In UE 35 milioni di edifici da riqualificare in 10 anni

Pubblicata dalla Commissione europea la Renovation Wave che ha l’obiettivo di raddoppiare il tasso di riqualificazione degli edifici nei prossimi 10 anni, ridurre le emissioni migliorare le prestazioni energetiche, favorire il recupero e diminuire la povertà energetica

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In UE 35 milioni di edifici da riqualificare in 10 anni

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Pubblicata oggi dalla Commissione Europea la Renovation Wave, che prevede di raddoppiare nei prossimi 10 anni il tasso di ristrutturazione degli immobili, con l’obiettivo di diminuire i consumi e le emissioni, migliorare il rendimento energetico degli edifici, stimolare l’uso di materiali riciclati e favorire la digitalizzazione,  assicurando una miglior efficienza energetica e benefici per la salute delle persone.
Si parla di 35 milioni di edifici che potrebbero essere riqualificati entro il 2030, stimolando fino a 160.000 nuovi posti di lavoro verdi nel settore delle costruzioni. Alcuni passi importanti sono già stati fatti considerando che oggi i nuovi edifici consumano la metà dell’energia di quelli realizzati più di 20 anni fa; l’85 % degli edifici dell’UE ha però più di 20 anni e quindi necessita di interventi di ristrutturazione.

The Renovation Wave non si limita a rendere gli edifici esistenti energeticamente più efficienti e neutri dal punto di vista climatico, può innescare una trasformazione su larga scala delle nostre città e dell’ambiente costruito, con attenzione anche all’estetica e al bello.

Per abbattere le emissioni di almeno 55% entro il 2030, come proposto dalla Commissione nel settembre 2020, l’UE deve ridurre le emissioni di gas serra degli edifici del 60%, il loro consumo energetico del 14% e il consumo di energia per riscaldamento e raffrescamento del 18%. La riqualificazione profonda del patrimonio costruito è fondamentale per raggiungere gli obiettivi sul clima e rendere l’Europa climate-neutral entro il 2050: ricordiamo infatti che gli edifici sono responsabili di circa il 40% del consumo energetico dell’UE e del 36% delle emissioni di gas serra, ma ad oggi solo l’1% degli immobili ogni anno sono oggetto di interventi di ristrutturazione ad alta efficienza energetica.

Inoltre le politiche a sostegno della ristrutturazione efficiente dal punto di vista energetico aiutano a ridurre le bollette e rappresentano una risposta alla povertà energetica che oggi coinvolge circa 34 milioni di europei che non riescono a riscaldare in maniera adeguata le proprie case.

Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo dell’European Green Deal ha sottolineato “Il Renovation Wave migliorerà i luoghi in cui lavoriamo, viviamo e studiamo, riducendo il nostro impatto sull’ambiente e assicurando posti di lavoro a migliaia di europei. Abbiamo bisogno di edifici migliori se vogliamo ricostruire meglio”.
Secondo la Commissaria per l’Energia Kadri Simson la nuova strategia aiuterà a risolvere alcuni degli ostacoli “che oggi rendono le ristrutturazioni complesse, costose e lente. Proporremo modi migliori per misurare i benefici della ristrutturazione, standard minimi di prestazione energetica, maggiori finanziamenti UE e un’assistenza tecnica adeguata in grado di stimolare i mutui verdi e sosterremo l’aumento della quota di rinnovabili nel riscaldamento e nel raffrescamento”.

Renovation Wave: 3 aree di intervento

La strategia darà priorità a tre aree: la decarbonizzazione del riscaldamento e del raffreddamento; la lotta alla povertà energetica, con interventi negli edifici inefficienti; la ristrutturazione di edifici pubblici come scuole, ospedali ed edifici amministrativi.

L’obiettivo della Commissione è di lavorare lungo tutta la filiera – dalla concezione di un progetto al suo finanziamento e al suo completamento – eliminando i possibili ostacoli con una serie di misure politiche, strumenti di finanziamento e di assistenza tecnica.

Renovation Wave: le principali azioni 

  • Rafforzare i regolamenti, gli standard e le informazioni sul rendimento energetico degli edifici, in modo da stabilire migliori incentivi per le ristrutturazioni del settore pubblico e privato, compresa l’introduzione graduale di standard minimi obbligatori di rendimento energetico per gli edifici esistenti, regole aggiornate per i certificati di rendimento energetico e un’eventuale estensione dei requisiti di ristrutturazione degli edifici per il settore pubblico;
  • Garantire finanziamenti accessibili e ben mirati anche attraverso le iniziative faro “Renovate” e “Power Up” del dispositivo per la ripresa e la resilienza nel quadro di NextGenerationEU, semplificare le regole per combinare vari flussi di finanziamento e offrire molteplici incentivi per i finanziamenti privati;
  • aumentare le competenze necessarie per attuare i progetti di ristrutturazione, dall’assistenza tecnica verso le autorità nazionali fino alla formazione e allo sviluppo delle competenze dei lavoratori nei nuovi lavori verdi;
  • espandere il mercato dei prodotti e dei servizi sostenibili per l’edilizia, compresa l’integrazione di nuovi materiali e soluzioni basate sulla natura, la revisione della legislazione sulla commercializzazione dei prodotti da costruzione e sugli obiettivi di riutilizzo e recupero dei materiali;
  • Creazione  un nuovo Bauhaus europeo, un progetto interdisciplinare guidato da un comitato consultivo di esperti esterni, tra cui scienziati, architetti, designer, artisti, progettisti e società civile. Entro l’estate 2021 la Commissione condurrà un ampio processo partecipativo che porterà alla realizzazione nel 2022, di una rete dei primi cinque Bauhaus in diversi paesi dell’UE;
  • sviluppare soluzioni di prossimità in modo che le comunità locali integrino soluzioni rinnovabili e digitali creando distretti a energia zero, dove i consumatori diventano prosumers che vendono energia alla rete. La strategia comprende anche un’iniziativa volta a promuovere alloggi a prezzi accessibili per 100 distretti.

Il prossimo giugno ci sarà la revisione della direttiva sulle energie rinnovabili che prenderà in considerazione il rafforzamento dell’obiettivo di riscaldamento e raffreddamento da fonti rinnovabili e l’introduzione di un livello minimo di energia rinnovabile negli edifici. Inoltre la Commissione esaminerà il modo in cui poter utilizzare le risorse del bilancio dell’UE e le entrate del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS), per finanziare programmi nazionali di efficienza energetica e di risparmio energetico destinati alle popolazioni a basso reddito.

La Commissione oggi ha pubblicato anche una raccomandazione per gli Stati membri sulla lotta alla povertà energetica.

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