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A cura di: Adele di Carlo Indice degli argomenti Toggle Agrivoltaico e fotovoltaico hanno regimi giuridici diversi: il caso praticoAgrivoltaico e fotovoltaico a terra non sono la stessa cosa: la differenza Tra sistemi agrivoltaico e fotovoltaico non si dovrebbe mai fare confusione; anche se entrambi prevedono l’installazione di pannelli in grado di immagazzinare e sfruttare l’energia del sole, non sono la stessa cosa. Agrivoltaico e fotovoltaico hanno regimi giuridici diversi e un diverso iter autorizzativo stabilito dalle norme interne ed europee. Sulla base di queste linee guida, il Consiglio di Stato ha confermato la differenza tra i due impianti che stanno prendendo sempre più piede in Italia e che, nei prossimi anni, saranno agevolati grazie ai fondi stanziati dal PNRR. La divisione ontologica tra agrivoltaico e fotovoltaico esclude la loro assimilazione, dato che il primo non causa un ulteriore consumo di suolo agricolo, a differenza del secondo. I dettagli alla luce della recente decisione del Consiglio di Stato. Agrivoltaico e fotovoltaico hanno regimi giuridici diversi: il caso pratico La distinzione tra le due tipologie di impianto è stata confermata dal Cds nella sentenza del 30 agosto 2023 n. 8029. In questa sede il Consiglio si è trovato ad analizzare un caso che vedeva come nocciolo della questione l’illegittimità del provvedimento di diniego di un impianto agrivoltaico. Alla base dell’illegittimità ci sarebbe, appunto, la scorretta assimilazione tra i due tipi di impianti, agrivoltaico e fotovoltaico. Il Cds ha confermato il diniego sulla base del fatto che le due tipologie di impianto hanno regimi giuridici e autorizzativi diversi. Ciò vuol dire che non si possono applicare indistintamente i vincoli ambientali e paesaggistici dell’uno sull’altro: i limiti previsti per il fotovoltaico sono diversi da quelli in vigore per l’agrovoltaico. Quest’ultimo infatti, a differenza dell’installazione dei pannelli fotovoltaici, non prevede il consumo del suolo dato che i pannelli sono posizionati al di sopra delle culture. Agrivoltaico e fotovoltaico a terra non sono la stessa cosa: la differenza La decisione dei giudici amministrativi cristallizza la differenza tra agrovoltaico e fotovoltaico dal punto di vista giuridico. Entrambi sono sistemi green, producono energia grazie al sole ma hanno caratteristiche differenti. L’agrovoltaico prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici sospesi a diversi metri dal suolo, sopra le coltivazioni. Applicato all’agricoltura, l’agrovoltaico ha diversi vantaggi: aumenta la produzione di energia utilizzabile, e dunque assicura un risparmio in termini economici; massimizza la produzione agricola poiché “protegge” le coltivazioni sottostanti; non comporta lo sfruttamento di suolo ulteriore a quello già utilizzato per le culture. In altre parole, con l’agrivoltaico si va a creare una sinergia (e non una convivenza forzata) tra la produzione di energia green e le esigenze degli imprenditori agricoli. Invece i pannelli fotovoltaici a terra sono un sistema parzialmente diverso: per fotovoltaico a terra si intende l’impianto appoggiato sul suolo (senza coltivazioni sottostanti). Quindi è scorretto parlare di “agrivoltaico” in riferimento ai pannelli negli spazi in cui pascolano gli animali. Esiste poi un’altra tipologia di impianto, anche questa con regime giuridico e autorizzativo differente: i pannelli fotovoltaici installati sui tetti degli edifici. Ciò vuol dire che il fotovoltaico sui tetti – che si tratti di capannoni, aziende o condomini – non può essere assimilato al fotovoltaico sul suolo e per uso agricolo. In questa caso specifico non c’è consumazione del suolo e spesso vi è la possibilità di creare comunità energetiche locali, utilizzando l’energia immagazzinata tramite sistemi di accumulo. Il fotovoltaico sui tetti è un’attività incentivata da diversi bonus statali, dal Superbonus all’Ecobonus, sia a beneficio dei cittadini privati che delle attività imprenditoriali. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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