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Indice degli argomenti: Gemelli diversi La tradizione della carpenteria giapponese in chiave moderna Archery Hall Boxing Club L’involucro esterno dei due padiglioni Due padiglioni in legno, identici nelle dimensioni, divergenti per finalità. Uno, dedicato alla suadente arte del Kyudo (o tiro con l’arco), l’altro alla potenza della boxe. Da una parte, una disciplina lenta e contemplativa che esercita la coscienza a divenire realtà, dall’altra un atto potente, veloce e dirompente. Due edifici che condividono la medesima impronta spaziale (7,2×10,8m). Proporzioni che “per puro caso, e per fortuna” – a detta dei progettisti -, sono evocative delle aule sacre dei complessi templari buddisti giapponesi. “Per raggiungere questo livello, senza colonne e utilizzando metodi a basso costo di costruzione in legno, è stato necessario trovare una soluzione in legno innovativa.” Un materiale antico come il legno è stato preso, smembrato e ricomposto, secondo regole di ritmo e proporzione, che recuperano la purezza della composizione tipica della tradizionale costruzione in legno giapponese, semplicemente composta da orizzontale e verticale. Gemelli diversi I due edifici vanno a situarsi nell’area della Kogakuin University nella zona ovest di Tokyo, implementando l’offerta sportiva per gli studenti. Il Brief dell’Università prevedeva la realizzazione di due oggetti identici per dimensioni ma opposti per finalità, atti a produrre grandi spazi completamente liberi da colonne. Questa sfida è stata raccolta dai progettisti ed ha portato a due soluzioni tecniche, distinte e innovative: “Abbiamo recuperato la purezza della composizione tradizionale in legno giapponese, composta semplicemente da orizzontali e verticali, che è stata in qualche modo trascurata sin dall’avvento del modernismo in Giappone. Delicato telaio a traliccio composto da travi e travi sottili per la sala del tiro con l’arco, e una struttura a gradini più audaci, era impiegato per il club di boxe.” Le due strutture sono state costruite utilizzando un semplice metodo di assemblaggio bullone-dado. Due padiglioni gemelli, ma diversi. Per coincidenza, le due strutture condividono la stessa dimensione planimetrica delle aule sacre dei tradizionali templi giapponesi: 10,8 x 7,2 m. Per ottenere un’unica grande sala, senza colonne né pilastri, sono state adottate, a partire dalla conoscenza dei metodi costruttivi propri della carpenteria classica, due soluzioni tecnologiche innovative e moderne. Due forme risultanti come risposta ad altrettante discipline sportive di differente entità. La sala di tiro con l’arco ha una delicata cornice a traliccio composta da sottili montanti e travi, mentre una struttura massiccia a più livelli è stata utilizzata per il club di boxe. La tradizione della carpenteria giapponese in chiave moderna La tradizione costruttiva orientale dei maestri carpentieri si veste di modernità e innovazione. La tecnica del Dou-Gong, misto di sapienza tecnologica ed estetica, elemento tipico delle pagode Cinesi e Giapponesi costruite a partire dal I sec, è qui usata con stessa finalità di scopi, per permettere grandi luci e scaricare la grossa mole del tetto sulle pareti perimetrali, evitando l’uso di appoggi intermedi che interromperebbero la continuità spaziale, richiesta dal committente. Uso del Dougong: Pagoda di Sakyamuni, XI sec., Cina (sinistra), boxing club (destra) Il legno impiegato nella costruzione delle due ardimentose coperture è di provenienza locale. È il cipresso, lo stesso impiegato nella costruzione delle antiche pagode tra cui spicca per longevità quella di Horyuji (VII sec.), a Nara, in Giappone. Il cipresso è infatti una specie legnosa molto resistente, estremamente durabile e facile da lavorare. Noto per le sue venature dritte, la finezza e robustezza, come pure la sua resistenza alle infestazioni di insetti e l’impenetrabilità alla pioggia e all’umidità. Archery Hall Per permettere una luce libera di 10,8x72m, è stata adottata una strategia di frammentazione. La capriata classica è stata presa a pretesto come elemento strutturale capace di dissipare i carichi, secondo gli usi che le antiche maestranze hanno usato nelle basiliche a partire dal I sec. d.C. Qui, gli architetti, adoperano una tecnica innovativa. La capriata diventa un insieme di tanti singoli pezzi che vanno ad incastrarsi tra loro con perfetta sintonia ed equilibrio, rimescolando l’esempio classico, per formare una nuova unità, moderna, elegante e leggiadra. Un artefatto tecnico per riempire lo spazio di una moltitudine di esseri in simbiosi tra di loro. Come una foresta variegata e variopinta sospesa in uno spazio senza tempo. L’effetto è incantevole. Il grande soffitto sembra galleggiare nell’aria sopra la testa. Immobile e vivo. La capriata sembra dissolversi, lievitare e restare sospesa a mezz’aria come un tripudio di coriandoli e costellazioni organiche. Catarsi dell’infinito e leggerezza dell’essere umano. Un ambiente destinato al contatto più intimo con il proprio io. Concentrazione dello spirito ed essenza. La tecnica costruttiva Il cuore della tecnica costruttiva si rivela nel giunto che tiene uniti i vari pezzi della copertura. Andando nel dettaglio, e cercando una semplificazione, si possono individuare sei elementi chiave che si ripetono nello spazio. Questi pezzi, che si intrecciano tra loro nelle tre direzioni a formare un reticolo di capriate spaziali, sono, qui sotto, rappresentati graficamente. Ogni singola capriata viene completamente assemblata a terra dai carpentieri. Poi issata con una gru e messa in posizione. Infine, con l’interposizione delle travature trasversali, viene assicurata la perfetta stabilità strutturale, alle azioni orizzontali sismiche. Boxing Club Qui la frammentazione è ancora più audace. Il risultato è una cascata di schegge di legno che dal centro si dipana, scremando verso gli estremi, e rastremandosi dall’alto verso il basso. La struttura del tetto è ridotta in tanti piccoli tronchetti di legno di forma parallelepipeda, che funzionano in sinergia strutturale. Ognuno lavora in simbiosi col suo sottoposto e scarica il proprio peso su di lui, e lui, a sua volta, con il pezzo sottostante. E così via fino ad arrivare ai pilastri, posti in corrispondenza delle pareti laterali. Questo ingegnoso (ricerca e studio), complesso (per le numerose parti e viti) e affascinante (dal punto di vista estetico) sistema, è stato messo in opera per poter realizzare un’ampia luce libera da pilastri (7,2 x 10,8 m). Qui, la leggerezza della sala da Kyudo, cede il passo alla forza massiccia dei singoli elementi costruttivi. Si carica di gravità, ma senza rinunciare ad una spazialità ampia e ben bilanciata, ritmata dal calore tipico del legno a vista. La tecnica costruttiva La copertura è costituita da tanti singoli tasselli di legno – di sezione 12×12 cm – che, a partire dai pilastri laterali, si adagiano uno su l’altro trasversalmente seguendo un andamento diagonale fino al colmo. I pezzi sono tenuti assieme da ancoraggi con rondelle e bulloni metallici. La struttura è montata per parti. Si parte dal basso: prima vengono fissati i pilastri alla platea, e poi via via si aggiungono gli elementi in legno, a scalini verso l’alto. Ogni blocco è tenuto assieme da rondelle e bulloni, che ne assicurano la stabilità. L’involucro esterno dei due padiglioni All’esterno i due volumi appaiono talmente sobri da sembrare dei capannoni industriali. Figure che si scagliano nel paesaggio con serena umiltà. Un richiamo alle tradizioni contadine, emblematico esempio di comprensione e dialogo con la natura circostante. La classica forma a capanna, archetipo contadino di casa e rifugio, è qui usata con due linguaggi diversi. Una è rivestita con listelli di legno e appare impenetrabile alla luce, l’altra ha un vestito moderno in parte permeabile e trasmette le pulsazioni provenienti dall’interno. La sala da tiro con l’arco è uno spazio chiuso, intimo, meditativo e discreto. La sala da boxe è un luogo più aperto, che brama lo sguardo e non rifugge da ostentare la sua vitalità. Due visioni, due scopi. Un concetto, una sensibilità. Il progetto, in sintesi: Location Tokyo, Japan Architect FT Architects / Katsuya Fukushima, Hiroko Tominaga Area 198.75 mq Project Year 2013 Fotografia Shigeo Ogawa Per approfondire: FT Architects – sito web Archery Hall – modello 3d Boxing Club – modello 3d Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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