Come preparare gli edifici commerciali alla transizione



Come gli edifici commerciali possono prepararsi alla transizione energetica

EATON

Le buone intenzioni possono essere difficili da tradurre in azioni pratiche; tuttavia, il mercato delle proprietà commerciali deve pensare a come metterle in atto per raggiungere l’obiettivo zero emissioni in Europa.

European Green Deal, le proposte della Commissione per soddisfare le ambizioni climatichePer gli imprenditori edili e i proprietari di edifici sarà necessario conformarsi alle normative aggiornate volte a ridurre le emissioni di carbonio, emanate principalmente nel contesto del programma legislativo dell’Unione Europea Fit for 55.

Non si tratta solo di un obbligo, ma anche di un’opportunità, in quanto potrà avere risvolti vantaggiosi.

Ad esempio, è possibile ottenere riduzioni rapide e definitive dei costi sviluppando una strategia energetica sostenibile per gli edifici commerciali, volta a supportare la produzione di energia rinnovabile in loco e il relativo immagazzinamento in batterie di accumulo che ne massimizzino l’auto-consumo.

Un altro fattore interessante, soprattutto per i proprietari di edifici, è la possibilità di conservare il valore degli edifici preparandoli per un futuro che si lascerà alle spalle i combustibili fossili. Molti proprietari di edifici commerciali, ad esempio, si sono trovati ad affrontare il problema dell’aumento della domanda di energia causato dalla ricarica dei veicoli elettrici e, di conseguenza, stanno già pensando a potenziali soluzioni.

Il concetto di “transizione energetica” sta acquisendo sempre maggior risalto attraverso leggi e regolamenti, sia all’interno che all’esterno dell’UE, volti ad accelerare il processo. Tra questi, i due sviluppi più importanti sono rappresentati del lancio del Green Deal europeo nel 2019 e dal pacchetto legislativo Fit-for-55 pubblicato nel 2021.

Tenere a mente le scadenze

Il Green Deal impone agli Stati membri di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, mentre Fit-for-55 porterà la legislazione climatica ed energetica dell’UE in linea con l’obiettivo di una riduzione del 55% delle emissioni di carbonio rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030.

Per gli imprenditori edili e i proprietari di edifici, una delle maggiori criticità del Green Deal e del Fit-for-55 consiste nella pressione esercitata dalle scadenze, poiché l’obiettivo per il 2030 è a soli otto anni di distanza.

Gli edifici assorbono circa il 40% del consumo totale di energia dell’EU; quindi, gran parte della riduzione prevista da Fit-for-55 dovrà provenire proprio dagli edifici.

Chi gestisce gli edifici commerciali dovrà tenere a mente alcune importanti direttive e regolamenti, tra cui l’Energy Performance of Buildings Directive (EPBD), l’Energy Efficiency Directive (EED), la Renewable Energy Directive (RED) e l’Alternative Fuels Infrastructure Regulation (AFIR).

Alcune di queste possono risultare familiari in quanto già esistenti, ma dovranno essere revisionate o riformulate nel quadro del processo Fit-for-55. I proprietari di edifici e gli imprenditori edili dovranno quindi prestare attenzione a quelli che saranno i cambiamenti sostanziali.

Un chiaro esempio è costituito dalla direttiva AFIR, fino ad ora conosciuta come AFID (Alternative Fuels Infrastructure Directive): il cambio significa che sarà direttamente applicabile negli Stati membri e i suoi termini influenzeranno i dispositivi di carica per i veicoli elettrici “accessibili pubblicamente” e, poiché la definizione di “accessibili pubblicamente” deve essere confermata, probabilmente comprenderanno anche quelli di proprietà privata.

Sviluppare una strategia per Fit-for-55 con Eaton

I tempi regolamentari sono importanti sia durante la pianificazione dei nuovi edifici che nella programmazione delle ristrutturazioni.

Per quanto riguarda Fit-for-55, i nostri clienti si pongono diversi quesiti, tra cui: quanto velocemente i riscaldamenti basati su combustibili fossili diventeranno una tecnologia del passato? Quale impatto avranno i regolamenti sui sistemi di ventilazione e aria condizionata? E infine, quanta energia sarà necessaria per supportare l’incessante aumento del numero di applicazioni smart che vengono usate nella vita di tutti i giorni?

Installare un’infrastruttura per la ricarica dei veicoli elettrici sta diventando sempre più rilevante. Diventa quindi fondamentale capire quanti dispositivi di ricarica per veicoli elettrici è necessario installare, quanto velocemente farlo, dove ricavare l’energia per alimentarli e di quali infrastrutture predisporsi e come dimensionarle.

Come gli edifici commerciali possono prepararsi alla transizione energetica
Paolo Tagliabue, Product Marketing Manager div. Energy Storage di Eaton Italia

Un approccio strategico è indispensabile: Eaton crede che sia meglio iniziare da subito ad avviare la transizione energetica, invece di aspettare che entrino in vigore nuove regolamentazioni. Inoltre, ciò può portare a vantaggi immediati.

Un inizio semplice, può essere proprio immagazzinare energia autoprodotta e, sfruttando sistemi di accumulo, riutilizzarla quando serve o evitare di assorbirla dalla rete proprio nelle ore di picco a prezzo più alto. Questo offre sollievo per la Rete di distribuzione, che viene messa a dura prova soprattutto nelle ore di congestione.

Se la tecnologia per l’accumulo dell’energia è stata testata e può essere installata nella maggior parte delle proprietà commerciali, il suo valore all’interno della transizione energetica inizia ad assumere un ruolo sempre più rilevante.

Sector coupling: combinare l’accumulo con la ricarica di veicoli elettrici

La radice dell’equazione che rende l’accumulo dell’energia così importante nell’aiutare gli edifici commerciali a prepararsi alla transizione energetica è il cosiddetto ‘sector coupling’, il cui teorema punta sull’ “elettrificazione trasversale” a più settori, come i Trasporti e la produzione di energia Termica, necessaria sia per i riscaldamenti di edificio che per i processi produttivi.

Se da un lato l’energia necessaria a questa trasformazione dovrà arrivare necessariamente dalle Energie Rinnovabili, dall’altro i sistemi di accumulo permetteranno di sfruttarla adeguando disponibilità di energia a profilo orario (e stagionale) di consumo.Ricarica auto elettrichePensando in primis al settore dei trasporti, in un edificio commerciale, il sector coupling si traduce nel combinare autoproduzione più accumulo d’energia con l’infrastruttura di ricarica per i veicoli elettrici. I sistemi di accumulo permetteranno inoltre di fornire le elevate Potenze istantanee richieste dai “fast charging”, tagliando i picchi di richiesta dalla rete.

Questo tipo di strategia non solo conferisce agli edifici un certo livello di autosufficienza, ma permette anche di ridurre la quantità di energia acquistata dalla rete, di accumularla a basso costo per usarla quando i prezzi sono più alti, di risparmiare in infrastrutture (es. Cabine di Media Tensione aggiuntive) e in ultima analisi di essere conformi alle diverse regolamentazioni derivanti da Fit-for-55.

Riassumendo: autoproduzione da energie rinnovabili, accumulo d’energia, sector coupling sono le vie attraverso cui i gestori di edifici non potranno prescindere, sia per ridurre i propri consumi che per essere pienamente in linea con i Regolamenti Europei già entrati in vigore.

Una necessità, un dovere, ma anche un’opportunità.

In tale contesto, Eaton intende porsi come partner per i proprietari di edifici commerciali, aiutandoli a sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla transizione energetica, grazie a soluzioni che spaziano dalla bassa alla media tensione e, in ambito “new tecnology”, dai sistemi di Accumulo a quelli di Ricarica di veicoli elettrici.

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