DL 175/2025: associazioni del settore chiedono correttivi urgenti su aree idonee, connessioni e Transizione 5.0

Le audizioni in Senato sul DL 175/2025 hanno evidenziato le preoccupazioni di Italia Solare e del Coordinamento FREE riguardo a criticità che rischiano di rallentare lo sviluppo del fotovoltaico e delle rinnovabili. Le associazioni chiedono correttivi urgenti su Transizione 5.0, aree idonee e connessioni alla rete, denunciando incertezze normative, divieti troppo estesi e l’assenza di un regime transitorio per i progetti già avviati. Tra le priorità indicate: proroghe adeguate, semplificazioni realmente applicabili, riforma delle connessioni e criteri più coerenti per favorire la realizzazione degli impianti vicino ai consumi.

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DL 175/2025: associazioni del settore chiedono correttivi urgenti su aree idonee, connessioni e Transizione 5.0

Le audizioni sul decreto-legge 175/2025, dedicato a Transizione 5.0 e rinnovabili, hanno evidenziato una forte preoccupazione da parte delle principali associazioni del settore.

Nel corso degli incontri presso l’8ª Commissione permanente del Senato, Italia Solare e il Coordinamento FREE hanno riconosciuto l’attenzione istituzionale verso il tema, ma hanno anche evidenziato criticità che rischiano di incidere in modo significativo sullo sviluppo del fotovoltaico e delle energie rinnovabili in Italia, già regolato da un impianto legislativo complesso.

Le criticità segnalate da Italia Solare: autoconsumo, connessioni e divieti nelle aree agricole

Italia Solare ha concentrato gran parte del proprio intervento sugli impatti del decreto sullo sviluppo del fotovoltaico in autoconsumo. Secondo l’Associazione, molti progetti avviati nell’ambito della Transizione 5.0 si trovano oggi a fronteggiare ritardi significativi nei processi di connessione alla rete: preventivi che arrivano oltre i tempi tecnici necessari per rispettare la scadenza del 31 dicembre 2025, lavori eseguiti con lentezza e migliaia di richieste in attesa da smaltire da parte dei gestori di rete.

Come sottolineato da Luciano Barra, responsabile legislativo dell’Associazione, la situazione rischia di esporre molte imprese alla perdita del beneficio fiscale.

Per questo Italia Solare propone due possibili interventi: una proroga di almeno tre mesi della scadenza, oppure il riconoscimento del completamento dell’intervento nel momento in cui l’azienda ha concluso le opere di propria competenza, indipendentemente dallo stato dei lavori a carico del gestore di rete.

L’Associazione considera inoltre particolarmente critico il capitolo delle aree idonee. Il DL 175/2025 conferma il divieto generalizzato di installazioni fotovoltaiche a terra su suolo agricolo, ostacolando anche progetti localizzati su terreni non coltivati o marginali. Una scelta che, secondo Italia Solare, impedisce lo sviluppo di impianti a servizio delle imprese e riduce la possibilità di realizzare nuovi sistemi di generazione distribuita vicino ai consumi.

Ulteriori problematiche emergono per gli impianti in prossimità degli stabilimenti produttivi: l’introduzione di nuovi limiti, come la riduzione della distanza di pertinenza da 500 a 350 metri e l’obbligo dell’AIA, viene ritenuta priva di un fondamento tecnico solido. Senza dimenticare le norme paesaggistiche e il possibile divieto per le “Regioni di individuare come idonee le aree entro 500 metri da beni sottoposti a tutela, il che renderebbe, in molte parti d’Italia, quasi impossibile raggiungere i target assegnati“.

Sul fronte agrivoltaico, l’Associazione solleva il tema delle definizioni ambigue introdotte dal decreto, in particolare la formulazione “moduli adeguatamente elevati da terra”. L’elemento linguistico rischia di generare interpretazioni divergenti fra Regioni e amministrazioni locali, alimentando ulteriore incertezza.

Italia Solare ha inoltre richiamato la necessità di tutelare i progetti in corso: senza un regime transitorio adeguato, centinaia di iniziative già avviate secondo la normativa precedente rischiano ora uno stop forzato.

Coordinamento FREE: troppa incertezza e rischio di rallentamento per investimenti e autorizzazioni

Il Coordinamento FREE ha sottolineato le criticità che riguardano sia Transizione 5.0 sia lo sviluppo complessivo delle energie rinnovabili.

Per quanto riguarda la misura di carattere fiscale, il Coordinamento FREE ha denunciato la gestione discontinua della disponibilità dei fondi, con comunicazioni tardive sull’esaurimento delle risorse e sequenze di proroghe e scadenze ravvicinate comunicate a ridosso dei termini. Una situazione che, secondo il Coordinamento, ha avuto effetti retroattivi su progetti già avviati, minando la fiducia delle imprese.

FREE chiede quindi:

  • controlli GSE improntati al buon senso e possibilità di integrare documenti mancanti;
  • una reale interlocuzione tecnica durante l’istruttoria, analoga a quanto avviene per TEE e CAR;
  • il coinvolgimento delle associazioni nella definizione della “nuova” Transizione 5.0.

Sul fronte delle rinnovabili, FREE ritiene che il DL 175/2025 rischi di ridurre in modo significativo le aree effettivamente autorizzabili, ostacolando lo sviluppo della generazione “vicino ai consumi” e degli impianti al servizio dell’industria.

Tra le principali criticità indicate:

  • assenza di una disciplina transitoria, con effetti diretti su procedimenti in corso;
  • riduzione della solar belt e difficoltà a realizzare impianti in aree agricole prossime agli stabilimenti produttivi;
  • limitazioni estese per le aree a ridosso di beni paesaggistici, che in alcune regioni potrebbero rendere quasi impossibile individuare zone idonee;
  • permanenza del divieto generalizzato del fotovoltaico a terra in area agricola, senza distinzione tra terreni coltivabili e non.

FREE segnala inoltre una criticità tecnica condivisa anche da Italia Solare: il decreto limita l’accesso alle semplificazioni solo ai progetti le cui opere di connessione ricadano in aree idonee. Poiché la localizzazione dei punti di allaccio è decisa dai gestori di rete, tale condizione risulta difficilmente applicabile nella pratica.

A sostegno della necessità di ampliare le aree disponibili, il Coordinamento ha richiamato i risultati dell’asta FERX transitoria, che hanno evidenziato un prezzo medio di aggiudicazione del fotovoltaico pari a 56,8 €/MWh, più che dimezzato rispetto al PUN medio dei primi undici mesi del 2025. Un dato che conferma il contributo strutturale delle rinnovabili alla riduzione dei costi dell’energia.

Connessioni: riforma pronta ma ancora non approvata

Entrambe le associazioni hanno sottolineato un ulteriore tema: la riforma delle connessioni alla rete elettrica, elaborata dal MASE con il coinvolgimento dei gestori e degli operatori, è pronta da tempo ma non è stata inclusa nel DL 175/2025.

Secondo il settore, si tratta oggi di uno dei principali fattori di rallentamento degli investimenti, con impatti diretti sia sugli impianti utility-scale sia sui progetti di autoconsumo industriale. Da qui la richiesta di inserire la riforma nel percorso di conversione parlamentare.

Verso una strategia coerente per accelerare le rinnovabili

Le associazioni auspicano che la conversione del decreto possa diventare un’occasione per ristabilire certezza normativa, criteri tecnici coerenti e tempi amministrativi adeguati. La tutela del paesaggio e del territorio resta imprescindibile, ma, come ricordato da Italia Solare, non può tradursi in un freno alla più competitiva e disponibile fonte energetica oggi a disposizione del Paese: il fotovoltaico.

FREE ha sintetizzato così la posizione del comparto: regole stabili, trasparenti e proporzionate sono indispensabili per sostenere imprese, investitori e territori, evitando che un quadro normativo frammentato si traduca in ritardi strutturali, ricorsi e investimenti bloccati.

FAQ criticità del DL 175/2025 e richieste del settore rinnovabili

Perché il DL 175/2025 sta generando preoccupazione tra gli operatori del fotovoltaico?

Le associazioni del settore ritengono che il decreto introduca nuove restrizioni e una forte incertezza normativa, senza prevedere un regime transitorio per i progetti già avviati. Il rischio è quello di rallentare investimenti in corso, bloccare le autorizzazioni e mettere in difficoltà imprese che hanno pianificato interventi sulla base delle regole previgenti.

Quali sono le principali criticità legate alle aree idonee?

Il decreto riduce in modo significativo le superfici qualificabili come idonee per gli impianti rinnovabili, confermando il divieto generalizzato del fotovoltaico a terra su suolo agricolo e restringendo la possibilità di realizzare impianti vicino ai consumi industriali. Vincoli ulteriori riguardano le fasce di rispetto dai beni paesaggistici, che in alcune regioni potrebbero rendere quasi impossibile individuare nuove aree autorizzabili.

Che cosa non funziona nella disciplina della Transizione 5.0?

Le imprese stanno incontrando ritardi nelle connessioni alla rete, difficoltà nella gestione delle scadenze e problemi legati all’esaurimento delle risorse. La sequenza di proroghe e comunicazioni tardive ha complicato il caricamento delle pratiche, generando effetti retroattivi su progetti già avviati. Il settore chiede una proroga adeguata, controlli più flessibili e un confronto tecnico stabile nella definizione della nuova misura.

Perché le opere di connessione rappresentano un punto critico?

Il DL 175/2025 consente le semplificazioni autorizzative solo se anche i cavidotti di connessione ricadono in aree idonee, una condizione che gli operatori definiscono irrealistica poiché i punti di allaccio non vengono scelti dagli sviluppatori, ma dai gestori di rete. Le associazioni chiedono di ripristinare la disciplina previgente, che semplificava le infrastrutture interrate indipendentemente dalla loro collocazione.

Quali rischi comporta la mancanza di un regime transitorio?

Senza un transitorio chiaro, centinaia di progetti già presentati rischiano di dover essere valutati con criteri diversi da quelli vigenti al momento della loro presentazione. Questo può portare al blocco dei procedimenti, alla necessità di ripresentare istanze e a un aumento dei contenziosi, con inevitabili rallentamenti per gli investimenti.

Che cosa chiedono Italia Solare e Coordinamento FREE al Parlamento?

Le associazioni richiedono correttivi immediati per garantire certezza del diritto e continuità operativa.

Tra le richieste:

  • proroghe adeguate per Transizione 5.0
  • reintroduzione della solar belt per gli impianti vicino ai consumi industriali
  • superamento del divieto generalizzato di FV agricolo, con criteri basati sull’effettiva vocazione dei terreni
  • fasce di rispetto più flessibili e coerenti con il D.Lgs. 199/2021
  • semplificazioni applicabili anche alle opere di connessione
  • inserimento della riforma delle connessioni nella legge di conversione

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