APE, Attestato di Prestazione Energetica: cos’è, quando è obbligatorio, quanto costa e chi lo rilascia 24/09/2026
Il rapporto annuale messo a punto dalla Fondazione Symbola ‘L’Italia in 10 selfie 2020’ è soltanto un antipasto del Manifesto ‘Un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica’, promosso insieme con il Sacro Convento di San Francesco il 24 gennaio ad Assisi, per condividere obiettivi ambientali e sociali, da un lato con l’azzeramento del contributo netto di emissioni di gas serra entro il 2050, dall’altro con l’intenzione di “non lasciare nessuno indietro” di fronte alle crescenti disuguaglianze a cura di Tommaso Tetro Indice degli argomenti: Il Rapporto di Fondazione Symbola Il Manifesto di Assisi In Italia ci sono 342mila imprese che negli ultimi cinque anni hanno investito sull’ambiente. E sono le stesse che vanno meglio; sono quelle che esportano di più, che innovano di più e che creano più posti di lavoro, che per ora sono oltre 3 milioni. Il Rapporto di Fondazione Symbola Questo il cuore del rapporto annuale messo a punto dalla Fondazione Symbola ‘L’Italia in 10 selfie 2020’, il progetto di promozione delle eccellenze italiane nel mondo in collaborazione con Unioncamere e Assocamerestero. L’analisi, tra l’altro, è soltanto un antipasto del Manifesto ‘Un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica’, promosso e condiviso dalla Fondazione Symbola, che è stato presentato il 24 gennaio ad Assisi al Sacro Convento di San Francesco. L’Italia – viene spiegato dal rapporto – è seconda dopo la Cina per quota di mercato nella moda e surplus commerciale nel legno-arredo. E’ tra i primi cinque Paesi al mondo con un surplus manifatturiero oltre i 100 miliardi di dollari (109,5 miliardi di euro). L’Italia è il Paese europeo più sostenibile in agricoltura; è ai vertici mondiali per aree agricole coltivate a biologico: il 15,5% della superficie agricola utilizzata nazionale. E, nonostante alcune gravi criticità, è leader nell’economia circolare con la più alta percentuale di riciclo (79%) sulla totalità dei rifiuti. Nella nautica da diporto, poi, l’Italia non ha rivali per saldo commerciale con poco meno di due miliardi di dollari. In tutti i settori le scelte per l’ambiente rafforzano l’economia e la società. E oggi le competenze ‘verdi’ sono sempre più richieste in tutti i settori; rappresentano il 13,4% dei posti di lavoro. Il Manifesto di Assisi Al Manifesto – che ha tra i suoi primi promotori Catia Bastioli di Novamont, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, e Francesco Starace di Enel – ha dato la sua adesione anche il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni sottolineando la centralità della sfida ambientale: “La commissione ha fatto delle risposte all’urgenza climatica un punto non solo strategico, ma direi identitario per l’Europa dei prossimi anni”. Il 24 ad Assisi erano presenti, tra gli altri, anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi. Il manifesto, che è in sostanza un documento contro la crisi climatica, ha già raccolto oltre 2.000 adesioni, tra rappresentanti di istituzioni, mondo economico, politico e della cultura, e punta a rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo. La grammatica è unica, con obiettivi ambientali e sociali condivisi e paralleli: da un lato si pone l’azzeramento del contributo netto di emissioni di gas serra entro il 2050, dall’altro intende “non lasciare nessuno indietro” di fronte alle crescenti disuguaglianze. “Ciascuno di noi sa che può cambiare il suo piccolo mondo e offrire un contributo per imprimere una svolta al corso della storia. Non esiste cambiamento autentico e duraturo che non poggi sull’interiorità personale – osserva il custode del Sacro convento di Assisi, padre Mauro Gambetti – il sogno di san Francesco e nostro è un’economia a misura di un umanesimo fraterno, un’economia dell’amore, del primato del dono, che rispetta, nutre e custodisce”. “L’appello lanciato col Manifesto d’Assisi ci esorta a cambiare una modalità di sviluppo che ha prodotto disuguaglianze e messo a rischio la salute e l’equilibrio dell’ecosistema – afferma Roberto Morassut, sottosegretario all’Ambiente – la sfida climatica dei prossimi 30 anni chiede scelte radicali e coraggiose che indirizzano la crescita verso la sostenibilità sociale ed ambientale, ma soprattutto ci chiede coesione. E’ indispensabile la collaborazione dei protagonisti economici e culturali del Paese per indirizzare lo sviluppo verso la sostenibilità e la giustizia sociale. Per affrontare la crisi climatica, economica e sociale globale dei nostri giorni, abbiamo di fronte obiettivi ambiziosi, e l’Italia ha un ruolo chiave. Siamo tra i promotori del Green deal europeo, un’opportunità per il generale mutamento degli indirizzi della vita economica e sociale, per garantire futuro alle giovani generazioni”. “E’ una nuova alleanza – spiegano, il presidente di Symbola Ermete Realacci e padre Enzo Fortunato direttore sala stampa Sacro Convento di Assisi – tra mondo economico, società e cultura per costruire insieme un’economia in grado di affrontare con coraggio la crisi climatica. Non è solo necessaria, ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capace di futuro. E’ una sfida di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, delle istituzioni, della politica, della società, e della cultura. E la partecipazione dei cittadini. Importante è stato ed è in questa direzione il ruolo dell’Enciclica Laudato Sì di Papa Francesco”. Alla base del Manifesto la volontà di “non dare carezze ai giovani del nostro Paese ma delle risposte”, e di “non sottolineare i fallimenti ma offrire opportunità”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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