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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Le novità della UNI/PdR 13:2025Il ruolo del Protocollo ITACA e della certificazioneUn lavoro congiunto tra UNI, ITACA, Regioni e mondo accademicoVerso una valutazione armonizzata della sostenibilitàFAQ UNI/PdR 13Cos’è la UNI/PdR 13 e perché è importante per l’edilizia sostenibile?Quali sono le principali novità introdotte nell’edizione 2025?Che ruolo ha la Regola Tecnica n. 33 di Accredia?In che modo la UNI/PdR 13 si integra con i CAM Edilizia?A chi si rivolge la UNI/PdR 13? La Prassi di Riferimento UNI/PdR 13 “Sostenibilità ambientale nelle costruzioni” viene pubblicata in una nuova versione aggiornata, frutto della collaborazione tra UNI (Ente Italiano di Normazione) e ITACA – Istituto per l’Innovazione e la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale. In un contesto in cui la sostenibilità edilizia è diventata il fulcro delle politiche europee e nazionali – dal Green Deal all’attuazione della nuova Direttiva Case Green – la UNI/PdR 13 rappresenta il principale riferimento metodologico italiano per la valutazione delle prestazioni ambientali degli edifici. La sua funzione è duplice: fornire uno strumento tecnico per la classificazione della sostenibilità degli immobili, attraverso un sistema di analisi multicriteriale, armonizzare le procedure di verifica e certificazione con i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e i requisiti del Protocollo ITACA, adottato da numerose Regioni come sistema ufficiale di rating. Le novità della UNI/PdR 13:2025 L’aggiornamento 2025 interviene in modo significativo sulla Parte 0 del documento, intitolata “Sostenibilità ambientale nelle costruzioni – Strumenti operativi per la valutazione della sostenibilità – Inquadramento generale e principi metodologici”. Tre nuove appendici tecniche – B, C e D – integrano il testo recependo la Regola Tecnica n. 33 di Accredia, che definisce le prescrizioni per l’accreditamento degli Organismi di Ispezione (OdI) di tipo A, B e C conformi alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020 e operanti secondo il Protocollo ITACA. L’Appendice B, “Indicazioni per le figure di ispettore ed esperto Protocollo ITACA”, stabilisce le competenze e i requisiti professionali del personale coinvolto nelle attività ispettive e di progettazione oggetto di verifica. L’Appendice C, “Raccomandazioni per la valutazione di conformità di terza parte”, definisce invece il quadro di riferimento che gli Organismi di Ispezione devono adottare per assicurare la conformità del proprio operato alla Prassi UNI/PdR 13, specificando procedure, documentazione e responsabilità. Infine, l’Appendice D costituisce un vero e proprio allegato tecnico operativo, che descrive l’attività di ispezione in relazione alle diverse fasi del processo edilizio – progettazione esecutiva, realizzazione ed esercizio – secondo gli schemi di ispezione propri del Protocollo ITACA. Parallelamente, la Parte 1 (UNI/PdR 13-1:2025), dedicata agli edifici residenziali, e la Parte 2, relativa agli edifici non residenziali, sono state aggiornate per adeguare alcuni valori riportati nelle schede indicatori, allineandoli agli sviluppi tecnici e normativi più recenti. Il ruolo del Protocollo ITACA e della certificazione Il Protocollo ITACA è oggi il principale sistema nazionale di analisi multicriteriale per la valutazione della sostenibilità edilizia. Basato su criteri ambientali, energetici, sociali ed economici, consente di attribuire un punteggio di prestazione complessiva all’edificio, con un approccio coerente ai principi del Life Cycle Assessment (LCA) e del Life Cycle Costing (LCC). La UNI/PdR 13 fornisce la cornice metodologica entro cui operano progettisti, organismi di ispezione, enti pubblici e società di ingegneria, garantendo trasparenza, uniformità e tracciabilità nei processi di valutazione. Grazie all’integrazione con la Regola Tecnica Accredia n. 33, la nuova edizione rafforza il riconoscimento di terza parte delle verifiche di sostenibilità, facilitando la sinergia tra il sistema di accreditamento, i protocolli regionali ITACA e i CAM Edilizia, già obbligatori negli appalti pubblici. Un lavoro congiunto tra UNI, ITACA, Regioni e mondo accademico La revisione della Prassi è il risultato di un ampio lavoro di confronto tecnico condotto all’interno del Tavolo UNI/PdR “Sostenibilità ambientale nelle costruzioni”, che riunisce rappresentanti del sistema delle Regioni, università, enti di ricerca, associazioni di categoria e organismi di certificazione. Tra i coordinatori figurano Massimo Sbriscia (Regione Marche), Massimiliano Bagagli (ITACA), Costanzo Di Perna (Università Politecnica delle Marche), insieme a esperti provenienti da ANIT, iiSBE Italia, ANCE, OICE, ICMQ, Consiglio Nazionale dei Geologi, Regioni Puglia, Emilia-Romagna, Calabria e Friuli Venezia Giulia, e numerosi altri referenti tecnici UNI. Questa collaborazione multidisciplinare ha permesso di consolidare un approccio scientifico e condiviso alla valutazione della sostenibilità edilizia, capace di dialogare sia con il quadro regolamentare nazionale che con le metodologie europee in evoluzione. Verso una valutazione armonizzata della sostenibilità Con l’edizione 2025 della UNI/PdR 13, il sistema nazionale di rating ambientale degli edifici compie un ulteriore passo verso la piena armonizzazione con i framework europei, come Level(s) e la EPBD riformata, che puntano a definire metriche comuni per la sostenibilità del costruito. Il documento si configura come una base tecnica per l’evoluzione del futuro Building Sustainability Assessment System italiano, orientato alla misurazione oggettiva delle prestazioni e al continuo miglioramento del parco immobiliare pubblico e privato. In prospettiva, la Prassi UNI/PdR 13 rappresenta quindi un importante tassello per accompagnare la transizione ecologica dell’edilizia e favorire la diffusione di modelli costruttivi e gestionali in linea con i principi del Green Public Procurement, dell’efficienza energetica e della neutralità climatica. FAQ UNI/PdR 13 Cos’è la UNI/PdR 13 e perché è importante per l’edilizia sostenibile? È la Prassi di Riferimento elaborata da UNI e ITACA per fornire un metodo di valutazione univoco delle prestazioni ambientali degli edifici, basato su criteri multicriteriali e applicabile sia a nuove costruzioni sia a ristrutturazioni importanti. Quali sono le principali novità introdotte nell’edizione 2025? L’introduzione delle Appendici B, C e D nella Parte 0, che integrano la Regola Tecnica Accredia n. 33, e l’aggiornamento dei valori delle schede indicatori delle Parti 1 e 2. Che ruolo ha la Regola Tecnica n. 33 di Accredia? Definisce i requisiti per l’accreditamento degli Organismi di Ispezione che operano secondo il Protocollo ITACA, garantendo la qualità e l’indipendenza delle verifiche di sostenibilità. In che modo la UNI/PdR 13 si integra con i CAM Edilizia? La Prassi è allineata ai Criteri Ambientali Minimi, rendendola un riferimento tecnico utile per la progettazione e l’appalto di edifici pubblici sostenibili. A chi si rivolge la UNI/PdR 13? A progettisti, organismi di ispezione, enti pubblici, imprese di costruzione e operatori che intendono applicare criteri certificabili di sostenibilità ambientale alle proprie opere. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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