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Domani sapremo se i leader dei governi, della società civile, dell’industria e della finanza, saranno stati capaci di arrivare a un accordo che dimostri un impegno concreto verso la salvaguardia del clima, rispettando l’obiettivo di mantenere l’innalzamento della temperatura globale entro 1,5°C. Ad oggi, ci ricorda l’International Energy Agency in un documento, sono stati presi impegni in tre delle 5 aree chiave evidenziate dall’IEA in vista della COP. Da molti paesi sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica, e da un numero significativo di aziende sul metano. Mancano all’appello i meccanismi di finanziamento per triplicare gli investimenti in energia pulita nelle economie emergenti e in via di sviluppo e le misure che garantiscano una diminuzione ordinata dell’uso dei combustibili fossili, compresa la non approvazione di centrali elettriche a carbone non ancora in funzione. L’Agenzia Internazionale dell’Energia analizza l’impatto sulle emissioni globali di gas serra legate all’energia se tali impegni fossero del tutto rispettati. Per prima cosa va detto che garantirebbero un importante passo in avanti, ma non sarebbero sufficienti a rispettare gli impegni internazionali sul clima, in particolare l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C. Triplicare le rinnovabili e raddoppiare l’efficienza energetica Qualche giorno fa circa 130 Paesi hanno sottoscritto l’impegno a triplicare la capacità globale di energia rinnovabile entro il 2030 e a raddoppiare il tasso annuale di miglioramento dell’efficienza energetica fino al 2030. Questi Paesi rappresentano nel complesso il 40% delle emissioni globali di anidride carbonica (CO2) che derivano dalla combustione di combustibili fossili, il 37% della domanda totale di energia e il 56% del PIL globale. Oltre al potenziale impatto di questi impegni, l’IEA ha anche considerato l’effetto della Carta per la decarbonizzazione del petrolio e del gas sottoscritta da 50 compagnie (che rappresentano circa il 40% della produzione globale di petrolio e il 35% della produzione combinata di petrolio e gas), per l’azzeramento delle emissioni di metano al 2030. L’analisi dell’AIE segnala che il pieno rispetto di questi 3 impegni porterebbe nel 2030 a una riduzione delle emissioni globali di gas serra legate all’energia di circa 4 gigatonnellate di CO2 equivalente rispetto a quanto ci si aspetterebbe in loro assenza. Una diminuzione che rappresenta solo il 30% circa del divario di emissioni che si deve colmare per garantire un percorso compatibile con la limitazione del riscaldamento globale a 1,5° C. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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