Giornata Internazionale della Luce: illuminare il futuro con efficienza e per il benessere 15/05/2026
Efficienza energetica in Italia: 53-62 miliardi investiti nel 2025, ma senza stabilità normativa il 2030 resta lontano 14/05/2026
Nature-based Solutions: perché sono essenziali per costruire la resilienza climatica dell’Europa 04/06/2026
Riqualificazione energetica dei condomini: a Milano le torri Ca’ Granda passano dalla classe F alla C 03/06/2026
Impianto termico o di climatizzazione (invernale/estiva): tipologie, caratteristiche e componenti 28/05/2026
Indice degli argomenti Toggle Agenda 2030 per lo Sviluppo SostenibileGli Obiettivi di sviluppo sostenibileElenco dei 17 SDG dell’agenda 2030Goal 1: Sconfiggere la povertàGoal 2: Sconfiggere la fameGoal 3: Salute e benessereGoal 4: Istruzione di qualitàGoal 5: Parità di genereGoal 6: Acqua pulita e servizi igienico-sanitariGoal 7: Energia pulita e accessibileGoal 8: Lavoro dignitoso e crescita economicaGoal 9: Imprese, innovazione e infrastruttureGoal 10: Ridurre le diseguaglianzeGoal 11: Città e comunità sostenibiliGoal 12: Consumo e produzione responsabiliGoal 13: Lotta contro il cambiamento climaticoGoal 14: La vita sott’acquaGoal 15: La vita sulla terraGoal 16: Pace, giustizia e istituzioni solideGoal 17: Partnership per gli obiettiviObiettivi: lo stato dell’arte globaleL’attuazione degli obiettivi in ItaliaSostenibilità: le sfide per il futuroFAQs Obiettivi di Sviluppo SostenibileCosa sono gli SDG dell’Agenda 2030?Quanti sono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile?Chi ha definito gli SDG e quando?Quali sono i 17 SDG nel dettaglio?Qual è la differenza tra Agenda 2030 e SDG?Gli SDG sono obbligatori per i Paesi?Quando devono essere raggiunti?Come vengono monitorati i progressi sugli SDG?Come l’Italia sta applicando l’Agenda 2030?Qual è il ruolo delle aziende negli SDG?Come possono i cittadini contribuire agli SDG?Quali SDG sono più critici oggi? Il 25 settembre 2015 l’ONU adotta l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità. Questa si compone di 17 Obiettivi, interconnessi ed universali, da raggiungere entro il 2030, da 193 Paesi al mondo. Al centro dell’Agenda c’è la sostenibilità: ambientale, sociale, economica. I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile o SDG (Sustainable Development Goals) sono inquadrati all’interno di un programma d’azione più vasto costituito da 169 target o traguardi, ad essi associati, da raggiungere entro il 2030 in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale. L’Agenda 2030 è un mezzo per combattere le principali sfide globali: discriminazioni, povertà e cambiamenti climatici. Vediamone tutti gli obiettivi e i target ad essi correlati a pochi anni dal traguardo. Scopriamo insieme le bellezze d’intenti che hanno guidato i principali Paesi del globo a costruire insieme degli obiettivi comuni e condivisi e vediamone gli effetti attuali e gli ideali scenari futuri per colmare il gap esistente, a soli quattro anni dalla meta. Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità. Adottata nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, l’Agenda è costituita da 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – inquadrati all’interno di un programma d’azione più vasto costituito da 169 target o traguardi, ad essi associati, da raggiungere entro il 2030 in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale. L’Agenda 2030 è basata su cinque concetti chiave, le cinque “P” dello sviluppo sostenibile: Persone. Eliminare fame e povertà in tutte le forme, garantire dignità e uguaglianza. Prosperità. Garantire vite prospere e piene in armonia con la natura. Pace. Promuovere società pacifiche, giuste e inclusive. Partnership. Implementare l’Agenda attraverso solide partnership. Pianeta. Proteggere le risorse naturali e il clima del pianeta per le generazioni future. L’Agenda 2030 persegue il rafforzamento della pace universale, è decisa a sradicare la povertà in tutte le sue forme e dimensioni, alla cura e salvaguardia del pianeta, per portare il mondo sulla strada della sostenibilità e del contrasto ai cambiamenti climatici. Lo sviluppo sostenibile riconosce che la sconfitta della povertà in tutte le sue forme e dimensioni, la lotta contro le disuguaglianze fra paesi e all’interno degli stessi, la salvaguardia del pianeta, la creazione di una crescita economica duratura, aperta a tutti e sostenibile e la promozione dell’inclusione sociale sono elementi legati fra loro e interdipendenti. Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile Gli obiettivi di sviluppo sostenibile hanno una validità globale, sono interconnessi e indivisibili e bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: la dimensione economica, sociale ed ambientale. Sono obiettivi e traguardi universali che riguardano il mondo intero, paesi sviluppati e in via di sviluppo in ugual misura. Essi mirano a realizzare pienamente i diritti umani di tutti e a raggiungere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze. Riporto qui sotto un piccolo estratto dell’Agenda 2030, che ne evidenza la profonda umanità d’intenti: “Noi immaginiamo un mondo libero dalla povertà, dalla fame, dalla malattia e dalla mancanza, dove ogni vita possa prosperare. Immaginiamo un mondo libero dalla paura e dalla violenza. Un mondo universalmente alfabetizzato. Un mondo con accesso equo e universale a un’educazione di qualità a tutti i livelli, a un’assistenza sanitaria e alla protezione sociale, dove il benessere fisico, mentale e sociale venga assicurato. Un mondo dove riaffermiamo il nostro impegno per il diritto all’acqua potabile e a servizi igienici sicuri e dove ci sia un’igiene migliore; e dove il cibo sia sufficiente, sicuro, accessibile e nutriente. Un mondo dove gli insediamenti umani siano sicuri, resistenti e sostenibili e dove ci sia un accesso universale ad un’energia economicamente accessibile, affidabile e sostenibile. Il mondo che immaginiamo è un mondo dove vige il rispetto universale per i diritti dell’uomo e della sua dignità, per lo stato di diritto, per la giustizia, l’uguaglianza e la non-discriminazione; dove si rispettano la razza, l’etnia e la diversità culturale e dove vi sono pari opportunità per la totale realizzazione delle capacità umane e per la prosperità comune. Il mondo che immaginiamo è un mondo in cui ogni paese gode di una crescita economica duratura, aperta a tutti e sostenibile, e in cui vi è un lavoro dignitoso per ciascuno. Un mondo in cui i consumi, i processi di produzione e l’uso delle risorse naturali (dall’aria alla terra, dai fiumi, i laghi e le falde acquifere ai mari e agli oceani), sono sostenibili”. L’Agenda 2030 lancia una sfida della complessità: poiché le tre dimensioni dello sviluppo (economica, ambientale e sociale) sono strettamente correlate tra loro, ciascun Obiettivo deve essere perseguito sulla base di un approccio sistemico, che tenga in considerazione le reciproche interrelazioni e non si ripercuota con effetti negativi su altre sfere dello sviluppo: solo la crescita integrata di tutte e tre le componenti consentirà il raggiungimento dello sviluppo sostenibile. Ad esempio, per sconfiggere la povertà (Goal 1) occorre eliminare la fame (Goal 2), assicurare istruzione di qualità (Goal 4) e un lavoro dignitoso (Goal 8); indirettamente si riducono le disuguaglianze (Goal 10) assicurando salute e benessere (Goal 3), pace e giustizia (Goal 16) e comunità sostenibili (Goal 11). Elenco dei 17 SDG dell’agenda 2030 L’Agenda definisce 17 obiettivi di sviluppo sostenibile o SDG (Sustainable Development Goals) da raggiungere entro il 2030, articolati in 169 target. Rappresentano obiettivi comuni, che riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui, su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: dalla lotta alla povertà al contrasto al cambiamento climatico. Nessuno è escluso o deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità. Ecco l’elenco dei 17 SDG dell’agenda 2030: Sconfiggere la povertà Sconfiggere la fame Salute e benessere Istruzione di qualità Parità di genere Acqua pulita e servizi igienico-sanitari Energia pulita e accessibile Lavoro dignitoso e crescita economica Imprese, innovazione e infrastrutture Ridurre le disuguaglianze Città e comunità sostenibili Consumo e produzione responsabili Lotta contro il cambiamento climatico Vita sott’acqua Vita sulla terra Pace, giustizia e istituzioni solide Partnership per gli obiettivi. Di seguito una panoramica completa dei singoli target che appartengono ai 17 Obiettivi, riportati fedelmente dall’Agenda 2030. Goal 1: Sconfiggere la povertà L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 1” ha come scopo quello di sconfiggere la povertà in tutte le sue forme. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 1.1 Entro il 2030, eliminare la povertà estrema per tutte le persone in tutto il mondo, attualmente misurata come persone che vivono con meno di $1,25 al giorno; 1.2 Entro il 2030, ridurre almeno della metà la percentuale di uomini, donne e bambini di ogni età che vivono in povertà in tutte le sue dimensioni in base alle definizioni nazionali; 1.3 Applicare a livello nazionale sistemi adeguati e misure di protezione sociale per tutti, includendo i livelli minimi, ed entro il 2030 raggiungere sostanziale copertura dei poveri e dei vulnerabili; 1.4 Entro il 2030, assicurare che tutti gli uomini e le donne, in particolare i poveri e i vulnerabili, abbiano uguali diritti riguardo alle risorse economiche, così come l’accesso ai servizi di base, la proprietà e il controllo sulla terra e altre forme di proprietà, eredità, risorse naturali, adeguate nuove tecnologie e servizi finanziari, tra cui la microfinanza; 1.5 Entro il 2030, costruire la resilienza dei poveri e di quelli in situazioni vulnerabili e ridurre la loro esposizione e vulnerabilità ad eventi estremi legati al clima e ad altri shock e disastri economici, sociali e ambientali; 1.a Garantire una significativa mobilitazione di risorse da una varietà di fonti, anche attraverso la cooperazione allo sviluppo rafforzata, al fine di fornire mezzi adeguati e prevedibili per i paesi in via di sviluppo, in particolare per i paesi meno sviluppati, ad attuare programmi e politiche per porre fine alla povertà in tutte le sue dimensioni; 1.b Creare solidi quadri di riferimento politici a livello nazionale, regionale e internazionale, basati su strategie di sviluppo a favore dei poveri e attenti alla parità di genere, per sostenere investimenti accelerati nelle azioni di lotta alla povertà. Goal 2: Sconfiggere la fame L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 2” ha come scopo quello di sconfiggere la fame e raggiungere la sicurezza alimentare. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 2.1 Entro il 2030, eliminare la fame e assicurare a tutte le persone, in particolare i poveri e le persone in situazioni vulnerabili, tra cui i bambini, l’accesso a un’alimentazione sicura, nutriente e sufficiente per tutto l’anno; 2.2 Entro il 2030, eliminare tutte le forme di malnutrizione, incluso il raggiungimento, entro il 2025, degli obiettivi concordati a livello internazionale sull’arresto della crescita e il deperimento dei bambini sotto i 5 anni di età, e soddisfare le esigenze nutrizionali di ragazze adolescenti, in gravidanza, in allattamento e delle persone anziane; 2.3 Entro il 2030, raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori di alimenti su piccola scala, in particolare le donne, le popolazioni indigene, le famiglie di agricoltori, pastori e pescatori, anche attraverso l’accesso sicuro e giusto alla terra, ad altre risorse e stimoli produttivi, alla conoscenza, ai servizi finanziari, ai mercati e alle opportunità che creino valore aggiunto e occupazione non agricola; 2.4 Entro il 2030, garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e applicare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, che aiutino a conservare gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, alle condizioni meteorologiche estreme, alla siccità, alle inondazioni e agli altri disastri, e che migliorino progressivamente il terreno e la qualità del suolo; 2.5 Entro il 2020, assicurare la diversità genetica di semi, piante coltivate e animali da allevamento e domestici e le loro specie selvatiche affini, anche attraverso banche del seme e delle piante gestite e diversificate a livello nazionale, regionale e internazionale, e promuovere l’accesso e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche e delle conoscenze tradizionali collegate, come concordato a livello internazionale; 2.a Aumentare gli investimenti, anche attraverso una cooperazione internazionale rafforzata, in infrastrutture rurali, servizi di ricerca e di divulgazione agricola, nello sviluppo tecnologico e nelle banche genetiche di piante e bestiame, al fine di migliorare la capacità produttiva agricola nei paesi in via di sviluppo, in particolare nei paesi meno sviluppati; 2.b Correggere e prevenire restrizioni commerciali e distorsioni nei mercati agricoli mondiali, anche attraverso l’eliminazione parallela di tutte le forme di sovvenzioni alle esportazioni agricole e tutte le misure di esportazione con effetto equivalente, conformemente al mandato del “Doha Development Round”; 2.c Adottare misure per garantire il corretto funzionamento dei mercati delle materie prime alimentari e dei loro derivati e facilitare l’accesso tempestivo alle informazioni di mercato, anche per quanto riguarda le riserve di cibo, al fine di contribuire a limitare l’estrema volatilità dei prezzi alimentari. Goal 3: Salute e benessere L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 3” ha come scopo quello di assicurare salute e benessere per tutti e per tutte le età. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 3.1 Entro il 2030, ridurre il tasso di mortalità materna globale a meno di 70 per 100.000 nati vivi; 3.2 Entro il 2030, mettere fine alle morti evitabili di neonati e bambini sotto i 5 anni di età, con l’obiettivo per tutti i paesi di ridurre la mortalità neonatale a non più di 12 su 1.000 nati vivi e, per i bambini al di sotto dei 5 anni, ridurre la mortalità a non più di 25 su 1.000 nati vivi; 3.3 Entro il 2030, porre fine alle epidemie di AIDS, tubercolosi, malaria e malattie tropicali trascurate e combattere l’epatite, le malattie legate all’uso dell’acqua e altre malattie trasmissibili; 3.4 Entro il 2030, ridurre di un terzo la mortalità prematura da malattie non trasmissibili attraverso la prevenzione e la cura e promuovere la salute mentale e il benessere; 3.5 Rafforzare la prevenzione e il trattamento di abuso di sostanze, tra cui abuso di stupefacenti e l’uso nocivo di alcool; 3.6 Entro il 2020, dimezzare il numero di decessi a livello mondiale e le lesioni da incidenti stradali; 3.7 Entro il 2030, garantire l’accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, compresi quelli per la pianificazione familiare, l’informazione e l’educazione, e l’integrazione della salute riproduttiva nelle strategie e nei programmi nazionali; 3.8 Conseguire una copertura sanitaria universale, compresa la protezione dai rischi finanziari, l’accesso a servizi essenziali di assistenza sanitaria di qualità e l’accesso a farmaci essenziali sicuri, efficaci, di qualità e a prezzi accessibili e vaccini per tutti; 3.9 Entro il 2030, ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da inquinamento e contaminazione di aria, acqua e suolo; 3.a Rafforzare l’attuazione della “Convenzione quadro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità” sul controllo del tabacco in tutti i paesi, a seconda dei casi; 3.b Sostenere la ricerca e lo sviluppo di vaccini e farmaci per le malattie trasmissibili e non trasmissibili che colpiscono soprattutto i paesi in via di sviluppo, fornire l’accesso ai farmaci essenziali e ai vaccini a prezzi accessibili, in conformità con la Dichiarazione di Doha sull’Accordo TRIPS[2] e la salute pubblica , che afferma il diritto dei paesi in via di sviluppo ad utilizzare appieno le disposizioni dell’accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale in materia di flessibilità per proteggere la salute pubblica e, in particolare, di fornire l’accesso ai farmaci per tutti; 3.c Aumentare sostanzialmente il finanziamento della sanità e il reclutamento, lo sviluppo, la formazione e il mantenimento del personale sanitario nei paesi in via di sviluppo, soprattutto nei paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo; 3.d Rafforzare la capacità di tutti i paesi, in particolare i paesi in via di sviluppo, per la prevenzione, la riduzione e la gestione dei rischi per la salute nazionale e globale. Goal 4: Istruzione di qualità L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 4” ha come scopo quello di assicurare istruzione di qualità, equa ed inclusiva. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 4.1 Entro il 2030, assicurarsi che tutti i ragazzi e le ragazze completino una istruzione primaria e secondaria libera, equa e di qualità che porti a rilevanti ed efficaci risultati di apprendimento; 4.2 Entro il 2030, assicurarsi che tutte le ragazze e i ragazzi abbiano accesso a uno sviluppo infantile precoce di qualità, alle cure necessarie e all’accesso alla scuola dell’infanzia, in modo che siano pronti per l’istruzione primaria; 4.3 Entro il 2030, garantire la parità di accesso per tutte le donne e gli uomini ad una istruzione a costi accessibili e di qualità tecnica, ad una istruzione professionale e di terzo livello, compresa l’Università; 4.4 Entro il 2030, aumentare sostanzialmente il numero di giovani e adulti che abbiano le competenze necessarie, incluse le competenze tecniche e professionali, per l’occupazione, per lavori dignitosi e per la capacità imprenditoriale; 4.5 Entro il 2030, eliminare le disparità di genere nell’istruzione e garantire la parità di accesso a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale per i più vulnerabili, comprese le persone con disabilità, le popolazioni indigene e i bambini in situazioni vulnerabili; 4.6 Entro il 2030, assicurarsi che tutti i giovani e una parte sostanziale di adulti, uomini e donne, raggiungano l’alfabetizzazione e l’abilità di calcolo; 4.7 Entro il 2030, assicurarsi che tutti i discenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso, tra l’altro, l’educazione per lo sviluppo sostenibile e stili di vita sostenibili, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di non violenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile; 4.a Costruire e adeguare le strutture scolastiche in modo che siano adatte alle esigenze dei bambini, alla disabilità e alle differenze di genere e fornire ambienti di apprendimento sicuri, non violenti, inclusivi ed efficaci per tutti; 4.b Entro il 2020, espandere sostanzialmente a livello globale il numero di borse di studio a disposizione dei paesi in via di sviluppo, in particolare dei paesi meno sviluppati, dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo e dei paesi africani, per l’iscrizione all’istruzione superiore, comprendendo programmi per la formazione professionale e della tecnologia dell’informazione e della comunicazione, tecnici, ingegneristici e scientifici, nei paesi sviluppati e in altri paesi in via di sviluppo; 4.c Entro il 2030, aumentare notevolmente l’offerta di insegnanti qualificati, anche attraverso la cooperazione internazionale per la formazione degli insegnanti nei paesi in via di sviluppo, in particolare nei paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo. Goal 5: Parità di genere L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 5” ha come scopo quello di raggiungere la parità di genere e l’empowerment di donne e ragazze. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 5.1 Porre fine a ogni forma di discriminazione nei confronti di tutte le donne, bambine e ragazze in ogni parte del mondo; 5.2 Eliminare ogni forma di violenza contro tutte le donne, bambine e ragazze nella sfera pubblica e privata, incluso il traffico a fini di prostituzione, lo sfruttamento sessuale e altri tipi di sfruttamento; 5.3 Eliminare tutte le pratiche nocive, come il matrimonio delle bambine, forzato e combinato, e le mutilazioni dei genitali femminili; 5.4 Riconoscere e valorizzare il lavoro di cura e il lavoro domestico non retribuiti tramite la fornitura di servizi pubblici, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione della responsabilità condivisa all’interno del nucleo familiare, secondo le caratteristiche nazionali; 5.5 Garantire alle donne la piena ed effettiva partecipazione e pari opportunità di leadership a tutti i livelli del processo decisionale nella vita politica, economica e pubblica; 5.6 Garantire l’accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti riproduttivi, come concordato in base al “Programma d’azione della Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo” e la “Piattaforma di Azione di Pechino” ed ai documenti finali delle conferenze di revisione; 5.a Avviare riforme per dare alle donne pari diritti di accesso alle risorse economiche, come l’accesso alla proprietà e al controllo della terra e altre forme di proprietà, servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in accordo con le leggi nazionali; 5.b Migliorare l’uso della tecnologia che può aiutare il lavoro delle donne, in particolare la tecnologia dell’informazione e della comunicazione, per promuovere l’empowerment, ossia la forza, l’autostima, la consapevolezza delle donne; 5.c Adottare e rafforzare politiche concrete e leggi applicabili per la promozione dell’eguaglianza di genere e l’empowerment, ossia la forza, l’autostima, la consapevolezza, di tutte le donne, bambine e ragazze a tutti i livelli. Goal 6: Acqua pulita e servizi igienico-sanitari L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 6” ha come scopo quello di garantire a tutti disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 6.1 Entro il 2030, conseguire l’accesso universale ed equo all’acqua potabile sicura e alla portata di tutti; 6.2 Entro il 2030, raggiungere un adeguato ed equo accesso ai servizi igienico-sanitari e di igiene per tutti ed eliminare la defecazione all’aperto, con particolare attenzione ai bisogni delle donne e delle ragazze e di coloro che si trovano in situazioni vulnerabili; 6.3 Entro il 2030, migliorare la qualità dell’acqua riducendo l’inquinamento, eliminando le pratiche di scarico non controllato e riducendo al minimo il rilascio di sostanze chimiche e materiali pericolosi, dimezzare la percentuale di acque reflue non trattate e aumentare sostanzialmente il riciclaggio e il riutilizzo sicuro a livello globale; 6.4 Entro il 2030, aumentare sostanzialmente l’efficienza idrica da utilizzare in tutti i settori e assicurare prelievi e fornitura di acqua dolce per affrontare la scarsità d’acqua e ridurre in modo sostanziale il numero delle persone che soffrono di scarsità d’acqua; 6.5 Entro il 2030, attuare la gestione integrata delle risorse idriche a tutti i livelli, anche attraverso la cooperazione transfrontaliera a seconda dei casi; 6.6 Entro il 2020, proteggere e ripristinare gli ecosistemi legati all’acqua, tra cui montagne, foreste, zone umide, fiumi, falde acquifere e laghi; 6.a Entro il 2030, ampliare la cooperazione internazionale e la creazione di capacità di supporto a sostegno dei paesi in via di sviluppo in materia di acqua e servizi igienico-sanitari legati, tra cui i sistemi di raccolta dell’acqua, la desalinizzazione, l’efficienza idrica, il trattamento delle acque reflue, le tecnologie per il riciclo e il riutilizzo; 6.b Sostenere e rafforzare la partecipazione delle comunità locali nel miglioramento della gestione idrica e fognaria. Goal 7: Energia pulita e accessibile L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 7” ha come scopo quello di assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 7.1 Entro il 2030, garantire l’accesso universale ai servizi energetici a prezzi accessibili, affidabili e moderni; 7.2 Entro il 2030, aumentare notevolmente la quota di energie rinnovabili nel mix energetico globale; 7.3 Entro il 2030, raddoppiare il tasso globale di miglioramento dell’efficienza energetica; 7.a Entro il 2030, rafforzare la cooperazione internazionale per facilitare l’accesso alla tecnologia e alla ricerca di energia pulita, comprese le energie rinnovabili, all’efficienza energetica e alla tecnologia avanzata e alla più pulita tecnologia derivante dai combustibili fossili, e promuovere gli investimenti nelle infrastrutture energetiche e nelle tecnologie per l’energia pulita; 7.b Entro il 2030, espandere l’infrastruttura e aggiornare la tecnologia per la fornitura di servizi energetici moderni e sostenibili per tutti i paesi in via di sviluppo, in particolare per i paesi meno sviluppati, i piccoli Stati insulari, e per i paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare, in accordo con i loro rispettivi programmi di sostegno. Goal 8: Lavoro dignitoso e crescita economica L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 8” ha come scopo quello di incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 8.1 Sostenere la crescita economica pro-capite a seconda delle circostanze nazionali e, in particolare, almeno il 7 per cento di crescita annua del prodotto interno lordo nei paesi meno sviluppati; 8.2 Raggiungere livelli più elevati di produttività economica attraverso la diversificazione, l’aggiornamento tecnologico e l’innovazione, anche attraverso un focus su settori ad alto valore aggiunto e settori ad alta intensità di manodopera; 8.3 Promuovere politiche orientate allo sviluppo che supportino le attività produttive, la creazione di lavoro dignitoso, l’imprenditorialità, la creatività e l’innovazione, e favorire la formalizzazione e la crescita delle micro, piccole e medie imprese, anche attraverso l’accesso ai servizi finanziari; 8.4 Migliorare progressivamente, fino al 2030, l’efficienza delle risorse globali nel consumo e nella produzione nel tentativo di scindere la crescita economica dal degrado ambientale, in conformità con il quadro decennale di programmi sul consumo e la produzione sostenibili, con i paesi sviluppati che prendono l’iniziativa; 8.5 Entro il 2030, raggiungere la piena e produttiva occupazione e un lavoro dignitoso per tutte le donne e gli uomini, anche per i giovani e le persone con disabilità, e la parità di retribuzione per lavoro di pari valore; 8.6 Entro il 2020, ridurre sostanzialmente la percentuale di giovani disoccupati che non seguano un corso di studi o che non seguano corsi di formazione; 8.7 Adottare misure immediate ed efficaci per eliminare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù moderna e al traffico di esseri umani e assicurare la proibizione e l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, incluso il reclutamento e l’impiego di bambini-soldato, e, entro il 2025, porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme; 8.8 Proteggere i diritti del lavoro e promuovere un ambiente di lavoro sicuro e protetto per tutti i lavoratori, compresi i lavoratori migranti, in particolare le donne migranti, e quelli in lavoro precario 8.9 Entro il 2030, elaborare e attuare politiche volte a promuovere il turismo sostenibile, che crei posti di lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali; 8.10 Rafforzare la capacità delle istituzioni finanziarie nazionali per incoraggiare e ampliare l’accesso ai servizi bancari, assicurativi e finanziari per tutti; 8.a Aumentare gli aiuti per il sostegno al commercio per i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati, anche attraverso il “Quadro Integrato Rafforzato per gli Scambi Commerciali di Assistenza Tecnica ai Paesi Meno Sviluppati”; 8.b Entro il 2020, sviluppare e rendere operativa una strategia globale per l’occupazione giovanile e l’attuazione del “Patto globale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro”. Goal 9: Imprese, innovazione e infrastrutture L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 9” ha come scopo quello di costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 9.1 Sviluppare infrastrutture di qualità, affidabili, sostenibili e resilienti, comprese le infrastrutture regionali e transfrontaliere, per sostenere lo sviluppo economico e il benessere umano, con particolare attenzione alla possibilità di accesso equo per tutti; 9.2 Promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenibile e, entro il 2030, aumentare in modo significativo la quota del settore di occupazione e il prodotto interno lordo, in linea con la situazione nazionale, e raddoppiare la sua quota nei paesi meno sviluppati; 9.3 Aumentare l’accesso dei piccoli industriali e di altre imprese, in particolare nei paesi in via di sviluppo, ai servizi finanziari, compreso il credito a prezzi accessibili, e la loro integrazione nelle catene e nei mercati di valore; 9.4 Entro il 2030, aggiornare le infrastrutture e ammodernare le industrie per renderle sostenibili, con maggiore efficienza delle risorse da utilizzare e una maggiore adozione di tecnologie pulite e rispettose dell’ambiente e dei processi industriali, in modo che tutti i paesi intraprendano azioni in accordo con le loro rispettive capacità; 9.5 Potenziare la ricerca scientifica, promuovere le capacità tecnologiche dei settori industriali in tutti i paesi, in particolare nei paesi in via di sviluppo, anche incoraggiando, entro il 2030, l’innovazione e aumentando in modo sostanziale il numero dei lavoratori dei settori ricerca e sviluppo ogni milione di persone e la spesa pubblica e privata per ricerca e sviluppo; 9.a Facilitare lo sviluppo sostenibile e resiliente delle infrastrutture nei paesi in via di sviluppo attraverso un maggiore sostegno finanziario, tecnologico e tecnico ai paesi africani, ai paesi meno sviluppati, ai paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare e ai piccoli Stati insulari in via di sviluppo; 9.b Sostenere lo sviluppo della tecnologia domestica, la ricerca e l’innovazione nei paesi in via di sviluppo, anche assicurando un ambiente politico favorevole, tra le altre cose, alla diversificazione industriale e a conferire valore aggiunto alle materie prime; 9.c Aumentare significativamente l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e sforzarsi di fornire un accesso universale e a basso costo a Internet nei paesi meno sviluppati entro il 2020. Goal 10: Ridurre le diseguaglianze L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 10” ha come scopo quello di ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 10.1 Entro il 2030, raggiungere e sostenere progressivamente la crescita del reddito del 40 per cento più povero della popolazione ad un tasso superiore rispetto alla media nazionale; 10.2 Entro il 2030, potenziare e promuovere l’inclusione sociale, economica e politica di tutti, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, status economico o altro; 10.3 Garantire a tutti pari opportunità e ridurre le disuguaglianze di risultato, anche attraverso l’eliminazione di leggi, di politiche e di pratiche discriminatorie, e la promozione di adeguate leggi, politiche e azioni in questo senso; 10.4 Adottare politiche, in particolare fiscali, e politiche salariali e di protezione sociale, e raggiungere progressivamente una maggiore uguaglianza; 10.5 Migliorare la regolamentazione e il controllo dei mercati e delle istituzioni finanziarie globali e rafforzarne l’applicazione; 10.6 Assicurare maggiore rappresentanza e voce per i paesi in via di sviluppo nel processo decisionale delle istituzioni economiche e finanziarie internazionali a livello mondiale al fine di fornire istituzioni più efficaci, credibili, responsabili e legittime; 10.7 Facilitare la migrazione ordinata, sicura, regolare e responsabile e la mobilità delle persone, anche attraverso l’attuazione di politiche migratorie programmate e ben gestite; 10.a Attuare il principio del trattamento speciale e differenziato per i paesi in via di sviluppo, in particolare per i paesi meno sviluppati, in conformità con gli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio; 10.b Promuovere l’aiuto pubblico allo sviluppo e i relativi flussi finanziari, compresi gli investimenti esteri diretti, agli Stati dove il bisogno è maggiore, in particolare i paesi meno sviluppati, i paesi africani, i piccoli Stati insulari in via di sviluppo e i paesi senza sbocco sul mare in via di sviluppo, in accordo con i loro piani e programmi nazionali; 10.c Entro il 2030, ridurre a meno del 3 per cento i costi di transazione delle rimesse dei migranti ed eliminare i corridoi di rimesse con costi più alti del 5 per cento. Goal 11: Città e comunità sostenibili L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 11” ha come scopo quello di rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 11.1 Entro il 2030, garantire a tutti l’accesso ad un alloggio e a servizi di base adeguati, sicuri e convenienti e l’ammodernamento dei quartieri poveri; 11.2 Entro il 2030, fornire l’accesso a sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti per tutti, migliorare la sicurezza stradale, in particolare ampliando i mezzi pubblici, con particolare attenzione alle esigenze di chi è in situazioni vulnerabili, alle donne, ai bambini, alle persone con disabilità e agli anziani; 11.3 Entro il 2030, aumentare l’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificazione e gestione partecipata e integrata dell’insediamento umano in tutti i paesi; 11.4 Rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo; 11.5 Entro il 2030, ridurre in modo significativo il numero di morti e il numero di persone colpite da calamità, compresi i disastri provocati dall’acqua, e ridurre sostanzialmente le perdite economiche dirette rispetto al prodotto interno lordo globale, con una particolare attenzione alla protezione dei poveri e delle persone in situazioni di vulnerabilità; 11.6 Entro il 2030, ridurre l’impatto ambientale negativo pro capite delle città, in particolare riguardo alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti; 11.7 Entro il 2030, fornire l’accesso universale a spazi verdi pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per le donne e i bambini, gli anziani e le persone con disabilità; 11.a Sostenere rapporti economici, sociali e ambientali positivi tra le zone urbane, periurbane e rurali, rafforzando la pianificazione dello sviluppo nazionale e regionale; 11.b Entro il 2020, aumentare notevolmente il numero di città e di insediamenti umani che adottino e attuino politiche e piani integrati verso l’inclusione, l’efficienza delle risorse, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la resilienza ai disastri, lo sviluppo e l’implementazione, in linea con il “Quadro di Sendai per la Riduzione del Rischio di Disastri 2015-2030”, la gestione complessiva del rischio di catastrofe a tutti i livelli; 11.c Sostenere i paesi meno sviluppati, anche attraverso l’assistenza tecnica e finanziaria, nella costruzione di edifici sostenibili e resilienti che utilizzino materiali locali. Goal 12: Consumo e produzione responsabili L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 12” ha come scopo quello di garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 12.1 Dare attuazione al quadro decennale di programmi sul consumo e la produzione sostenibile, con la collaborazione di tutti i paesi e con l’iniziativa dei paesi sviluppati, tenendo conto del grado di sviluppo e delle capacità dei paesi in via di sviluppo; 12.2 Entro il 2030, raggiungere la gestione sostenibile e l’uso efficiente delle risorse naturali; 12.3 Entro il 2030, dimezzare lo spreco pro capite globale di rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo lungo le filiere di produzione e fornitura, comprese le perdite post-raccolto; 12.4 Entro il 2020, ottenere la gestione ecocompatibile di sostanze chimiche e di tutti i rifiuti in tutto il loro ciclo di vita, in accordo con i quadri internazionali concordati, e ridurre significativamente il loro rilascio in aria, acqua e suolo, al fine di minimizzare i loro effetti negativi sulla salute umana e l’ambiente; 12.5 Entro il 2030, ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo; 12.6 Incoraggiare le imprese, soprattutto le aziende di grandi dimensioni e transnazionali, ad adottare pratiche sostenibili e integrare le informazioni sulla sostenibilità nelle loro relazioni periodiche; 12.7 Promuovere pratiche in materia di appalti pubblici che siano sostenibili, in accordo con le politiche e le priorità nazionali; 12.8 Entro il 2030, fare in modo che le persone abbiano in tutto il mondo le informazioni rilevanti e la consapevolezza in tema di sviluppo sostenibile e stili di vita in armonia con la natura; 12.a Sostenere i paesi in via di sviluppo a rafforzare la loro capacità scientifica e tecnologica in modo da andare verso modelli più sostenibili di consumo e di produzione; 12.b Sviluppare e applicare strumenti per monitorare gli impatti di sviluppo sostenibile per il turismo sostenibile, che crei posti di lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali; 12.c Razionalizzare i sussidi ai combustibili fossili inefficienti che incoraggiano lo spreco, eliminando le distorsioni del mercato, a seconda delle circostanze nazionali, anche attraverso la ristrutturazione fiscale e la graduale eliminazione di quelle sovvenzioni dannose, ove esistenti, in modo da riflettere il loro impatto ambientale, tenendo pienamente conto delle esigenze specifiche e delle condizioni dei paesi in via di sviluppo e riducendo al minimo i possibili effetti negativi sul loro sviluppo in un modo che protegga le comunità povere e quelle colpite. Goal 13: Lotta contro il cambiamento climatico L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 13” ha come scopo quello di adottare urgenti misure per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 13.1 Rafforzare la resilienza e la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali in tutti i paesi; 13.2 Integrare nelle politiche, nelle strategie e nei piani nazionali le misure di contrasto ai cambiamenti climatici; 13.3 Migliorare l’istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale riguardo ai cambiamenti climatici in materia di mitigazione, adattamento, riduzione dell’impatto e di allerta precoce; 13.a Dare attuazione all’impegno assunto nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per raggiungere l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 congiuntamente da tutte le fonti, per affrontare le esigenze dei paesi in via di sviluppo nel contesto delle azioni di mitigazione significative e della trasparenza circa l’attuazione e la piena operatività del “Green Climate Fund” attraverso la sua capitalizzazione nel più breve tempo possibile; 13.b Promuovere meccanismi per aumentare la capacità di una efficace pianificazione e gestione connesse al cambiamento climatico nei paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo concentrandosi, tra l’altro, sulle donne, i giovani e le comunità locali ed emarginate. Goal 14: La vita sott’acqua L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 14” ha come scopo quello di conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 14.1 Entro il 2025, prevenire e ridurre in modo significativo l’inquinamento marino di tutti i tipi, in particolare quello proveniente dalle attività terrestri, compresi i rifiuti marini e l’inquinamento delle acque da parte dei nutrienti; 14.2 Entro il 2020 gestire e proteggere in modo sostenibile gli ecosistemi marini e costieri per evitare impatti negativi significativi, anche rafforzando la loro capacità di recupero e agendo per il loro ripristino, al fine di ottenere oceani sani e produttivi; 14.3 Ridurre al minimo e affrontare gli effetti dell’acidificazione degli oceani anche attraverso una maggiore cooperazione scientifica a tutti i livelli; 14.4 Entro il 2020, regolare efficacemente la raccolta e porre fine alla pesca eccessiva, la pesca illegale, quella non dichiarata e non regolamentata e alle pratiche di pesca distruttive, e mettere in atto i piani di gestione su base scientifica, al fine di ricostituire gli stock ittici nel più breve tempo possibile, almeno a livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile come determinato dalle loro caratteristiche biologiche; 14.5 Entro il 2020, proteggere almeno il 10 per cento delle zone costiere e marine, coerenti con il diritto nazionale e internazionale e sulla base delle migliori informazioni scientifiche disponibili; 14.6 Entro il 2020, vietare quelle forme di sovvenzioni alla pesca che contribuiscono all’eccesso di capacità e alla pesca eccessiva, eliminare i sussidi che contribuiscono alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata e astenersi dall’introdurre nuove sovvenzioni di questo tipo, riconoscendo che un trattamento speciale e differenziato adeguato ed efficace per i paesi in via di sviluppo e i paesi meno sviluppati dovrebbe essere parte integrante del negoziato sui sussidi alla pesca dell’Organizzazione Mondiale del Commercio; 14.7 Entro il 2030, aumentare i benefici economici derivanti dall’uso sostenibile delle risorse marine per i piccoli Stati insulari e i paesi meno sviluppati, anche mediante la gestione sostenibile della pesca, dell’acquacoltura e del turismo; 14.a Aumentare le conoscenze scientifiche, sviluppare la capacità di ricerca e di trasferimento di tecnologia marina, tenendo conto dei criteri e delle linee guida della Commissione Oceanografica Intergovernativa sul trasferimento di tecnologia marina, al fine di migliorare la salute degli oceani e migliorare il contributo della biodiversità marina per lo sviluppo dei paesi in via di sviluppo, in particolare i piccoli Stati insulari in via di sviluppo e i paesi meno sviluppati; 14.b Assicurare ai piccoli pescatori artigianali l’accesso alle risorse e ai mercati marini; 14.c Migliorare la conservazione e l’uso sostenibile degli oceani e delle loro risorse tramite l’applicazione del diritto internazionale, che si riflette nell’UNCLOS, che fornisce il quadro giuridico per l’utilizzo e la conservazione sostenibile degli oceani e delle loro risorse, come ricordato al punto 158 de “Il futuro che vogliamo”. Goal 15: La vita sulla terra L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 15” ha come scopo quello di proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 15.1 Entro il 2020, garantire la conservazione, il ripristino e l’uso sostenibile degli ecosistemi di acqua dolce terrestri e nell’entroterra e dei loro servizi, in particolare le foreste, le zone umide, le montagne e le zone aride, in linea con gli obblighi derivanti dagli accordi internazionali; 15.2 Entro il 2020, promuovere l’attuazione di una gestione sostenibile di tutti i tipi di foreste, fermare la deforestazione, promuovere il ripristino delle foreste degradate e aumentare notevolmente l’afforestazione e riforestazione a livello globale; 15.3 Entro il 2030, combattere la desertificazione, ripristinare i terreni degradati ed il suolo, compresi i terreni colpiti da desertificazione, siccità e inondazioni, e sforzarsi di realizzare un mondo senza degrado del terreno; 15.4 Entro il 2030, garantire la conservazione degli ecosistemi montani, compresa la loro biodiversità, al fine di migliorare la loro capacità di fornire prestazioni che sono essenziali per lo sviluppo sostenibile; 15.5 Adottare misure urgenti e significative per ridurre il degrado degli habitat naturali, arrestare la perdita di biodiversità e, entro il 2020, proteggere e prevenire l’estinzione delle specie minacciate; 15.6 Promuovere la condivisione giusta ed equa dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche e promuovere l’accesso adeguato a tali risorse, come concordato a livello internazionale; 15.7 Adottare misure urgenti per porre fine al bracconaggio ed al traffico di specie di flora e fauna protette e affrontare sia la domanda che l’offerta di prodotti della fauna selvatica illegali; 15.8 Entro il 2020, adottare misure per prevenire l’introduzione e ridurre significativamente l’impatto delle specie alloctone (aliene) invasive sulla terra e sugli ecosistemi d’acqua e controllare o eradicare le specie prioritarie; 15.9 Entro il 2020, integrare i valori di ecosistema e di biodiversità nella pianificazione nazionale e locale, nei processi di sviluppo, nelle strategie di riduzione della povertà e account nella contabilità; 15.a Mobilitare ed aumentare sensibilmente le risorse finanziarie da tutte le fonti per conservare e utilizzare in modo durevole biodiversità ed ecosistemi; 15b Mobilitare risorse significative da tutte le fonti e a tutti i livelli per finanziare la gestione sostenibile delle foreste e fornire adeguati incentivi ai paesi in via di sviluppo per far progredire tale gestione, anche per quanto riguarda la conservazione e la riforestazione; 15.c Migliorare il sostegno globale per gli sforzi a combattere il bracconaggio e il traffico di specie protette, anche aumentando la capacità delle comunità locali di perseguire opportunità di sostentamento sostenibili. Goal 16: Pace, giustizia e istituzioni solide L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 16” ha come scopo quello di promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile, offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: 16.1 Ridurre significativamente in ogni dove tutte le forme di violenza e i tassi di mortalità connessi; 16.2 Eliminare l’abuso, lo sfruttamento, il traffico e tutte le forme di violenza e tortura contro i bambini; 16.3 Promuovere lo stato di diritto a livello nazionale e internazionale e garantire parità di accesso alla giustizia per tutti; 16.4 Entro il 2030, ridurre in modo significativo i flussi finanziari e di armi illeciti, rafforzare il recupero e la restituzione dei beni rubati e combattere tutte le forme di criminalità organizzata; 16.5 Ridurre sostanzialmente la corruzione e la concussione in tutte le loro forme; 16.6 Sviluppare istituzioni efficaci, responsabili e trasparenti a tutti i livelli; 16.7 Assicurare un processo decisionale reattivo, inclusivo, partecipativo e rappresentativo a tutti i livelli; 16.8 Allargare e rafforzare la partecipazione dei paesi in via di sviluppo nelle istituzioni della governance globale; 16.9 Entro il 2030, fornire l’identità giuridica per tutti, compresa la registrazione delle nascite; 16.10 Garantire l’accesso del pubblico alle informazioni e proteggere le libertà fondamentali, in conformità con la legislazione nazionale e con gli accordi internazionali; 16.a Rafforzare le istituzioni nazionali, anche attraverso la cooperazione internazionale, per costruire maggiore capacità a tutti i livelli, in particolare nei paesi in via di sviluppo, per prevenire la violenza e combattere il terrorismo e la criminalità; 16.b Promuovere e far rispettare le leggi e le politiche non discriminatorie per lo sviluppo sostenibile. Goal 17: Partnership per gli obiettivi L’obiettivo di sviluppo sostenibile “SDG 17” ha come scopo quello di rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile. A tal fine, l’Agenda 2030, prevede i seguenti target: Finanza 17.1 Rafforzare la mobilitazione delle risorse interne, anche attraverso il sostegno internazionale ai Paesi in via di sviluppo, per migliorare la capacità interna di riscossione di imposte e altre forme di entrate; 17.2 I Paesi sviluppati adempiano pienamente ai loro obblighi di aiuto pubblico allo sviluppo, tra cui l’impegno da parte di molti Paesi sviluppati di raggiungere l’obiettivo dello 0,7 per cento di APS/RNL per i Paesi in via di sviluppo e da 0,15 a 0,20 per cento di APS/RNL per i Paesi meno sviluppati; i donatori di APS sono incoraggiati a prendere in considerazione la fissazione dell’obiettivo di fornire almeno 0,20 per cento di APS/RNL per i Paesi meno sviluppati; 17.3 Mobilitare ulteriori risorse finanziarie per i Paesi in via di sviluppo da più fonti; 17.4 Aiutare i Paesi in via di sviluppo a raggiungere la sostenibilità del debito a lungo termine attraverso politiche coordinate volte a favorire il finanziamento del debito, la riduzione del debito e la ristrutturazione del debito, se del caso, e affrontare il debito estero dei paesi poveri fortemente indebitati in modo da ridurre l’emergenza del debito; 17.5 Adottare e applicare i regimi di promozione degli investimenti a favore dei paesi meno sviluppati. Tecnologia 17.6 Migliorare la cooperazione Nord-Sud, Sud-Sud e quella triangolare in ambito regionale ed internazionale e l’accesso alla scienza, alla tecnologia e all’innovazione e migliorare la condivisione delle conoscenze sulle condizioni reciprocamente concordate, anche attraverso un maggiore coordinamento tra i meccanismi esistenti, in particolare a livello delle Nazioni Unite, e attraverso un meccanismo di facilitazione globale per la tecnologia; 17.7 Promuovere lo sviluppo, il trasferimento, la disseminazione e la diffusione di tecnologie ecocompatibili ai paesi in via di sviluppo a condizioni favorevoli, anche a condizioni agevolate e preferenziali, come reciprocamente concordato; 17.8 Rendere la Banca della Tecnologia e i meccanismi di sviluppo delle capacità scientifiche, tecnologiche e di innovazione completamente operativi per i paesi meno sviluppati entro il 2017, nonché migliorare l’uso delle tecnologie abilitanti, in particolare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Costruzione di competenze e capacità 17.9 Rafforzare il sostegno internazionale per l’attuazione di un sistema di costruzione delle capacità efficace e mirato nei paesi in via di sviluppo per sostenere i piani nazionali di attuazione di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile, anche attraverso la cooperazione nord-sud, sud-sud e triangolare. Commercio 17.10 Promuovere un sistema commerciale multilaterale universale, basato su regole, aperto, non discriminatorio ed equo nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio, anche attraverso la conclusione dei negoziati dell’agenda di Doha per lo sviluppo; 17.11 Aumentare in modo significativo le esportazioni dei paesi in via di sviluppo, in particolare al fine di raddoppiare la quota delle esportazioni mondiali dei paesi meno sviluppati entro il 2020; 17.12 Realizzare una tempestiva attuazione di un mercato senza dazi e l’accesso al mercato senza contingenti di importazione su base duratura per tutti i paesi meno sviluppati, in linea con le decisioni dell’Organizzazione mondiale del commercio, anche assicurando che le regole di origine preferenziale applicabili alle importazioni dai paesi meno sviluppati siano trasparenti e semplici, e contribuire a facilitare l’accesso al mercato. Questioni sistemiche Coerenza politica e istituzionale 17.13 Migliorare la stabilità macro-economica globale, anche attraverso il coordinamento e la coerenza delle politiche; 17.14 Migliorare la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile; 17.15 Rispettare lo spazio politico di ciascun paese e la leadership per stabilire e attuare politiche per l’eliminazione della povertà e per lo sviluppo sostenibile. Partenariati multilaterali 17.16 Migliorare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile, integrato da partenariati multilaterali che mobilitino e condividano le conoscenze, le competenze, le tecnologie e le risorse finanziarie, per sostenere il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile in tutti i paesi, in particolare i paesi in via di sviluppo; 17.17 Incoraggiare e promuovere efficaci partenariati tra soggetti pubblici, pubblico-privati e nella società civile, basandosi sull’esperienza e sulle strategie di accumulazione di risorse dei partenariati; I dati, il monitoraggio e la responsabilità 17.18 Entro il 2020, rafforzare il meccanismo di supporto delle capacità per i paesi in via di sviluppo, anche per i paesi meno sviluppati e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, per aumentare in modo significativo la disponibilità di dati di alta qualità, tempestivi e affidabili disaggregati in base al reddito, sesso, età, razza, etnia, status migratorio, disabilità, posizione geografica e altre caratteristiche rilevanti in contesti nazionali; 17.19 Entro il 2030, costruire, sulle base delle iniziative esistenti, sistemi di misurazione dell’avanzamento verso lo sviluppo sostenibile che siano complementari alla misurazione del PIL e sostenere la creazione di capacità statistiche nei paesi in via di sviluppo. Obiettivi: lo stato dell’arte globale L’attuazione dell’Agenda 2030 e la distanza dagli obiettivi di sviluppo sostenibile viene monitorata annualmente dall’High Level Political Forum delle Nazioni Unite, che riveste un ruolo cruciale nella supervisione dei processi di monitoraggio e revisione a livello globale. Progressi complessivi rispetto agli obiettivi basati sui dati aggregati globali 2015-2025 (fonte: UNstats) Al fine di dare conto del percorso di raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), l’ONU pubblica annualmente un rapporto che evidenzia le aree di progresso e le principali criticità da risolvere per assicurare la convergenza verso gli obiettivi previsti per il 2030. Dall’ultimo rapporto (SDG Report 2025) emerge che solo il 35% degli SDG è sulla buona strada o sta registrando progressi moderati. Quasi la metà degli SDG procede invece troppo lentamente e per il 18% degli stessi si registrano addirittura regressi. Nel commentare l’attuale scenario mondiale, nell’introduzione del rapporto, il Segretario Generale dell’ONU sottolinea che: oltre 800 milioni di persone sono intrappolate in povertà estrema e fame; i livelli di anidride carbonica sono ai massimi; il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, superando la soglia di 1,5 °C; la pace e la sicurezza sono peggiorate, con oltre 120 milioni di persone costrette ad abbandonare le proprie case, più del doppio rispetto al 2015; i costi del servizio del debito nei paesi a basso e medio reddito hanno raggiunto livelli record, riducendo di conseguenza le risorse necessarie per lo sviluppo sostenibile. L’attuazione degli obiettivi in Italia Secondo il nono Rapporto ASviS “Coltivare ora il nostro futuro”, l’Italia procede su un sentiero di sviluppo insostenibile e le scelte del Paese risultano insufficienti per raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. I dati del Rapporto descrivono con chiarezza l’enorme ritardo dell’Italia nel raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Tra il 2010 e il 2023, il Paese ha registrato peggioramenti per sei Goal: povertà, acqua e sistemi igienico-sanitari, disuguaglianze, qualità degli ecosistemi terrestri, governance e partnership. Limitati miglioramenti si rilevano per sette Goal: cibo, energia pulita, lavoro e crescita economica, innovazione, città sostenibili, lotta al cambiamento climatico e qualità degli ecosistemi marini. Miglioramenti più consistenti riguardano tre Goal: salute, educazione e uguaglianza di genere. Unico miglioramento molto consistente interessa l’economia circolare. Attuazione degli obiettivi in Italia al 2024 (fonte: ASviS) L’Italia è posizionata ben al di sotto la media europea, per i seguenti obiettivi: sconfiggere la povertà ridurre le disuguaglianze istruzione di qualità lavoro dignitoso e crescita economica L’analisi dell’ASviS mette a confronto per la prima volta le previsioni al 2030 per l’Italia e l’Unione Europea: ne emerge la discrepanza tra la media dei Paesi UE, che raggiungerà gli obiettivi prefissati, e l’Italia, che non li raggiungerà. L’evoluzione dell’andamento di ciascuno dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 nell’Unione europea, dal 2010, mostra infatti che i risultati dell’Italia sono complessivamente inferiori alla media. Il Rapporto ASviS indica la strada da seguire, facendo riferimento anche all’Unione europea e al suo ruolo di guida. Basti pensare alle opportunità offerte dal PNRR e dalla nuova governance fiscale Ue per stimolare una transizione verde e digitale giusta. Sostenibilità: le sfide per il futuro Si può davvero raggiungere uno sviluppo sostenibile, equo, solidale, dignitoso e privo di disuguaglianze senza una logica della distribuzione della ricchezza globale? Sempre più voci autorevoli sono d’accordo nell’introdurre una tassa sui super-ricchi (“Tax the Rich”), una battaglia che Oxfam porta avanti con forza. Ma su cui la politica è ancora molto distante. Basta pensare che in Italia l’introduzione di un salario minimo garantito viene vissuta con paura da chi ha già una qualche garanzia di reddito. Ma il problema del lavoro povero purtroppo esiste ed è una pandemia inarrestabile. Oggi l’1% più ricco del pianeta possiede quasi la metà della ricchezza mondiale, e quello stesso 1% emette anche più emissioni di CO2 della metà più povera del pianeta. Le sfide per il futuro, come equità e giustizia, non possono prescindere dal riconoscere la concretezza dei cambiamenti climatici e il flagello dell’inquinamento in tutte le sue forme come minacce per la salute delle persone e del Pianeta. E saranno in particolare le persone e comunità più vulnerabili e povere ad affrontare le crisi peggiori. Anzitutto occorre limitare il consumo di combustibili fossili in tutti i settori economici. Nel settore dei trasporti, investire nella mobilità sostenibile, nell’auto elettrica e, ove possibile, preferire spostamenti a piedi o in bicicletta che ne giova anche la salute. Nel settore edilizio, investire nella riqualificazione energetica o retrofit del patrimonio immobiliare, con sistemi di prefabbricazione e Off-Site Construction, isolando l’involucro edilizio per ridurne le dispersioni termiche, insieme a impianti di climatizzazione ad alta efficienza (pompe di calore, pannelli radianti per riscaldare e raffrescare), infissi e serramenti dalle elevate prestazioni abbinati a schermature solari ed energie rinnovabili per ridurre i consumi energetici e le emissioni (con l’ausilio di strumenti informatici come il BIM). La bioedilizia, i sistemi costruttivi a secco e le strutture in legno. E i bonus edilizi (ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus, conto termico) saranno fondamentali. Un uso consapevole delle risorse del pianeta, in primis l’acqua (preferendo ove possibile, l’acqua potabile del rubinetto a quella in bottiglia che rilascia microplastiche nell’ambiente), riducendo gli sprechi, migliorando la raccolta differenziata, il riuso dei prodotti e il riciclo delle materie prime dei rifiuti elettronici (RAEE), rispetto allo smaltimento in discariche o per incenerimento dei rifiuti e scegliendo le alternative ecologiche ai PFAS. Ridurre i consumi e la produzione dei rifiuti – soprattutto in plastica – e dell’abbigliamento a basso costo o fast fashion. Tutti noi, dobbiamo impegnarci. FAQs Obiettivi di Sviluppo Sostenibile Cosa sono gli SDG dell’Agenda 2030? Gli SDG (Sustainable Development Goals), gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, dettano le regole per lo sviluppo sostenibile. Essi fanno parte di un programma d’azione più vasto custodito nell’Agenda 2030 e costituito da 169 target o traguardi, ad essi associati, da raggiungere entro il 2030. Hanno una validità globale, sono interconnessi e indivisibili e bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: la dimensione economica, sociale ed ambientale. Quanti sono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile? Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono 17, legati fra loro e interdipendenti. Chi ha definito gli SDG e quando? Gli SDG sono stati definiti all’interno dell’Agenda 2030 dall’ONU e, dal 2015, sono stati adottati da 193 Paesi del mondo. Quali sono i 17 SDG nel dettaglio? Nel dettaglio, i 17 SDG sono: Sconfiggere la povertà, Sconfiggere la fame, Salute e benessere, Istruzione di qualità, Parità di genere, Acqua pulita e servizi igienico-sanitari, Energia pulita e accessibile, Lavoro dignitoso e crescita economica, Imprese, innovazione e infrastrutture, Ridurre le disuguaglianze, Città e comunità sostenibili, Consumo e produzione responsabili, Lotta contro il cambiamento climatico, Vita sott’acqua, Vita sulla terra, Pace, giustizia e istituzioni solide, Partnership per gli obiettivi. Qual è la differenza tra Agenda 2030 e SDG? Gli SDG sono contenuti all’interno dell’Agenda 2030, e ne rappresentano le indicazioni specifiche per raggiungere il pieno sviluppo sostenibile del Pianeta. Gli SDG sono obbligatori per i Paesi? Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile previsti dall’Agenda 2030, sono vincolanti per tutti i 193 Paesi membri dell’Onu che li hanno ratificati, Paesi UE compresi. Quando devono essere raggiunti? Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile devono essere raggiunti entro il 2030. Come vengono monitorati i progressi sugli SDG? L’attuazione dell’Agenda 2030 e la distanza dagli obiettivi di sviluppo sostenibile viene monitorata annualmente dall’High Level Political Forum delle Nazioni Unite, che riveste un ruolo cruciale nella supervisione dei processi di monitoraggio e revisione a livello globale. L’ONU pubblica annualmente un rapporto che evidenzia le aree di progresso e le principali criticità da risolvere per assicurare la convergenza verso gli obiettivi previsti per il 2030. Molti Paesi hanno una propria agenzia che monitora gli obiettivi sul livello nazionale: per l’Italia c’è l’ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile). Come l’Italia sta applicando l’Agenda 2030? L’Italia, a supporto dell’attuazione dell’Agenda 2030 e degli SDGs, ha predisposto la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS). Il documento ha come obiettivo primario quello di proporre un quadro strategico di riferimento per le attività di programmazione, monitoraggio e valutazione della sostenibilità delle politiche pubbliche, ai diversi livelli territoriali. Qual è il ruolo delle aziende negli SDG? Le aziende hanno un ruolo di primo piano nel raggiungimento degli SDG. Con le proprie attività le imprese possono giocare un ruolo chiave nella trasformazione del sistema socioeconomico verso uno sviluppo sostenibile e per la realizzazione degli Obiettivi dell’Agenda 2030. Dalla qualità del lavoro, all’impatto ambientale, al processo produttivo. Secondo Marco Frey, Presidente dell’UN Global Compact Network Italia, “La collaborazione tra aziende, Istituzioni e società civile sarà essenziale per fare dell’Europa un modello di sostenibilità globale. Queste alleanze pubblico-privato-terzo settore, dunque, sono un fattore critico di successo per colmare il gap ancora esistente rispetto al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030”. Come possono i cittadini contribuire agli SDG? Sebbene il contributo di un individuo, rispetto ad un Paese o un’azienda, possa sembrare irrilevante, ogni persona, tutti i cittadini possono contribuire agli SDG. In merito, l’ONU ha redatto un piccolo prontuario (“Guida per salvare il mondo per persone pigre”) con idee e consigli di facile attuazione nella vita quotidiana di ognuno di noi. Acquisti, risparmio energetico, riuso, riciclo e molto altro! Quali SDG sono più critici oggi? Tutti gli obiettivi sono una sfida globale, con differenze più o meno significative tra i singoli Paesi. A livello globale, quasi la metà degli SDG procede troppo lentamente e, 1 obiettivo su 5, fa registrare delle regressioni. Tra questi, i peggioramenti più gravi sono rappresentati dal Goal 2 (Sconfiggere la fame), il Goal 14 (vita sott’acqua) ed il Goal 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica). Per approfondire: Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Rapporto ASviS Commissione Europea, Relazione per paese 2025 – Italia Istat, Rapporto SDGs 2025 MASE, Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS), 2022 ONU, Agenda 2030, 25 settembre 2015 Sachs J.D. et al., Sustainable Development Report 2025 UNESCO, Educazione agli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, 2017 United Nations, The Sustainable Development Goals Report 2025 Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
03/06/2026 POLICAP, il laboratorio mobile del Politecnico di Milano per la cattura della CO₂ A cura di: Stefania Manfrin Inaugurato a Piacenza POLICAP, l'impianto pilota mobile del Politecnico di Milano per la cattura della CO2. ...
29/05/2026 Clima 2026-2030: il rapporto WMO prevede record di temperatura e anomalie artiche senza precedenti A cura di: Raffaella Capritti Il Global Annual to Decadal Climate Update WMO 2026-2035 prevede temperature record nei prossimi cinque anni, ...
28/05/2026 Nature-Based Solutions per il Parco Monte Stella: Milano reinventa uno spazio storico A cura di: Stefania Manfrin Riqualificazione basata su Nature-Based Solutions per il Monte Stella a Milano: gestione acque, biodiversità e adattamento ...
25/05/2026 Transizione energetica, la roadmap IRENA 2026 per uscire dai combustibili fossili: elettrificazione e rinnovabili A cura di: Stefania Manfrin IRENA 2026: elettrificazione, rinnovabili e reti al centro della roadmap 1,5°C. Obiettivi, dati e investimenti per ...
22/05/2026 L'ONU adotta la risoluzione sul clima: la tutela ambientale diventa obbligo giuridico internazionale A cura di: Stefania Manfrin L'Assemblea Generale ONU approva il 20 maggio 2026 la risoluzione sul clima: recepisce il parere ICJ ...
21/05/2026 Elettrificazione dei consumi domestici per proteggere le famiglie europee dagli shock energetici A cura di: Erika Bonelli Elettrificazione dei consumi: pompe di calore e veicoli elettrici potrebbero far risparmiare alle famiglie italiane circa ...
20/05/2026 20 maggio: giornata mondiale delle api, tutti noi dipendiamo dalla loro sopravvivenza A cura di: Raffaella Capritti Il 20 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Api, istituita dall'ONU per sensibilizzare l'opinione pubblica ...
19/05/2026 Quanto vale evitare una tonnellata di CO₂? E.ON e Politecnico di Milano presentano il Social Cost of Carbon A cura di: Raffaella Capritti E.ON e Politecnico di Milano presentano un nuovo modello Social cost of carbon per dare valore ...
18/05/2026 Materie Prime Critiche: la resilienza della supply chain come nuova priorità strategica A cura di: Fabiana Valentini Quale sarà il futuro delle materie prime critiche nei prossimi cinque anni? Il progetto CASCADE ne ...
13/05/2026 Carbon manager in edilizia: competenza essenziale, dal progetto al cantiere A cura di: Andrea Ballocchi Forever Bambù organizza un percorso formativo per acquisire la qualifica di carbon manager in edilizia, con ...