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A cura di: Raffaella Capritti Indice degli argomenti Toggle Giornata mondiale del Vento: i motivi per celebrare l’eolico“Our Wind, Our Community“: il tema della Giornata mondiale del Vento 2026I due casi italiani selezionati da WindEuropePartinico-Monreale: il repowering che ha sbloccato l’eolico in SiciliaRivoli Veronese: il parco eolico che il paese ha contribuito a progettareEolico in Europa: una fonte sempre più rilevante nel mix elettricoGlobal Offshore Wind Report 2026: l’offshore come asset di sicurezza energeticaEolico in Italia: il potenziale da sbloccareFAQ sulla Giornata mondiale del VentoQuando si celebra la Giornata mondiale del Vento?Qual è il tema dell’edizione 2026?Quanta capacità eolica è installata nel mondo?Quanto crescerà l’eolico offshore?Quali sono i progetti italiani citati da WindEurope nel 2026? Si celebra oggi, 5 giugno, il Global Wind Day, la Giornata mondiale del Vento, giunta alla sua 19ª edizione. La ricorrenza, istituita da WindEurope e GWEC ha l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e istituzioni sulle potenzialità dell’energia eolica, fonte rinnovabile sempre più strategica per gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050. L’edizione 2026 arriva dopo un anno eccezionale per il settore: secondo il Global Wind Report 2026 di GWEC, nel 2025 l’industria eolica ha installato a livello mondiale 165 GW di nuova capacità, il 40% in più rispetto al precedente anno record, portando la potenza complessiva a 1.299 GW. Un ottimo risultato, da ricordare certamente nella Giornata mondiale del Vento, ma c’è ancora molto da fare, se si considera che per sfruttare appieno i benefici dell’energia eolica e allinearsi all’accordo della COP28 di triplicare la capacità globale di produzione di energia rinnovabile entro il 2030, l’utilizzo dell’eolico deve crescere in maniera sensibile e rapida. Ma il tema dominante di quest’anno non è la crescita in sé, bensì il ruolo dell’eolico — onshore e offshore — come strumento di indipendenza e sicurezza energetica, in un contesto segnato da nuove tensioni sui mercati dei combustibili fossili. Giornata mondiale del Vento: i motivi per celebrare l’eolico Perché è bene celebrare la Giornata mondiale del Vento? Innanzitutto, perché è una fonte energetica rinnovabile a emissioni zero durante il suo funzionamento. L’eolico, specie onshore, è una tecnologia collaudata e matura, con un’ampia catena di fornitura globale. Negli ultimi anni, si è evoluto per massimizzare l’elettricità prodotta e sfruttare più siti con velocità del vento inferiori. Eolico e fotovoltaico, le due fonti rinnovabili a più forte crescita, hanno raggiunto prezzi e dimensioni tali da sostituire in modo significativo i combustibili fossili e aumentare l’indipendenza energetica. Nel 2024, eolico e solare combinati hanno prodotto negli Stati Uniti per la prima volta più elettricità del carbone, come riportato dal think tank Ember C’è poi un motivo occupazionale che fa dell’eolico un elemento di interesse. Nel 2023, il numero di posti di lavoro nel settore eolico a livello mondiale ammontava a 1,46 milioni, con un aumento di circa il 4% rispetto all’anno precedente, rileva Statista. Se si pensa che nel 2009 erano 500mila gli occupati, in 15 anni il loro numero è triplicato. “Our Wind, Our Community“: il tema della Giornata mondiale del Vento 2026 La campagna scelta da WindEurope e GWEC per il 2026 si intitola “Our Wind, Our Community” e sposta il tema dal dato tecnologico al valore sociale dell’eolico. In tutta Europa i parchi eolici stanno generando benefici concreti per i territori: fondi per le comunità, forme di proprietà condivisa, nuove infrastrutture e spazi pubblici riqualificati. WindEurope ha raccolto in un booklet 44 storie da tutto il continente, accompagnate da una mappa dei parchi eolici europei e dei benefici che portano alle comunità locali. Il messaggio dell’edizione 2026 ruota attorno alla parola fiducia: fiducia che l’energia pulita e prodotta localmente funzioni, che le comunità possano contribuire a plasmare i progetti e che la transizione energetica possa rafforzare la vita dei territori. Un tema attuale anche nel dibattito italiano sulle aree idonee e sull’accettazione sociale degli impianti. I due casi italiani selezionati da WindEurope Tra le 44 storie del booklet, due arrivano dall’Italia e raccontano modelli molto diversi di integrazione tra eolico e territorio: un repowering nel Mezzogiorno e un progetto di partecipazione civica al Nord. Partinico-Monreale: il repowering che ha sbloccato l’eolico in Sicilia Il parco di Partinico-Monreale, in provincia di Palermo, è il caso scelto per dimostrare che trasparenza e coordinamento istituzionale possono sbloccare lo sviluppo eolico anche dove complessità amministrativa e scetticismo locale lo hanno spesso frenato. Il progetto di repowering, completato da ERG nel 2023, ha sostituito 19 vecchi aerogeneratori con 10 macchine più potenti, per una capacità di 42 MW: la produzione è triplicata con la metà delle turbine, a beneficio di circa 18.000 famiglie l’anno e con 44.000 tonnellate di CO₂ evitate annualmente. Il percorso ha previsto consultazioni pubbliche in più fasi, con il feedback dei cittadini formalmente integrato nella riprogettazione, e uno stretto coordinamento con la Regione Siciliana. Il cantiere è entrato nel tour di Legambiente sui “Cantieri della transizione ecologica”, il sito è stato rinaturalizzato con specie autoctone e metà delle forniture è stata affidata a imprese locali. Il progetto è risultato finalista del Fast & Fair Award di WindEurope. Rivoli Veronese: il parco eolico che il paese ha contribuito a progettare Il secondo caso italiano è Rivoli Veronese, nella valle dell’Adige: 4 turbine per 8 MW, in esercizio dal 2013 con AGSM AIM, citato come uno degli esempi europei più noti di valore locale generato dall’eolico. Circa 1.000 persone sono state coinvolte nel processo di sviluppo e la comunità è stata chiamata a scegliere tra due diverse configurazioni di layout delle turbine. Alle famiglie del territorio sono stati offerti bond settennali a rendimento interessante — circa 700 gli investitori locali, con ritorni annui del 6,5% — e il sito, che ospita rare orchidee selvatiche oggetto di ripristino, è diventato un laboratorio di educazione ambientale con habitat restaurati, una pista ciclabile e un programma strutturato di visite scolastiche. Eolico in Europa: una fonte sempre più rilevante nel mix elettrico L’eolico copre oggi circa il 20% dell’elettricità consumata in Europa e l’obiettivo UE è arrivare al 35% nel 2030 e oltre il 50% al 2050. Il settore impiega 370.000 addetti, destinati a salire a 600.000 entro il 2030 se i target di sviluppo saranno rispettati, e contribuisce per circa 52 miliardi di euro l’anno al PIL europeo. Oltre al valore economico, la dimensione che il settore rivendica con più forza è quella dell’indipendenza energetica: meno gas e petrolio importati significa minore esposizione alla volatilità dei prezzi fossili. Global Offshore Wind Report 2026: l’offshore come asset di sicurezza energetica Il 9 giugno 2026 GWEC ha pubblicato il Global Offshore Wind Report 2026, che indica nell’eolico offshore lo strumento per interrompere il ciclo delle crisi energetiche. Il Report ci dice che egli ultimi cinque anni il mondo ha attraversato due gravi crisi dei combustibili — la prima nel 2022 con l’invasione russa dell’Ucraina, la seconda legata alle tensioni in Medio Oriente — e la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo critico per petrolio e GNL, è diventata l’immagine simbolo del 2026. In questo scenario, sottolinea GWEC, diversificare i sistemi energetici è un pilastro della sicurezza nazionale. Sul piano dei numeri, il 2025 è stato un anno solido ma non da record. Nel 2025 sono stati connessi alla rete 9,3 GW di nuova capacità offshore nel mondo, il terzo miglior risultato annuale di sempre e il 16% in più rispetto al 2024, che portano il totale cumulato a 92,5 GW, pari al 7,1% della potenza eolica globale installata. GWEC segnala però che venti macroeconomici contrari — inflazione, tassi di interesse elevati, vincoli nelle catene di fornitura e incertezza politica — hanno rallentato lo sviluppo proprio nel momento in cui servirebbe accelerare. Il segnale più critico arriva dalle aste: nel 2025 sono stati aggiudicati solo 11,4 GW di capacità offshore, un quinto del record del 2024, per effetto di tornate andate deserte in Europa, cancellazioni negli Stati Uniti e del cambio di meccanismo di mercato in Cina. Anche il floating ha subito una battuta d’arresto: nel 2025 non è stata commissionata alcuna capacità di eolico galleggiante, per la prima volta dal 2015; a fine anno il totale netto installato a livello mondiale era di 278 MW, concentrati soprattutto in Norvegia (101 MW), Regno Unito (78 MW), Cina (40 MW), Francia (27 MW) e Portogallo (25 MW). La geografia del mercato resta sbilanciata verso l’Asia. La Cina si conferma primo mercato mondiale per l’ottavo anno consecutivo, con 6,6 GW commissionati nel 2025 e 48,4 GW cumulati, pari al 52% del totale globale. L’Europa ha aggiunto quasi 2 GW da cinque parchi in tre mercati: Regno Unito (1.049 MW, primo mercato europeo per nuove installazioni), Germania (503 MW) e Francia (408 MW). A fine 2025 l’Asia rappresentava il 58% della capacità offshore mondiale, l’Europa il 42%. Nonostante la fase di assestamento, le prospettive di lungo periodo restano di forte crescita. GWEC prevede oltre 328 GW di nuova capacità offshore nel decennio 2026-2035, che porterebbero il totale mondiale a 420 GW a fine 2035, più che quadruplicando l’attuale parco installato. Le installazioni annuali sono attese raddoppiare nel 2026 e triplicare entro i primi anni Trenta, fino a superare i 50 GW l’anno al 2035, quando l’offshore passerà dall’attuale 6% a circa il 20% delle nuove installazioni eoliche complessive. Il tasso di crescita medio annuo è stimato al 24% fino al 2030 e al 13% fino al 2035. Per trasformare gli obiettivi politici in gigawatt, il report propone un piano d’azione in otto punti rivolto ai governi: trattare l’offshore e le sue infrastrutture di supporto — reti, accumuli, porti — come infrastruttura nazionale critica; rafforzare il dialogo tra industria e istituzioni; contrastare la disinformazione e costruire consenso pubblico; ridisegnare le aste premiando la realizzabilità e non solo il prezzo più basso; accelerare i permessi; aumentare i finanziamenti; rafforzare e diversificare le filiere; investire nella formazione della forza lavoro. Un nodo, quest’ultimo, che il report indica come una delle sfide più sottovalutate. Fonte: GWEC, Global Offshore Wind Report 2026 Indicatore Valore Nuova capacità offshore connessa nel 2025 9,3 GW Variazione sul 2024 +16% Capacità offshore cumulata a fine 2025 92,5 GW Quota offshore sulla potenza eolica globale 7,1% Capacità aggiudicata in aste nel 2025 11,4 GW (un quinto del 2024) Capacità floating commissionata nel 2025 0 GW CAGR previsto 2026-2030 24% CAGR previsto 2031-2035 13% Nuova capacità attesa nel decennio 2026-2035 oltre 328 GW Capacità globale prevista al 2035 420 GW Primo mercato mondiale 2025 (per l’8° anno consecutivo) Cina (6,6 GW nel 2025; 48,4 GW cumulati) Eolico in Italia: il potenziale da sbloccare In Italia la Giornata mondiale del Vento è promossa da ANEV, che anche per il 2026 ribadisce le priorità del settore: investimenti in infrastrutture e reti e una drastica riduzione dei tempi autorizzativi, attraverso una semplificazione normativa che garantisca trasparenza e coinvolgimento attivo delle comunità locali — un tema che si salda perfettamente con lo spirito della campagna “Our Wind, Our Community”. Sul fronte offshore, il Mediterraneo resta un’area a forte potenziale per le tecnologie galleggianti, con progetti come Barium Bay che indicano la direzione di sviluppo per i prossimi anni, anche se l’Italia non figura ancora tra i mercati offshore di primo piano nel quadro globale GWEC. Nota redazionale: in questo punto è consigliabile inserire una dichiarazione aggiornata di ANEV o AERO per la GWD 2026, in continuità con la versione precedente dell’articolo. In assenza di nuovo virgolettato, la sezione può reggersi sul quadro qui descritto. FAQ sulla Giornata mondiale del Vento Quando si celebra la Giornata mondiale del Vento? Ogni anno il 15 giugno. È un’iniziativa coordinata da WindEurope e GWEC, insieme alle associazioni nazionali delle rinnovabili, per avvicinare il grande pubblico all’energia eolica. In Italia è promossa da ANEV. Qual è il tema dell’edizione 2026? “Our Wind, Our Community”: una campagna dedicata ai benefici che i parchi eolici generano per le comunità locali, dalle ricadute economiche alle nuove infrastrutture, fino alle forme di proprietà condivisa. Quanta capacità eolica è installata nel mondo? A fine 2025 la potenza eolica globale ha raggiunto 1.299 GW, dopo un anno record con 165 GW di nuove installazioni. La sola componente offshore vale 92,5 GW. Quanto crescerà l’eolico offshore? Secondo il Global Offshore Wind Report 2026 di GWEC, la capacità offshore mondiale passerà dai 92,5 GW di fine 2025 a 420 GW nel 2035, più che quadruplicando, con oltre 328 GW di nuova capacità nel decennio. Quali sono i progetti italiani citati da WindEurope nel 2026? Due: il repowering di Partinico-Monreale in Sicilia (ERG, 42 MW) e il parco di Rivoli Veronese in Veneto (AGSM AIM, 8 MW), scelti come esempi di buona integrazione tra eolico, territorio e comunità. 16/06/2025 Giornata mondiale del Vento: eolico, fonte strategica della transizione energetica Il comparto eolico celebra la Giornata mondiale del Vento, con numeri in crescita e prospettive. Dal contesto mondiale a quello europeo, cosa è bene sapere e cosa sta accadendo in ambito italiano. Il commento di Togni A cura di: Andrea Ballocchi Eolico in Italia. Togni (ANEV): «è un momento dinamico» In Italia, l’eolico come si pone a celebrare la Giornata mondiale del Vento? «Quest’anno cade in un momento particolarmente dinamico. Innanzitutto, ricordo che il TAR del Lazio ha accolto il ricorso di ANEV e di altri operatori sul DM Aree Idonee. Proprio giovedì, nel convegno organizzato dalla nostra Associazione, il direttore generale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Alessandro Noce, ha confermato quanto già anticipato dalla viceministra Gava. Ovvero, stanno lavorando per arrivare a luglio a emanare il nuovo DM Aree Idonee con il recepimento di quanto segnalato dal TAR. Stanno operando a questo fine, ma va ricordato che il Decreto è in concerto con altri ministeri e che, quindi, stanno svolgendo le opportune valutazioni. Siamo comunque fiduciosi su un esito quanto più rapido», afferma il presidente dell’Associazione Nazionale Energia del Vento, Simone Togni. L’altro elemento interessante, sempre a proposito della Giornata mondiale del Vento, riguarda il Testo Unico FER. «Su di esso si è avviata una consultazione che, come ANEV, stiamo evadendo in queste ore, apportando una serie di correttivi richiesti e che, riteniamo, possano migliorare sensibilmente il provvedimento». La speranza è che nel percorso di sviluppo dell’eolico si riesca a ridurre i tempi autorizzativi per un progetto eolico. «Sappiamo che il procedimento, nel suo complesso, dovrebbe concludersi, con esito positivo o negativo, in 2 anni. Oggi, in media, il tempo richiesto è di 5 anni. Il nostro auspicio è che si riesca prima possibile a ridurre le tempistiche attuali per arrivare quanto più vicino al biennio», conclude Togni. Eolico offshore: le potenzialità per l’Italia Oltre all’eolico onshore si sta sviluppando – anche se ancora molto lentamente – l’eolico offshore. L’Italia ha molto da guadagnarci dalla sua espansione. Lo ha messo in evidenza Fulvio Mamone Capria, presidente AERO, all’Ansa, in occasione della Giornata mondiale del Vento. «Le ambizioni europee di produzione di energia eolica offshore puntano ad obiettivi straordinari: 340 GW al 2050. L’Italia, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, deve proporsi come modello per un hub internazionale di produzione di tecnologie innovative, come quella dei grandi galleggianti che sosterranno gli aerogeneratori di potenze superiori, e potrà con i suoi progetti offrire una produzione di rinnovabili offshore già di 8 GW al 2030». Articolo aggiornato-Prima pubblicazione 2023 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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