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A cura di:La Redazione Le rinnovabili flottanti potrebbero arrivare a quasi 80 Gigawatt di potenza tra eolico e fotovoltaico nel 2030. Questo il dato intorno a cui si è discusso al convegno del Coordinamento Free ‘Le rinnovabili galleggianti – soluzioni innovative per le fonti rinnovabili: fotovoltaico ed eolico galleggiante’. Il Coordinamento Free (Fonti rinnovabili ed efficienza energetica) è un’associazione che raccoglie attualmente 24 altre associazioni, oltre a un ampio ventaglio di enti. Obiettivo del Coordinamento Free è promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica nel quadro di un modello sociale ed economico ambientalmente sostenibile, della decarbonizzazione dell’economia e del taglio delle emissioni. Quello organizzato da Coordinamento Free è stato un vero e proprio seminario per mettere a punto un’analisi sulle opportunità e sul potenziale di sviluppo di queste soluzioni tecnologiche con l’idea di metterle a disposizione delle autorità competenti. Rinnovabili galleggianti, spazio a fotovoltaico ed eolico Si tratta di tecnologie che, nel caso dell’eolico, consentono la realizzazione in Italia di impianti off-shore, altrimenti impedita dalla profondità dei fondali italiani, mentre nel caso del fotovoltaico permettono di sfruttare l’ampia disponibilità di superfici libere nei bacini e negli invasi idroelettrici. Il Global wind energy council prevede 16,5 Gigawatt di capacità eolica flottante globalmente installata nel 2030. Alla stessa data, il potenziale dell’eolico off-shore nei mari italiani, stimato dall’Anev (Associazione nazionale energia del vento), partendo dalle tecnologie attuali e da quelle prevedibili, è di 5,5 Gigawatt. Secondo le valutazioni di esperti, riportate da Solar power europe, invece la capacità globale del fotovoltaico flottante raggiungerà 62 Gigawatt nel 2030. Per il settore elettrico italiano – viene spiegato – il nuovo Piano europeo REPowerEU si traduce nell’obiettivo di un aumento della potenza di 85 Gigawatt di rinnovabili al 2030 che ci permetterà di raggiungere l’84% di rinnovabili nel mix elettrico. Per l’Italia, accelerare sulle rinnovabili in modo coerente con il REPowerEU 2030, comporta benefici per l’economia, la società e l’ambiente. Parliamo di 309 miliardi di investimenti cumulati al 2030 del settore elettrico e della sua filiera industriale, 345 miliardi di benefici economici cumulati al 2030 in termini di valore aggiunto per filiera e indotto, e crescita dei consumi nazionali, 470mila nuovi posti di lavoro nella filiera e nell’indotto elettrico nel 2030 (che si aggiungeranno ai circa 120mila di oggi) e una riduzione del 75% delle emissioni di CO2 del settore elettrico nel 2030 rispetto al 1990. Tra le misure fondamentali per spingere su questo fronte, nel decreto Bollette è stato approvato in commissione Ambiente alla Camera un emendamento della deputata di FacciamoECO Rossella Muroni che prevede “la procedura abilitativa semplificata per la realizzazione e l’esercizio di impianti solari fotovoltaici flottanti da realizzare su superfici bagnate ovvero su invasi e bacini idrici artificiali sia grandi sia piccoli ove compatibili con gli altri usi. Per questa tipologia si applicano semplificazioni fino a una potenza di 10 Megawatt”. Inoltre è prevista “la possibilità di inserirla nei prossimi decreti di incentivazione”. Fotovoltaico ed eolico galleggiante, i vantaggi Tra i vantaggi del fotovoltaico galleggiante c’è naturalmente il fatto che non consuma suolo e che non si utilizzano aree pregiate per l’agricoltura, in secondo luogo c’è una minore evaporazione di acqua all’interno degli invasi; l’impianto produce anche una percentuale di energia più elevata per effetto del raffreddamento dei moduli dovuto alla presenza dell’acqua. L’impianto fotovoltaico galleggiante più grande d’Europa è in fase di costruzione nel bacino della diga idroelettrica Alqueva, in Portogallo. L’obiettivo è metterlo in funzione a partire da luglio 2022, con la messa in acqua da parte di ED Renewables di oltre 12mila pannelli solari che costituiscono l’Alqueva floating photovoltaic; vale una potenza di picco pari a 5 Megawatt, per una produzione stimata di 7,5 Gigawattora all’anno. Il primo impianto fotovoltaico galleggiante italiano sarà in Piemonte, nel bacino artificiale della cava Germanaire. L’impianto, una volta pronto, consentirà di ridurre le emissioni inquinanti, con un risparmio di 3.500 tonnellate di CO2 all’anno. L’eolico off-shore galleggiante è vantaggioso soprattutto dove i fondali sono profondi ed è quindi complicato, se non possibile, usare pale con le tradizionali fondamenta fisse. Quindi questa tecnologica ampia le possibilità di fare offshore a zone di mare che prima erano precluse per via della profondità dei fondali. Per esempio Kincardine, la centrale off-shore scozzese che è entrata in funzione lo scorso ottobre conquistando immediatamente il record di impianto eolico galleggiante più grande al mondo, il progetto consiste in 6 aerogeneratori da 50 Megawatt totali, realizzati a 15 chilometri dalla costa dell’Aberdeenshire, dove i fondali raggiungono anche gli 80 metri di profondità. Il progetto eolico flottante più grande del Mediterraneo è al largo della Sicilia, alle Egadi; illuminerà le case di 3,4 milioni di famiglie, e la riduzione delle emissioni di CO2 per circa 2,7 milioni di tonnellate all’anno. Costruito da Renexia del gruppo Toto, il progetto siciliano denominato Medwind prevede nove miliardi di investimento e consiste nella realizzazione di un parco eolico offshore con tecnologia floating composto da 190 turbine galleggianti, per una potenza installata di circa 2,8 Gigawatt ed una produzione annua stimata di 9 Terawattora all’anno. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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