Legge UE sul clima: neutralità climatica al 2050 vincolante

L’Europarlamento ha approvato la legge sul clima che conferma in maniera vincolante quanto stabilito ad aprile: riduzione emissioni del 55% entro il 2030 e neutralità climatica al 2050

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Legge UE sul clima: neutralità climatica al 2050 vincolante

Il Parlamento UE in seduta plenaria ha approvato, con 442 voti favorevoli, 203 contrari e 51 astensioni, la Legge sul Clima che, come si legge in una nota dello stesso Europarlamento, rende vincolante l’impegno del Green deal per la neutralità climatica dell’Unione entro il 2050 e la riduzione delle emissioni dal 40% al 55% entro il il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Tale percentuale potrebbe arrivare al 57% considerando la proposta della Commissione sul regolamento LULUCF (settore dell’uso del suolo, dei cambiamenti di uso del suolo e della silvicoltura) per regolare e compensare le emissioni e le rimozioni di gas serra dall’uso del suolo, che aumenterà i pozzi di assorbimento di carbonio.

La Commissione ha proposto l’adozione di una traiettoria da seguire nel periodo 2030-2050 per la riduzione delle emissioni, con la possibilità di misurare i progressi. Entro settembre 2023, e poi ogni cinque anni, la Commissione valuterà la coerenza delle misure nazionali e dell’UE rispetto all’obiettivo della neutralità climatica e alla traiettoria per il periodo 2030-2050.

La relatrice del Parlamento Jytte Guteland (S&D, Svezia) ha sottolineato che, anche se si poteva fare di più, si tratta di una buona legge e nei prossimi 10 anni l’UE “deve ridurre le emissioni più di quanto abbia fatto nei tre decenni precedenti messi insieme”.

E’ prevista ora l’approvazione formale del Consiglio Ue e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione e, dopo 20 giorni, l’entrata in vigore della norma.


21 aprile 2021

Riduzione emissioni del 55% entro il 2030 e neutralità climatica al 2050

I deputati del Parlamento europeo hanno raggiunto all’alba l’accordo per il taglio delle emissioni del 55% al 2030 e la neutralità climatica entro il 2050. Istituito un organismo scientifico indipendente dell’UE per monitorare i progressi. Ora l’accordo deve essere approvato dal Consiglio e dalla plenaria dell’Europarlamento

I leader dell'UE confermano la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030
Dopo una notte di negoziati Parlamento e Consiglio UE hanno raggiunto questa mattina l’accordo che prevede la riduzione  – dal 40% ad almeno il 55% – delle emissioni di CO2 entro il 2030, rispetto allo scenario di riferimento del 1990 e l’obbligo vincolante a raggiungere la neutralità climatica al 2050, come obiettivo comune a tutta l’Unione e non per i singoli Stati.

Inoltre è stato introdotto il tetto di 225 Mt di CO2 equivalenti al contributo degli assorbimenti della CO2 da foreste e tecnologie. La Commissione ha confermato che proporrà la revisione del regolamento LULUCF relativo all’inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra, che risultano dall’uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura, e che prevede che tutti i settori debbano contribuire all’obiettivo di riduzione delle emissioni dell’Unione nel 2030, compreso quello dell’uso del suolo. Il che dovrebbe portare a una riduzione del 57% nel 2030.

L’UE, ha sottolineato la relatrice del Parlamento Jytte Guteland, deve ridurre le emissioni nel prossimo decennio più di quanto abbia fatto nei tre decenni precedenti.

Ursula von der Leyen presidente della Commissione, ha twittato “Accolgo con entusiasmo l’accordo sulla legge sul clima. Il nostro impegno politico di diventare il primo continente neutrale per il clima entro il 2050 è ora anche un impegno legale. La legge sul clima imposta l’UE su un percorso verde per una generazione. È il nostro impegno vincolante per i nostri figli e nipoti”.

Vista l’importanza del tema verrà istituito un Comitato europeo indipendente composto da 15 esperti scientifici nominati per quattro anni, che esamineranno le politiche europee e valuteranno i progressi sui cambiamenti climatici e verrà introdotto un obiettivo intermedio da raggiungere entro il 2040.

L’accordo sarà ora sottoposto al Comitato per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare, alla plenaria e al Consiglio per l’approvazione. Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

Il WWF parla di una legge sul clima deludente che non farà abbastanza per combattere la crisi planetaria: “L’accordo finale contiene un obiettivo climatico per il 2030 di almeno il 55% di emissioni nette come da indicazioni del Consiglio europeo del dicembre 2020 – molto al di sotto dell’obiettivo del 65% che scaturisce dalle indicazioni della comunità scientifica, e di quello del 60% indicato dal Parlamento europeo”. Il Parlamento europeo, sottolinea il WWF, ha dovuto rinunciare a molte richieste importanti tra cui la graduale eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili, la garanzia di accesso alla giustizia negli Stati membri dell’UE in linea con la Convenzione di Aarhus, e la richiesta a tutti gli Stati membri di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

L’invito al nostro Governo dell’associazione ambientalista è che sia subito rivisto il PNIEC, “inadeguato per il raggiungimento dei nuovi obiettivi europei, non dà una spinta adeguata alle fonti rinnovabili e al risparmio energetico, mentre prevede molto gas, un combustibile fossile di cui dovremo presto liberarci”.


15/12/20

I leader dell’UE confermano la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030

La decisione del Consiglio di aumentare al 55% il target di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2030, dimostra la volontà di accelerare la lotta contro il cambiamento climatico

Durante la riunione del Consiglio dell’Unione Europea dello scorso 11 dicembre, i capi di Stato e di governo dell’UE hanno concordato di aumentare l’obiettivo di riduzione delle emissione di gas a effetto serra dell’UE ad almeno il 55% entro il 2030.

E’ un traguardo certamente ambizioso, ma fattibile, che permetterebbe all’UE di mettersi sulla giusta strada per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e conferma inoltre la leadership globale dell’UE in vista della prossima conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP26).

Questo accordo segue la proposta della Commissione Europea di ridurre le emissioni di gas serra dell’UE di almeno il 55%, e la richiesta del Parlamento Europeo di ridurle del 60%.

SolarPower Europe in una nota spiega che la proposta del Parlamento è coerente con lo Studio “100% Renewable Europe” secondo il quale entro il 2030 nell’UE si potrebbero ottenere riduzioni delle emissioni del 60%, con una quota di energie rinnovabili nella domanda finale di energia che va dal 44,6% (Scenario Moderato) al 48,3% (Leadership), e con importanti vantaggi sia dal punto di vista economico che occupazionale.

Per superare gli eventuali problemi sulle difficoltà per i paesi che dipendono troppo dal carbone (quali Polonia, Ungheria, Bulgaria, Romania e Rebubblica Ceca) di raggiungere l’obiettivo del 55% rispetto all’attuale 40%, il Consiglio ha optato per un sistema di scambio delle quote di emissione, chiedendo che la riforma utilizzi il Fondo di modernizzazione per aiutare le regioni che dipendono dal carbone e quelle meno ricche.

Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe ha sottolineato che il “Consiglio dell’Unione Europea ha dimostrato una vera leadership nell’accelerare la lotta contro il cambiamento climatico. Raggiungere il 55% di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2030 è un’opportunità senza precedenti per dare impulso alla leadership dell’Europa nelle tecnologie energetiche pulite. La produzione europea di energia solare, in particolare di celle e moduli solari avanzati, è una delle più interessanti opportunità per l’industria europea”.

Aurelie Beauvais, Policy Director e Deputy CEO di SolarPower Europe ha spiegato che per ridurre con le emissioni di CO2 di almeno il 55% entro il 2030, il primo passo fondamentale è l’adeguamento dell’obiettivo vincolante dell’UE 2030 per le energie rinnovabili. Secondo lo studio SolarPower Europe’s 100% Renewable Europe, il consumo energetico lordo finale dell’Europa potrebbe tranquillamente raggiungere il 40% di energie rinnovabili nel prossimo decennio, grazie soprattutto al fotovoltaico, destinato a diventare la più grande fonte di energia in Europa a partire dal 2025, contribuendo alla maggior parte della riduzione delle emissioni di CO2 nel prossimo decennio. Si tratta di un’opportunità molto importante per l’Europa di promuovere soluzioni solari innovative come Agri-PV, il solare galleggiante e il fotovoltaico integrato negli edifici, che consentiranno la diffusione di capacità solari aggiuntive con un impatto ridotto sull’uso del suolo.


18/9/20

Il piano della Commissione Europea per ridurre le emissioni del 55%

La Commissione Europea ha presentato il piano per ridurre le emissioni di gas serra dell’UE di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. In questo modo l’Europa sarebbe sulla strada giusta per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050

Il piano della Commissione Europea per ridurre le emissioni del 55%

In linea con il discorso della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sullo stato dell’Unione, la Commissione Europea ieri ha presentato il proprio piano per la riduzione delle emissioni di gas serra dell’UE di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. La Commissione ha pubblicato anche la valutazione di impatto con un’analisi approfondita del modo in cui ciascun settore dell’economia può contribuire a raggiungere questi obiettivi.

La Commissione ha invitato il Parlamento e il Consiglio a confermare l’obiettivo di riduzione delle emissioni nel 2030 di almeno il 55%, così da garantire il rispetto dell’Accordo di Parigi. Inoltre ha definito le proposte legislative da presentare entro giugno 2021, tra cui la revisione e l’ampliamento del sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE; l’adeguamento del regolamento sulla condivisione degli sforzi e del quadro per le emissioni del territorio; il rafforzamento delle politiche in materia di efficienza energetica e di energie rinnovabili; il rafforzamento degli standard di CO2 per i veicoli.

La Commissione ha adottato anche una valutazione dei Piani nazionali per l’energia e il clima degli Stati membri per il periodo 2021-2030, che mostra che l’UE è sulla buona strada per superare l’attuale obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030 di almeno il 40%, in particolare grazie ai continui progressi nella diffusione delle energie rinnovabili in tutta Europa. La valutazione dei Piani nazionali per l’energia e il clima degli Stati membri mostra che la quota di energia rinnovabile nell’UE potrebbe raggiungere il 33,7% entro il 2030, superando l’attuale obiettivo di almeno il 32%. A tal proposito entro giugno 2021 la Commissione europea dovrebbe presentare la propria proposta per aumentare l’obiettivo per il 2030 in materia di energie rinnovabili al 38-40%.

Per raggiungere il nuovo target del 55% di riduzione delle emissioni, l’UE dovrà aumentare ulteriormente l’efficienza energetica e la quota di energie rinnovabili, stimolando gli investimenti in un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse, promuovendo l’innovazione nelle tecnologie pulite, favorendo la competitività e creando posti di lavoro verdi. Gli Stati membri possono attingere al fondo di ripresa NextGenerationEU da 750 miliardi di euro.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha sottolineato: “Stiamo facendo tutto il possibile per rendere l’Europa il primo continente al mondo neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Oggi è una tappa importante di questo viaggio. Con il nuovo obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra dell’UE di almeno il 55% entro il 2030, apriremo la strada a un pianeta più pulito e a una ripresa verde. L’Europa uscirà più forte dalla pandemia del coronavirus investendo in un’economia circolare efficiente sotto il profilo delle risorse, promuovendo l’innovazione nelle tecnologie pulite e creando posti di lavoro verdi”.

Kadri Simson, Commissario per l’Energia, ha detto: “Sulla base delle politiche esistenti e dei piani degli Stati membri, siamo sulla buona strada per superare il nostro attuale obiettivo del 40% per il 2030. Questo dimostra che essere più ambiziosi non è solo necessario, ma anche realistico. Il sistema energetico sarà al centro di questo sforzo”.


Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 15 dicembre 2020

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