Clima e dissesto suolo, arriva il Piano di adattamento salva-Italia

Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica pubblica il documento per combattere gli impatti del riscaldamento globale sul nostro Paese. In evidenza i rischi, dall’aumento della temperatura tra 1 e 5 gradi entro il 2100 al maggior pericolo di incendi, alla fragilità del 94% del territorio esposto a frane e alluvioni, fino all’innalzamento del livello del mar Mediterraneo anche di 19 centimetri. L’obiettivo è ridurre al minimo i rischi derivanti dai cambiamenti climatici e migliorare la resilienza naturale, sociale, economica.

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Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici

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Per combattere la siccità, il dissesto idrogeologico, le frane e le alluvioni, e in generale gli impatti del riscaldamento globale sul nostro Paese, arriva il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.

Il documento, pubblicato dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, passa ora alla fase della consultazione pubblica, così come previsto dalla procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica).

Il paese a rischio, tra siccità e alluvioni

Secondo quanto contenuto nel Piano in Italia nel 2022 è aumentata la siccità, con una riduzione del 40% di pioggia, e allo stesso tempo sono sempre più presenti eventi meteo estremi, tipo le alluvioni. Viene ricordata la carenza idrica di questa estate, lo sgretolamento del ghiacciaio della Marmolada, il caldo eccezionale anche per diversi giorni di fila, le tempeste di fine agosto e settembre nelle Marche, fino all’alluvione e alla frana di Ischia.

In Italia la temperatura media aumenterà tra gli uno e i cinque gradi centigradi entro il 2100.

In Italia la temperatura media aumenterà tra gli uno e i cinque gradi centigradi entro il 2100.

Proprio per via dell’aumento delle temperature, in futuro la domanda di energia per l’Italia sarà più bassa per il riscaldamento durante l’inverno e molto più alta per l’aria condizionata in estate. Sempre per colpa delle ondate di caldo è atteso anche “un significativo aumento del pericolo di incendi, fino al 20% in più sugli Appennini e sulle Alpi“.

Nel nostro paese aumenta anche il pericolo di frane e alluvioni; un aspetto” che – si rileva nel Piano – “necessita di esser studiato con maggior dettaglio”. Dalle analisi sul dissesto idrogeologico “si evince un generale incremento” sia in termini di volumi che intensità e frequenza degli “eventi estremi di precipitazione”, soprattutto “per le aree del Centro-Nord”. E’ infatti “elevata la vulnerabilità” del suolo: quasi il 94% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni e erosione costiera, e oltre 8 milioni di persone abitano nelle aree ad elevata pericolosità.

Allarme per il livello del mare

Il livello del mare italiano – mette in evidenza ancora il Piano di adattamento – salirà fino a 19 centimetri in più nel Mediterraneo, se non si metteranno a punto azioni di mitigazione del clima. E la temperatura delle acque potrà crescere fino a +2,3 gradi centigradi, e nel mar Adriatico si potrà arrivare anche a +2,6 gradi.

Clima: il livello del mar Mediterraneo potrebbe salire fino a 19 centimetri in più

Obiettivo del Piano è “fornire un quadro di indirizzo nazionale per implementare azioni” per “ridurre al minimo i rischi derivanti dai cambiamenti climatici, migliorare la capacità di adattamento dei sistemi naturali, sociali ed economici”.

Atteso da diversi anni, questo nuovo documento è un aggiornamento della versione del 2018. Dopo l’esame delle osservazioni e la conclusione della procedura di Vas, il testo dovrà esser approvato definitivamente con un decreto del ministro. Si procederà poi all’insediamento dell’Osservatorio nazionale, che dovrà garantire l’immediata operatività del Piano attraverso l’individuazione delle azioni di adattamento nei diversi settori.

Per il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto – che aveva dato garanzie sul fatto che il Piano sarebbe stato pronto per la fine dell’anno – “si tratta di uno strumento di programmazione essenziale per un Paese come il nostro, segnato da una grave fragilità idrogeologica. Abbiamo accelerato le procedure e entro la fine dell’anno siamo riusciti a velocizzare l’iter. Le recenti tragedie di Ischia e delle Marche – conclude Pichetto – hanno ricordato quanto sia assolutamente necessaria in Italia una corretta gestione del territorio e la realizzazione di quelle opere di adattamento per rendere le nostre città più resilienti ai cambiamenti climatici“.

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