Giornata Internazionale della Luce: illuminare il futuro con efficienza e per il benessere 15/05/2026
Efficienza energetica in Italia: 53-62 miliardi investiti nel 2025, ma senza stabilità normativa il 2030 resta lontano 14/05/2026
Nature-based Solutions: perché sono essenziali per costruire la resilienza climatica dell’Europa 04/06/2026
Riqualificazione energetica dei condomini: a Milano le torri Ca’ Granda passano dalla classe F alla C 03/06/2026
Impianto termico o di climatizzazione (invernale/estiva): tipologie, caratteristiche e componenti 28/05/2026
A cura di: Erika Bonelli Il mercato europeo delle pompe di calore mostra segnali di ripartenza, ma con velocità molto diverse tra i Paesi. Dopo una fase di rallentamento legata all’incertezza degli incentivi, ai costi di installazione e al rapporto tra prezzo dell’elettricità e del gas, la tecnologia torna al centro delle strategie per l’elettrificazione del calore, la riduzione dei consumi fossili e la riqualificazione energetica degli edifici. Secondo i dati preliminari dell’European Heat Pump Association, nel 2025 le vendite di pompe di calore residenziali nei 16 Paesi europei monitorati sono cresciute dell’8% circarispetto al 2024, passando da 2,38 a circa 2,62 milioni di unità vendute. Lo stock installato complessivo raggiunge così circa 28 milioni di pompe di calore in Europa. Il quadro rilanciato da CNA Milano, in collaborazione con CNA Nazionale, evidenzia però un divario ancora molto marcato: la Norvegia guida con 662 pompe di calore ogni 1.000 abitazioni, seguita da Finlandia, Svezia e Danimarca, mentre l’Italia si ferma a 184 unità ogni 1.000 abitazioni. Un dato che conferma come la tecnologia sia ormai matura, ma non ancora pienamente integrata nel mercato italiano della climatizzazione e del riscaldamento efficiente. L’Europa accelera sulle pompe di calore, ma il mercato resta disomogeneo La diffusione delle pompe di calore in Europa non dipende soltanto dal clima. I dati dei Paesi nordici dimostrano che questi sistemi possono operare anche in contesti caratterizzati da temperature rigide, purché siano correttamente dimensionati, installati e regolati. La variabile determinante non è quindi la temperatura esterna in sé, ma la qualità del progetto impiantistico, la coerenza con l’involucro edilizio e la capacità del sistema di lavorare a temperature di mandata compatibili con l’efficienza della macchina. Nei Paesi più avanzati, le pompe di calore sono entrate stabilmente nel mix tecnologico dell’edilizia residenziale grazie a politiche coerenti, schemi di supporto più prevedibili e una maggiore disponibilità di installatori qualificati. EHPA collega la crescita del 2025 anche alla stabilizzazione degli incentivi in diversi mercati e ad alcune misure sui costi dell’energia elettrica, elementi che rendono la pompa di calore più competitiva rispetto alle caldaie alimentate da combustibili fossili. L’Italia si colloca in una posizione intermedia. Con 184 pompe di calore ogni 1.000 abitazioni, il Paese supera realtà come Germania (con sole 63 pompe di calore) e Regno Unito (24 PdC), ma resta distante da Norvegia, Finlandia e Svezia. Anche il dato sulle vendite annuali per 1.000 abitazioni conferma questa distanza: secondo CNA, l’Italia registra 16,3 unità, in linea con Francia e Paesi Bassi, ma ancora lontana dai valori dei Paesi nordici. Il peso del rapporto tra elettricità e gas Uno degli aspetti più rilevanti per la competitività economica delle pompe di calore è il rapporto tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas. La tecnologia è particolarmente vantaggiosa quando l’elettricità costa meno di 1,5 volte il gas; al contrario, quando il rapporto supera 3,5 volte, il beneficio economico percepito dall’utente finale tende a ridursi sensibilmente. Questo elemento è decisivo nella scelta delle famiglie e delle imprese, perché la pompa di calore non viene valutata solo come tecnologia efficiente, ma come investimento complessivo: costo iniziale, consumi, manutenzione, comfort, eventuale integrazione con fotovoltaico e sistemi di accumulo, stabilità delle tariffe energetiche e accesso agli incentivi. La Commissione europea conferma che il mercato delle pompe di calore è cresciuto nell’ultimo decennio, ma che il ritmo dovrebbe aumentare. Tra i fattori che hanno frenato l’adozione vengono indicati prezzi dell’elettricità elevati, iter d’acquisto complessi, carenza di installatori, tempi lunghi, costi di installazione e instabilità dei meccanismi di finanziamento. Competenze, progettazione e filiera: cosa serve per colmare il divario italiano Il tema non è solo tecnologico. Le pompe di calore richiedono una cultura impiantistica diversa rispetto alla caldaia tradizionale. L’efficienza reale dipende dalla progettazione del sistema, dalla temperatura di mandata, dalla qualità della regolazione, dal corretto dimensionamento della macchina, dalla compatibilità con i terminali di emissione e dal comportamento dell’utente. CNA Milano e CNA Nazionale insistono proprio su questo punto, rilanciando un programma nazionale dedicato alla formazione degli installatori e all’accompagnamento delle imprese. Il progetto coinvolge tre poli formativi: l’Accademia degli Impiantisti di Busto Arsizio, l’Accademia di Forlì e quella di Roma. La nuova edizione prevede eventi e webinar tecnici gratuiti, oltre a un percorso pratico in presenza per 60 installatori che potranno accedere a corsi fisici avanzati. Come sottolinea Diego Prati, Responsabile Nazionale CNA Installazione Impianti, “le pompe di calore funzionano se progettate, installate e gestite correttamente, soprattutto in condizioni estreme”. Il punto, quindi, non è introdurre nuovi appesantimenti burocratici, ma rafforzare competenze operative, capacità di diagnosi e qualità dell’esecuzione. Il ruolo della direttiva EPBD e della decarbonizzazione degli edifici Il tema delle pompe di calore si inserisce nel più ampio percorso europeo di decarbonizzazione del patrimonio edilizio. La nuova Direttiva EPBD 2024/1275 sulla prestazione energetica nell’edilizia è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 29 maggio 2026. L’obiettivo è accompagnare il settore verso un parco immobiliare pienamente decarbonizzato al 2050, intervenendo su involucro, sistemi tecnici, rinnovabili e strumenti informativi per la riqualificazione. Il peso del settore è rilevante: secondo la Commissione europea, circa il 40% dell’energia consumata nell’UE è utilizzata negli edifici, mentre circa il 50% del consumo europeo di gas è attribuibile agli edifici. Inoltre, negli usi domestici, riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria rappresentano circa l’80% dell’energia impiegata. In questo scenario, le pompe di calore possono contribuire alla riduzione della domanda di gas e all’integrazione tra edificio, rete elettrica e fonti rinnovabili. Tuttavia, la loro efficacia dipende dalla capacità di superare un approccio puramente sostitutivo: non basta rimuovere una caldaia e installare una nuova macchina. Serve una valutazione dell’edificio, dei fabbisogni, dei terminali, delle dispersioni, delle temperature di esercizio e della gestione dell’impianto. Per l’Italia, il potenziale è significativo, soprattutto nel residenziale esistente, nel terziario e nelle imprese che vogliono ridurre l’esposizione alla volatilità del gas. Ma il passaggio richiede una filiera più preparata, informazione tecnica più chiara per i committenti e politiche capaci di rendere l’investimento leggibile, stabile e conveniente nel tempo. In altre parole, la crescita delle pompe di calore non dipenderà solo dal numero di macchine vendute, ma dalla qualità degli impianti realizzati e dalla fiducia che il mercato saprà costruire intorno all’elettrificazione del calore. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
20/04/2026 Nuove regole per gli impianti geotermici negli edifici: cosa cambia con il decreto 2 aprile 2026 Decreto 2 aprile 2026: attività libera, PAS, soglie, prescrizioni tecniche e registro per gli impianti geotermici ...
20/02/2026 Riscaldamento a biomassa: tra caro energia e transizione ambientale cresce l’interesse delle famiglie italiane A cura di: Stefania Manfrin Indagine Nomisma in vista di Progetto Fuoco: diffusione, incentivi e prospettive del riscaldamento a biomassa in ...
22/12/2025 Pompe di calore, il nodo dei costi energetici frena l’elettrificazione del riscaldamento A cura di: Stefania Manfrin Un report di Ember analizza come il costo dell’elettricità freni la diffusione delle pompe di calore ...
05/12/2025 Caldaie a gas oltre il 2029? La nuova bozza Ecodesign cambia rotta e rimette tutto nelle mani degli Stati A cura di: Raffaella Capritti La bozza Ecodesign UE conferma le caldaie a gas oltre il 2029 e introduce nuove soglie ...
25/11/2025 Promozione teleriscaldamento efficiente in Piemonte: cosa prevede il bando dedicato alle imprese A cura di: Adele di Carlo Regione Piemonte promuove un bando per il teleriscaldamento efficiente: a chi è rivolto e vantaggi a ...
21/10/2025 Heat Pump Day 2025: l’Europa celebra le pompe di calore, indispensabili per la transizione A cura di: Raffaella Capritti Il 21 ottobre è l'Heat Pump Day: giornata promossa dall’EHP dedicata alle pompe di calore e ...
25/02/2025 Heat Pump Technologies 2025: il ruolo delle pompe di calore per la transizione energetica A cura di: Raffaella Capritti Heat Pump Technologies a Milano il 2 e 3 aprile 2025: evento internazionale dedicato alle pompe ...
01/12/2021 Efficienza energetica e tecnologia: un cuore italiano per il riscaldamento Il legame tra efficienza energetica e tecnologia è sempre più forte per ridurre i consumi residenziali ...
16/06/2021 The Smarter E 2021 proclama i suoi finalisti Sono stati annunciati i prodotti che si sono aggiudicati la finale e che competeranno per il ...
27/04/2021 Mercato degli impianti: quali sono gli ultimi trend e quali saranno i futuri sviluppi? A cura di: Silvia Giacometti Impianti e climatizzazione: gli ultimi aggiornamenti di mercato dagli studi di Assoclima e CRESME.