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Il Regno Unito ha stanziato quasi 200 milioni di euro per convertire in elettrico la flotta degli autobus. E in Italia, in UE, nel mondo, il trasporto pubblico sta diventando green? a cura di Andrea Ballocchi Indice degli argomenti: Trasporto pubblico: la situazione nel Regno Unito Trasporto pubblico: bus elettrici e situazione in Italia Bus elettrici nel mondo: se ne contano più di 400mila Trasformare il trasporto pubblico da inquinante a green e convertire gli autobus alla mobilità elettrica è qualcosa di più che una bella idea nel Regno Unito. Il Governo ha deciso di stanziare 170 milioni di sterline (circa 200 milioni di euro), per convertire in elettrico i pullman e per fare delle città britanniche le prime a contare su flotte completamente “a spina”. Non solo: una parte della somma sarà destinata a incoraggiare le persone a prendere questi mezzi pubblici. Ma l’Italia cosa sta facendo? E l’Europa e il mondo? Vediamo nel dettaglio. Trasporto pubblico: la situazione nel Regno Unito Partiamo dal Regno Unito. Qui gli autobus spostano più persone di qualsiasi altra forma di trasporto pubblico, e con 200 bus elettrici in grado di compensare 3.700 auto diesel: quindi, hanno un ruolo cruciale da svolgere nella riduzione delle emissioni e nello sviluppo della mobilità sostenibile. “Una città con 200 autobus elettrici potrebbe risparmiare circa 7.400 tonnellate di CO2 ogni anno, l’equivalente di togliere dalla strada 3.700 auto diesel”, segnala lo stesso Esecutivo britannico. La proposta del Governo alle autorità locali è questa: esse possono fare domanda per puntare a essere la prima città britannica con una flotta di autobus completamente elettrica, stabilendo lo “standard aureo” nel trasporto pubblico ecologico, ha annunciato il Segretario ai Trasporti Grant Shapps. La realtà urbana vincitrice riceverà fino a 50 milioni di sterline come contributo per l’acquisto di una flotta di autobus elettrici nuova di zecca. Trasporto pubblico: bus elettrici e situazione in Italia Con la riforma introdotta dal decreto legislativo 422 del 19 novembre 1997 sono stati trasferiti alle Regioni tutti i compiti e le funzioni relative al trasporto pubblico locale e regionale. Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ricorda quale sia il suo ruolo: oltre a svolgere attività normativa “in materia di sicurezza dei sistemi di trasporto, la vigilanza e l’investigazione in caso di incidenti e la realizzazione di investimenti”, il Ministero “lavora a fianco delle Regioni per guidarle nella riprogrammazione dei servizi di TPL e ferroviari regionali, con l’obiettivo di rendere più efficiente e razionale il settore”. L’anno scorso è stato adottato il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile da 3,7 miliardi di euro, nel periodo dal 2019 al 2033. L’obiettivo è il rinnovo dei parco autobus adibiti al trasporto pubblico locale con mezzi meno inquinanti: bus elettrici, ma anche a metano o a idrogeno, e più moderni. In Italia l’età media gli autobus in circolazione è 11,4 anni circa, a fronte dell’età media europea di circa 7,5 anni. L’obiettivo del Piano è dunque quello di svecchiare queste vetture e di migliorare la qualità dell’aria, ricorrendo a tecnologie innovative e rilanciando la filiera industriale di produzione di autobus. Sulla base del provvedimento, lo scorso gennaio sono stati stanziati alle Regioni 2,2 miliardi di euro per l’acquisto di nuovi bus ecologici adibiti al trasporto pubblico locale e alle relative infrastrutture. 400 milioni sono stati previsti per le città, come ha scritto la ministra Paola De Micheli in un tweet. Nel frattempo, a fine 2019 è arrivato il decreto del ministero dell’Ambiente, registrato poi alla Corte dei Conti e nei giorni scorsi notificato alle regioni del Bacino Padano, che ha ripartito 180 milioni di euro per interventi anti smog. Nell’occasione il presidente della Regione Emilia Romagna, esprimendo soddisfazione per l’intervento, ha ricordato l’obiettivo regionale di 2mila nuovi autobus ecologici e che buona parte dello stanziamento spettante sarebbe servito per acquistare 292 nuovi autobus elettrici, ibridi, a metano o biometano. Bus elettrici e trasporto pubblico in Italia: cosa succede in città Le città sono le prime interessate alla conversione ecologica dei mezzi pubblici. A partire da Milano, dove i piani di Atm sono chiari fin dal 2017: a partire dall’anno in corso l’azienda trasporti milanese “comincerà ad acquistare solo ed esclusivamente mezzi elettrici, anticipando di cinque anni gli impegni presi a Parigi dal Sindaco di Milano al vertice Together 4 Climate del network C40 Cities. Alla fine del 2030, il diesel scomparirà dalla flotta dell’Azienda Trasporti Milanesi, che sarà composta da 1.200 bus elettrici”. Nel 2019 una gara relativa a 250 bus elettrici è stata assegnata. Sempre in Lombardia va segnalata anche Cremona dove è attiva la sperimentazione di due autobus elettrici. Anche a Genova si sperimenta, mentre a Torino il piano dell’azienda pubblica di trasporto pubblico Gtt afferma che nel 2021, a Torino, un bus su cinque in servizio sarà elettrico. A fine gennaio è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il bando di gara per la fornitura a Gtt di 100 nuovi autobus ad alimentazione esclusivamente elettrica. La fornitura avverrà in regime di “full service” materiale per 10 anni. A Bologna, l’azienda locale Tper ha pubblicato la gara per l’acquisto di due autobus elettrici con l’opzione di altri 18 “per un totale di 20 autobus full electric con ricarica over night”, riporta Autobusweb. Il capitolato prevede anche la dotazione di “pantografo diretto” il tutto completato da due colonnine di ricarica (ciascuna di 100 kW)”. Dal capoluogo emiliano a quello Toscano, anche a Firenze si parla di mobilità elettrica per il trasporto pubblico, in questo caso sotto forma di minibus elettrici per due linee cittadine. E nel Sud Italia? L’elettrico nel trasporto pubblico è presente a Messina, città apripista nazionale. L’anno scorso l’amministrazione locale ha acquisito una flotta di 16 bus, diventando la prima città in Italia per numero di mezzi di questo tipo rispetto al totale della flotta. Bus elettrici nel mondo: se ne contano più di 400mila Quanto accade in Italia e nel Regno Unito avviene nel mondo. Ricorda Mario Pagliaro, ricercatore Cnr e docente di nuove tecnologie dell’energia al Polo Fotovoltaico della Sicilia, co-autore dello studio Electric Bus: A Critical Overview on the Dawn of Its Widespread Uptake che “l’autobus elettrico sarà il primo veicolo elettrico la cui diffusione di massa metterà fine alla produzione di autobus col motore a combustione interna entro pochissimi anni. Noi riteniamo che entro i prossimi tre anni nessuna azienda del trasporto pubblico locale in Europa ordinerà più autobus con il motore a pistoni”. Lo conferma, per esempio, Mosca dove già dal 2018 circolano bus elettrici. La città ha previsto di acquistare 300 autobus elettrici l’anno nel periodo 2019-2020 e dal prossimo anno, si procurerà solo autobus elettrici e cesserà completamente l’acquisto di autobus diesel. Altre città si stanno muovendo: Parigi ha ordinato i primi 800 pullman elettrici, in Svezia, Goteborg 157, Varsavia 130, Berlino 90 e così via. Poi c’è la Cina, che detiene il 99% dei bus elettrici già circolanti: già oggi, infatti, si muovono più di 400mila autobus elettrici. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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