Progettare oggi la Qualità dell’Aria Interna per edifici salubri ed efficienti

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Il convegno “Oltre la finestra” organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Milano, in collaborazione con Airzone e Soler&Palau, ha offerto spunti pratici per ripensare la Qualità dell’Aria Interna (IAQ) come leva di salute, comfort ed efficienza energetica. Ecco perché misurare, regolare e purificare l’aria indoor diventa parte integrante di ogni progetto edilizio, nuovo o di retrofit.

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Progettare oggi la Qualità dell’Aria Interna per edifici salubri ed efficienti

In un’epoca di edifici sempre più isolati, la ventilazione e la gestione della Qualità dell’Aria Interna (IAQ) non possono più essere considerate accessorie. Il seminario“Oltre la finestra: progettare la IAQ tra scienza e soluzioni intelligenti”, tenutosi lo scorso 17 giugno presso la Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri di Milano e organizzato da Airzone in collaborazione con Soler&Palau, ha messo al centro dell’attenzione la necessità di integrare scienza, tecnologia e pratica progettuale per garantire ambienti indoor più sani, più efficienti e più confortevoli.

Ingegnere, architetto o energy manager: oggi chiunque si occupi di progettazione edilizia deve ripensare la ventilazione controllata, le strategie di filtrazione attiva e la regolazione automatizzata come parte di un unico sistema intelligente, a beneficio di benessere ed efficienza.

IAQ: una sfida di misurazione, ventilazione e regolazione

Il Prof. Cesare Maria Joppolo, Presidente Commissione Impianti dell’Ordine degli Ingegneri di Milano, lo ha spiegato bene: «Qualità dell’aria vuol dire ventilazione e ventilazione vuol dire consumo di energia. Oggi, con edifici sempre più isolati, la ventilazione meccanica controllata e la possibilità di recupero diventano fattori chiave per tenere insieme salubrità ed efficienza».

Le evidenze scientifiche parlano chiaro: livelli elevati di CO₂, particolato fine e altri inquinanti indoor possono compromettere salute, comfort e produttività. I sensori più avanzati monitorano parametri come CO₂, particolato PM2.5 e PM10, VOC e umidità relativa, alimentando logiche di controllo intelligenti capaci di regolare la ventilazione solo quando serve.

Un approccio “on demand” non solo tutela la salute degli occupanti, ma evita sprechi energetici e garantisce che la VMC operi sempre in modo efficiente. In questo senso, le direttive europee sull’efficienza energetica e lo Smart Readiness Indicator spingono verso l’integrazione di sensori e automazioni sempre più evolute, rendendo la IAQ una vera opportunità di innovazione progettuale.

Dalla ionizzazione alla formazione: soluzioni smart anche nel retrofit

Dal lato delle soluzioni, l’ing. Michele Cagol di Soler&Palau ha ricordato come la sensibilità sul tema sia cresciuta, anche grazie al contesto post-pandemico e ai vincoli normativi UE.

«Noi parliamo di qualità dell’aria da sempre. Ma oggi la formazione e l’informazione sono ancora più strategiche perché servono ai progettisti strumenti concreti per affrontare i problemi sul campo», ha sottolineato.

Ecco perché tecnologie come la ionizzazione negativa, combinate con la VMC, diventano un’opzione sempre più interessante.

Davide Truffo Business developer and training manager AIRZONE, ha illustrato come i test di laboratorio confermino l’efficacia della ionizzazione nel ridurre particolato, batteri, virus e VOC, senza generare sottoprodotti dannosi. «L’idea è dare risposte semplici, abbordabili e affidabili, anche per edifici esistenti – ha evidenziato Truffo –. Basti pensare a quante riqualificazioni si sono fatte negli ultimi anni isolando perfettamente l’involucro ma dimenticandosi del ricambio d’aria: oggi vediamo casi di muffe e ambienti insalubri. La gestione smart, integrata in un software di Technical Building Management, permette di controllare ogni singola zona in funzione della presenza, delle finestre aperte, del livello di inquinanti misurati, ottimizzando comfort e consumi».

Davide Truffo Business developer and training manager AIRZONE
U momento dell’intervento di Davide Truffo

A fare la differenza è anche l’impegno culturale: «La formazione è uno dei pilastri di AIRZONE– ha concluso Truffo – perché solo professionisti aggiornati possono portare queste soluzioni nei progetti reali, con un approccio “human centered” che mette la persona e la qualità dell’aria al centro del design edilizio».

Progettare edifici salubri significa integrare competenze e tecnologie

Se c’è un messaggio emerso con forza dal seminario è che architetti e ingegneri devono lavorare fianco a fianco. Serve un linguaggio comune per affrontare un tema complesso ma sempre più rilevante come la IAQ. Sensori, sistemi di regolazione, filtrazione attiva e software di gestione convergono oggi in un’unica strategia progettuale. In gioco non c’è solo il comfort, ma la salute delle persone e l’efficienza energetica degli edifici.
Come ha ricordato il Prof. Joppolo: «Non è solo un vincolo, ma un’opportunità. E questa opportunità la dobbiamo cogliere insieme, con soluzioni integrate, regole chiare e formazione continua».

Oltre la finestra, dunque, si apre una nuova era della progettazione: più salubre, più intelligente, più sostenibile.

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