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Rinnovabili al 14% in UE nel 2012. Italia a 13,5%

Svezia, Bulgaria ed Estonia hanno già raggiunto gli obiettivi 2020

Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, ha presentato i dati aggiornati sulla diffusione delle rinnovabili in Europa che evidenziano  un aumento nella produzione in tutti gli Stati.
L’energia prodotta da energia rinnovabile ha toccato il 14,1% nel 2012, in confronto all’8,3% del 2004, anno in cui sono iniziate le rilevazioni, avvicinandosi dunque al target 2020 del 20%. Ricordiamo che i target variano da paese a paese, a seconda della situazione economica, del potenziale per il settore e delle condizioni di partenza.
L‘Italia è uno dei paesi in cui si è registrata una delle crescite maggiori a partire dal 2004, anno in cui le rinnovabili rappresentavano il 5,7% , per passare poi al 6,5% nel 2007, al 10,6% nel 2010, al 12,3% nel 2011, al 13,5% nel 2012. L’Italia si trova oggi a 3,5% dall’obiettivo comunitario del 17% fissato per il 2020.
L’incremento maggiore si è registrato in Svezia – paese in cui il consumo di energie rinnovabili è passato dal 38,7% del 2004 al 51% del 2012, superando con otto anni di anticipo il target del 49% del 2020. Seguono Lettonia con una quota di rinnovabili pari al 35,8%, Finlandia (34,3%) e Austria (32,1%). L’Estonia è stata la prima a raggiungere in anticipo l’obiettivo 2020 nel 2011 (rinnovabili a 25,2% nel 2012), seguita poi nel 2012 anche dalla Bulgaria (16,3%). Ottimi risultati anche per la Danimarca (dal 14,5% al 26%), l’Austria (dal 22,7% al 32,1%), la Grecia (dal 7,2% al 15,1%) Repubblica ceca (11,2% di energia da fonti rinnovabili, a -1,8% dal target del 2020), Croazia (16,8%), Lituania (21,7%), Slovenia (20,2%) e Romania (22,9%).
Male invece Malta (1,4%), Lussemburgo (3,1%), Gran Bretagna (4,2%) e Olanda (4,5%).

% di energia rinnovabili prodotta dalle rinnovabili – Dati Eurostat

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