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A cura di: Fabiana Valentini In ogni angolo del nostro pianeta, la forza della natura si manifesta in forme di bellezza e potenza straordinarie. Un valore inestimabile che viene costantemente minacciato: gli animali e gli ecosistemi rischiano di scomparire e con essi l’essenza stessa del nostro sfaccettato mondo. La Giornata Mondiale della Fauna Selvatica è stata ufficialmente proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2013. La scelta della data del 3 marzo non è casuale: coincide esattamente con l’anniversario dell’adozione della CITES avvenuta proprio il 3 marzo 1973. Il giorno selezionato sottolinea il forte legame tra la giornata commemorativa e lo storico accordo internazionale che ha segnato un punto di svolta nella protezione delle specie a rischio. La CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora), adottata nel 1973 ed entrata in vigore nel 1975, è uno dei principali trattati ambientali multilaterali che, da quasi 50 anni, regola il commercio internazionale di specie selvatiche per garantirne la sopravvivenza, rappresentando di fatto un pilastro della tutela della biodiversità globale. Il World Wildlife Day 2025 si pone come obiettivo quello di aumentare la consapevolezza globale sull’importanza della fauna selvatica e degli ecosistemi naturali. L’evento ha il monito di richiamare l’attenzione sul ruolo umano nel tutelare il pianeta e la sua ricchezza di biodiversità. Il 3 marzo vedrà svolgersi una serie di eventi strategici che riuniranno rappresentanti di governi, istituzioni finanziarie, aziende, organizzazioni della società civile e comunità locali, tutti uniti dall’obiettivo comune di colmare il divario nei finanziamenti per la protezione della biodiversità. Organizzata in collaborazione con partner di rilievo come il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), il Fondo internazionale per il benessere degli animali (IFAW), Jackson Wild e WILDLABS, la giornata offrirà un ricco programma di attività sia in presenza che online. Le discussioni di alto livello si alterneranno a workshop pratici e mostre interattive, creando un ambiente favorevole allo scambio di idee e all’apprendimento reciproco. L’obiettivo ultimo di questa mobilitazione globale è promuovere la collaborazione intersettoriale per sviluppare meccanismi efficaci che possano mobilitare le risorse necessarie a proteggere la fauna selvatica e gli ecosistemi da cui dipende il nostro futuro condiviso. Il tema dell’edizione 2025 è “Finanza per la conservazione della Fauna Selvatica: investire nelle persone e nel Pianeta” Il tema scelto per il 2025 è “Finanza per la conservazione della Fauna Selvatica: investire nelle persone e nel Pianeta”. Il focus, che coincide con il 50° anniversario dell’entrata in vigore della CITES, pone l’accento sull’urgenza di ripensare i nostri approcci finanziari in relazione alla tutela della biodiversità ambientale. Oltre un milione di specie si trova oggi sull’orlo dell’estinzione, mentre la triplice minaccia del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento si intensifica con ritmo allarmante. Ed è per questo che il bisogno di strategie finanziarie innovative è più pressante che mai. Oltre la metà del prodotto interno lordo mondiale è direttamente dipendente dai servizi forniti dalla natura – un dato che trasforma la conservazione della biodiversità da questione puramente ambientale a imperativo economico. L’esempio della pesca è emblematico: mentre contribuisce a più del 10% del PIL in diverse nazioni, un terzo degli stock ittici marini soffre di sovrasfruttamento, innescando un circolo vizioso di disoccupazione, destabilizzazione economica e pratiche di pesca illegali. Ma gli esempi possono estendersi prendendo in analisi il parco forestale mondiale. Le foreste, ad esempio, ospitano 60.000 specie di alberi, l’80% delle specie di anfibi e il 75% delle specie di uccelli del pianeta, offrendo risorse vitali a oltre 1,6 miliardi di persone sotto forma di cibo, medicine e opportunità di reddito. La Segretaria generale della CITES Ivonne Higuero ha affermato: “Abbiamo la responsabilità di sbloccare il potere e l’agilità del settore finanziario e di integrare le considerazioni positive sulla natura nelle sfere degli investimenti. La finanza per la conservazione della fauna selvatica riguarda la conservazione delle specie vegetali e animali in natura e il contributo alla conservazione della biodiversità del nostro pianeta che sostiene tutti gli ecosistemi e le comunità in tutto il mondo”. I fondi stanziati sono insufficienti, occorre fare di più per difendere la natura Secondo quanto riportato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, attualmente vengono investiti circa 143 miliardi di dollari all’anno nella conservazione della biodiversità, con l’80-85% proveniente dal settore pubblico. Una cifra drammaticamente inferiore agli 824 miliardi di dollari annui stimati necessari per proteggere e ripristinare adeguatamente gli ecosistemi naturali. Per conseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha proposto un SDG Stimulus di almeno 500 miliardi di dollari. La misura pensata da Guterres mira a potenziare in modo sostanziale i finanziamenti destinati allo sviluppo, con un’attenzione particolare alla tutela dell’ambiente. Di fronte a questa sfida, il Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming-Montreal ha dato nuovo impulso agli sforzi internazionali, stabilendo obiettivi ambiziosi come la mobilitazione di almeno 200 miliardi di dollari annui per la biodiversità e l’eliminazione dei sussidi dannosi entro il 2030. Parallelamente, si osserva un crescente interesse verso strumenti finanziari innovativi che possano superare i limiti dei modelli tradizionali. Gli swap Debt-for-Nature trasformano il peso del debito nazionale in opportunità di conservazione, mentre strumenti come i Wildlife Conservation Bond attraggono capitali privati verso progetti di protezione della fauna selvatica. Vengono portati all’attenzione dei decision makers anche i sistemi di Pagamenti per Servizi Ecosistemici (PES), come i crediti per la fauna selvatica, che generano flussi di reddito per comunità locali e proprietari terrieri impegnati nella gestione sostenibile delle risorse naturali, creando così un’alleanza virtuosa tra conservazione ambientale e sviluppo economico. Per raggiungere questi obiettivi è necessario un cambio di paradigma nei modelli di finanziamento. Sebbene la finanza pubblica rimanga la principale fonte di sostegno per la conservazione della fauna selvatica, cresce l’interesse verso approcci innovativi che combinano fondi pubblici, filantropici e privati. Il World Wildlife Day 2025 è un’occasione per condividere idee e approfondire soluzioni finanziarie innovative a supporto della conservazione della fauna selvatica. L’evento mette in evidenza le nuove strategie di finanziamento, le difficoltà incontrate da governi, organizzazioni, società civile e settore privato, nonché l’importanza di approcci collaborativi per assicurare risorse economiche sostenibili a tutela della biodiversità. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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