Colonnine di ricarica a uso residenziale, comode, sicure ed efficienti

Se il futuro sarà dominato da auto elettriche, è necessaria un’azione mirata di intensificazione dell’infrastruttura di ricarica, non solo in termini di servizio pubblico, ma anche di installazione domestica. A tale proposito le stazioni di ricarica (wallbox e colonnine) a uso residenziale non sono più un optional, ma elementi chiave di comodità, sicurezza, efficienza energetica.

A cura di:

Colonnine di ricarica a uso residenziale, comode, sicure ed efficienti

L’espansione della mobilità elettrica e dei veicoli ibridi plug-in rende le colonnine a uso residenziale – wallbox e colonnine – una necessità sempre più diffusa. L’installazione di una stazione di ricarica domestica fissa (comunemente definita wallbox, “scatola” murale più compatta dei modelli pubblici) garantisce infatti un’elevata flessibilità, oltre che la sicurezza operativa. E l’efficienza energetica, soprattutto se il sistema è abbinato a un impianto fotovoltaico.

Differenza tra wallbox e colonnina

Sebbene i termini colonnina di ricarica e wallbox siano spesso usati in modo interscambiabile, nel contesto domestico, il termine più appropriato è wallbox, versione dimensionalmente ridotta della classica colonnina di ricarica su suolo pubblico. Si tratta di dispositivi progettati per l’installazione a muro (o su supporto ad hoc) in garage, nei pressi di posti auto coperti o in spazi privati esterni. Oltre al contesto di utilizzo, ulteriore differenza sta nella potenza erogata.

Auto elettriche: differenza tra wallbox e colonnina

Le colonnine sono invece infrastrutture per la ricarica pubblica o semi-pubblica (ad esempio nelle stazioni di servizio o nei parcheggi aziendali), spesso con potenze maggiori e sistemi di autenticazione e di pagamento integrati.

Entrambe le soluzioni, tuttavia, per la ricarica utilizzano un connettore di tipo 2 (mennekes), standard europeo per le stazioni di ricarica in corrente alternata – sia monofase sia trifase – utilizzato su gran parte dei veicoli elettrici in commercio.

Modalità di ricarica

In ambito domestico, la ricarica avviene tipicamente in corrente alternata (CA) ed è regolamentata secondo la normativa CEI EN 61851-1.

Sconsigliata per lentezza e scarsa sicurezza la ricarica da presa standard Schuko, con sistema di controllo e di protezione integrato nel cavo, il sistema migliore è una stazione dedicata, in grado di gestire la comunicazione bidirezionale con il veicolo e di garantire un processo sicuro ed efficiente.

Wallbox bidirezionali

Tecnologia in fase di rapida diffusione, le stazioni di ricarica bidirezionali possono diventare un anello importante della mobilità urbana sostenibile, integrando le funzionalità Vehicle-to-home (V2H) e Vehicle-to-grid (V2G). Il veicolo elettrico non solo assorbe energia, ma può anche restituirla all’abitazione o alla rete quando non in utilizzo.

In questo modo la batteria dell’auto diventa un sistema di accumulo dinamico. Si tratta di una possibilità particolarmente interessante sia per la stabilizzazione delle reti elettriche urbane contro i sovraccarichi e i conseguenti black out, sia per le opportunità di risparmio.

I vantaggi di installare una stazione di ricarica a casa

L’installazione di una wallbox domestica offre diversi benefici, soprattutto quando il modello include la connettività Wi-Fi/Ethernet o addirittura una SIM 4G.

I vantaggi di installare una stazione di ricarica a casa

Ecco in sintesi i principali vantaggi:

  • sicurezza e affidabilità, poiché si tratta di sistemi certificati, in grado di gestire in modo controllato corrente elevata, riducendo il rischio di surriscaldamento e cortocircuito.
  • velocità, dato che la ricarica è ormai notevolmente rapida, arrivando fino a 7,4 kW di potenza in monofase (la tipologia di fornitura elettrica più sfruttata nel nostro paese) o a 22 kW in trifase;
  • funzionalità smart, visto che le dotazioni più avanzate integrano sistemi di gestione intelligente, come il dynamic load management (DLM, gestione dinamica del carico), un controllo intelligente che modula autonomamente e in tempo reale la potenza necessaria alla colonnina domestica, a garanzia che non si superi la potenza contrattuale del contatore domestico ed evitando di conseguenza possibili blackout;
  • integrazione con gli impianti fotovoltaici, per sfruttare il sole e, in modalità eco-smart (fornita da diversi modelli di colonnine domestiche), gestire l’energia in eccesso autoprodotta (il cosiddetto surplus fotovoltaico), massimizzando l’autoconsumo e riducendo sensibilmente il prelievo dalla rete e gli sprechi;
  • programmazione, dato che è possibile prevedere la ricarica anche da remoto nelle fasce orarie in cui l’energia elettrica ha un costo inferiore (generalmente quelle notturne), ottimizzando i costi in bolletta;
  • monitoraggio, per tracciare i consumi, lo storico delle ricariche, lo stato del dispositivo anche via app o portale web.

Requisiti tecnici dell’impianto elettrico per supportare la ricarica

La ricarica delle auto elettriche, pur private, prevede un carico energetico importante e prolungato, che necessita di specifiche precauzioni, oltre che di opportuni adeguamenti dell’impianto elettrico.

In primis la potenza disponibile: per l’installazione di una colonnina domestica da 7,4 kW – valore ideale per una ricarica veloce a casa – il contatore standard da 3 kW è spesso insufficiente. Si rende così molte volte necessario richiedere al fornitore il passaggio a 4,5 kW o, preferibilmente, a 6 kW, anche se i nuovi modelli si stazioni di ricarica riescono a modulare la potenza erogabile per evitare sovraccarichi.

Requisiti tecnici dell’impianto elettrico per supportare la ricarica
Inoltre, è fondamentale realizzare un circuito elettrico dedicato, che colleghi la wallbox direttamente al quadro elettrico principale, con cavi di sezione adeguata, o, meglio, mediante una nuova linea a partire dal contatore, in conformità con la norma CEI 0-21 e il D.M. 37/08.

Per garantire la sicurezza, l’impianto deve poi essere protetto con un interruttore magnetotermico calibrato in base alla potenza della wallbox (ad esempio da 32A per una colonnina da 7,4 kW), un interruttore differenziale (il comune salvavita) di tipologia differente a seconda della presenza o meno di un sistema di questo tipo integrato nell’apparecchio stesso di ricarica.

Incentivi e detrazioni fiscali per la posa di colonnine domestiche di ricarica

Scaduto a maggio 2025 il termine per la richiesta di un contributo statale a fondo perduto (il cosiddetto Bonus colonnine, pari all’80% della spesa di acquisto e di posa in opera, fino a un massimo di 1.500 euro per i privati e di 3.000 euro per i condomini) e non essendo prevista una proroga, la sola alternativa attualmente disponibile sembrerebbe la detrazione fiscale IRPEF per il Bonus riqualificazione energetica. Ma solo se la posa di una o più wallbox sia congiunta ad interventi di efficientamento, come la realizzazione di isolamento termico dell’involucro e la sostituzione degli impianti di climatizzazione. La percentuale è pari al 50% della spesa di acquisto e di installazione (ripartita in 10 quote annuali), con un limite massimo di spesa variabile a seconda del tipo e del numero di colonnine, ma è usufruibile solo in condominio e non in edifici unifamiliari o unità immobiliari indipendenti.

Colonnine di ricarica a uso domestico: rassegna prodotti

PowerPulse 2 di EcoFlow

Colonnina di ricarica PowerPulse 2 di EcoFlow

PowerPulse 2 di EcoFlow, con una potenza di ricarica fino a 7,4 kW (monofase) e 22 kW (trifase), dispone di 4 modalità di ricarica, tutte ottimizzate dall’intelligenza artificiale e predisposte per l’integrazione con le tariffe dinamiche.

In modalità solare, ad esempio, sfrutta automaticamente l’eccesso di produzione fotovoltaica per ricaricare il veicolo. Perfettamente compatibile con l’ecosistema EcoFlow, permette il controllo completo via app, display e scheda RFID e grazie alla protezione IP55 è installabile anche outdoor.

Wattpilot Flex di Fronius

colonnina di ricarica Wattpilot Flex di Fronius

Wattpilot Flex di Fronius combina estetica e tecnologia (premiate con il German Design Award 2025) in una wallbox efficiente adatta alla ricarica in monofase o trifase, a seconda dei modelli, di qualsiasi auto elettrica, sfruttando eventualmente anche un impianto fotovoltaico.

colonnina di ricarica Wattpilot Flex di Fronius

Le modalità di funzionamento intelligente – Eco Mode, in fasce orarie economiche e utilizzando l’energia autoprodotta e Next Trip Mode, per assicurare che il mezzo sia sempre pronto per l’utilizzo e il chilometraggio – garantiscono rifornimenti al minor costo possibile con una programmazione da display LED intuitivo o smart da remoto, via app.

Witty One di Hager Bocchiotti

Ricarica auto elettrica: Witty One di Hager Bocchiotti

La stazione di ricarica Witty One di Hager Bocchiotti, studiata per l’ambito residenziale, in versione con cavo o presa TS2, è dotata di funzionalità avanzate, tra cui rilevamento integrato della corrente di guasto DC, lettore RFID per l’accesso alla ricarica (temporaneamente anche interrompibile o posticipabile), controllo dinamico della potenza erogata e gestione del carico mediante accessori appositi. Compatta per adattarsi anche a spazi ridotti, è montabile anche in esterno e su colonnina ed è gestibile via app Hager Charge.

FUSION di Ingeteam

Ricarica mobilità elettrica domestica: FUSION di Ingeteam

FUSION di Ingeteam, disponibile in versione sia Wall a parete sia Street a terra, integra in modo nativo sistemi di produzione fotovoltaica e di accumulo del marchio e di terze parti, massimizzando l’autoconsumo domestico. Con doppia presa, per ricaricare due veicoli contemporaneamente, bilanciando in automatico la potenza disponibile, è in grado di modulare l’energia effettivamente disponibile evitando sovraccarichi sull’impianto di casa o condominiale, riducendo in tal modo la necessità di aumenti contrattuali di potenza. Connessa via Ethernet, Wi-Fi, 4G, può essere installata in serie, per una distribuzione intelligente della ricarica fra prese e colonnine diverse, e monitorata (nei consumi, nelle prestazioni, negli indicatori ambientali, come emissioni di anidride carbonica evitata) da remoto con Cloud Manager.

GROWATT THOR 11AS-P/AS-S/22AS-P/22AS-S

Thor 11AS-P/11AS-S/22AS-P/22AS-S è la soluzione trifase AC di Growatt per l’e-mobility pensata per installazioni sia residenziali che commerciali.

Colonnina per la ricarica GROWATT THOR 11AS-P/AS-S/22AS-P/22AS-S

La gamma è compatibile con i principali software per la gestione dei pagamenti, con tutti i veicoli elettrici ed è integrabile con gli impianti fotovoltaici nuovi e preesistenti. Il comodo e intuitivo display LCD di serie, permette di monitorare lo stato di funzionamento dell’EV Charger, inviare messaggi al cliente e attivare la ricarica tramite la scansione di un Qr Code.

Colonnina per la ricarica GROWATT THOR 11AS-P/AS-S/22AS-P/22AS-S

La soluzione trifase Thor ha LAN e Wi-Fi integrato ed è dotato di funzione Hot Spot per la configurazione offline. Nel THOR 22 AS-S è opzionale anche il 4g. E’ dotata infine di protezione IP65 per utilizzi sia all’interno che all’esterno.

IDC480E-C di Sungrow

 

Mobilità elettrica: stazione di ricarica IDC480E-C di Sungrow

La stazione di ricarica IDC480E-C di Sungrow, con grado di protezione IP65 e resistenza anti-corrosione C5, ha una potenza modulare fino a 480 kW e un’efficienza massima del 96,5%, garantendo tempi di ricarica ridotti e ottimizzazione della gestione energetica, grazie anche alla modularità con step da 40 kW.

Dotata di tecnologia brevettata di raffreddamento ad aria a camere isolate, sviluppata internamente all’azienda, assicura affidabilità, durata superiore ai 10 anni e manutenzione semplificata, senza necessità di sostituzione di filtri antipolvere.

Mobilità elettrica: stazione di ricarica IDC480E-C di Sungrow

Il sistema supporta tensioni da 150 Vdc a 1000 Vdc, garantendo la massima compatibilità con differenti veicoli elettrici e future integrazioni con sistemi fotovoltaici e di accumulo. Dall’utilizzo intuitivo e versatile, con schermo touch a colori da 10 pollici dall’interfaccia multilingue e compatibile con numerose modalità di autenticazione e pagamento (compresi RFID, Plug & Charge e carte di credito), consente di collegare facilmente un dispenser aggiuntivo anche in un secondo momento, per passare da 2 fino a 4 punti di ricarica.

Wallbox VEC04 Smart di Viessmann

Stazione di ricarica auto elettrica domestica: Wallbox VEC04 Smart di Viessmann

Wallbox VEC04 Smart di Viessmann è una stazione di ricarica che dialoga in modo sinergico con i sistemi fotovoltaici, di accumulo e di climatizzazione elettrica. Declinata in versione monofase da 7,4 kW e trifase (11 e 22 kW), ricarica in modalità 3 mediante connettore di tipo 2, rapido e sicuro. Il load management di controllo dinamico della potenza modula l’erogazione in base ai carichi disponibili, evitando sovraccarichi e ottimizzando l’energia autoprodotta. Una interfaccia Wi-Fi permette il monitoraggio via app, a cui si aggiungono display LCD a colori e lettore RFID con card incluse per l’autentificazione e la gestione dell’accesso alla ricarica.

Caro di ZCS Zucchetti Centro Sistemi

stazione di ricarica domestica Caro di ZCS Zucchetti Centro Sistemi

La stazione di ricarica Caro di ZCS Zucchetti Centro Sistemi, in 3 diversi modelli di potenza (7,11, 22 kW), mono e trifase, smart e collegabili ad eventuale impianto fotovoltaico esistente (in aggiunta agli inverter di produzione e di accumulo ZCS Azzurro del marchio), integra funzionalità smart per la gestione della ricarica, con connettività Wi-Fi, Ethernet, bluetooth e 4G per la versione da 22 kW. Le sessioni sono gestibili da remoto via app, programmandone orari e potenza, mentre la sicurezza delle protezioni avanzate evita sovratensione, sovratemperatura e dispersioni.

Wallbox AC premium Serie BE-T di Scame

Colonnina ricarica Wallbox AC premium Serie BE-T di Scame

Wallbox AC premium Serie BE-T di Scame è una stazione di ricarica a parete con cornice in metallo, in corrente alternata, con cover completamente personalizzabile, disponibile con una presa frontale o con cavo integrato, in taglie standard disponibili da 3kW – 22kW. Con cornice di alluminio, design personalizzabile, display controllabile da remoto tramite app, ricarica in corrente alternata AC fino a 22kW.

FAQ Colonnine di ricarica a uso residenziale

Quanto tempo serve per ricaricare un’auto elettrica a casa?

Il tempo di ricarica domestico dipende dalla potenza erogata dalla wallbox e dalla potenza massima accettata dal caricabatteria del veicolo. In linea di massima, per una batteria da 50 kW si può stimare una media di circa 13/14 ore con una erogazione di 3,7 kW in monofase e di 6/7 ore sempre in monofase, ma con potenza di 7,4 kW. Bastano invece solo 4,5/5 ore con 11 kW in trifase.

È obbligatorio un tecnico abilitato per installare una wallbox?

La posa in opera e il collaudo di una colonnina di ricarica elettrica domestica devono essere eseguiti da un soggetto abilitato (un elettricista qualificato), nel rispetto del D.M. 37/08. L’installatore deve rilasciare la fondamentale dichiarazione di conformità (DiCo) dell’impianto, che ne attesti la realizzazione a regola d’arte e il funzionamento in sicurezza.

È possibile installare colonnine anche in condominio?

L’installazione di una colonnina di ricarica condominiale è considerata intervento di edilizia libera ed è regolata dall’articolo 1122-bis del Codice Civile. Ogni condomino ha il diritto di posare una wallbox nel proprio spazio (box o posto auto), informando preventivamente l’amministratore. La decisione dell’assemblea va richiesta invece solo in particolari casi ed è a maggioranza semplice; può negare l’installazione solo in presenza di “gravi e motivate ragioni”, come ad esempio un pregiudizio alla stabilità o al decoro architettonico dell’edificio.

Se l’installazione approvata dall’assemblea insiste sulle parti comuni, l’infrastruttura può essere a carico dell’intero condominio.

Come funziona una colonnina di ricarica per auto elettriche a uso residenziale?

Le colonnine di ricarica o wall box sono infrastrutture progettate per la ricarica delle auto elettriche o ibride, quelle residenziali vengono generalmente installate nel box auto o in un punto dove il collegamento alla rete elettrica personale o condominiale sia possibile. La norma che regola l’installazione delle wall box domestiche è la CEI EN 61851-1 che ne regola i criteri di sicurezza. Si tratta di impianti poco invasivi, proprio perché si installano a parete e possono essere utilizzati anche per la ricarica di altri veicoli elettrici.La ricarica monofase può arrivare fino ad una capacità di 7,4 kW, la trifase ad una capacità di 22 kW. Le moderne infrastrutture sono studiate per garantire un flusso conforme e continuo di energia, in maniera da preservare la salute della batteria.

Con i nuovi modelli le tempistiche di ricarica si sono accorciati passando a circa 6 – 7 ore (da 12 ore che impiegavano le colonnine tradizionali) e garantiscono ai veicoli un’autonomia fino a 400 Km.

La tipologia da scegliere dipende molto dalle condizioni ambientali (presenza o meno di un garage, caratteristiche dell’impianto elettrico), per questo è necessaria la consulenza di un tecnico. Generalmente gli operatori industriali di riferimento si occupano dell’installazione e dell’erogazione di energia e attraverso un sopralluogo iniziale forniscono una consulenza diretta e specifica all’utente finale.

Quali sono i vantaggi delle colonnine di ricarica residenziali?

Installare colonnine di ricarica per auto elettriche offre un considerevole vantaggio in termini di costi e permette di utilizzare in maniera efficiente l’energia elettrica, garantendo un impatto positivo all’ambiente.

Per poter massimizzare i risparmi in ambito domestico è bene abbinare la colonnina a un impianto fotovoltaico, ammortizzando l’investimento nel tempo. Un altro modo per risparmiare ce lo svela Sorgenia che, insieme ad Hive Power, ha realizzato uno studio sulla tecnologia smart charging, terminato alla fine del 2023, per poter ricaricare automaticamente il veicolo elettrico negli orari in cui l’energia è più conveniente.

E’ possibile, infatti, risparmiare tra il 18% e il 35% caricando l’auto elettrica automaticamente negli orari più convenienti della giornata attraverso lo smart charging, ovvero la ricarica intelligente.

Questo approccio innovativo per la ricarica domestica dei veicoli elettrici garantisce un significativo vantaggio economico ottimizzando l’uso dell’energia elettrica.

Nello specifico, Sorgenia e Hive Power hanno analizzato il funzionamento di uno strumento di smart charging per poi sviluppare un algoritmo in grado di determinare e impostare automaticamente i momenti di ricarica ottimali per il maggior beneficio. Tale algoritmo considera le previsioni fotovoltaiche, dei profili di carico, dei prezzi dell’energia, degli incentivi e dello stato dell’eventuale sistema di accumulo a disposizione dell’utente.

Per ciascun profilo sono stati testati diversi scenari in base a:

  • tipologia di veicolo (elettrico o plug-in),
  • abitazione (con o senza impianto fotovoltaico),
  • area geografica (Milano e Roma).

Dallo studio è emerso che gli automobilisti con un profilo di mobilità meno flessibile che non possiedono un impianto fotovoltaico possono avere un risparmio sulla ricarica fino al 18%. La convenienza cresce sensibilmente per chi ha un profilo di mobilità più flessibile e possiede un impianto fotovoltaico, raggiungendo una percentuale di risparmio fino al 30% in caso di ricarica di un’auto elettrica e al 35% per veicolo elettrico ibrido plug-in.

Quali sono i costi di installazione di una colonnina di ricarica domestica?

I costi di acquisto e installazione di una colonnina per la ricarica domestica variano a seconda della tipologia di apparecchio installato e delle caratteristiche che determinano, tra le cose, la velocità di ricarica.

Se si considera l’acquisto di una wallbox a ricarica lenta (fino a 7,4 kW), compatibile con tutti i modelli di auto e adatta all’installazione nel garage di casa o nelle piccole imprese, il costo è generalmente compreso tra i 900 euro e i 1.500 euro.

Sono, comunque, disponibili sul mercato anche soluzioni low-cost a 700 euro.

Per i dispositivi a ricarica accelerata in versione base con monopresa e potenza di 11 kW il costo è compreso tra i 700 e i 1.300 euro, mentre i dispositivi di ricarica veloce/Fast (fino a 50 kW) con monopresa a corrente alternata da 44 kW richiedono una spesa tra i 7.000 e i 9.000 euro.

Infine, se si cercano colonnine per la ricarica ultra-veloce (oltre 50 kW) nella fascia tra i 60 e i 150 kW dobbiamo fare i conti con un prezzo decisamente maggiore che supera i 26.000 euro con l’aumento della potenza erogata.

Quali autorizzazioni sono necessarie per installare una colonnina di ricarica a casa?

L’installazione di colonnine per la ricarica di auto elettriche nella propria abitazione non necessita di alcuna autorizzazione. Non serve, quindi, chiedere permessi né al Comune né al Gestore di Rete; inoltre, è possibile ricaricare l’auto elettrica collegandosi al contatore dell’elettricità esistente, senza doverne richiedere uno nuovo.

A tale proposito, dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2025 ARERA offre la possibilità di aumentare la potenza delle utenze private per ricaricare i veicoli elettrici durante la notte, la domenica e nei festivi senza costi aggiuntivi e senza rivolgersi al proprio fornitore.

La sperimentazione si pone l’obiettivo di promuovere la ricarica “intelligente” dei veicoli elettrici compatibilmente con le caratteristiche delle reti elettriche esistenti ed è possibile partecipare presentando la richiesta on line dal 15 febbraio 2024 al 31 dicembre 2024.

Il servizio è gestito dal GSE e la richiesta si effettua on line accedendo all’area clienti.


08/07/2024

Colonnine di ricarica a uso residenziale: perché installarle e come chiedere il bonus

Come già sappiamo, a partire dal 2035 le nuove immatricolazioni saranno possibili solo per auto a zero emissioni, quindi solo auto elettriche o alimentate a e-fuel. Lo aveva stabilito lo scorso anno il Parlamento Europeo, aprendo ancora di più la strada dell’elettrificazione al mondo della mobilità. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato lo scorso 12 giugno il Decreto direttoriale, definendo le modalità per richiedere il bonus colonnine domestiche per l’anno corrente.

a cura di Claudia Capperucci

Colonnine di ricarica a uso residenziale, a che punto siamo?

L’installazione di colonnine di ricarica ad uso residenziale è destinata a crescere considerevolmente in vista di un futuro in cui a circolare potrebbero essere solo, o quasi, auto elettriche. Possedere una colonnina di ricarica domestica offre indiscutibili vantaggi in termini economici, ma anche di comodità se si pensa all’opportunità di “fare rifornimento” all’auto comodamente nel garage della propria abitazione.

Una stima dello scorso anno dell’Agenzia Internazionale dell’Energia aveva mostrato come la domanda di energia elettrica legata ai veicoli sarà, presumibilmente, di 1.100 TWh (terawattora) entro il 2030.

Un consistente contributo alla domanda potrebbe darlo il Decreto direttoriale pubblicato di recente.

Decreto direttoriale: cosa prevede e come ottenere il bonus

Tale misura offre un contributo che copre fino all’80% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di colonnine di ricarica residenziali.

L’importo massimo rimborsabile è di 1.500 euro per ogni sistema di ricarica se a fare richiesta è una persona fisica, mentre sale a 8.000 euro nel caso il bonus venga richiesto per un edificio condominiale.

E’ possibile richiedere il bonus per le spese sostenute con modalità tracciabili dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, per l’acquisto dell’infrastruttura di ricarica e la relativa posa in opera.

La possibilità di fruire del bonus è estesa a tutti i cittadini privati, i condomini e le imprese che installano una colonnina di ricarica ad uso esclusivo per il proprio veicolo elettrico presso la propria abitazione o nello spazio condominiale.

E’ necessario, però, prestare attenzione ad alcuni vincoli per poter accedere al bonus; nello specifico la colonnina deve:

  • avere potenza standard ed essere dotata di una modalità di ricarica conforme allo standard Modo 3 (trifase o monofase),
  • essere acquistata nuova di fabbrica e non rigenerata,
  • essere compatibile con i principali sistemi di ricarica in uso in Europa,
  • avere una garanzia di almeno due anni,
  • essere installata da personale qualificato e in conformità alle norme CEI.

Per le installazioni di colonnine di ricarica elettrica effettuate dal 1° gennaio 2024 la domanda per il contributo può essere presentata online dalle ore 12.00 dell’8 luglio 2024 attraverso l’apposita piattaforma informatica e la concessione del contributo, nel limite delle risorse finanziarie disponibili, avverrà entro 90 giorni dal termine per la presentazione delle domande, attraverso un provvedimento cumulativo.

Colonnine di ricarica, costi e bonus

Analisi e pianificazione delle strutture di ricarica

Un mercato in così grande ascesa necessita di una cura e di una pianificazione adeguata in ogni suo meccanismo, partendo proprio dalla stima della vita media dei sistemi di storage con batterie al litio che fanno funzionare le colonnine, dei costi di produzione e del rapporto di queste con gli impianti fotovoltaici che le alimentano, per esempio.

Ci ha pensato ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) con l’Università di Cassino che ha messo in campo una ricerca in questo senso, confrontando il riflesso sui costi con l’uso di due modelli per l’invecchiamento delle batterie: il primo modello di calcolo si riferisce alla quantità di energia scambiata dalla batteria; il secondo la profondità di scarica.

La valutazione su questi due modelli di calcolo ha evidenziato che, quello che contempla la profondità di scarica sfrutta meglio l’energia dell’impianto fotovoltaico, ma anche che questo porta ad un’usura più veloce della batteria stessa. Lo “State of Charge” permette di sfruttare di più il sistema di accumulo nel suo utilizzo quotidiano, mentre il secondo, più “conservativo”, fissati i parametri di utilizzo (range 10-90%), permette di allungare la vita del sistema. Se la batteria ha un costo alto è più utile utilizzare come modello di calcolo quello più conservativo per la batteria.

Una ricerca fondamentale per ottimizzare l’utilizzo di energia rinnovabile e del sistema di accumulo, e quindi abbassare i costi della rete elettrica.

Intervista agli operatori di Plenitude

Il mercato delle colonnine di ricarica è in grande fermento. Per capire come si muove e che riflessi ha sul settore delle auto elettriche, delle wallbox residenziali e sul Green Deal, più in genere, abbiamo fatto qualche domanda agli operatori di Plenitude (Società Benefit di Eni).

Colonnine di ricarica Plenitude

Come sta cambiando il mercato delle colonnine di ricarica, soprattutto quelle predisposte per il settore residenziale?

Il mercato sta accelerando più che cambiando. Le installazioni da parte dei principali player procedono a ritmo continuo con centinaia di nuove installazioni al mese.

Come Plenitude abbiamo l’obiettivo dichiarato di installare 30.000 punti di ricarica entro il 2026 e un importante piano di sviluppo in Europa per la realizzazione di una delle più grandi reti di ricarica ad alta potenza lungo i principali corridoi di trasporto europei e nei principali nodi urbani in 8 Paesi: Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Germania, Slovenia e Grecia.

La nostra offerta prevede soluzioni avanzate per la mobilità elettrica, per fornire agli e-drivers un’esperienza di ricarica agevole e rapida. Grazie all’app di Be Charge, Società controllata da Plenitude, è possibile localizzare e utilizzare oltre 125.500 punti di ricarica, filtrabili per potenza, disponibilità e modalità di accesso. Le nostre colonnine utilizzano energia certificata, tramite garanzie d’origine di provenienza europea, come immessa in rete e prodotta da impianti alimentati al 100% da fonti rinnovabili e le nostre infrastrutture di ricarica sono monitorate 24 ore su 24. La ricarica privata rappresenta un asset fondamentale per la diffusione della mobilità elettrica in Italia. Plenitude presenta all’interno del proprio portafoglio di servizi dedicati alla casa una linea di soluzioni pensate per la ricarica elettrica domestica. Si tratta di un’offerta completa: dalle wallbox per la ricarica dei veicoli elettrici, all’installazione delle stesse e all’assistenza in caso di ogni necessità. Un servizio garantito dalla nostra rete di tecnici e installatori esperti, presenti su tutto il territorio italiano con soluzioni di sicura affidabilità (il network dei punti vendita Eni Plenitude Store). Plenitude intende quindi proporsi come interlocutore unico al fine di rendere più semplice l’esperienza della ricarica elettrica per il cliente.

Quali novità in ambito tecnologico e sistemico possiamo registrare?

Sia le auto elettriche sia le stazioni di ricarica sono sempre più performanti. Nello specifico le colonnine sono sempre più potenti.

Coprendo sia la gestione delle infrastrutture (CSO, CPO) che i servizi di mobilità elettrica (EMSP), Be Charge offre diversi tipi di stazioni di ricarica: a corrente alternata – di tipo Quick, fino a 22 kW – e a corrente continua, di tipo Fast (fino a 99 kW), Fast+ (fino a 149 kW) e Ultrafast (oltre 150 kW).

Fondamentale dal nostro punto di vista, la piattaforma di gestione software (c.d. backend) che fa funzionare e monitora tutta la nostra rete di ricarica in Europa ed è già in grado di attivare funzionalità di smart charging. Sicuramente interessante lo sviluppo del “Vehicle to grid“, una tecnologia che consente alle auto elettriche di scambiare energia elettrica con la rete pubblica”.

Che prospettive ci sono per il futuro?

Il cambiamento è in corso: Plenitude si impegna ad adottare soluzioni avanzate per la mobilità elettrica, con l’obiettivo di rendere questo settore sempre più accessibile, garantendo un’esperienza di utilizzo semplice ed intuitiva.


16/02/2022

Le colonnine di ricarica per auto elettriche sono sufficienti?

L’e-mobility è un trend in crescita, ma ci sono sufficienti punti di ricarica? L’analisi di Motus-E entra nel dettaglio su questo tema

Colonnine di ricarica in Italia, a che punto siamo?

Indice degli argomenti:

Nel percorso verso un mondo a zero emissioni anche il settore automotive può e deve fare la sua parte. Cresce il numero delle auto elettriche vendute in tutto il mondo segnando l’avvio di una vera e propria “rivoluzione green”: nel 2021 le immatricolazioni delle e-car sono arrivate a registrare una crescita del +128,34%, un dato che equivale a ben 76.863 automobili immatricolate (fonte: Motus-E).

Un trend di sviluppo che viene confermato anche dalle ricerche svolte dall’IEA, Agenzia Internazionale dell’Energia. Secondo quanto riportato nell’articolo “Electric cars fend off supply challenges to more than double global sales” (a cura di Leonardo Paoli, Clean Energy Technologies analyst e Timur Gül, Head of the Energy Technology Policy Division) nel 2012 sono state vendute all’incirca 130.000 vetture elettriche nel mondo, mentre oggi lo stesso numero di e-car viene venduto nel giro di una sola settimana.

La quota di mercato delle vendite di auto elettriche fra il 2010 e il 2021
Fonte IEA

IEA ha registrato un trend di crescita “particolarmente impressionante” negli ultimi tre anni. Nonostante la pandemia abbia messo a dura prova il segmento automotive tradizionale, nel 2019 sono state vendute 2,2 milioni di automobili elettriche: un valore destinato a salire arrivando a toccare 3 milioni di vetture nel 2020 e 6,6 milioni nel 2021(rappresentando circa il 9% del mercato automobilistico globale). Come sottolineano Paoli e Gül: “Nel corso del 2021, le vendite mensili di auto elettriche sono state costantemente superiori di almeno il 50% rispetto al mese corrispondente del 2020”.

Ad un gran numero di vetture elettriche vendute dovrebbe corrispondere anche un ingente numero di colonnine di ricarica necessarie per il funzionamento dell’automobile. Ma a che punto siamo in Italia con la distribuzione delle infrastrutture di ricarica? Abbiamo a disposizione abbastanza dispositivi per accompagnare l’espansione del mercato dell’e-mobility?

Motus-E, associazione che raggruppa le principali realtà legate al mondo della mobilità elettrica, ha presentato un report sullo stato dell’arte legato alle infrastrutture di ricarica pubblica presenti nel nostro Paese.

Colonnine di ricarica: +35% nel 2021

Il report realizzato da Motus-E ha come finalità quella di mostrare l’attuale situazione attraverso dati aggiornati a dicembre 2021, confrontandoli con i principali stati europei. In particolare lo studio analizza solamente le “infrastrutture su suolo pubblico o privato ad accesso pubblico, mentre sono escluse dalla rilevazione le ricariche private o accessibili con limitazioni all’utenza”.

Come riporta Motus-E, le colonnine di ricarica seguono un trend di crescita. Al 31 dicembre il report segnala che in Italia risultano installati 26.024 punti di ricarica e 13.233 infrastrutture (tra colonnine e stazioni) in circa 10.503 location aperte al pubblico.

Evoluzione infrastrutture e punti di ricarica in Italia
Fonte Motus-E

Citando il report notiamo che “Rispetto alla rilevazione del report precedente, durante il 2021 i punti di ricarica sono cresciuti di +6.700, mentre le infrastrutture di ricarica di +3.514, con una crescita rispettivamente del +35% e del 36%”. Se si confrontano i dati raccolti nel 2019 (10.647 punti di ricarica), Motus-E evidenzia una crescita del +143% con un tasso di crescita media annua del +48,4%.

Mentre le infrastrutture di ricarica  aumentano di anno in anno, circa il 13% di esse attualmente non è utilizzabile. Il motivo è legato alla difficoltà nel finalizzare il collegamento alla rete elettrica oppure alla mancanza di autorizzazioni necessarie. Motus-E segnala però che il “valore delle infrastrutture inattive è migliorato notevolmente durante l’anno, a dicembre 2020 era pari al 22%, sceso al 15% a giugno, ed al 12% a settembre”.

Un segnale positivo che testimonia il maggiore impegno nel miglioramento dei procedimenti di autorizzazione da parte delle amministrazioni e dei distributori locali.

Il divario tra nord e sud Italia

Il report mette in evidenza il divario territoriale tra nord e sud Italia: circa il 57% delle infrastrutture si trova nella parte nord ella Penisola, mentre il 23% al centro e solamente il 20% al sud e nelle isole.

Ma vediamo nel dettaglio come sono distribuite geograficamente. In Lombardia sono presenti 4.542 punti di ricarica (circa il 17%). Tra le Regioni virtuose troviamo anche il Lazio e il Piemonte con il 10% ciascuna, mentre seguono Veneto ed Emilia-Romagna al 9% e la Toscana all’8%. Queste sei Regioni rappresentano il 65% del totale dei punti in Italia.

Il report dà evidenza del fatto che le infrastrutture di ricarica sono più capillari nel centro-nord Italia e nelle grandi città. Il mercato della mobilità elettrica si sta diffondendo maggiormente nelle città metropolitane: su Roma si segnalano 1673 punti di ricarica nel Comune, a Milano 717, a Napoli 211 e a Torino 211.

Numero di colonnine di ricarica per le auto elettriche nelle città italiane
Fonte Motus-E

La ricerca vuole però far riflettere su un aspetto importante: nonostante ci sia differenza tra le diverse Regioni, in Italia il mercato della mobilità sostenibile si sta espandendo sempre di più. L’esempio del Molise è il più lampante: la Regione, che presenta in assoluto il numero di punti di ricarica più basso, è allo stesso tempo quella in cui il rapporto tra punti di ricarica e vetture immatricolate è più alto.

Non ci sono sufficienti punti di ricarica veloce in autostrada

Se la situazione sembra in fase di sviluppo nelle città, in autostrada sono presenti 118 punti di ricarica pubblici di cui il 78% ricaricano a potenze superiori ai 43 kW.

Non ci sono sufficienti punti di ricarica veloce in autostrada

Motus-E segnala che “Ad oggi è percepita come un disagio per l’utente l’assenza di un numero sufficiente di stazioni di ricarica nelle aree di servizio e lungo le arterie autostradali, che invece avrebbero bisogno di una più capillare diffusione di punti di ricarica, in particolare di quelli ad alta potenza o HPC (con potenze di almeno 150 kW) proprio per facilitare viaggi e spostamenti su tratti extraurbani”.

Su una rete autostradale di 7318 km, i punti di ricarica veloce dovrebbero essere 40 ogni 100 km. Ma per accedere ai medesimi il guidatore deve uscire dall’autostrada e servirsi presso le infrastrutture installate su strade extraurbane (o vicino ai caselli autostradali).

I punti di ricarica presenti sul territorio sono o non sono sufficienti?

Dopo aver mostrato una panoramica inerente ai punti di ricarica, alle infrastrutture e alla loro distribuzione nel territorio italiano arriviamo a rispondere alla fatidica domanda: “ci sono abbastanza punti di ricarica”?.

Il report presentato da Motus-E mostra che l’Italia ha più punti di ricarica per veicolo di Paesi come la Francia, Regno Unito, Germania o Norvegia.

Punti di ricarica pubblica per auto elettriche plug-in in europa

Ciò significa che in Italia è la penetrazione dei veicoli elettrici ad essere più carente e non la presenza di infrastrutture di ricarica pubbliche sul territorio. Motus-E sottolinea che l’analisi svolta “vuole evidenziare che il rapporto tra infrastrutture di ricarica pubblica e veicoli elettrici è più che adeguato, nonostante ovviamente un mercato dei veicoli elettrici molto inferiore rispetto agli altri Paesi Europei”.

Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici

Commenta questo approfondimento



Tema Tecnico

Le ultime notizie sull’argomento