I leader dell’UE confermano la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030

La decisione del Consiglio di aumentare al 55% il target di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2030, dimostra la volontà di accelerare la lotta contro il cambiamento climatico

Aggiornamento articolo 18 settembre

I leader dell'UE confermano la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030

Durante la riunione del Consiglio dell’Unione Europea dello scorso 11 dicembre, i capi di Stato e di governo dell’UE hanno concordato di aumentare l’obiettivo di riduzione delle emissione di gas a effetto serra dell’UE ad almeno il 55% entro il 2030, rispetto allo scenario di riferimento del 1990.

E’ un traguardo certamente ambizioso, ma fattibile, che permetterebbe all’UE di mettersi sulla giusta strada per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e conferma inoltre la leadership globale dell’UE in vista della prossima conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP26).

Questo accordo segue la proposta della Commissione Europea di ridurre le emissioni di gas serra dell’UE di almeno il 55%, e la richiesta del Parlamento Europeo di ridurle del 60%.

SolarPower Europe in una nota spiega che la proposta del Parlamento è coerente con lo Studio “100% Renewable Europe” secondo il quale entro il 2030 nell’UE si potrebbero ottenere riduzioni delle emissioni del 60%, con una quota di energie rinnovabili nella domanda finale di energia che va dal 44,6% (Scenario Moderato) al 48,3% (Leadership), e con importanti vantaggi sia dal punto di vista economico che occupazionale.

Per superare gli eventuali problemi sulle difficoltà per i paesi che dipendono troppo dal carbone (quali Polonia, Ungheria, Bulgaria, Romania e Rebubblica Ceca) di raggiungere l’obiettivo del 55% rispetto all’attuale 40%, il Consiglio ha optato per un sistema di scambio delle quote di emissione, chiedendo che la riforma utilizzi il Fondo di modernizzazione per aiutare le regioni che dipendono dal carbone e quelle meno ricche.

Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe ha sottolineato che il “Consiglio dell’Unione Europea ha dimostrato una vera leadership nell’accelerare la lotta contro il cambiamento climatico. Raggiungere il 55% di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2030 è un’opportunità senza precedenti per dare impulso alla leadership dell’Europa nelle tecnologie energetiche pulite. La produzione europea di energia solare, in particolare di celle e moduli solari avanzati, è una delle più interessanti opportunità per l’industria europea”.

Aurelie Beauvais, Policy Director e Deputy CEO di SolarPower Europe ha spiegato che per ridurre con le emissioni di CO2 di almeno il 55% entro il 2030, il primo passo fondamentale è l’adeguamento dell’obiettivo vincolante dell’UE 2030 per le energie rinnovabili. Secondo lo studio SolarPower Europe’s 100% Renewable Europe, il consumo energetico lordo finale dell’Europa potrebbe tranquillamente raggiungere il 40% di energie rinnovabili nel prossimo decennio, grazie soprattutto al fotovoltaico, destinato a diventare la più grande fonte di energia in Europa a partire dal 2025, contribuendo alla maggior parte della riduzione delle emissioni di CO2 nel prossimo decennio. Si tratta di un’opportunità molto importante per l’Europa di promuovere soluzioni solari innovative come Agri-PV, il solare galleggiante e il fotovoltaico integrato negli edifici, che consentiranno la diffusione di capacità solari aggiuntive con un impatto ridotto sull’uso del suolo.


18/9/20

Il piano della Commissione Europea per ridurre le emissioni del 55%

La Commissione Europea ha presentato il piano per ridurre le emissioni di gas serra dell’UE di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. In questo modo l’Europa sarebbe sulla strada giusta per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050

Il piano della Commissione Europea per ridurre le emissioni del 55%

In linea con il discorso della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sullo stato dell’Unione, la Commissione Europea ieri ha presentato il proprio piano per la riduzione delle emissioni di gas serra dell’UE di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. La Commissione ha pubblicato anche la valutazione di impatto con un’analisi approfondita del modo in cui ciascun settore dell’economia può contribuire a raggiungere questi obiettivi.

La Commissione ha invitato il Parlamento e il Consiglio a confermare l’obiettivo di riduzione delle emissioni nel 2030 di almeno il 55%, così da garantire il rispetto dell’Accordo di Parigi. Inoltre ha definito le proposte legislative da presentare entro giugno 2021, tra cui la revisione e l’ampliamento del sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE; l’adeguamento del regolamento sulla condivisione degli sforzi e del quadro per le emissioni del territorio; il rafforzamento delle politiche in materia di efficienza energetica e di energie rinnovabili; il rafforzamento degli standard di CO2 per i veicoli.

La Commissione ha adottato anche una valutazione dei Piani nazionali per l’energia e il clima degli Stati membri per il periodo 2021-2030, che mostra che l’UE è sulla buona strada per superare l’attuale obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030 di almeno il 40%, in particolare grazie ai continui progressi nella diffusione delle energie rinnovabili in tutta Europa. La valutazione dei Piani nazionali per l’energia e il clima degli Stati membri mostra che la quota di energia rinnovabile nell’UE potrebbe raggiungere il 33,7% entro il 2030, superando l’attuale obiettivo di almeno il 32%. A tal proposito entro giugno 2021 la Commissione europea dovrebbe presentare la propria proposta per aumentare l’obiettivo per il 2030 in materia di energie rinnovabili al 38-40%.

Per raggiungere il nuovo target del 55% di riduzione delle emissioni, l’UE dovrà aumentare ulteriormente l’efficienza energetica e la quota di energie rinnovabili, stimolando gli investimenti in un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse, promuovendo l’innovazione nelle tecnologie pulite, favorendo la competitività e creando posti di lavoro verdi. Gli Stati membri possono attingere al fondo di ripresa NextGenerationEU da 750 miliardi di euro.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha sottolineato: “Stiamo facendo tutto il possibile per rendere l’Europa il primo continente al mondo neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Oggi è una tappa importante di questo viaggio. Con il nuovo obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra dell’UE di almeno il 55% entro il 2030, apriremo la strada a un pianeta più pulito e a una ripresa verde. L’Europa uscirà più forte dalla pandemia del coronavirus investendo in un’economia circolare efficiente sotto il profilo delle risorse, promuovendo l’innovazione nelle tecnologie pulite e creando posti di lavoro verdi”.

Kadri Simson, Commissario per l’Energia, ha detto: “Sulla base delle politiche esistenti e dei piani degli Stati membri, siamo sulla buona strada per superare il nostro attuale obiettivo del 40% per il 2030. Questo dimostra che essere più ambiziosi non è solo necessario, ma anche realistico. Il sistema energetico sarà al centro di questo sforzo”.

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