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A cura di: Laura Murgia Indice degli argomenti Toggle Intervista a Giuliano Orzan, Country Manager Italy di SolarEdgeIntersolar 2026 segna il ventennale di SolarEdge, dal lancio del primo ottimizzatore di potenza fino all’attuale offerta integrata. Quale considera il punto di svolta più significativo di questi vent’anni, e in che direzione sta andando ora l’azienda?Parlando delle novità Nexis trifase e monofase: il trifase è stato lanciato in Germania con ordini record, mentre il monofase debutta proprio qui a Intersolar in vista dei prossimi lanci europei. Cosa ha determinato il successo del trifase e in cosa si differenzia il monofase, in termini di modularità e funzionalità, pensando in particolare al mercato italiano?In merito all’intelligenza artificiale: il nuovo assistente AI integrato in mySolarEdge analizza tariffe, produzione, batteria, ricarica EV e abitudini di consumo per ottimizzare automaticamente la gestione energetica domestica. Come funziona concretamente, quanto controllo resta nelle mani dell’utente e quali risultati in termini di ROI vi aspettate di poter dimostrare?Il concetto MultiRange per semplificare la value chain. Il MultiRange consolida più classi di potenza in pochi codici prodotto, con la potenza configurata dall’installatore in fase di commissioning. Cosa significa questo cambiamento in termini concreti per la logistica e il magazzino di distributori e installatori?Riguardo ai sistemi di accumulo commerciale, la CSSOD da 197 kWh, lanciata di recente in Italia, sta registrando un forte interesse nelle installazioni di medie e grandi dimensioni. Quali applicazioni stanno guidando maggiormente la domanda nel mercato italiano, e in che contesti la nuova funzionalità di backup diventa un fattore decisivo per i clienti commerciali?Per il segmento commerciale e industriale la piattaforma SolarEdge One per C&I costituisce uno dei focus di quest’anno. Come si integra con l’hardware SolarEdge esistente e quali benefici misurabili offre a un cliente C&I rispetto a una gestione energetica non centralizzata?Quali soluzioni considerate prioritarie per il mercato italiano nei prossimi mesi? E quali sono le principali sfide — normative, di mercato o di filiera — che SolarEdge sta affrontando in Italia? Intervista a Giuliano Orzan, Country Manager Italy di SolarEdge Intersolar 2026 segna il ventennale di SolarEdge, dal lancio del primo ottimizzatore di potenza fino all’attuale offerta integrata. Quale considera il punto di svolta più significativo di questi vent’anni, e in che direzione sta andando ora l’azienda? Vent’anni fa i fondatori di SolarEdge si sono posti una domanda: era possibile creare un fotovoltaico più intelligente, più smart? L’intuizione è stata quella di applicare la logica dell’elettronica di potenza al singolo modulo fotovoltaico, rendendolo un modulo intelligente e cambiando completamente il paradigma tecnologico del settore. In vent’anni, la convinzione di questa filosofia è stata l’elemento più importante, perché in un mercato che continuava a proporre inverter di stringa, SolarEdge ha sempre mantenuto costante la sua visione dell’ottimizzazione a livello di modulo, tanto che è stato il mercato stesso a riconoscerne il valore strategico e a cercare di proporre soluzioni simili. Mantenendo questa linea strategica e filosofica, SolarEdge ha creato un punto di riferimento. Gli step fondamentali, a mio avviso, sono stati il passaggio allo storage, con le soluzioni di accumulo che hanno portato a una prima integrazione tra inverter, ottimizzatori e impianti fotovoltaici, e soprattutto il passaggio da soluzioni hardware a ecosistemi integrati. Questo è il cambiamento più profondo, e SolarEdge lo ha anticipato: oggi il concetto di ecosistema integrato, dove accumulo, produzione e gestione dell’energia convivono in modo sinergico, è diventato un elemento comune del mercato, ma è una visione che in SolarEdge viene da lontano. Parlando delle novità Nexis trifase e monofase: il trifase è stato lanciato in Germania con ordini record, mentre il monofase debutta proprio qui a Intersolar in vista dei prossimi lanci europei. Cosa ha determinato il successo del trifase e in cosa si differenzia il monofase, in termini di modularità e funzionalità, pensando in particolare al mercato italiano? Nexis è uno dei prodotti più importanti degli ultimi anni, perché segna il paradigma futuro della gestione dell’energia: un concetto completamente nuovo. Prevede un unico codice prodotto in grado di gestire potenze diverse, con una declinazione trifase — lanciata in Germania nel secondo trimestre di quest’anno con ottimi risultati — e una monofase. Il trifase copre una gamma dagli 8 ai 20 kW con potenze selezionabili in base alle esigenze, massima efficienza accoppiata agli ottimizzatori di potenza e un sovradimensionamento massimo del 200%, che consente impianti più flessibili e di maggiori dimensioni. L’elemento centrale è però la batteria: modulare, con energy block da 5 kWh combinabili fino a un massimo di 80 kWh, è la stessa sia per monofase che per trifase, un ulteriore fattore di semplificazione. Dispone di un sistema di ottimizzazione DC/DC che massimizza l’efficienza di ricarica di ogni singolo blocco, evitando le disomogeneità interne. La potenza di scarica è di 3,5 kW per una capacità di 5 kWh, con la possibilità di garantire un backup effettivo fino a 20 kW, sufficiente a gestire un’abitazione anche in caso di blackout. Il design è essenziale e robusto, con struttura in alluminio studiata per la durabilità. Per il monofase, il segmento di maggior interesse per il mercato italiano, è prevista un’installazione all-in-one con battery block, energy link e inverter montato a completamento della colonna di batterie. La gamma va dai 2,2 ai 6 kW, con la possibilità di certificazione fino a 10 kW per conformità alla norma CEI 021. L’Energy Block da 55 kg è facilmente trasportabile e grazie alla Single Link Architecture i blocchi sono impilabili con collegamento automatico, senza necessità di cablaggio tra le unità: una semplificazione significativa sul fronte dell’installazione, con tempi ridotti e montaggio più rapido. Per il mercato italiano il lancio è previsto per il primo trimestre del 2027. In merito all’intelligenza artificiale: il nuovo assistente AI integrato in mySolarEdge analizza tariffe, produzione, batteria, ricarica EV e abitudini di consumo per ottimizzare automaticamente la gestione energetica domestica. Come funziona concretamente, quanto controllo resta nelle mani dell’utente e quali risultati in termini di ROI vi aspettate di poter dimostrare? Un ecosistema integrato deve essere semplice da utilizzare e gestire. Si dispone dei dati di produzione, dei dati di consumo, di una previsione dell’andamento climatico. A questi si aggiunge un elemento strategico: la tariffa energetica. Abbiamo sempre ragionato in un mondo con tariffe flat, biorarie o monorarie, ma lo scenario sta cambiando: grazie al mercato del giorno prima, è possibile conoscere già l’andamento delle successive 24 ore. Diventa quindi fondamentale una gestione che non si limiti alla massimizzazione dell’autoconsumo, ma permetta di ottimizzare il rendimento complessivo: prelevare energia quando il costo è molto basso e immetterla in rete quando il costo è più alto, trasformando la gestione energetica in una vera strategia di ritorno economico sull’investimento. Per orchestrare tutte queste funzionalità — integrazione della pompa di calore, ricarica dell’auto elettrica, gestione dello storage — occorrono strategie adattive che tengano conto delle esigenze dell’utente e delle condizioni di accumulo e produzione in tempo reale. È qui che entra in gioco SERA, l’AI Agent che apprende dalle abitudini dell’utente e definisce autonomamente le strategie di gestione più efficienti, mantenendo però il controllo finale nelle mani di chi abita la casa. Con Nexis stimiamo un risparmio di circa 5.000 euro all’anno, a cui SERA aggiunge ulteriori 1.000 euro: un ritorno sull’investimento significativo, proiettato su un orizzonte ventennale. SERA non sarà l’unica applicazione dell’intelligenza artificiale nell’ecosistema SolarEdge: sono previsti agenti dedicati anche al service, capaci di gestire le richieste in modo avanzato tramite controllo vocale e interazione diretta con gli utenti, ben oltre le funzionalità di un tradizionale sistema di assistenza automatizzata. Il concetto MultiRange per semplificare la value chain. Il MultiRange consolida più classi di potenza in pochi codici prodotto, con la potenza configurata dall’installatore in fase di commissioning. Cosa significa questo cambiamento in termini concreti per la logistica e il magazzino di distributori e installatori? È un principio che abbiamo già introdotto con Nexis, ma che vale anche per la linea attuale: abbiamo ridotto sensibilmente il numero di codici a magazzino. Il monofase è già oggi progettato su un unico codice prodotto, la linea di inverter commerciali dai 20 ai 33 kW è stata assorbita da un unico codice, e per i prodotti commerciali come il Synergy lavoriamo su due sole linee: il 50/66 e il 90/100. Le ricadute pratiche sono significative a tutti i livelli della filiera. Per i distributori si traduce in meno codici in spedizione, in magazzino e nelle previsioni d’ordine. Per l’installatore che pianifica le installazioni di una settimana o di un mese, non è più necessario ordinare in base alla taglia dell’impianto: quattro codici a magazzino sono sufficienti per coprire l’intera gamma. Anche la gestione del service ne beneficia direttamente, perché per ogni intervento su un monofase si spedisce un unico codice, indipendentemente dalla potenza dell’impianto. Il risultato è un’estrema semplificazione dei processi operativi, dalla previsione degli ordini alla gestione dei resi. Riguardo ai sistemi di accumulo commerciale, la CSSOD da 197 kWh, lanciata di recente in Italia, sta registrando un forte interesse nelle installazioni di medie e grandi dimensioni. Quali applicazioni stanno guidando maggiormente la domanda nel mercato italiano, e in che contesti la nuova funzionalità di backup diventa un fattore decisivo per i clienti commerciali? L’Italia è stato il primo paese europeo a lanciare il prodotto, nel 2024, grazie al bando PAC per il solare, che ha dato avvio al segmento. Abbiamo colto quell’occasione presentando in anteprima europea a Rimini 2024 la CSSOD 102.4, costruendo da quel momento un segmento di mercato solido: la domanda è stata significativa, alimentata anche da Industria 5.0, che ha generato un elevato numero di richieste legate all’efficienza energetica. Il lancio della versione da 197 kWh, avvenuto in primavera, sta producendo i primi riscontri concreti a partire da questo trimestre. Le applicazioni sono molteplici: oltre all’aumento dell’autoconsumo nell’ambito dei bandi, la batteria risponde a esigenze di peak shaving, supporto a clienti business con picchi di potenza specifici e riduzione dell’assorbimento da rete. A Intersolar presentiamo il Dynamic Time of Use, che consente di gestire l’energia in funzione della tariffa oraria e di definire strategie di ottimizzazione economica attraverso SolarEdge One per C&I. Presentiamo inoltre un tool per valutare l’impatto dell’aggiunta di batterie su impianti esistenti: un’analisi che offriamo ai nostri partner per identificare, impianto per impianto, i margini di miglioramento dell’autoconsumo nel loro portfolio. La CSSOD 197, che andrà a sostituire la 102.4, sarà disponibile con inverter da 30 e 50 kW e introdurrà una linea di backup dedicata: una funzionalità sempre più richiesta in contesti produttivi dove determinati carichi non possono essere interrotti, garantendo la continuità operativa anche in caso di assenza di tensione di rete. Per il segmento commerciale e industriale la piattaforma SolarEdge One per C&I costituisce uno dei focus di quest’anno. Come si integra con l’hardware SolarEdge esistente e quali benefici misurabili offre a un cliente C&I rispetto a una gestione energetica non centralizzata? SolarEdge One per C&I declina lo stesso concetto di ecosistema integrato del residenziale anche al segmento commerciale e industriale, adattandolo alle esigenze specifiche degli investitori business. In questo contesto la batteria commerciale CSSOD è un elemento sostanziale, così come la gestione intelligente dei carichi: in ambito C&I si possono avere contemporaneamente produzione da fotovoltaico, accumulo commerciale e flotte di veicoli elettrici da ricaricare, variabili che richiedono un coordinamento preciso per essere valorizzate al meglio. SolarEdge One per C&I esegue analisi continuative, valuta le esigenze dell’investitore e definisce strategie energetiche dedicate che non si limitano alla massimizzazione dell’autoconsumo, ma aprono scenari più articolati: dalla gestione in funzione dei prezzi zonali dell’energia fino all’ottimizzazione economica in tempo reale, integrando produzione, storage e consumi in un unico ecosistema controllato. Quali soluzioni considerate prioritarie per il mercato italiano nei prossimi mesi? E quali sono le principali sfide — normative, di mercato o di filiera — che SolarEdge sta affrontando in Italia? Il mercato italiano è tra i più interessanti in Europa, secondo o terzo per importanza nel continente, e i dati del primo trimestre confermano la tendenza a superare i 6 GW di installato. Quello che osserviamo è un cambiamento nelle proporzioni: veniamo da un periodo di forte incentivazione del residenziale, con percentuali attorno al 30-40%, ma questo dato sta scendendo in modo sostanziale. Il residenziale si attesta intorno ai 100 MW al mese, per un totale atteso superiore al gigawatt: un segmento in calo anno su anno, ma comunque strategico, perché concentra la quasi totalità delle soluzioni storage e la combinazione 6+3 kWh si è ormai affermata come standard di mercato. Il segmento dai 6 ai 20 kW è molto interessante: vale 70 MW al mese contro i 30 del monofase, con una percentuale di storage superiore e margini di crescita rilevanti. Dal 20 kW al megawatt c’è invece un mercato in espansione, dove tornerà con forza crescente il tema della sicurezza, intesa sia come affidabilità dell’impianto che come cybersecurity. L’inverter non è solo connesso alla rete elettrica, ma anche a un cloud, e come ogni dispositivo connesso rappresenta un potenziale punto di accesso. L’energia è un settore strategico per qualsiasi nazione, e l’Unione Europea sta ponendo attenzione crescente su questo fronte. SolarEdge progetta i propri dispositivi con la sicurezza cibernetica come criterio fondante: i server sono localizzati in Germania, paese con le normative più severe sulla gestione dei dati, e abbiamo già ottenuto le principali certificazioni europee in materia. Il WDE stesso ha certificato SolarEdge con un report che attesta sia le prestazioni energetiche che il livello di sicurezza cibernetica dei prodotti. Sul segmento utility scale oltre i 10 MW lavoriamo con il Synergy e con le soluzioni già consolidate nel CNI, in attesa di valutare l’impatto del Regolamento europeo che ha escluso i produttori di inverter di determinati paesi. Quasi il 65% del mercato è oggi gestito da quei produttori: ci aspettiamo che nei prossimi mesi i legislatori europei recepiscano il regolamento nelle normative nazionali, rendendo obbligatorio l’adeguamento. SolarEdge è attiva nell’associazione dei produttori di inverter occidentali e sta lavorando per sensibilizzare installatori e operatori di mercato su questa esigenza, pronta a rispondere con le proprie soluzioni. Le prospettive per i prossimi anni in Italia rimangono decisamente positive. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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