna
Risparmio cumulato 2004-2024 oltre 11,7 miliardi di kWh / circa 2,2 miliardi di euro Terna
Stima ulteriore con ora legale permanente 720 milioni di kWh e 180 milioni di euro l’anno Documentazione Camera

Perché si parla di ora legale permanente

Il ritorno del tema in Parlamento si inserisce in un quadro più ampio, in cui si intrecciano energia, competitività e organizzazione sociale. Secondo il programma dell’indagine conoscitiva, la Commissione intende confrontare il modello attuale del cambio stagionale con l’ipotesi di adozione permanente dell’ora legale, valutandone gli effetti socio-economici, le ricadute sul tessuto produttivo, il potenziale risparmio energetico e perfino l’eventualità di una fase di sperimentazione.

Le audizioni dovrebbero coinvolgere ministeri, Banca d’Italia, ISTAT, Eurostat, OCSE, associazioni di categoria, imprese, consumatori ed esperti. L’iter che dovrebbe concludersi il 30 settembre 2026 è attualmente in una fase istruttoria e di assestamento.

La Commissione europea ha presentato nel 2018 una proposta di direttiva per porre fine al doppio cambio annuale; il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione nel 2019, ma il Consiglio dell’Unione europea non ha ancora raggiunto un accordo. Di conseguenza, la normativa oggi in vigore resta quella che impone il passaggio all’ora legale l’ultima domenica di marzo e il ritorno all’ora solare l’ultima domenica di ottobre.

Tra vantaggi attesi e criticità da valutare

L’adozione permanente dell’ora legale porterebbe con sé una serie di benefici concreti, sia dal punto di vista economico che ambientale e sanitario.

Le stime parlano di un risparmio che potrebbe toccare il miliardo di euro nel giro di due anni, grazie alla riduzione dei consumi legati all’illuminazione artificiale e al riscaldamento, in particolare durante i mesi più freschi.

A ciò si aggiunge un impatto ambientale significativo, con una diminuzione stimata di circa 200.000 tonnellate di CO₂ all’anno, effetto diretto di un minore ricorso a fonti energetiche fossili.

Ma i vantaggi non si fermano ai soli numeri. Le giornate più lunghe influenzano positivamente anche il benessere psicofisico delle persone: esporsi alla luce solare più a lungo durante il giorno aiuta a regolare il ritmo circadiano, migliora l’umore e può contribuire a mitigare i sintomi della depressione stagionale, oltre a incentivare uno stile di vita più attivo all’aperto.
Infine, non va sottovalutato l’effetto del cambio orario su attenzione e lucidità: diversi studi hanno evidenziato come il passaggio all’ora solare sia associato a un aumento di incidenti, sia stradali che sul lavoro, proprio a causa del temporaneo sfasamento dell’orologio biologico e della conseguente riduzione della concentrazione.

C’è un rovescio della medaglia?

Alcuni studi americani, come quello condotto in Indiana, hanno sollevato dubbi sull’efficacia del DST, rilevando un leggero aumento nei consumi energetici in estate a causa dell’uso dei condizionatori. Tuttavia, in Europa il bilancio resta largamente positivo.

Faq Ora legale

Che cos’è l’ora legale?

L’ora legale (Daylight Saving Time, DST) è una convenzione che prevede l’anticipo di un’ora rispetto all’ora solare per sfruttare al massimo l’irradiazione solare. In Italia è attiva da fine marzo a fine ottobre. L’obiettivo? Ridurre il consumo energetico grazie al minor ricorso all’illuminazione artificiale.
L’idea di modificare l’ora per risparmiare energia risale a Benjamin Franklin nel 1784, ma fu adottata per la prima volta in modo sistematico dalla Germania durante la Prima Guerra Mondiale nel 1916. Oggi, molti paesi in tutto il mondo adottano l’ora legale, sebbene le date di inizio e fine possano variare.

Quali risparmi produce l’ora legale secondo Terna?

Per il 2025 Terna ha stimato minori consumi per 310 milioni di kWh e un risparmio economico di circa 90 milioni di euro nei sette mesi di applicazione. Dal 2004 al 2025 il risparmio cumulato supera i 12 miliardi di kWh e circa 2,3 miliardi di euro.

Qual è l’impatto dell’ora legale sui consumi di energia?

Come abbiamo visto, l’obiettivo l’obiettivo dell’ora legale è quello di ridurre il consumo di energia, sfruttando al massimo le ore di luce naturale durante i mesi estivi, il suo impatto sui consumi di energia varia a seconda di diversi fattori, tra cui la regione geografica e le abitudini di consumo energetico. Certo, avere un’ora di luce in più significa accendere più tardi le luci artificiali, risparmiando in bolletta.
Alcuni studi hanno però sollevato dubbi sull’effettiva efficacia dell’ora legale nel risparmio energetico. Ad esempio, una ricerca condotta in Indiana, USA, da da Matthew Kotchen e Laura Grant, ha rilevato un aumento del consumo energetico dopo il 2006, anno in cui è stata introdotta l’ora legale in tutto lo Stato, a causa dell’incremento dell’uso del condizionatore nelle ore serali più calde. Le stime parlano di un incremento complessivo di circa l’1%, con picchi che raggiungono il 2-4% durante l’estate e l’inizio dell’autunno. Tale incremento ha più che compensato il risparmio nell’illuminazione.

Come influisce l’ora legale sulla nostra salute?

L’ora legale, introdotta principalmente per ottimizzare il consumo energetico, può avere qualche effetto sulla salute, parliamo soprattutto di benefici, ma in alcuni casi possono esserci anche piccoli disturbi.  L’aumento delle ore di luce diurna durante i mesi estivi può contribuire a migliorare l’umore e ridurre i sintomi della depressione stagionale. La maggiore esposizione alla luce solare è infatti correlata a un incremento dei livelli di serotonina, l’ormone del benessere. Le ore di luce prolungate possono inoltre incentivare le persone a svolgere più attività fisica all’aperto.
Tra i possibili disturbi evidenziamo possibili difficoltà nel dormire e una sensazione di affaticamento generale, effetti simili a quelli del jet lag.

Quando scatta l’ora legale nel 2026?

In Italia l’ora legale scatta nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo 2026: alle 2.00 bisogna portare avanti le lancette di un’ora.

Perché si parla di rendere l’ora legale permanente?

Il tema è tornato d’attualità perché in Italia è stata avviata alla Camera un’indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente, con l’obiettivo di valutare effetti e ricadute su energia, economia, produttività e organizzazione dei settori. Alla base del confronto ci sono soprattutto le stime sul risparmio energetico e sui benefici economici collegati a un uso più esteso della luce naturale nelle ore serali. Nei documenti parlamentari si richiama inoltre l’ipotesi che l’adozione permanente possa generare ulteriori vantaggi in termini di minori consumi e minori emissioni, ma al momento non c’è ancora alcuna decisione normativa: siamo solo nella fase di analisi e audizioni

Quando inizia e quando finisce l’ora legale nel 2026?

Nel 2026 l’ora legale in Italia entra in vigore nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo: alle 2:00 le lancette vanno spostate avanti di un’ora, passando direttamente alle 3:00. L’ora legale terminerà poi nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, quando si tornerà all’ora solare spostando le lancette indietro di un’ora. Il calendario resta quello previsto dalla normativa europea tuttora in vigore, che fissa il cambio stagionale nell’ultima domenica di marzo e nell’ultima domenica di ottobre.

Qual è la differenza tra ora legale e ora solare?

La differenza tra ora legale e ora solare riguarda la posizione delle lancette dell’orologio rispetto al tempo naturale.
L’ora solare è l’orario “naturale”, quello che segue il ciclo del sole secondo il fuso orario geografico del Paese (in Italia, il fuso CET – Central European Time).
L’ora legale, invece, è un orario artificiale che prevede lo spostamento in avanti di un’ora rispetto all’ora solare, per sfruttare meglio la luce solare durante i mesi primaverili ed estivi.
Durante l’ora legale, il sole tramonta più tardi, permettendo un uso ridotto dell’illuminazione artificiale. L’ora solare ritorna in autunno e resta attiva per tutta la stagione invernale, con giornate più corte e meno luce nelle ore serali.
In sintesi: l’ora legale allunga la luce serale, l’ora solare segue il tempo astronomico.

L’Italia ha già deciso di adottare l’ora legale permanente?

No. Al momento non esiste una decisione definitiva. La Camera ha avviato un’indagine conoscitiva per valutare effetti e ricadute di un’eventuale adozione permanente.

Che cosa ha deciso davvero l’Unione europea sul cambio d’ora?

L’Unione europea non ha ancora abolito il cambio stagionale tra ora legale e ora solare. La Commissione europea ha presentato nel 2018 una proposta per porre fine al doppio cambio annuale, e il Parlamento europeo nel 2019 ha adottato la sua posizione favorevole al superamento del sistema attuale. Tuttavia il Consiglio dell’Unione europea non ha concluso l’iter legislativo e quindi, fino a una decisione definitiva, continua ad applicarsi il regime oggi in vigore. In altre parole, gli Stati membri non sono ancora liberi di scegliere autonomamente tra ora legale permanente e ora solare permanente.


29/03/2025

Ora Legale 2025: torna domenica 30 marzo

Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo torna l’ora legale e alle 2 dovremmo spostare avanti gli orologi di un’ora. Si tornerà all’ora solare il 26 ottobre 2025.

Si torna all'ora solare e si riaccende il dibattito: ora legale tutto l’anno per risparmiare energia?

La Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) – nota a livello internazionale per il suo impegno nella ricerca scientifica sulla qualità dell’acqua, dell’aria e il risparmio energetico – e l’associazione Consumerismo No Profit spingono affinché il Governo e l’Unione Europea prendano in seria considerazione questa opzione. I risparmi stimati supererebbero il miliardo di euro e si taglierebbero emissioni di CO2 per oltre 200.000 tonnellate l’anno.

Cosa succederebbe se l’ora legale restasse tutto l’anno? Secondo gli esperti i vantaggi sarebbero diversi, si potrebbero infatti ridurre i consumi di energia, guadagnando un’ora di sole al giorno, con benefici anche psicofisici.

La stessa Sima ha da tempo presentato al Governo una proposta per l’istituzione dell’ora legale tutto l’anno, avviando anche – insieme a Consumerismo No Profit – una petizione online, che ha raggiunto quasi 350.000 firme.

Si tratta di una possibilità garantita dall’Unione Europea sin dal 2019 quando è stata approvata una Direttiva che dava la possibilità agli Stati Membri di scegliere per la sola ora legale, ponendo fine al cambio di orario.

Ora legale e risparmio energetico, cosa prevede la petizione

Privati cittadini, commercianti e imprese rischiano di trovarsi in serie difficoltà a causa della fluttuazione del prezzo di luce e gas, con possibili ripercussioni sull’aumento delle bollette. Ma, oltre a questo, non si può non considerare che dovremmo tutti adottare uno stile di vita “green” quindi più sostenibile e rispettoso per l’ambiente.

Istituire l’ora legale in via permanente, eliminando il passaggio all’ora solare, secondo la Società di Medicina Ambientale aiuterebbe a far risparmiare i cittadini, garantendo al contempo un comportamento più sostenibile.

Ora legale e risparmio energetico, cosa prevede la petizione
Senza dimenticare, spiega Alessandro Miani, presidente di Sima, le ripercussioni sulla salute umana del passaggio dall’ora legale a quella solare e viceversa. “Si altera la ritmicità circadiana, ossia l’orologio biologico del nostro organismo che, in assenza di segnali provenienti dall’ambiente esterno, completa il proprio ciclo in circa 24 ore”. Il che può avere effetti sulla pressione e sul cuore, come dimostrato da alcuni studi, tra cui quello pubblicato dall’Università di Stoccolma che ha calcolato un aumento del 4% di attacchi di cuore nei 7 giorni che seguono il passaggio al nuovo orario.
Ma non solo, molte persone lamentano problemi di insonnia nei giorni di passaggio, perché si tratta comunque di uno sfasamento concepito come un piccolo jet-leg, con “conseguenze negative su concentrazione e umore e quindi su rendimento scolastico, efficienza sul lavoro, relazioni personali”, continua Miani. Inoltre si è registrato un aumento di incidenti stradali e sul lavoro, proprio a causa di una minore concentrazione.

Cosa cambia tra ora solare e ora legale

Per contestualizzare quanto detto e non fare confusione è bene conoscere la differenza tra ora legale e ora solare. La prima è un orario convenzionale che prevede di spostare le lancette dell’orologio un’ora in avanti per sfruttare quanto più possibile l’irradiazione del sole. Generalmente è in vigore da metà marzo fino a settembre/ottobre.

Ora legale tutto l’anno per risparmiare energia, serve davvero?

Al contrario l’ora solare è usata nel periodo invernale, inizia in autunno e finisce in primavera, coincide con il fuso orario nazionale del Paese di appartenenza in base al meridiano di riferimento. Spesso l’ora solare è chiamata anche “ora civile” o “convenzionale”.

Dunque passare permanentemente all’ora legale significherebbe guadagnare un’ora di luce e di calore del sole con grandi benefici sul versante dei consumi.

Detto tutto questo, vale la pena guadagnare un’ora di sonno in più?


31/3/2020

Grazie all’ora legale minori emissioni di CO2 e risparmi economici

Da domenica 29 marzo è tornata l’ora legale e abbiamo spostato le lancette avanti di un’ora. Secondo le stime elaborate da Terna nei prossimi 7 mesi ci saranno importanti risparmi per il sistema elettrico e minori emissioni di CO2 in atmosfera, pari nel 2019 a 250 mila tonnellate

Dal 29 marzo in Italia siamo tornati all’ora legale e dopo cinque mesi abbiamo riportato le lancette avanti di un’ora. Il 25 ottobre torneremo all’ora solare.

E’ interessante l’analisi realizzata da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, relativa ai risparmi generati per il sistema elettrico e alle minori emissioni di CO2

Lo scorso anno l’Italia nei mesi 7 di ora legale ha risparmiato nel complesso 505 milioni di kWh, ovvero il consumo medio annuo di elettricità di circa 190mila famiglie, il che ha significato minori emissioni di CO2 in atmosfera per 250mila tonnellate e un risparmio economico pari a circa 100 milioni di euro, considerando che nel periodo di riferimento un kilowattora è costato al cliente domestico tipo circa 20 centesimi di euro al lordo delle imposte.

Terna spiega però che i risparmi nel 2020 saranno certamente influenzati dalla diminuzione dei consumi registrata in questo periodo di chiusura delle attività a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Considerando un arco temporale più lungo, dal 2004 al 2019 i risparmi di elettricità in Italia legati all’ora legale sono stati di circa 9,6 miliardi di kilowattora, ovvero un quantitativo pari alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna, e ha assicurato un risparmio economico per i cittadini superiore a 1 miliardo e 650 milioni di euro.


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