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Indice degli argomenti Toggle L’innovazione che accelera: i nuovi record di efficienzaIl sole che cura: Stella Juva, la prima ambulanza a energia solareIn Italia: agrivoltaico e nuove frontiere del solareOltre il pannello: quando il solare incontra la ricerca Il fotovoltaico è entrato stabilmente nel cuore del sistema elettrico europeo. Secondo l’analisi del think tank Ember, a giugno 2026 il solare ha generato un record di 52 TWh, coprendo il 25% dell’elettricità dell’Unione europea e diventando, per la prima volta in un intero mese, la principale fonte di generazione del continente, davanti a nucleare (21%), gas (15%), eolico (14%), idroelettrico (12%) e carbone (8%). È accaduto soltanto altre due volte in precedenza, a giugno 2025 e maggio 2026, ma mai con questi numeri. A trainare la crescita è il ritmo delle installazioni, con 65,1 GW di nuova capacità aggiunta nella sola UE nel 2025, e una diffusione ormai capillare: nel 2026 diciotto Paesi hanno stabilito un nuovo primato mensile per la quota di elettricità da solare, e la Spagna ha superato per la prima volta un terzo del proprio mix (34%). Per una volta vi proponiamo un po’ di belle notizie di questi mesi, che spaziano dai laboratori di ricerca ai progetti a forte valore sociale. L’innovazione che accelera: i nuovi record di efficienza Il primo fronte è quello dell’efficienza di conversione, dove la tecnologia tandem continua a segnare nuovi record. Il 14 luglio 2026 LONGi ha annunciato un nuovo record mondiale per le celle tandem in silicio cristallino e perovskite, che hanno raggiunto un’efficienza di conversione del 35,5% certificata dall’European Solar Test Installation (ESTI). Fonte LONGi Si tratta dell’ultimo dato di una progressione rapidissima: in meno di tre anni l’azienda è passata dal 33,9% di fine 2023 al 35,5% attuale (va precisato, però, che il 35,5% si riferisce a un dispositivo di laboratorio certificato e non a un modulo commerciale), avvicinandosi al limite teorico del 43% proprio delle celle a doppia giunzione, ben oltre il tetto del 33,7% (limite di Shockley-Queisser) delle celle a giunzione singola. Sono incrementi che si traducono in più energia a parità di superficie, produzione più costante e tempi di ritorno dell’investimento più brevi. Non è l’unico primato del semestre. Un gruppo dell’Accademia cinese delle scienze ha portato il tandem perovskite-organico al 28,04%, superando il precedente record del 2022 e aprendo prospettive interessanti per moduli sottili e flessibili, in cui uno strato di perovskite ad ampia banda proibita (bandgap)* lavora in sinergia con una sottocella organica. Un team formato da ricercatori del centro CHOSE dell’Università di Roma Tor Vergata, del Laboratorio Tecnologie Fotovoltaiche dell’ENEA e dell’Istituto Italiano di Tecnologia ha realizzato una cella tandem perovskite-silicio che, grazie all’impiego del grafene negli strati di trasporto degli elettroni, raggiunge un’efficienza superiore al 26%. Un risultato che conferma il ruolo dell’Italia come uno dei poli europei di riferimento per il fotovoltaico innovativo, come sottolineano gli stessi protagonisti della filiera nazionale della perovskite. Il sole che cura: Stella Juva, la prima ambulanza a energia solare Accanto ai record tecnologici, il 2026 porta un progetto che mostra un volto diverso della transizione: quello dell’impatto sociale. Il team studentesco Solar Team Eindhoven della TU Eindhoven, nei Paesi Bassi, ha presentato Stella Juva, la prima ambulanza al mondo alimentata a energia solare. A firmarla è un gruppo multidisciplinare di 23 studenti, in gran parte poco più che ventenni, che in circa undici mesi ha portato in strada un mezzo nato dall’esperienza dei precedenti veicoli solari Stella Vita e Stella Terra. Stella Juva Il veicolo genera energia grazie ai pannelli installati sul tetto e la utilizza sia per la trazione — con una velocità massima di 120 km/h — sia per alimentare le apparecchiature mediche di bordo, tra cui defibrillatori, sistemi radiografici portatili ed ecografo. In una giornata soleggiata l’autonomia stimata arriva fino a 715 chilometri su strade asfaltate, con una media fuoristrada intorno ai 360 chilometri a seconda del terreno; un sistema di accumulo a batterie assicura la continuità operativa nelle ore notturne e nei periodi di ridotto irraggiamento. L’aspetto molto interessante è legato alla superficie captante: su un veicolo lo spazio per i moduli è ridotto, quindi ogni punto percentuale di efficienza in più si traduce in più energia disponibile. Per questo il team ha scelto celle ad alta efficienza AIKO ABC (All Back Contact), dotate di un’interconnessione in rame che riduce il rischio di microfratture legate alle vibrazioni del fuoristrada e mantiene una produzione stabile anche in condizioni ambientali difficili. La logica è ribaltata rispetto a un’ambulanza tradizionale: non trasporta i pazienti verso l’ospedale, ma porta le cure direttamente nelle comunità, consentendo esami del sangue, screening per malattie come tubercolosi e malaria, vaccinazioni ed ecografie ostetriche. Sviluppato in collaborazione con organizzazioni sanitarie internazionali, tra cui Amref Health Africa, il progetto affronterà ad agosto 2026 i primi test sul campo in Kenya, dove verranno simulati scenari di intervento reale in aree remote. Un banco di prova che potrebbe aprire scenari inediti per la mobilità sanitaria sostenibile, proprio là dove l’accesso all’energia elettrica non è mai scontato, ad esempio per la catena del freddo dei vaccini. In Italia: agrivoltaico e nuove frontiere del solare Secondo il Renewable Energy Report 2026 e i dati Terna, al 31 marzo 2026 l’Italia contava circa 44.952 MW di solare installato, sostenuti anche dallo slancio dell’agrivoltaico, ormai al centro delle nuove progettualità. Il dossier di Legambiente fotografa investimenti in forte crescita, con oltre 17 miliardi di euro mobilitati nel 2024, e un pipeline consistente: nell’ambito del PNRR sono stati selezionati oltre 700 progetti per una potenza vicina ai 2 GW, con l’obiettivo di realizzare 1,04 GW di impianti agrivoltaici avanzati. A dare un quadro più stabile è intervenuta la Legge 4/2026 (conversione del D.L. 175/2025), che ha introdotto la prima definizione a norma di legge dell’agrivoltaico e ridisegnato le regole su aree idonee e uso del suolo (una panoramica degli impianti già realizzati in Italia). Tra le tecnologie emergenti va considerato anche il fotovoltaico galleggiante per la capacità di produrre energia senza consumo di suolo, sfruttando bacini artificiali, ex cave e vasche irrigue. In Italia il segmento è ancora agli inizi — l’installato si aggira su poche decine di MW — ma il potenziale è rilevante: le stime di Elettricità Futura e degli operatori indicano fino a 25 GW sui soli bacini artificiali. Il quadro normativo si sta consolidando, con l’inclusione del flottante nel Testo Unico Rinnovabili e nei decreti FER, anche se le prime aste dedicate hanno finora registrato una partecipazione contenuta, segno di un mercato in fase di avvio. Oltre il pannello: quando il solare incontra la ricerca Non tutte le buone notizie sul solare arrivano dai moduli. Alla Libera Università di Bolzano, il Sensing Technologies Lab guidato da Luisa Petti ha realizzato la prima pianta interamente bioibrida, inserendo in vivo nanoparticelle di poli(3-esiltiofene), o P3HT, all’interno di esemplari di Arabidopsis thaliana. Il P3HT è un polimero organico conduttivo già impiegato nella ricerca sui pannelli solari flessibili e sull’elettronica sostenibile: una volta raggiunte le foglie, le nanoparticelle si comportano come antenne capaci di assorbire anche la luce verde, che le piante normalmente sfruttano poco, potenziando la fotosintesi. Manuela Ciocca di unibz durante la prove di laboratorio – credit Matteo Vegetti Nelle prove di laboratorio le piante trattate hanno mostrato radici lunghe quasi il doppio, maggiore accumulo di biomassa e una più elevata capacità di catturare CO₂, senza alcuna modifica del DNA. Secondo Manuela Ciocca, ideatrice dello studio, in prospettiva questi sistemi ibridi potrebbero affiancare o in parte sostituire celle fotovoltaiche e fotobioreattori. La strada verso l’impiego su colture reali resta lunga — servono verifiche sulla persistenza delle nanoparticelle nel suolo, sull’eventuale accumulo nella catena alimentare e sulla scalabilità industriale — ma la ricerca, pubblicata come storia di copertina su Materials Horizons della Royal Society of Chemistry e selezionata tra gli articoli più letti del 2025, indica una direzione in cui natura e tecnologia lavorano in sinergia. Non è l’unico caso in cui il fotovoltaico esplora territori inattesi: la stessa perovskite viene oggi studiata anche per applicazioni subacquee. Notizia / progetto Dato chiave Fonte Solare prima fonte elettrica UE 52 TWh e 25% del mix a giugno 2026 Ember Record efficienza tandem 35,5% silicio-perovskite (certificato ESTI) LONGi Record tandem perovskite-organico 28,04% Accademia cinese delle scienze (Nature) Cella tandem “made in Italy” Oltre il 26% con grafene ENEA, Tor Vergata (CHOSE), IIT (Joule) Stella Juva, ambulanza solare Fino a 715 km di autonomia; test in Kenya ad agosto Solar Team Eindhoven, TU/e Agrivoltaico in Italia Oltre 17 mld di investimenti; target PNRR 1,04 GW Legambiente Pianta bioibrida Radici quasi raddoppiate e più CO₂ catturata unibz (Materials Horizons, RSC) Che cos’è la banda proibita (bandgap). È l’intervallo di energia che, in un semiconduttore, un elettrone deve superare per passare dalla banda di valenza a quella di conduzione e contribuire così alla corrente elettrica. Un materiale ad ampia banda proibita converte solo i fotoni più energetici della luce solare (lunghezze d’onda corte, verso il blu-ultravioletto) e lascia passare il resto; uno a banda proibita più stretta cattura anche la luce a bassa energia, infrarosso compreso. Nelle celle tandem è proprio questa differenza a fare la forza del dispositivo: lo strato superiore ad ampia banda proibita intercetta la parte più energetica dello spettro, mentre la sottocella inferiore recupera quella a energia più bassa. Suddividere lo spettro tra due materiali riduce le perdite e permette di superare il limite di efficienza di una singola giunzione. Per un ordine di grandezza: il silicio ha una banda proibita di circa 1,1 eV, le perovskiti “wide-bandgap” usate come cella superiore si collocano tipicamente tra 1,6 e 1,8 eV. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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