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Indice degli argomenti Toggle L’importanza delle Nature-based SolutionNbS: definizione e scopoL’Hub italiano delle soluzioni basate sulla naturaCosa manca oggi in ItaliaI benefici delle Nature-based Solution e le potenzialità economiche Le Nature-based Solution sono interventi economicamente vantaggiosi che forniscono benefici ambientali, sociali ed economici e costruiscono la resilienza. L’Europa spinge molto sul loro sviluppo, consapevole della necessità di aumentare il verde nelle città e negli spazi extraurbani, ma anche migliorare la biodiversità, oltre che rendere le città più vivibili e pronte ad affrontare eventi estremi. La sfida principale nel finanziare la maggiore adozione di soluzioni basate sulla natura è che la maggior parte dei benefici della natura attualmente non ha alcun valore di mercato finanziario, nonostante il fatto che la natura sia alla base della nostra sopravvivenza e prosperità collettiva. Lo rileva il recente report della European Investment Bank dedicato alle NbS. C’è bisogno, quindi, di “fare squadra”, promuovendo un ruolo e una partecipazione più significative sia degli attori pubblici sia dei soggetti privati. Per questo si caldeggia, in ogni Paese UE, la nascita di organismi in grado di creare sinergia e partecipazione per promuovere le soluzioni basate sulla natura. Non solo: c’è bisogno di conoscere bene lo stato dell’arte di ogni Paese per riuscire ad avere un quadro completo per svolgere interventi ad hoc. Per questi motivi è da poco nato l’Hub Italiano per le Nature-based Solution. Come spiega il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’intento è “Riunire ricercatori, amministratori, imprese e settore pubblico allo scopo di promuovere iniziative e raccogliere informazioni inerenti all’adozione delle Nature-based Solutions (NbS). Questo l’obiettivo principale degli Hub nazionali istituiti nell’ambito del progetto NetworkNature, finanziato dalla Commissione Europea, che saranno così una risorsa vantaggiosa per la comunità delle NbS”. A coordinare l’Hub italiano sarà Carlo Calfapietra, Direttore dell’Istituto di Ricerca sugli ecosistemi terrestri del CNR (Cnr-Iret) ed esperto NBS per la Commissione Europea. Perché l’Italia ne ha così bisogno è presto detto: il nostro è probabilmente il paese in Europa con il più alto tasso di biodiversità, ma è anche uno dei luoghi in Europa dove gli effetti del cambiamento climatico saranno più forti. L’importanza delle Nature-based Solution Perché sia importante lo sviluppo delle Nature-based Solution lo mette in luce la stessa Commissione Europea. La dipendenza dell’umanità dal funzionamento dei processi naturali non può essere sopravvalutata, sebbene sia ampiamente data per scontata. In termini economici, si stima che più della metà del Pil totale del mondo dipenda moderatamente o fortemente dalla natura e dalla biodiversità. “L’agricoltura, il cibo e le bevande e l’edilizia sono i maggiori settori economici dipendenti dalla natura, generando 8mila miliardi di dollari di valore aggiunto lordo all’anno”. Il World Economic Forum stima che gli investimenti in soluzioni basate sulla natura debbano almeno triplicare in termini reali entro il 2030 e quadruplicare entro il 2050 se il mondo vuole raggiungere i suoi obiettivi in materia di cambiamento climatico, biodiversità e degrado del suolo. “Questa accelerazione equivarrebbe a un investimento totale cumulativo fino a 8100 miliardi di dollari e un futuro tasso di investimento annuo di 536 miliardi“. Nel report BEI si legge che: “sullo stato attuale e la diversità delle soluzioni basate sulla natura nell’Unione europea, i database compilati coprivano un totale di 1.364 progetti con attuazione sul campo all’interno dell’Unione europea e del Regno Unito, la più grande raccolta di informazioni sui progetti basati sulla natura nell’Unione europea di cui gli autori siano a conoscenza. Tuttavia, ci sono lacune significative nei dati”. Serve un maggiore sostegno del privato. Come evidenziano i numeri del report, solo il 3% dei progetti individuati riporta finanziamenti del settore privato che coprono oltre il 50% del costo totale di un progetto. Nella stragrande maggioranza dei casi gli interventi sono sostenuti dalla PA. Inoltre, i progetti basati su soluzioni basate sulla natura sono di piccola scala. Sulla base dei dati raccolti, il 72% dei progetti copre meno di un chilometro quadrato e l’81% ha costi di investimento inferiori a 10 milioni di euro. A ciò va aggiunto che l’attuale velocità con cui vengono implementate soluzioni basate sulla natura è lenta. NbS: definizione e scopo Ma cosa sono le Nature-based Solution? La Commissione Europea le definisce come “soluzioni ispirate e supportate dalla natura, convenienti, in grado di fornire benefici ambientali, sociali ed economici e aiutare a costruire la resilienza“. Tali soluzioni portano a diversificare natura e caratteristiche e processi naturali nelle città, nei paesaggi e nei paesaggi marini, attraverso interventi sistemici adattati a livello locale, efficienti in termini di risorse. Le soluzioni basate sulla natura devono quindi favorire la biodiversità e supportare la fornitura di una gamma di servizi ecosistemici. A questa definizione si aggiunge quella che si legge nella risoluzione che hanno adottato nel 2022 i paesi dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite: “le soluzioni basate sulla natura sono azioni per proteggere, conservare, ripristinare, utilizzare in modo sostenibile e gestire le risorse terrestri naturali o modificate, ecosistemi di acqua dolce, costieri e marini, che affrontano le sfide sociali, economiche e ambientali in modo efficace e adattativo, fornendo al tempo stesso benessere umano, servizi ecosistemici e benefici in termini di resilienza e biodiversità”. L’Hub italiano delle soluzioni basate sulla natura Da tutte queste considerazioni è emersa l’esigenza di promuovere in ogni Paese UE la necessità di creare le condizioni per promuovere lo sviluppo delle Nature-based Solution. L’Hub italiano, a questo proposito, «nasce sulla scia di uno stimolo della Commissione europea, che sta chiedendo il loro sviluppo, dato che sulle NBS sta investendo molto. L’Italia è il primo tra i Paesi più grandi ad averlo avviato, pur nella complessità del quadro degli attori coinvolti. I primi soggetti sono le città, in quanto è un tema che già conoscono fin dal 2015, ma si sta diffondendo in settori extraurbani tra cui quello fluviale (AIPO e Autorità di bacino del Po hanno avviato un programma per piantumare 2 milioni di alberi – nda) e marino». Lo spiega Carlo Calfapietra, direttore Cnr-Iret ed esperto scientifico della Commissione Europea, aggiungendo che l’intento è creare una massa critica importante, contando su diverse città (Torino, Milano, Bologna, Palermo, Siena, Orvieto), con l’obiettivo di espandersi in tutta Italia, coinvolgendo enti pubblici ma anche il settore privato, che mostra un crescente interesse sulle potenzialità aperte a livello economico e occupazionale. La Commissione UE spinge molto per un approccio partecipativo e il coinvolgimento di Pmi, organizzazioni non governative, enti pubblici e centri di ricerca. «La partecipazione diffusa è di aiuto perché consente, anche, di arrivare a una maggiore accettabilità dell’intervento e all’avvio del processo di monitoraggio e di una quantificazione dei benefici generati – specifica Calfapietra –. Questa è una novità, perché l’approccio usuale, specie architettonico, era limitato al fattore estetico. Invece, l’approccio europeo è di comprendere gli effetti degli interventi NbS nel tempo, attraverso specifici indicatori». Cosa manca oggi in Italia In Italia non c’è una mappa organica degli NbS, ed è un compito di cui intende occuparsi l’Hub italiano. Si sa che il PNRR, attraverso un fondo specifico, finanzierà (con 330 milioni di euro) un importante intervento di piantumazione in 14 grandi città italiane, entro il 2026, di 6 milioni e 600mila alberi, parte integrante del Piano di Forestazione Urbana ed Extraurbana. Un altro contributo del PNRR verrà offerto al lavoro dell’Hub attraverso il Centro nazionale per la biodiversità, coordinato dal CNR e sul quale sono stati investiti 320 milioni di euro, consentendo di svolgere un lavoro di catalogazione NbS, per fornire uno strumento prezioso agli operatori di implementare in futuro in Italia soluzioni basate sulla natura. L’Hub nazionale si occuperà di promuovere la partecipazione attiva dei cittadini alle Nature-based Solutions nella co-progettazione, manutenzione e monitoraggio, aumentando la conoscenza dei cittadini sulle soluzioni naturali. Inoltre dovrà favorire la cooperazione locale, regionale e internazionale tra ricerca pubblica e privata, imprese commerciali e associazioni non governative. I benefici delle Nature-based Solution e le potenzialità economiche Oltre ai benefici ambientali, le Nature-based Solution, hanno un importante risvolto, in termini di servizi ecosistemici, anche a livello sociale ed economico. «Realizzare questo assessment consente di arrivare a una quantificazione economica. Laddove vengono fatte implementazioni verdi aumenta il ritorno economico; c’è poi il tema dei green jobs, di enorme importanza. Ecco perché è importante cercare di quantificare scientificamente i benefici offerti dagli NbS e da cui passa il lavoro che è chiamato a svolgere l’Hub italiano». Ci sarà spazio anche per Pmi e Ong: «è previsto un loro inserimento, anche se sarà possibile più avanti, proprio per cercare di creare le condizioni ideali perché enti e aziende possano partecipare nel modo più trasparente e funzionale possibile». Il polo italiano, infatti, collezionerà bandi, linee guida, metriche, normative, framework e policy nazionali per condividerle con le realtà del territorio. Le potenzialità e i vantaggi per attori pubblici e privati sono già oggi forti, contando su centinaia di milioni di euro di potenziali finanziamenti, «ma l’interesse non potrà che aumentare. Basti pensare al regolamento europeo sulla Nature Restoration Law (Legge sul Ripristino della Natura) prossimo al recepimento nazionale. Esso avrà implicazioni enormi su territori urbani ed extraurbani e che implicherà interventi mirati a ripristinare gli ecosistemi degradati», conclude il direttore Cnr-Iret. La natura in Europa è in allarmante declino, con oltre l’80% degli habitat in cattive condizioni. Il ripristino delle zone umide, dei fiumi, delle foreste, delle praterie, degli ecosistemi marini e delle specie che ospitano aiuterà per aumentare la biodiversità. Le NbS daranno una mano importante, ma c’è bisogno di tutti. Ben venga, quindi, l’azione del neonato Hub Italiano per le Nature-based Solution. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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