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Indice degli argomenti Toggle Le diverse tipologie di pannelli fotovoltaiciFlessibilità e integrazione: silicio amorfo e i pannelli BiPVTegole, scandole e coppi solari Il fotovoltaico è la soluzione tecnologica più diffusa per la produzione di energia rinnovabile, sia in ambito residenziale, che commerciale e industriale. Un impianto fotovoltaico, del resto, offre importanti vantaggi, economici e ambientali. La crescita dell’indipendenza energetica comporta una riduzione dell’acquisto di energia e, di conseguenza, anche una diminuzione dei costi in bolletta. Da un punto di vista ambientale, invece, cresce la quota di energia “pulita”, con una riduzione delle emissioni di CO2 e senza il consumo di materie prime fossili. Si tratta di un settore in continua espansione, tanto che secondo l’Osservatorio FER di ANIE, relativo al 2023, ricopre il 92% della potenza installata. Una crescita importante considerando gli obiettivi di sostenibilità posti, che hanno reso le rinnovabili un elemento strategico per la transizione energetica del Paese. Infatti, considerando che entro il 2030 il 65% dell’energia dovrebbe essere prodotto da fonti rinnovabili, è fondamentale favorire un ulteriore sviluppo, rendendo la tecnologia sempre più accessibile, efficiente, ma anche integrabile e versatile. Con lo sviluppo tecnologico, poi, i prezzi sono calati e il ventaglio di prodotti offerti è aumentato in modo considerevole. Le diverse tipologie di pannelli fotovoltaici I pannelli fotovoltaici sono la soluzione più diffusa per la realizzazione degli impianti solari. Dire “pannelli”, però, non significa indicare un unico prodotto, in quanto esistono ne esistono varie tipologie, che si possono distinguere anche in base alla loro conformazione. I pannelli in silicio monocristallino, ad esempio, si caratterizzano per una elevata efficienza e sono spesso utilizzato in ambito residenziale perché, grazie alla loro elevata produzione, permettono la realizzazione di un impianto anche di dimensioni contenute. Si distinguono, visivamente, per un colore scuro e uniforme. I pannelli in silicio policristallino, invece, si compongono di cristalli di silicio diversamente orientati e, anche se sono meno efficienti, hanno prezzi inferiori e sono molto resistenti al calore. Il colore è di un blu più vivace e non perfettamente uniforme. La scelta tra i differenti pannelli dipende dalle specifiche esigenze del caso, pertanto è sempre consigliabile fare una valutazione in modo puntuale a seconda della tipologia di impianto che si vuole realizzare, delle condizioni climatiche locali, dello spazio a disposizione, delle esigenze del committente e del budget a disposizione. Flessibilità e integrazione: silicio amorfo e i pannelli BiPV I pannelli in silicio amorfo si distinguono principalmente per la loro flessibilità. Non si tratta, infatti, di pannelli rigidi, ma di celle solari applicate su uno strato di vetro o plastica, con una potenzialità di integrazione architettonica molto più elevata. Il difetto di questa tipologia di fotovoltaico è principalmente connesso alla sua efficienza, in quanto presenta una resa di produzione inferiore di circa il 30% rispetto ai pannelli più tradizionali. Un’alternativa recente e sicuramente interessante, soprattutto in ottica di integrazione architettonica, sono i pannelli BiPV, sigla che sta per Building Intagrated Photovoltaic. Si tratta di una tecnologia che potrebbe rappresentare il futuro del fotovoltaico, visto che permette l’applicazione su finestre e altri componenti in vetro, ma anche su facciate e strutture, rendendo l’involucro edilizio un potenziale elemento attivo in termini di produzione di energia rinnovabile. Anche da un punto di vista estetico la resa è ottimale e l’efficienza garantita è soddisfacente. Considerando la quantità di edifici oggetto di ristrutturazione, l’integrazione architettonica diventa essenziale per la crescita del fotovoltaico, aumentando in modo considerevole anche il valore degli immobili in cui viene installato. Tegole, scandole e coppi solari Un’ultima soluzione, sempre interessante dal punto di vista dell’integrazione architettonica, è sicuramente rappresentata da tegole, scandole e coppi fotovoltaici. Come la tecnologia vista in precedenza, anche in questo caso il vantaggio è proprio quello di evitare alcuni ostacoli che si incontrano quando si vuole realizzare un impianto fotovoltaico tradizionale, come ad esempio la presenza di vincoli paesaggistici o problematiche di spazio. X-Roof della gamma Wevolt di Wienerberger è il pannello fotovoltaico integrato al tetto che si può installare al posto delle normali tegole. Le tegole e i coppi fotovoltaici, infatti, possono trasformare le coperture degli edifici in superfici in grado di captare la radiazione solare e produrre energia elettrica. In sostanza, si applica una cella fotovoltaica a questi elementi, connettendo in serie tutti i componenti della copertura, arrivando a formare una sorta di unico pannello fotovoltaico. Ciò significa che si possono posare liberamente i coppi e le tegole fotovoltaici, senza intervenire sugli elementi esistenti, ma sostituendoli. Inoltre, oggi sono sempre di più i produttori di questi elementi edilizi ed è possibile scegliere tra un ampio ventaglio di soluzioni, sia in termini di forme, che di colori e prestazioni. Hanno generalmente un impatto visivo ridotto e resistono bene agli agenti atmosferici, mentre le celle utilizzate possono essere in silicio o in silicio amorfo. Tra gli svantaggi, invece, ci sono i costi, che possono risultare (a parità di capacità produttiva) più elevati rispetto a quelli da sostenere nel caso di impianti più tradizionali. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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