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Indice degli argomenti Toggle Che impatto ha la desertificazione?Il caso italiano: consumo di suolo, emergenza idrica e azioni mancateFAQ – Domande sulla Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la SiccitàCos’è la Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità?Perché la desertificazione e la siccità sono una minaccia globale?Cosa si può fare per contrastare desertificazione e siccità?Qual è il ruolo dell’Italia in questa sfida? Il 17 giugno si celebra la “Giornata mondiale della lotta alla desertificazione e alla siccità“, di cui quest’anno ricorre il trentunesimo anniversario, voluta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per aumentare la consapevolezza di un problema sempre più grave legato al cambiamento climatico, e che in particolar modo colpisce i paesi in via di sviluppo (soprattutto l’Africa), ma che può essere affrontato grazie a soluzioni e strumenti che richiedono la cooperazione a livello internazionale. Il tema 2025 “Restore the land. Unlock the opportunities” promuove un messaggio chiaro: rigenerare il suolo significa creare occupazione, rafforzare la sicurezza alimentare e idrica, contenere l’emergenza climatica e rilanciare un’economia verde globale. Ma oggi, più che mai, serve volontà politica e una strategia condivisa per superare le logiche emergenziali e affrontare strutturalmente le radici del problema. In un contesto in cui la siccità colpisce già il 40% del territorio europeo, il WWF lancia un forte appello: “Sappiamo cosa fare, ma serve un’umanità in grado di cooperare su obiettivi per il bene comune”. Che impatto ha la desertificazione? Con oltre 1,6 miliardi di ettari degradati e 3,2 miliardi di persone direttamente colpite, desertificazione e siccità sono diventate una delle minacce più gravi alla stabilità globale. A livello globale, il 23% della terra non è più produttivo; il 75% è stato trasformato dal suo stato naturale, soprattutto per l’agricoltura, e il ritmo di questa trasformazione si è accelerato in maniera significativa negli ultimi 50 anni a causa del cambiamento climatico. La desertificazione, il degrado del territorio e la siccità (DLDD) hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana di ognuno di noi e sono tra le sfide ambientali più urgenti del nostro tempo, considerando che il 40% di tutta la superficie terrestre nel mondo è già considerata degradata. Le cause sono molteplici: deforestazione, uso intensivo dei combustibili fossili, cattiva gestione dell’acqua e urbanizzazione selvaggia. Una terra “sana”, oltre a fornirci circa il 95% del cibo con cui ci sosteniamo, ci dà lavoro, mezzi di sussistenza e ci protegge dai fenomeni metereologici estremi. Eppure, ogni minuto, l’equivalente di quattro campi da calcio di terra sana si degrada, per un totale di 100 milioni di ettari ogni anno. La proposta dell’ONU per invertire la rotta è ambiziosa ma concreta: ripristinare 1,5 miliardi di ettari entro il 2030 e costruire una nuova economia della terra da mille miliardi di dollari. Ogni dollaro investito nella rigenerazione dei suoli può produrre fino a 30 dollari in benefici ambientali e socioeconomici. Ma secondo il WWF, il vero ostacolo non è la mancanza di conoscenze tecniche, bensì la frammentazione delle decisioni e la scarsa cooperazione internazionale. Degli 8 miliardi di abitanti del mondo, oltre un miliardo di giovani sotto i 25 anni vive nei Paesi in via di sviluppo, in particolare nelle regioni che dipendono direttamente dalla terra e dalle risorse naturali per il proprio sostentamento. Su questi paesi bisognerebbe investire, creando possibilità di lavoro e sviluppo, a partire dal ripristino della terra. Il caso italiano: consumo di suolo, emergenza idrica e azioni mancate L’Italia rappresenta un caso emblematico di crisi gestita male. Sebbene il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici sia stato approvato nel 2023, nessuna misura concreta è stata avviata. La disponibilità d’acqua è calata del 19% negli ultimi 30 anni, mentre il consumo cresce. Il WWF denuncia una gestione fallimentare della risorsa idrica, con invasi inefficienti, reti colabrodo e dissalatori costruiti ma inutilizzati, come accade in Sicilia. Nel frattempo, il consumo di suolo continua senza sosta: 20 ettari al giorno perduti, con l’impermeabilizzazione che aggrava la crisi idrica e climatica. Il dibattito su una legge nazionale si protrae da 13 anni senza risultati. Eppure, la soluzione esiste: adottare una logica di “bilancio zero”, recuperando aree degradate e sottoutilizzate, come i 310 km² di edifici abbandonati nelle aree urbane, equivalenti alla superficie di Milano e Napoli. Secondo il WWF serve tornare alla pianificazione idrografica prevista dalla Direttiva Quadro Acque, abbandonare le gestioni emergenziali e attivare processi partecipativi che coinvolgano le comunità locali. FAQ – Domande sulla Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità Cos’è la Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità? È una giornata istituita dalle Nazioni Unite e celebrata ogni 17 giugno per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere azioni concrete contro il degrado del suolo e la scarsità d’acqua. Dal 1994, rappresenta un’opportunità per fare il punto sui progressi e rilanciare impegni globali. Perché la desertificazione e la siccità sono una minaccia globale? Questi fenomeni compromettono la fertilità dei suoli, riducono la disponibilità d’acqua, aggravano la crisi climatica e minacciano la sicurezza alimentare, provocando instabilità socio-economica e migrazioni forzate. Attualmente, circa il 40% delle terre del pianeta è degradato, con impatti diretti su 3,2 miliardi di persone. Cosa si può fare per contrastare desertificazione e siccità? Le azioni principali includono il ripristino dei suoli, la riforestazione, la gestione sostenibile delle risorse idriche, la riduzione delle emissioni climalteranti e l’adozione di politiche agricole rigenerative. Fondamentale è anche il coinvolgimento delle comunità locali e la pianificazione territoriale integrata. Qual è il ruolo dell’Italia in questa sfida? L’Italia è particolarmente esposta, con regioni come la Sicilia a rischio desertificazione. Nonostante l’approvazione di un Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, mancano ancora azioni strutturali. Il WWF richiama la necessità urgente di leggi efficaci contro il consumo di suolo e di una gestione responsabile della risorsa idrica. Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 2024 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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