Temperature record in Europa: la sicurezza degli impianti fotovoltaici diventa prioritaria

AIKO moduli fotovoltaici

Le ondate di calore che colpiscono l’Europa con frequenza e intensità sempre maggiori stanno mettendo alla prova la tenuta delle infrastrutture energetiche, a partire dagli impianti solari diffusi sul territorio.

Dalla certificazione anti-ignizione di TÜV Rheinland ai test comparativi sugli hot-spot, AIKO porta con i moduli ABC un approccio che coniuga efficienza, resistenza termica e affidabilità nel lungo periodo.

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Temperature record in Europa: la sicurezza degli impianti fotovoltaici diventa prioritaria.

Dall’area mediterranea fino alle regioni centrali del continente, i picchi termici degli ultimi anni hanno toccato valori inediti, imponendo nuove sfide a reti e impianti. Proprio mentre le installazioni fotovoltaiche continuano a moltiplicarsi in tutta Europa, i sistemi solari si trovano a operare in condizioni climatiche sempre più severe, che ne mettono alla prova resistenza e affidabilità.

Dalla corsa all’efficienza alla priorità della sicurezza

Per lungo tempo lo sviluppo tecnologico nel comparto solare ha inseguito due obiettivi prevalenti: spingere sempre più in alto i rendimenti e abbassare i costi di produzione. Lo scenario, però, è cambiato. Con condizioni di esercizio più gravose, la sicurezza si aggiunge oggi ai criteri con cui si misurano le prestazioni reali di un modulo, diventando un parametro di valutazione a tutti gli effetti.

È su questo terreno che i moduli AIKO ABC (All Back Contact) hanno conquistato l’attenzione del mercato. A renderli interessanti non sono soltanto il rendimento elevato e la resa estetica, ma anche il comportamento in termini di sicurezza, un aspetto che pesa sempre di più nella scelta della tecnologia.

I moduli ABC e la certificazione anti-ignizione di TÜV Rheinland

I pannelli ABC firmati AIKO sono i primi a livello mondiale ad aver conseguito la certificazione “PV Module Anti-Ignition Hazard” rilasciata da TÜV Rheinland. Sottoposti al protocollo di prova più severo messo a punto dall’ente, questi moduli hanno fatto registrare nei punti di surriscaldamento — i cosiddetti hot-spot — temperature più basse di oltre il 35% rispetto ai pannelli TOPCon, a conferma di una maggiore capacità di contenere i rischi termici legati al surriscaldamento puntuale.

La tecnologia ABC, inoltre, è concepita per mantenere la temperatura degli hot-spot al di sotto dei 100 °C nelle normali condizioni di funzionamento: un margine che limita gli stress termici e riduce le probabilità di innesco. Il vantaggio è emerso anche nelle prove in condizioni di ombreggiamento, dove i moduli ABC hanno mostrato temperature nettamente inferiori rispetto ai TOPCon.

Come nascono gli hot-spot in un modulo fotovoltaico

Un hot-spot può formarsi quando l’ombreggiamento parziale, una microfessurazione o un altro difetto interno altera il regolare passaggio della corrente all’interno del pannello.

Se una parte della cella viene ombreggiata, la sua produzione di corrente cala. Poiché le celle di un modulo sono collegate elettricamente tra loro, l’area interessata può ritrovarsi in polarizzazione inversa (reverse bias): a quel punto l’energia elettrica si dissipa localmente sotto forma di calore. Quando il fenomeno si protrae, la temperatura sale rapidamente, i materiali si degradano più in fretta e, nelle situazioni più critiche, può profilarsi persino un rischio di incendio.

Per contenere questi pericoli, la tecnologia AIKO ABC agisce su due leve progettuali distinte.

Una funzione analoga a un diodo di bypass a livello di cella

Le celle AIKO ABC integrano una funzione paragonabile a quella di un diodo di bypass, ma operante direttamente sulla singola cella e pensata per governare il flusso di corrente quando parte della superficie resta in ombra.

In presenza di ombreggiamento parziale, questa architettura apre percorsi alternativi per la corrente e ne favorisce la ridistribuzione attorno alla zona coinvolta, evitando che lo stress elettrico e la dissipazione di potenza si concentrino in un unico punto. Contenendo la potenza dispersa localmente, si limita l’impennata di temperatura degli hot-spot e migliora la sicurezza termica complessiva del modulo.

L’interconnessione in rame contro i rischi da microfessurazioni

Il secondo elemento chiave riguarda il sistema di interconnessione. AIKO adotta una tecnologia basata sul rame che riduce in misura sensibile i rischi di hot-spot legati alle microfessurazioni. Diversamente dalla metallizzazione tradizionale in pasta d’argento — che di norma contiene componenti vetrosi, il cosiddetto glass frit — le celle ABC impiegano griglie in rame puro integrate direttamente sul wafer di silicio.

Questa struttura conferisce alla cella maggiore robustezza e resistenza meccanica, migliorandone la capacità di sopportare le microfessurazioni e abbassando di conseguenza la probabilità che si formino punti di surriscaldamento.

Resistenza al fuoco: la prova della fiamma a 760 °C

La sicurezza di un impianto, però, non si esaurisce nella gestione dei punti caldi generati all’interno del pannello. Un campo fotovoltaico può essere esposto anche a fonti di incendio esterne, e per questo la resistenza alla fiamma rappresenta un ulteriore parametro decisivo.

Nelle prove di reazione al fuoco previste dalla norma IEC — che sottopongono i moduli a una fiamma di 760 °C per dieci minuti — i pannelli AIKO ABC bifacciali a doppio vetro hanno ottenuto la Classe A, la valutazione più elevata.

Con l’accelerazione della transizione verso le fonti rinnovabili, in Europa l’efficienza da sola non basta più. Sicurezza termica, resistenza al fuoco e affidabilità nel tempo pesano sempre di più nel giudizio sulle tecnologie solari di nuova generazione.

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