L’energia solare aiuta la rete elettrica europea a resistere alle ondate di calore. La sfida è la flessibilità serale 08/09/2026
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Indice degli argomenti Toggle Il caldo spinge la domanda e frena termoelettrico e idroelettricoIl fotovoltaico copre il giorno, i prezzi salgono di seraAccumulo e flessibilità, il nodo che riguarda anche l’ItaliaFAQ Ondate di calore e rete elettricaPerché durante le ondate di calore aumenta la domanda di elettricità?Perché il caldo e la siccità riducono la produzione di nucleare, gas e idroelettrico?Quanto ha prodotto il fotovoltaico in Europa nell’estate 2026?Perché i prezzi dell’elettricità salgono di sera anche con molto solare?Cos’è il MACSE e come aiuta lo sviluppo dell’accumulo in Italia? Nonostante le ondate di calore e la siccità che hanno segnato l’estate 2026, la rete elettrica europea ha retto grazie a una produzione fotovoltaica record. E’ quanto emerge dal Report del think tank energetico Ember, che ha analizzato gli effetti del caldo estremo di giugno e luglio in quattro Paesi campione, Francia, Spagna, Italia e Ungheria. Con temperature oltre i 40°C in molte aree del continente e fiumi ai minimi, la domanda elettrica giornaliera è salita fino al 28% in Italia per l’uso dei condizionatori, mentre nucleare, gas, carbone e idroelettrico riducevano la produzione. Il fotovoltaico grazie alla produzione record, ha coperto i picchi diurni. Nelle ore serali, con il calo del fotovoltaico e la domanda di raffrescamento alta, si registra un forte aumento dei prezzi dell’elettricità, il che conferma l’importanza dell’accumulo e della flessibilità per mantenere la stabilità della rete. Il caldo spinge la domanda e frena termoelettrico e idroelettrico Le temperature elevate di giugno e luglio hanno inciso soprattutto sui consumi legati alla climatizzazione. Durante le ondate di calore di fine giugno, la domanda elettrica giornaliera è aumentata fino al 28% in Italia, al 23% in Ungheria, al 14% in Francia e al 13% in Spagna rispetto alla settimana precedente (13-19 giugno), quando le temperature erano più vicine alle medie stagionali. Anche la domanda di picco è cresciuta, fino al 17% in Ungheria, al 14% in Italia, all’11% in Spagna e al 9% in Francia, pur restando in Francia e Ungheria sotto i massimi invernali. Sul lato dell’offerta, considerando che le centrali termoelettriche a gas, carbone e nucleare vengono raffreddate con acqua prelevata da fiumi o mari, le condizioni estreme ne hanno ridotto disponibilità ed efficacia proprio nei momenti di maggiore fabbisogno. In Francia, primo produttore nucleare europeo, i vincoli ambientali sullo scarico dell’acqua di raffreddamento nei fiumi hanno reso indisponibili fino a 29 GW di capacità (43%) il 12 luglio. In Ungheria e Romania i bassi livelli del Danubio hanno tagliato l’output degli unici impianti nucleari nazionali. In Italia gli analisti hanno avvertito che i bassi livelli del Po rischiavano di limitare fino al 32% del parco termoelettrico nazionale, in gran parte a gas, per la minore disponibilità di acqua di raffreddamento. L’idroelettrico europeo ha toccato i minimi da almeno un decennio a maggio, giugno e luglio, con sette degli otto maggiori produttori UE sotto la media quinquennale. La tenuta della rete, in queste condizioni, non era scontata, come ha dimostrato la disconnessione temporanea di 70.000 utenze in Bretagna a giugno per il surriscaldamento di un trasformatore. Il fotovoltaico copre il giorno, i prezzi salgono di sera Nell’estate 2026 il fotovoltaico ha coperto il 25% dell’elettricità dell’UE sia a giugno sia a luglio, i primi mesi in assoluto a raggiungere questa quota, con una produzione record di 52 TWh a giugno e 55 TWh a luglio. Nei giorni di ondate di calore la generazione solare è cresciuta soprattutto in Francia e Ungheria (+17%) e in Spagna (+5%), mentre in Italia è rimasta in linea con gli altri giorni dei due mesi. Il contributo del solare durante il caldo dipende anche dal momento in cui arriva, con una produzione concentrata nelle ore centrali, quando la domanda di climatizzazione è più alta. Il beneficio si riduce dopo il tramonto. Nelle prime ore serali il fotovoltaico cala mentre la domanda di raffrescamento resta alta, e il sistema torna a dipendere dalla generazione a gas. Ne è derivata una forte volatilità dei prezzi. I prezzi medi giornalieri sono risultati più alti del 119% in Ungheria, del 44% in Francia, del 13% in Italia e del 7% in Spagna rispetto a giorni comparabili della settimana precedente. I picchi più estremi si sono concentrati in serata, con valori che in alcuni mercati hanno toccato i livelli più alti dalla crisi del gas del 2022, sullo sfondo di prezzi del gas rimasti elevati che, secondo l’analisi, hanno accentuato i rincari serali. Paese Domanda giornaliera (max) Domanda di picco Prezzo medio giornaliero Picco di prezzo registrato Italia +28% +14% +13% 285 €/MWh (24 giugno), massimo dall’inverno 2022/23 Francia +14% +9% +44% 313 €/MWh (24 giugno) Spagna +13% +11% +7% 177 €/MWh (22 giugno), oltre 250 €/MWh il 23 luglio Ungheria +23% +17% +119% oltre 900 €/MWh (30 giugno), massimo da settembre 2024 Fonte: elaborazione su dati Ember, “Solar helps Europe’s grid withstand extreme heat”, agosto 2026. Variazioni rispetto alla settimana 13-19 giugno. Chris Rosslowe, analista energetico senior di Ember ha commentato “L’energia solare sta già dando un contributo fondamentale durante le ondate di calore, ma la vera sfida inizia dopo il tramonto. L’accumulo di energia tramite batterie è una delle soluzioni più efficaci per rendere il sistema energetico europeo più resiliente durante le estati più calde. Mentre l’energia solare si dimostra efficace durante le ondate di calore, a differenza di altre fonti energetiche in difficoltà, l’accumulo può fornire elettricità a basso costo anche di sera, quando la domanda di raffreddamento è ancora elevata e la rete è maggiormente esposta al costoso utilizzo di energia termica”. Accumulo e flessibilità, il nodo che riguarda anche l’Italia Questa forbice di prezzo tra giorno e sera è un chiaro segnale della necessità di maggiore flessibilità del sistema. Secondo Ember può arrivare da accumulo, demand response e maggiore interconnessione tra Paesi e regioni. Con più capacità di stoccaggio, l’elettricità solare a basso costo prodotta nelle ore centrali potrebbe essere spostata verso la sera, allineando meglio l’offerta alla domanda di raffrescamento e riducendo il ricorso alla generazione termoelettrica più cara. Alcune misure emergenziali sono già state adottate in Ungheria e Romania in risposta ai tagli del nucleare, con l’invito a famiglie e imprese a limitare i consumi nelle prime ore serali. E’ un tema che naturalmente riguarda da vicino anche l’Italia, dove lo sviluppo dell’accumulo è entrato nella fase operativa. Con il MACSE, il Meccanismo di approvvigionamento di capacità di stoccaggio elettrico gestito da Terna, la prima asta del 30 settembre 2025 ha assegnato 10 GWh di capacità a batteria, con consegna nel 2028 e un volume di investimenti stimato intorno al miliardo di euro, a fronte di un’offerta oltre quattro volte superiore al fabbisogno richiesto. È un primo passo verso un obiettivo più ampio, che Terna stima nell’ordine dei 50 GWh di nuova capacità di accumulo al 2030, a supporto della crescita delle rinnovabili prevista dal PNIEC, che punta a 107 GW di eolico e fotovoltaico entro fine decennio. FAQ Ondate di calore e rete elettrica Perché durante le ondate di calore aumenta la domanda di elettricità? L’aumento dipende soprattutto dalla climatizzazione. Quando le temperature superano i 40°C, l’uso dei condizionatori fa salire i consumi, con incrementi della domanda giornaliera fino al 28% in Italia nell’estate 2026 rispetto a una settimana con temperature nella norma. Perché il caldo e la siccità riducono la produzione di nucleare, gas e idroelettrico? Le centrali termoelettriche vengono raffreddate con acqua di fiumi o mari e caldo e siccità ne riducono disponibilità e temperatura utile, fino a imporre limitazioni o fermate. La scarsità di precipitazioni abbassa inoltre i livelli dei bacini, portando l’idroelettrico europeo ai minimi da almeno un decennio. Quanto ha prodotto il fotovoltaico in Europa nell’estate 2026? La produzione solare ha coperto il 25% dell’elettricità dell’UE sia a giugno sia a luglio 2026, per la prima volta in assoluto, con volumi record di 52 TWh a giugno e 55 TWh a luglio. Perché i prezzi dell’elettricità salgono di sera anche con molto solare? Dopo il tramonto la produzione fotovoltaica cala mentre la domanda di raffrescamento resta elevata, e il sistema torna a dipendere dal gas, più costoso. Ne derivano picchi di prezzo serali, con valori fino a 285 €/MWh in Italia e oltre 900 €/MWh in Ungheria durante le ondate di calore del 2026. Cos’è il MACSE e come aiuta lo sviluppo dell’accumulo in Italia? Il MACSE è il Meccanismo di approvvigionamento di capacità di stoccaggio elettrico gestito da Terna. La prima asta, tenuta il 30 settembre 2025, ha assegnato 10 GWh di capacità a batteria con consegna nel 2028, primo passo verso un fabbisogno stimato da Terna intorno ai 50 GWh al 2030 per accompagnare la crescita delle rinnovabili. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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