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29 luglio: abbiamo finito le risorse rinnovabili

Il 29 luglio è l’Overshoot Day 2019, ovvero il giorno che segna l’inizio del debito ecologico a causa dell’eccessivo sfruttamento del pianeta. Abbiamo utilizzato tutte le risorse rinnovabili. Per soddisfare il bisogno attuale di risorse ci servirebbero 1,75 pianeti

 

a cura di Raffaella Capritti

 

Overshoot Day: 29 luglio 2019 abbiamo finito le risorse rinnovabili

 

Indice degli argomenti:

 

L’organizzazione di ricerca internazionale Global Footprint Network come ogni anno ha calcolato l’Overshoot Day, ovvero il giorno che rappresenta l’inizio del nostro debito ecologico perché abbiamo utilizzato tutte le risorse rinnovabili disponibili per il 2019, sfruttando la natura di più di quanto questa si possa rinnovare. I costi di questo eccessivo sfruttamento ecologico globale si concretizzano nella deforestazione, siccità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera. 

 

La data dell'Overshoot Day è calcolata confrontando l'impronta Ecologica totale con la capacità della Terra di rigenerare risorse naturali rinnovabili nell'anno di riferimento (biocapacità).


Dunque da lunedì 29 luglio fino alla fine dell’anno la terra sarà sovrasfruttata dall’uomo. E la cosa grave, sottolinea l’associazione, è che ogni anno questa data è anticipata: lo scorso anno è stata il 1 agosto, nel 2017 il 2 agosto, nel 2016 l'8 agosto, quattro anni fa il 13 agosto, nel 2000 a fine settembre, nel 1997 era l’8 ottobre.

 

Erth overshoot day dal 1969 al 2019

 

Questo perché usiamo più risorse ecologiche di quanto la natura possa rigenerare. A causa della pesca intensiva, dello sfruttamento indiscriminato delle foreste e di eccessive emissioni di anidrite carbonica in atmosfera, che le foreste non riescono ad assimilare, con il rischio di eventi meteorologici estremi, abbiamo un tasso di consumo delle risorse naturali 1,75 volte più veloce di quanto gli ecosistemi riescano a rigenerarsi.


Per soddisfare il bisogno attuale di risorse ci servirebbero 1,75 pianeti.

All'umanità servirebbero 1,75 pianeti per soddisfare il fabbisogno di risorse naturali 

La campagna #movethedate

La Global Footprint Network sottolinea che si può invertire questa situazione e propone la campagna #movethedate, per cercare di posticipare l'Overshoot Day.

 

Esistono in particolare 4 macro aree su cui si può iniziare a intervenire per migliorare la sostenibilità a sostegno della campagna #movethedate: cibo, città, popolazione ed energia. 

      • Il modo in cui soddisfiamo una delle nostre esigenze di base, il cibo, può avere importanti impatti sulla sostenibilità. Approvvigionare il cibo a livello locale ed evitare cibi altamente trasformati può ridurre l'Impronta Ecologica.
      • Si prevede che tra il 70% e l'80% della popolazione mondiale vivrà in città entro il 2050. Di conseguenza, la pianificazione urbana e le strategie di sviluppo urbano sono fonfamentali per garantire un equilibrio tra risorse naturali e domanda della popolazione. Tra gli esempi si possono citare gli edifici ad alta efficienza energetica e lo sviluppo di sistemi efficaci e sostenibili per il trasporto pubblico. Quest'ultimo è un aspetto molto importante perché la mobilità personale rappresenta il 17% dell'impronta di carbonio dell'umanità
      • Decarbonizzare l'economia è la nostra migliore opportunità possibile per affrontare il cambiamento climatico e migliorare l'equilibrio tra la nostra impronta ecologica e le risorse naturali rinnovabili del pianeta. Oltre 150 anni fa, l'impronta di carbonio dell'umanità era vicina allo zero. Se vogliamo essere all'altezza dell'impegno siglato con l'Accordo di Parigi sul clima del 2015, di limitare l'aumento della temperatura globale a meno di 2°C (o addirittura 1,5°C), l'Impronta di carbonio dovrebbe essere nuovamente pari a zero prima del 2050.
      • L'impegno affinché tutti vivano in condizioni di sicurezza in un mondo di risorse limitate richiede che si tenga conto della crescita demografica. L'emancipazione delle donne è essenziale per la sostenibilità globale.

A questo proposito Global Footprint Network ha lanciato, in collaborazione con il partner ceco Mapotic, una piattaforma in cui si possono condividere le soluzioni efficaci facilmente implementabili nel nostro quotidiano.

La ricchezza biologica è la nostra più grande risorsa

La qualità della vita e in qualche modo la stessa sopravvivenza dell'umanità dipendono dalla salute delle risorse biologiche del nostro pianeta: suolo fertile, acqua e aria pulite sono necessari per mantenere il nostro pianeta vivibile, regolando il clima e assorbendo le emissioni di carbonio. 

Dato il massiccio uso eccessivo delle risorse biologiche del pianeta, la disponibilità della biocapacità della Terra è sempre più limitata.

 

La buona notizia è che esistono già soluzioni per migliorare la salute dei nostri ecosistemi e la capacità del pianeta di rigenerare le risorse biologiche:

- La riforestazione delle foreste tropicali e delle mangrovie ha il triplice vantaggio di aumentare la biodiversità, catturare l'anidride carbonica e fungere da barriera contro le inondazioni durante gli uragani lungo le aree urbane costiere dei tropici e subtropicali. La riforestazione di 350 milioni di ettari di foresta sposterebbe la data dell'Overshoot Day di 8 giorni.
- L'agricoltura rigenerativa arricchisce il suolo, aumenta la biodiversità e migliora la salute dei bacini idrografici, catturando l'anidride carbonica nel suolo.
- La pesca sostenibile migliora la salute generale degli oceani e contribuisce a garantire che gli oceani continuino a provvedere alle generazioni future (circa 3 miliardi di persone dipendono dai frutti di mare come fonte primaria di proteine, soprattutto nei paesi a basso reddito).

 

Queste soluzioni sono in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, che invitano a conservare e utilizzare in modo sostenibile le risorse marine e a proteggere, ripristinare e promuovere l'uso sostenibile degli ecosistemi terrestri. 

 

Serve l’impegno di ognuno di noi ma servono soprattutto politiche precise, a partire dal rispetto dell’accordo di Parigi, che impongano per esempio tagli significativi alle emissioni di CO2, che attualmente rappresentano il 60% della nostra impronta ecologica. Se riuscissimo a dimezzarle la data dell'Overshoot Day si posticiperebbe di oltre 3 mesi. 

 

Guadagnare 5 giorni ogni anno permetterebbe di tornare "in pari" con l'uso di risorse naturali entro il 2050.

 

L’associazione Global Footprint Network ha anche lanciato un calcolatore dell’impronta ecologica che funziona anche su dispositivi mobili e permette agli utenti di misurare la propria impronta ecologica, conoscere soluzioni ed esplorare esempi di pratiche sostenibili.

Maglia nera all'Italia 

L'analisi dell'Overshoot Day dei singoli Paesi mostra che in Italia non abbiamo lavorato bene considerando che la data di non ritorno è stata il 15 maggio, 9 giorni prima dello scorso anno. Certo siamo in buona compagnia e ci sono paesi, come il Qatar o Lussemburgo, che già a febbraio hanno terminato le risorse rinnovabili.

 

Overshoot Days 2019 nei singoli paesi. Italia il 15 maggio

 

Quanti paesi servirebbero per soddisfare le richieste antropiche

 

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