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A cura di: Raffaella Capritti Indice degli argomenti Toggle Quanto ha già fatto risparmiare il fotovoltaico dall’inizio della guerraPerché accumulo e flessibilità fanno la differenzaStorage, peak shaving e gestione dei carichiIl valore atteso nel 2026 e fino al 2030Imprese, PPA, autoconsumo e nuovi risparmi energeticiFAQ fotovoltaico, batterie e sicurezza energeticaQuanto ha risparmiato l’Europa grazie al fotovoltaico dall’inizio della guerra?Perché il fotovoltaico riduce la dipendenza dal gas?Qual è il ruolo dei sistemi di accumulo nel contenere i prezzi dell’energia?Quanto può risparmiare un’impresa con fotovoltaico e storage?I PPA sono uno strumento efficace per le imprese energivore? Nell’attuale fase geopolitica, segnata da nuove tensioni, conflitti e da una rinnovata pressione sui mercati energetici, il fotovoltaico, oltre che tecnologia per la decarbonizzazione e leva per la transizione energetica, si conferma anche come uno strumento di sicurezza economica ed energetica. E’ quanto emerge dal Report “Solar & Storage for EU Energy Security – How Solar Cuts Gas Costs and Boosts Resilience”, pubblicato da SolarPower Europe, che quantifica in modo diretto il valore economico della generazione fotovoltaica e dei sistemi di accumulo nel ridurre la dipendenza europea dai combustibili fossili importati. Il documento parte da un contesto molto preciso: a inizio marzo 2026 i prezzi del gas in Europa hanno superato i 50 euro/MWh, registrando un incremento del 50% rispetto all’anno precedente e praticamente raddoppiando rispetto al mese prima. Nello stesso periodo i prezzi del petrolio sono saliti del 27%. SolarPower Europe segnala inoltre che i primi 10 giorni di guerra hanno già comportato per l’Unione europea un extracosto di 3 miliardi di euro nelle importazioni di combustibili fossili, saliti a 6 miliardi di euro dopo 16 giorni. In questo scenario, il fotovoltaico rappresenta una componente capace di attenuare gli effetti della volatilità del gas sui prezzi dell’elettricità. Quanto ha già fatto risparmiare il fotovoltaico dall’inizio della guerra Secondo il Report nelle prime 2 settimane e mezzo di guerra, il solare installato nell’UE ha generato circa 19,9 TWh di elettricità. Se questa produzione non fosse stata disponibile e fosse stata sostituita da centrali a gas, il costo addizionale delle importazioni fossili sarebbe stato pari a 1,9 miliardi di euro. Un dato che fa comprendere il ruolo economico del fotovoltaico. Il report spiega infatti che, a fronte di 6 miliardi di euro di maggiori importazioni fossili sostenute dall’UE dall’inizio della guerra, senza la generazione solare il conto sarebbe salito a 7,9 miliardi di euro, cioè a un livello più alto del 32%. Non si tratta quindi soltanto di energia rinnovabile che sostituisce energia fossile, ma di una forma di protezione del sistema europeo contro shock esterni che incidono direttamente sul costo delle importazioni. Il dato giornaliero ci dice che tra il 1° e il 17 marzo, i sistemi fotovoltaici installati nell’Unione europea hanno evitato in media oltre 110 milioni di euro al giorno di importazioni di gas, e nello stesso periodo il solare ha ridotto del 32% la bolletta complessiva delle importazioni di gas. Inoltre i risparmi cumulati nel periodo compreso tra il 1° e il 31 marzo hanno raggiunto 3,76 miliardi di euro. Senza il fotovoltaico, il costo extra delle importazioni fossili dell’UE sarebbe stato del 32% più alto Il report sottolinea anche un aspetto strutturale del mercato elettrico europeo: quando la produzione da solare è elevata, l’energia nelle ore centrali della giornata tende a essere meno costosa; al contrario, nelle prime ore del mattino e soprattutto nelle ore serali, quando domanda elevata e bassa disponibilità di rinnovabili si incontrano, tornano a determinare il prezzo le centrali a gas e a carbone. In Germania, come rileva SolarPower Europe facendo riferimento ai dati ENTSO-E, in alcune ore serali il prezzo dell’elettricità sul mercato all’ingrosso è arrivato a circa 250 euro/MWh, con valori oltre cinque volte superiori a quelli di mezzogiorno. Perché accumulo e flessibilità fanno la differenza Proprio per questo, una parte centrale dell’analisi è dedicata a storage e flexibility, considerati indispensabili per trasformare il vantaggio del fotovoltaico in un beneficio di sistema più stabile e diffuso. Secondo SolarPower Europe, le soluzioni di flessibilità riducono le ore in cui è il gas a determinare il prezzo dell’elettricità nel meccanismo del merit order*, perché consentono di rendere disponibile l’energia solare anche nelle fasce di maggiore fabbisogno e di smussare i picchi di domanda. Storage, peak shaving e gestione dei carichi Sul piano tecnico, i sistemi di accumulo elettrochimico e le altre soluzioni di flessibilità permettono di sfruttare meglio l’energia solare prodotta nelle ore più convenienti, ridurre i picchi di prelievo dalla rete e distribuire i consumi in modo più efficiente nel corso della giornata. In questo modo si rafforza l’equilibrio tra produzione e domanda, si riduce l’esposizione del mercato elettrico alle oscillazioni del combustibile che determina il prezzo marginale e si migliora la resilienza complessiva del sistema energetico. Il report richiama un’analisi di Aurora Energy Research da cui emerge che Spagna e Regno Unito, potendo contare su batterie, impianti idroelettrici e maggiori risorse di flessibilità, sono riusciti a limitare meglio l’impatto del rincaro dei combustibili fossili sui prezzi dell’elettricità. Diversa la situazione di Germania e Paesi Bassi che, essendo più esposti al gas, hanno registrato sul mercato elettrico prezzi giornalieri arrivati a circa il doppio rispetto a quelli osservati nei primi due Paesi. Il valore atteso nel 2026 e fino al 2030 Guardando all’intero 2026, SolarPower Europe stima che il fotovoltaico europeo genererà circa 415 TWh. Se questa energia dovesse essere prodotta da impianti a gas, il costo corrispondente delle importazioni sarebbe pari a 34,6 miliardi di euro considerando i trend di prezzo del gas di metà marzo 2026. In caso di ulteriore aggravamento del conflitto e di tensioni più forti sulle supply chain, il conto potrebbe salire fino a 67,5 miliardi di euro. Fotovoltaico, nel 2026 fino a 67,5 miliardi di euro di gas evitato Il report aggiunge poi che un’accelerazione delle installazioni fotovoltaiche nel 2026 avrebbe effetti economici ulteriori. Se il mercato europeo seguisse lo High Scenario di SolarPower Europe, pari a 70 GW di nuove installazioni invece dei 61 GW dello scenario corrente, il risparmio aggiuntivo nelle importazioni fossili sarebbe di 719 milioni di euro. In uno scenario di ulteriore rialzo del gas fino a una media di 89 euro/MWh per il resto dell’anno, il beneficio salirebbe fino a 1,2 miliardi di euro. Secondo SolarPower Europe, tra il 2026 e il 2030 la generazione fotovoltaica nell’UE potrà evitare fino a 170 miliardi di euro di importazioni di gas, con risparmi annuali compresi tra 29 e 39 miliardi di euro. In un orizzonte temporale più ampio 2026-2030, la generazione solare eviterebbe 170 miliardi di euro di costi di importazione del gas, con una media annua di circa 34 miliardi di euro. Il report osserva che questa cifra corrisponde grosso modo al costo necessario per installare 34 GW di nuova capacità fotovoltaica, più della metà delle installazioni attese nel solo 2026. Imprese, PPA, autoconsumo e nuovi risparmi energetici Per quanto riguarda l’impatto su imprese e consumatori professionali, SolarPower Europe distingue tra grandi energivori e piccoli utenti business, evidenziando due traiettorie diverse ma complementari: da un lato i corporate PPA, dall’altro autoconsumo fotovoltaico e battery storage. Per i grandi consumatori, il report richiama il caso del gruppo siderurgico Salzgitter per mostrare come i contratti di acquisto di energia a lungo termine possano offrire una protezione efficace rispetto alla volatilità dei mercati spot. L’azienda ha sottoscritto nel 2024 quattro PPA per un totale di 370 GWh annui di energia solare. Assumendo un prezzo medio dei PPA in Germania di circa 45 euro/MWh, il report stima che questa fornitura sia risultata del 42% più conveniente rispetto al prezzo medio wholesale tedesco del 2024, con un risparmio annuo di 12 milioni di euro. Se i prezzi medi dell’elettricità aumentassero del 50% rispetto al 2024, il risparmio salirebbe a 26,5 milioni di euro; in uno scenario più estremo, assimilabile ai picchi del 2022, arriverebbe a 49 milioni di euro, pari a un vantaggio dell’81% rispetto al caso base 2024. Per le piccole imprese, il report propone invece il caso dell’azienda agricola lattiero-casearia Schindele, in Baviera. Il sito consuma circa 40 MWh/anno e ha installato un sistema composto da 100 kW di fotovoltaico, 67 kWh di accumulo e un inverter ibrido. Grazie a sistemi di smart energy management, accumulo notturno dell’energia in eccesso e riprogrammazione dei carichi energivori nelle ore di massima produzione, l’azienda copre in autonomia il 97% del proprio fabbisogno elettrico e ha ridotto i costi energetici del 79%, con risparmi annui superiori a 30.000 euro. Il report stima che, con un incremento del 20% dei prezzi retail nel 2026, il beneficio possa arrivare a 39.000 euro annui, e fino a 46.000 euro in caso di rincari del 40%. Il documento collega infine il tema del fotovoltaico a quello più ampio dell’elettrificazione dei consumi finali. Nel 2025, secondo SolarPower Europe, i veicoli elettrici a batteria hanno già evitato circa 2 miliardi di euro di importazioni petrolifere, mentre le pompe di calore hanno consentito di evitare circa 20 miliardi di euro di importazioni di gas. Nel periodo gennaio-aprile 2026, il report stima 1,1 miliardi di euro di risparmi grazie ai veicoli elettrici e 5,3 miliardi di euro grazie alle pompe di calore, per un totale superiore a 6 miliardi di euro. I numeri chiave del Report Indicatore Valore Orizzonte temporale Produzione FV UE dall’inizio della guerra 19,9 TWh Prime 2,5 settimane Import fossili evitati grazie al solare 1,9 miliardi € Prime 2,5 settimane Risparmio medio giornaliero di import di gas 111,7 milioni € 1-17 marzo 2026 Risparmi complessivi nel mese di marzo 3,76 miliardi € 1-31 marzo 2026 Extra import fossili sostenuti dall’UE 6 miliardi € Dopo 16 giorni Extra costo senza fotovoltaico 7,9 miliardi € Dopo 16 giorni Maggior costo senza solare +32% Dopo 16 giorni Produzione FV UE attesa 415 TWh 2026 Import di gas evitati dal FV 34,6 miliardi € 2026 Import evitati in scenario di forte rialzo gas 67,5 miliardi € 2026 Risparmio extra con 70 GW invece di 61 GW 719 milioni € 2026 Risparmio extra in scenario di gas a 89 €/MWh 1,2 miliardi € 2026 Import di gas evitati dal FV 170 miliardi € 2026-2030 Risparmio medio annuo 34 miliardi € 2026-2030 Risparmi da veicoli elettrici 1,1 miliardi € Gennaio-aprile 2026 Risparmi da pompe di calore 5,3 miliardi € Gennaio-aprile 2026 FAQ fotovoltaico, batterie e sicurezza energetica Quanto ha risparmiato l’Europa grazie al fotovoltaico dall’inizio della guerra? Secondo il report di SolarPower Europe, nelle prime 2 settimane e mezzo del conflitto il fotovoltaico installato nell’UE ha generato 19,9 TWh di elettricità, evitando circa 1,9 miliardi di euro di ulteriori importazioni fossili. Senza questa produzione, il conto energetico europeo sarebbe stato più alto del 32%. Perché il fotovoltaico riduce la dipendenza dal gas? Perché ogni MWh generato localmente da impianti solari riduce il fabbisogno di elettricità prodotta da centrali a gas e, di conseguenza, limita le importazioni di combustibili fossili. Il beneficio aumenta quando il prezzo del gas cresce, perché il valore economico dell’energia solare sostitutiva diventa più elevato. Qual è il ruolo dei sistemi di accumulo nel contenere i prezzi dell’energia? Le batterie e le altre risorse di flessibilità permettono di immagazzinare l’energia prodotta nelle ore centrali del giorno e di usarla nelle fasce con maggiore domanda, riducendo i picchi e il tempo in cui il gas determina il prezzo dell’elettricità. In questo modo si attenua la volatilità dei mercati e si migliora la resilienza del sistema. Quanto può risparmiare un’impresa con fotovoltaico e storage? Dipende dal profilo di consumo e dal grado di autoconsumo. Nel case study riportato da SolarPower Europe, una piccola azienda agricola tedesca con impianto da 100 kW e batteria da 67 kWh copre il 97% del proprio fabbisogno elettrico e riduce i costi del 79%, con risparmi superiori a 30.000 euro l’anno, che possono crescere in caso di aumento dei prezzi retail. I PPA sono uno strumento efficace per le imprese energivore? Sì. Il report mostra che, per un grande consumatore industriale come Salzgitter, i contratti PPA solari possono garantire prezzi più stabili e significativamente inferiori rispetto al mercato all’ingrosso, con risparmi che, a seconda dello scenario di prezzo, possono arrivare fino a 49 milioni di euro annui. *Il merit order è il criterio con cui il mercato elettrico forma il prezzo dell’energia, chiamando a produrre prima gli impianti con costi più bassi e poi quelli più costosi, fino a coprire la domanda. Quando per soddisfare il fabbisogno serve anche una centrale a gas, è spesso proprio quest’ultima a determinare il prezzo finale dell’elettricità. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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