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Povertà energetica, l’efficienza riduce il problema

Sono più di due milioni gli italiani in condizioni di energy poverty. Un problema che può essere arginato mediante l’efficienza energetica in edilizia

 

a cura di Andrea Ballocchi

 

Povertà energetica, l’efficienza energetica riduce il problema

 

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Un grave problema colpisce 2,2 milioni di italiani. Si chiama povertà energetica ed è un fenomeno in aumento, anche se non è conosciuto molto. Cresce però la consapevolezza in tutta Europa e la Commissione europea ha sostenuto la nascita di una rete specializzata di soggetti esperti che possano lavorare a comprenderlo, monitorandolo costantemente. Per questo ha finanziato la creazione dell’EU Energy Poverty Observatory con cui collabora il Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE). L’organismo, nato quest’anno, ha pubblicato da pochi giorni il primo rapporto sulla povertà energetica in Italia

Povertà energetica, cos’è

Ma cos’è esattamente l’energy poverty? A livello europeo si è cercato di definirla attraverso due concetti alternativi. Nel primo caso indica la difficoltà di una famiglia ad acquistare un paniere minimo di beni e servizi energetici; nel secondo “l’acquisto dei servizi energetici cui necessita, implica una distrazione di risorse (in termini di spesa o di reddito) superiore a un valore socialmente accettabile”. 

 

La povertà energetica, che cos'è e come affrontarla

 

È un problema considerevole?

Sì, perché l’energia, tanto quanto lo sono la casa, il cibo e le bevande, è un merit good, ovvero “un bene il cui consumo determina esternalità positive così rilevanti da farne considerare opportuno l’accesso indipendentemente dalla capacità di pagare dell’individuo”. In pratica, riscaldamento, raffreddamento, illuminazione ed energia per gli elettrodomestici sono ritenuti servizi essenziali per garantire un tenore di vita dignitoso e la salute dei cittadini. D’altronde, chi di noi potrebbe farne a meno?

Ci sono poi almeno due ragioni per cui la povertà energetica merita un’attenzione particolare, ragioni collegate ai cambiamenti climatici e alla transizione energetica.

Quanti italiani colpisce

Per tutte queste ragioni il problema è da valutare e da affrontare, specie in Italia, dove si stima che nel nostro Paese nel 2017 vi erano 2,2 milioni di famiglie in povertà energetica. Significa che ne soffrono quasi nove famiglie su cento, più precisamente l’8,7% del totale. Ed è una quota in crescita dello 0,1% rispetto al 2016. La situazione è particolarmente sensibile nelle regioni del Sud e nei piccoli centri.

 

Il nostro, rispetto agli altri Paesi UE considerati dall’analisi ha un fattore in più da considerare: rispetto agli altri, dove all’aumento dei prezzi ha fatto seguito una riduzione dei consumi fisici, in Italia essi sono rimasti più o meno stabili. Il report segnala, infatti, che: “tra il 2006 e il 2016 i consumi delle famiglie nel Regno Unito sono diminuiti del 12%, in Germania del 10% e in Francia dell’8% e i consumi per il riscaldamento di abitazioni a uso residenziale si sono ridotti di quasi il 20% in Spagna, del 16% in Germania e dell’11% in Francia, nel caso del nostro Paese, l’aumento dei prezzi, a fronte di consumi sostanzialmente stabili, ha determinato un aumento della spesa energetica, la cui incidenza sul totale è passata dal 4,7% nel 2007 al 5,1% nel 2017”. 

L’efficienza energetica in edilizia può ridurre la povertà

Posta questa situazione e definito il problema, occorre cercare di risolverlo. E qui gli interventi pensati nei vari Paesi europei si sono concentrati su tre categorie:

      • azioni per l’efficienza energetica delle abitazioni;
      • azioni per la riduzione dei prezzi finali;
      • azioni per il sostegno al reddito.

Focalizziamo l’attenzione sugli interventi di efficientamento energetico delle abitazioni. Essi sono particolarmente importanti, specie per chi versa in energy poverty in aree dalle condizioni climatiche particolarmente avverse per buona parte dell’anno, ma molto può esser fatto nella direzione del risparmio energetico anche nelle altre aree.

 

Interventi di efficenza energetica aiutano la riduzione della povertà energetica

Tra gli strumenti adottati per elevare l’efficienza energetica delle abitazioni sono segnalati regolamenti che rendono obbligatori standard costruttivi nelle abitazioni nuove e sussidi per i miglioramenti nell’efficienza energetica dell’abitazione.

 

Altrettanto importanti possono rivelarsi meccanismi che prevedono l’installazione di sistemi di riscaldamento/impianti elettrici efficienti da parte dei fornitori del servizio ed i cui costi sono ripagati dai consumatori nel tempo attraverso il contratto di fornitura.

 

Può contribuire a migliorare la situazione istituire energy tutor in grado di consigliare specifiche azioni da effettuare per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione. Nel report sono segnalate anche le azioni suggerite ai proprietari di case, anche quelle volte a ridurre i costi dell’investimento – come le detrazioni fiscali per riqualificazione energetica e per ristrutturazioni – oppure a qualificare l’investimento effettuato: in questo caso un esempio potrebbe essere il rilascio di certificati di efficienza energetica a seguito dell’intervento, utili per l’affitto della proprietà.

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