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Le fonti rinnovabili continuano a crescere in Europa, ma gli Stati membri devono intensificare le proprie ambizioni sul risparmio energetico Gli Stati membri dell’UE hanno diminuito il consumo di energia negli ultimi anni, nonostante un leggero aumento nel 2015 e contemporaneamente usano sempre più energia proveniente da fonti rinnovabili. L’ultimo report pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) “Tendenze e proiezioni in Europa 2016”, evidenzia che nel complesso i 28 Stati membri sono sulla buona strada per soddisfare gli obiettivi fissati al 2020 sulle energie rinnovabili, l’efficienza energetica e le emissioni di gas serra. Tuttavia si legge anche che continuando con il trend attuale, non saranno soddisfatti i traguardi a lungo termine: gli Stati membri devono necessariamente intensificare i propri sforzi per assicurare che il Vecchio continente raggiunga gli obiettivi al 2030 tracciando un percorso virtuoso che assicuri il ricorso a un’economia circolare e a basso contenuto di carbonio entro il 2050. La relazione, pubblicata dall’EEA pochi giorni dopo che la Commissione Europea ha presentato il proprio pacchetto d’inverno per l’energia pulita, propone un’analisi dei singoli paesi con dati precisi su rinnovabili ed efficienza energetica. Entro il 2020 gli stati UE devono raggiungere il 20% di ricorso alle energie rinnovabili sul consumo finale lordo, le stime preliminari per il 2015 indicano che la quota delle energie pulite ha continuato ad aumentare, raggiungendo il 16,4%, nel 2014 il dato era del 16,0%. Ventidue Stati membri, praticamente tutti tranne la Francia, l’Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Portogallo, sono sulla buona strada per raggiungere o superare i livelli di energia rinnovabile. L’Italia ha superato la percentuale del 17% di rinnovabili nei consumi, richiesta dalla direttiva europea. L’obiettivo al 2020 dell’Unione europea in materia di efficienza energetica corrisponde ad una riduzione del 13% del consumo di energia primaria rispetto al livello del 2005. Le stime preliminari indicano che il consumo di energia dell’UE nel 2015 era dell’11% minore rispetto al 2005, nonostante un aumento dell’1% tra il 2014 e il 2015. Fatta eccezione per l’Estonia, Malta e Svezia, tutti gli Stati membri sono sulla buona strada per soddisfare i propri obiettivi in materia di consumo di energia primaria. Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA ha commentato che il settore dei trasporti è quello che desta maggior allarme per un utilizzo insufficiente delle energie rinnovabili con un aumento di emissioni di gas a effetto serra. Quello che emerge è che sia necessaria una maggiore ambizione per raggiungere gli obiettivi al 2030 e 2050. L’UE può raggiungere il suo traguardo 2030 sulle fonti rinnovabili, se viene mantenuto il ritmo attuale in tutta Europa. Tuttavia, questo richiederà ulteriori sforzi, maggiori investimenti nelle energie rinnovabili e l’eliminazione delle barriere di mercato. Allo stesso modo, il raggiungimento dell’obiettivo 2030 sull’efficienza energetica richiederà efficace attuazione delle misure di efficienza energetica, nonché un rapido cambiamento nel comportamento dei consumatori. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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