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A cura di: Andrea Ballocchi Indice degli argomenti: Transizione energetica delle Big Tech: Amazon punta su solare ed eolico Transizione energetica delle Big Tech: Facebook 100% green Transizione energetica delle Big Tech: la posizione di Google Apple e Microsoft: i piani green di “Mac e Windows” La transizione energetica delle Big Tech è cominciata. Recentemente Amazon ha annunciato di essere diventato “il più grande acquirente aziendale di energia rinnovabile a livello mondiale” dopo aver investito in nuovi progetti di produzione energetica da fonti rinnovabili negli Stati Uniti, Canada, Spagna, Svezia e Regno Unito. Si contano nove nuovi progetti di energia eolica e solare su scala industriale in Nord America e in Europa, che portano il colosso dell’e-commerce (386 miliardi di dollari di fatturato nel 2020) a un totale di 206 progetti di energia rinnovabile a livello globale, tra cui 71 progetti eolici e solari su scala industriale, e 135 tetti solari su strutture e negozi in tutto il mondo. “Con 8,5 GW di capacità di produzione di energia elettrica a livello globale fino ad oggi, Amazon è sulla strada del 100% di energia rinnovabile entro il 2025, cinque anni prima dell’obiettivo originario fissato al 2030”, evidenzia nella nota. Con i nuovi progetti energetici, Amazon è diventato il più grande acquirente aziendale di energia rinnovabile in Europa, con più di 2,5 GW di capacità di energia rinnovabile, “sufficiente ad alimentare più di 2 milioni di case europee all’anno”. Non è l’unica Big Tech a essersi lanciata in un percorso di conversione green: anche Facebook ha fatto sapere che, a partire dal 2020, le sue operazioni sono sostenute al 100% da energia rinnovabile e hanno raggiunto emissioni nette zero. Ma anche Google e altri colossi del web hanno compreso che questa è la strada da percorrere. Per l’ambiente, per il clima, ma anche per mostrare la propria anima green, che piace parecchio ai propri azionisti, al mercato e all’opinione pubblica. Transizione energetica delle Big Tech: Amazon punta su solare ed eolico Ripartiamo da Amazon. La sua ambizione è alimentare il 100% delle attività aziendali con green energy entro il 2025, cinque anni prima dell’obiettivo originale del 2030. Investire in energia rinnovabile è una delle tante azioni che il colosso dell’e-commerce sta intraprendendo come parte del The Climate Pledge, un impegno a essere a zero emissioni di carbonio entro il 2040, 10 anni prima dell’accordo di Parigi. Per questo ha deciso di investire sulle rinnovabili. I nove nuovi progetti sono legati all’energia eolica e solare. Il primo, fotovoltaico, è situato in California è abbinato a un sistema di energy storage e genera 100 MW sufficiente ad alimentare oltre 28mila abitazioni per un anno e comprende 70 MW di stoccaggio di energia. Il progetto permette anche ad Amazon di implementare tecnologie di nuova generazione per lo stoccaggio e la gestione dell’energia, mantenendo l’affidabilità e la resilienza della rete elettrica della California. Sempre per quanto riguarda i nuovi progetti negli Stati Uniti uno riguarda un impianto eolico da 118 MW. Ma Amazon sta anche costruendo nuovi progetti fotovoltaici in Ohio, che comporteranno più di 400 MW di energia verde nello Stato. In Canada invece intende installare un impianto fotovoltaico da 80 MW che a regime produrrà più di 195 MWh Il primo investimento di Amazon nelle energie rinnovabili in Canada è un progetto solare nella contea di Newell in Alberta. Una volta completato, produrrà più di 195.000 MWh di energia rinnovabile per la rete. Il più grande progetto aziendale rinnovabile nel Regno Unito è invece un parco eolico di 350 MW al largo della costa della Scozia. “È anche il più grande accordo aziendale di energia rinnovabile annunciato da qualsiasi azienda nel Regno Unito fino a oggi”, sottolinea la società. Sempre in Europa sono gli altri progetti. In Spagna i più recenti progetti solari di Amazon si trovano in Estremadura e Andalusia, e insieme aggiungono più di 170 MW alla rete. L’ultimo progetto in Svezia è un progetto eolico onshore da 258 MW situato nel nord del Paese. Transizione energetica delle Big Tech: Facebook 100% green È ancora leggibile sul sito web di Facebook sustainability: dal 2020, le operazioni globali di Facebook raggiungeranno emissioni nette di gas serra pari a zero e saranno sostenute al 100% da energia rinnovabile. Detto fatto. Lo scorso 15 aprile ha fatto sapere che, a partire dal 2020, le sue operazioni sono sostenute al 100% da energia green e hanno raggiunto emissioni nette zero. Secondo l’impresa di Mark Zuckerberg, solo negli ultimi tre anni ha ridotto le emissioni di gas serra del 94%, superando il suo obiettivo di riduzione del 75%. L’azienda di Menlo Park ha contratti in atto per più di 6 GW di energia eolica e solare in 18 stati e cinque paesi, che rappresentano un investimento stimato di 8 miliardi di dollari. Tutti i 63 progetti sono nuovi e situati sulle stesse reti elettriche dei data center che supportano, afferma, aggiungendo che i progetti sono tutte nuove risorse che arrivano alla rete grazie al suo impegno. Facebook promette che continuerà a contrarre nuovi progetti solari ed eolici per rimanere al 100% di energia rinnovabile, anche se cresce. L’azienda ha fissato un nuovo obiettivo che nel 2030, raggiungerà le emissioni nette zero non solo attraverso le proprie operazioni, ma anche la filiera dei fornitori, così come elementi come i viaggi di lavoro e il pendolarismo dei dipendenti. L’azienda ha un programma di Responsible Supply Chain in atto per aiutare a raggiungere questo obiettivo e dice che investirà in progetti di rimozione del carbonio e altre strategie di riduzione delle emissioni. Oltre a questo, la stessa Facebook sempre in questi giorni ha firmato un accordo per acquistare energia rinnovabile in India da un progetto di energia eolica, primo accordo dell’azienda USA in Asia meridionale. Il progetto eolico da 32 MW fa parte di un più ampio portafoglio di progetti eolici e solari su cui Facebook e CleanMax stanno lavorando insieme per fornire energia rinnovabile nella rete elettrica dell’India. Transizione energetica delle Big Tech: la posizione di Google A proposito di transizione energetica delle Big Tech non può certo mancare un accenno a Google. Nei giorni antecedenti alla Giornata mondiale della Terra – semplice coincidenza? – l’azienda, insieme dozzine di aziende e gruppi ambientalisti, ha sollecitato energia pulita 24 ore su 24 per le strutture federali. La coalizione ha esortato il presidente USA Joe Biden a essere un “catalizzatore per gli investimenti” imponendo che le strutture federali siano alimentate con fonti di energia pulita generate localmente tutto il giorno. Google si è già impegnata l’anno scorso a contare solo su energia pulita 24 ore su 24 entro il 2030. Ma già oggi ha azzerato la propria “impronta di carbonio” attraverso compensazioni economiche alle proprie emissioni. Non solo: entro il 2025 ha stimato che gli impegni presi genereranno direttamente più di 20mila nuovi posti di lavoro nell’energia pulita e nelle industrie associate, in America e nel mondo, entro il 2025. Apple e Microsoft: i piani green di “Mac e Windows” Anche Apple e Microsoft mostrano una posizione analoga in tema di transizione energetica delle Big Tech. Contando più di 200 data center e più di 265.000 chilometri di fibra ottica sottomarina, terrestre e metropolitana, Microsoft si è impegnata ad assicurare l’accesso al Cloud al maggior numero di utenti e organizzazioni possibile, “garantendo i massimi livelli di sicurezza e privacy e un forte focus sulla sostenibilità, con l’obiettivo di affidarsi al 100% ad energie rinnovabili entro il 2025, arrivando a coprire la totalità dei consumi di tutti i propri data center”, afferma in una nota. Apple per parte sua, punta ad arrivare a zero emissioni di carbonio sia nella sua catena di fornitura e nei suoi prodotti entro il 2030. Ma non si ferma qui: ha da poco annunciato i propri progetti rinnovabili appena completati, parte della spesa prevista dall’azienda (4,7 miliardi in Green Bond), stanno portando energia pulita alle comunità locali, riducendo al contempo le emissioni di carbonio. Nel 2020, Apple ha finanziato 17 progetti green che eviteranno in media 921mila tonnellate di emissioni di carbonio l’anno. I progetti genereranno 1,2 GW di energia rinnovabile a livello globale, e Apple ha aggiunto oltre 350 MW di nuova energia rinnovabile installata nell’ultimo anno in Nevada, Illinois, Virginia e Danimarca. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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