Consumi energetici che cambiano: quanto pesa l’estate nei costi di gestione degli edifici

I consumi energetici degli edifici sono cambiati rispetto al passato. Gli edifici non possono più essere progettati pensando soltanto al freddo, in quanto la stagione estiva rappresenta una sfida sempre più pressante per il costruito.

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Consumi energetici che cambiano: quanto pesa l’estate nei costi di gestione degli edifici
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Il problema dell’elevato consumo energetico degli edifici è stato per molto tempo affrontato concentrandosi sulle prestazioni degli immobili durante la stagione fredda. Infatti, proprio il riscaldamento è stato per anni considerato il principale responsabile del fabbisogno energetico degli edifici, soprattutto in ambito residenziale. L’inverno rappresentava il momento di maggiore pressione sui consumi, con caldaie in funzione per molte ore e consumi elevati.

Oggi, però, lo scenario sta cambiando, in quanto l’aumento delle temperature medie, la frequenza delle ondate di calore e la diffusione dei sistemi di raffrescamento sono causa di consumi sempre più elevati tutto l’anno. L’estate non è più una stagione che, dal punto di vista energetico, pesa poco e per molti edifici rappresenta il periodo in cui la domanda elettrica raggiunge i livelli più elevati, con effetti diretti sui costi di gestione, sulla progettazione degli impianti e sulla capacità della rete elettrica di sostenere i picchi di richiesta.

Dal problema del freddo al problema del caldo: cambiano i consumi nel tempo

Gli edifici in passato venivano progettati e costruiti per assicurare un luogo confortevole e sicuro, concentrandosi molto sulla stagione invernale e sui relativi consumi. Infatti, un tempo le costruzioni si caratterizzavano per un isolamento termico limitato, dispersioni elevate attraverso l’involucro e impianti sovradimensionati, con un conseguente grande dispendio energetico. Nel tempo, con il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, grazie a strati di isolamento sempre più importanti, serramenti performanti, tecnologie come le pompe di calore, sistemi di regolazione, il fabbisogno invernale si è ridotto significativamente.

Dal problema del freddo al problema del caldo: cambiano i consumi nel tempo

Del resto, proprio questo era l’obiettivo di tutte le misure e le normative messe in atto in questi ultimi decenni per favorire la riduzione dell’impatto ambientale degli edifici. Contemporaneamente, però è cresciuta un’altra esigenza, ossia quella di mantenere condizioni interne confortevoli anche durante le estati sempre più calde.

Perché l’estate vede crescere i picchi energetici

Il principale responsabile dell’aumento dei consumi estivi è il raffrescamento. Un impianto di climatizzazione deve compensare il calore che entra dall’esterno attraverso l’involucro, la radiazione solare diretta, ma anche il calore generato internamente all’edificio, ad esempio da persone o da apparecchiature ed elettrodomestici in uso.  Quando le temperature esterne aumentano, il sistema lavora più a lungo e con minore efficienza. Tanto è maggiore il salto termico tra la temperatura rilevata e quella desiderata, tanto diventa più complesso per le apparecchiature lavorare in modo efficiente per il raffrescamento.

Picchi estivi e problemi per la rete elettrica

Una delle conseguenze di questi picchi di consumo energetico riguarda la rete di distribuzione elettrica. Durante le ondate di calore si verifica spesso una situazione particolare, in quanto aumenta la richiesta di energia per raffrescare gli edifici e il massimo fabbisogno di concentra spesso nel medesimo momento. Anche se gli impianti fotovoltaici sono sempre più diffusi, il picco di produzione non coincide sempre con quello di fabbisogno. Nelle ore pomeridiane e serali, la richiesta diventa davvero molto elevata. Ciò può generare diversi problemi, come sovraccarichi, cali di tensione, surriscaldamento delle infrastrutture, riduzione di efficienza delle linee fino a veri e propri blackout, proprio causati da forti squilibri tra produzione e consumo.

Cosa succede agli edifici efficienti in estate?

Un edificio davvero efficiente non è semplicemente capace di consumare poca energia durante l’inverno, ma è in grado di adattarsi alle differenti stagioni e contenere quanto possibile il proprio fabbisogno e limitare il surriscaldamento estivo. È importante ricordare, quindi, che un edificio efficiente in inverno non garantisce automaticamente il comfort estivo. Ad esempio, grandi superfici vetrate prive di schermature, una ventilazione insufficiente o l’assenza di strategie contro il surriscaldamento possono compromettere le prestazioni dell’edificio. Per questo motivo, l’efficienza energetica deve essere valutata nell’arco dell’intero anno, integrando soluzioni progettuali capaci di assicurare comfort sia in inverno sia in estate.

Cosa succede agli edifici efficienti in estate?

Per fare ciò, sono le strategie passive a rappresentare il primo elemento utile a garantire il comfort estivo degli edifici. Prima di ricorrere agli impianti di climatizzazione, è fondamentale progettare un involucro capace di limitare il surriscaldamento. L’isolamento termico non solo riduce le dispersioni in inverno, ma rallenta anche l’ingresso del calore durante l’estate. Le schermature solari, come frangisole, tende esterne e vegetazione, limitano gli apporti solari, mentre materiali ad elevata massa termica assorbono il calore durante il giorno e lo rilasciano nelle ore più fresche. Anche una corretta ventilazione naturale contribuisce al raffrescamento degli ambienti.

Quanto pesano i consumi estivi sulle bollette dell’anno

Dal punto di vista economico, le elevate temperature estive incidono in modo significativo sui costi di gestione degli edifici. L’aumento delle ore di funzionamento degli impianti di raffrescamento comporta un incremento dei consumi energetici e della spesa elettrica notevole. Inoltre, il maggiore utilizzo degli impianti accelera anche l’usura dei componenti, rendendo necessari interventi di manutenzione e controlli più frequenti.

Quanto pesano i consumi estivi sulle bollette

A questi si aggiungono i costi indiretti, in quanto un edificio non adeguatamente climatizzato può ridurre il comfort degli occupanti, diminuire la produttività negli ambienti di lavoro e richiedere successivi interventi correttivi per migliorare le prestazioni dell’edificio. Investire in soluzioni di produzione dell’energia può essere una strategia vincente, soprattutto se in combinazione con un sistema di accumulo. In ogni caso, la vera differenza, come detto prima, la fanno involucro e impianti efficienti.

FAQ Consumi energetici estivi

Perché i consumi energetici degli edifici aumentano in estate?

L’aumento delle temperature esterne rende necessario l’utilizzo dei sistemi di climatizzazione, che rappresentano una delle principali voci di consumo elettrico durante i mesi estivi. Negli ultimi anni, sono aumentate le ondate di calore e le temperature medie, compromettendo il comfort e richiedendo un periodo di accensione degli impianti più lungo e continuo.

Un edificio ben isolato consuma meno energia anche d’estate?

Un buon isolamento termico rallenta l’ingresso del calore dall’esterno, riducendo il lavoro degli impianti di raffrescamento e migliorando il comfort interno. Quando si progetta l’involucro, quindi, lo sguardo deve sempre essere rivolto verso l’intero anno.

Perché le ondate di calore mettono sotto stress la rete elettrica?

Durante i periodi di caldo intenso molte persone utilizzano contemporaneamente i climatizzatori, causando picchi di domanda che possono sovraccaricare la rete elettrica.

Quali strategie aiutano a limitare il surriscaldamento degli edifici?

Per evitare il surriscaldamento estivo si possono mettere in campo diverse strategie. Tra le soluzioni più efficaci ci sono le strategie passive, come schermature solari, isolamento termico, ventilazione naturale e materiali ad elevata massa termica. Dopo di che, si pensa a impianti efficienti e ben dimensionati.

Quanto incidono i consumi estivi sulle bollette e come si possono ridurre i costi?

L’impatto dipende dal tipo di edificio e dall’uso degli impianti, ma il raffrescamento può aumentare sensibilmente i consumi elettrici e i costi di gestione durante l’estate. È possibile diminuire i consumi combinando un involucro edilizio efficiente, impianti ad alte prestazioni, schermature solari e, quando possibile, impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo.

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