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Vi è un crescente consenso internazionale sul fatto che l’idrogeno pulito svolgerà un ruolo chiave nella transizione verso un futuro energetico sostenibile. I dati dell’IEA in attesa del Rapporto di Giugno Van Hulst, l’inviato per l’idrogeno presso il Ministero degli affari economici e della politica climatica dei Paesi Bassi, è anche il presidente del gruppo consultivo dell’IEA (International Energy Agency) per lo studio sull’idrogeno e le sue potenzialità, che sta preparando un Rapporto che sarà pubblicato a giugno. Van Hulst ha pubblicato sul sito dell’IEA un articolo dedicato al futuro dell’idrogeno pulito che si pensa svolgerà un ruolo fondamentale nella transizione verso un futuro energetico sostenibile, contribuendo a ridurre le emissioni di carbonio prodotte dall’industria e dai trasporti pesanti e fornendo uno stoccaggio di energia a lungo termine su larga scala. L’idrogeno pulito è un vettore energetico versatile che può essere prodotto da un’ampia gamma di fonti e utilizzato in molti modi, ma i ricercatori hanno scoperto che costa ancora troppo per poter essere utilizzato su larga scala e, secondo alcune stime, i prezzi potrebbero non calare abbastanza fino al 2030. Da dove viene l’idrogeno? Ci sono diversi tipi di idrogeno. Al momento il principale e il più economico, noto come “grigio“, è prodotto principalmente a livello industriale a partire dal gas naturale e genera significative emissioni di carbonio. Il prezzo di 1,50 euro al chilo è legato a quello relativamente basso del gas naturale che però, secondo le proiezioni dell’IEA, potrebbe auentare in maniera importante. Senza dimenticare il costo delle emissioni di CO2 dell’idrogeno grigio che aumenterà nei prossimi 10 anni portando il prezzo totale a circa 2 euro al chilo. Vi è poi l’idrogeno “blu”, più pulito, per il quale le emissioni di carbonio vengono catturate e stoccate o riutilizzate. Anche in questo caso il prezzo è influenzato principalmente da quello del gas naturale, ma anche dal costo di cattura e riutilizzo o stoccaggio delle emissioni di carbonio, che oscilla tra i 50 e i 70 euro per tonnellata di CO2. Il più green è l‘idrogeno “verde”, che viene generato da fonti di energia rinnovabile senza produrre emissioni di carbonio. Il suo prezzo stimato attualmente tra i 3,50 e i 5 euro al chilo dipende dalle energie rinnovabili ed è legato a diversi fattori. Il primo è il costo dell’elettrolisi, il processo attraverso il quale l’idrogeno viene prodotto dall’acqua utilizzando energia rinnovabile. Si prevede che un aumento significativo della capacità di elettrolisi ridurrà i costi di circa il 70% nei prossimi 10 anni. Il fattore più critico per il costo dell’idrogeno verde, tuttavia, è il prezzo dell’elettricità verde utilizzata nel processo di elettrolisi. Ma Van Hulst sottolinea che come è sceso in maniera incredibile negli ultimi 10 anni il costo della produzione di energia solare ed eolica, lo stesso potrebbe succedere per l’idrogeno verde. In paesi caratterizzati da molto sole o vento – come il Medio Oriente, il Nord Africa e l’America Latina – i prezzi dell’elettricità verde sono scesi a circa 2 centesimi di euro per KWh e ci si aspetta una diminuzione ancora maggiore nel prossimo futuro, fino a 1,3 centesimi di euro per KWh. In questi paesi e regioni, c’è una reale prospettiva di produzione di massa di elettricità verde per uso domestico – e anche di idrogeno verde, sia per il mercato interno che per l’export. L’idrogeno verde può infatti essere trasportato in tutto il mondo verso luoghi meno dotati di fonti di energia rinnovabile a basso costo. In Giappone sono in corso diversi progetti pilota, con paesi come Australia, Arabia Saudita e Brunei, per determinare il modo migliore per trasportare idrogeno verde o blu su grandi distanze via nave. L’obiettivo che si sono posti importanti Gruppi industriali è di arrivare entro il 2030 alla grid parity fra idrogeno verde e grigio. Pur trattandosi di ambizioni a lungo termine, non è precluso un uso significativo dell’idrogeno verde nei prossimi anni. Ciò sta già avvenendo a livello locale in tutta Europa, dove le unità eoliche o solari in loco generano idrogeno verde per applicazioni industriali, di trasporto o di stoccaggio dell’energia. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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