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Fare architettura per l’architetto Massimo Roj è sicuramente una missione, ma soprattutto una vera passione. Grazie a lui Progetto CMR si è affermata fra le società italiane leader nel settore della progettazione integrata con l’obiettivo di esportare la cultura italiana nel mondo, diffondendo sempre più il concetto, ormai irrinunciabile, di un’architettura sostenibile e a misura d’uomo. Conosciamo più da vicino i suoi ultimi progetti, compresa la sua ultima collaborazione con il Fuorisalone milanese, rivolgendogli qualche domanda. Fuorisalone Milano È da poco finito il Salone internazionale del mobile, e a riprova della sua poliedricità, Progetto CMR ha partecipato anche quest’anno, per il secondo anno consecutivo, con l’edizione di Tram-way to the Future, ovvero un viaggio all’interno di un Tram ATM trasformato per l’occasione in un luogo itinerante di dibattito sui temi della sostenibilità e dell’innovazione. Tantissimi i temi proposti: “Energia e Clima: quale futuro”, seguito da “Achitettura, Arte e Scienza per un Futuro Sostenibile” e ancora “Smart working tra flessibilità e tecnologia” e infine “Smart city: evoluzioni urbane”. Ma questa installazione non è stata l’unica pensata da Progetto CMR. Smart square We feel your energy – questo il nome della seconda opera pensata dall’architetto – reinterpreta il simbolo delle nostre città, la piazza: uno spazio proiettato al futuro, dove Uomo e tecnologia si incontrano in un dialogo fortemente dinamico. In tutti i suoi progetti risulta molto evidente il concetto di interdisciplinarità: in che modo riesce a coniugare nelle sue opere tutte queste competenze? La progettazione integrata rappresenta uno dei principi fondanti del nostro approccio all’architettura fin dalla nascita di Progetto CMR. L’unione di professionalità differenti e complementari tra di loro, dagli architetti agli ingegneri ai designer e agli esperti di sicurezza, permette, fin dalle primissime fasi di concept, di massimizzare l’efficienza del risultato progettuale, ottimizzando tempi, risorse e costi. I suoi progetti sono concepiti come luogo preposto all’incontro, una sorta di dialogo costante tra uomo e natura, luoghi ideati e realizzati nel rispetto dell’ambiente, ma anche dell’uomo. È così? In tutti i progetti nei quali ho avuto il privilegio di lavorare, ho sempre cercato di tradurre in segni tangibili quello che secondo me deve essere il ruolo fondamentale dell’architettura, ossia quello di non creare barriere e muri divisori, ma piuttosto unire e ricongiungere diverse dimensioni: il passato con il presente, l’uomo con il contesto, il costruito con il tessuto urbano in cui sorge, in un’ottica realmente e profondamente sostenibile. Che importanza riveste oggi la sostenibilità in architettura e verso quale futuro stiamo andando? Sono fermamente convinto che oggi la sostenibilità non possa più essere considerata una chimera, un mero “abbellimento” del progetto, ma che ne debba invece costituire un dato consolidato e imperativo. La sostenibilità andrà intesa in senso sempre più olistico, comprendendo non solo la sostenibilità ambientale, ma anche sociale, culturale, economica. Il futuro che ci aspetta non può prescindere da questo approccio. Si parla tanto di sostenibilità ed efficienza energetica, ma se poi dietro non vi è anche un’architettura “forte” in grado di durare ed essere ricordata nel tempo, i soli concetti iniziali non bastano. Concorda anche lei? Se pensiamo che la traduzione francese di sostenibilità è durabilité, non posso che dire di trovarmi d’accordo con la sua affermazione. L’architettura oggi è parte integrante del nostro scenario urbano, lo plasma, ne costituisce la scenografia. In quanto tale, deve saper coniugare la valenza funzionale con la valenza estetica, come tra l’altro ci insegna il grande maestro Vitruvio, il quale diceva che l’architettura deve essere l’unione di firmitas (solidità), utilitas (utilità nella funzione) e venustas (bellezza). Sta lavorando a molti progetti su Milano. Qualche aggiornamento? I progetti su cui stiamo lavorando a Milano in questo momento sono questi: – De Castillia 23, la nuova sede operativa di UnipolSai Assicurazioni, nel quartiere Isola a Milano, frutto di un importante intervento di riqualificazione architettonica all’insegna della sostenibilità e dell’efficienza; – DHL HUB Malpensa, il nuovo polo logistico del gruppo DHL Express Italy, che sorgerà nell’aeroporto di Malpensa e che definisce una nuova relazione tra l’area dedicata allo smistamento delle merci e l’area uffici, per la prima volta connessi da uno spazio comune chiamato “Connector”, concepito come luogo di aggregazione e scambio di idee; – Spark One, il nuovo edificio a vocazione business e commerciale progettato per InTown (nuova Joint Venture tra Lendlease e Risanamento) nella zona di Milano Santa Giulia, che mira a ridefinire una nuova identità per l’intero quartiere ispirata ai principi di sostenibilità, partecipazione, efficienza e comunità; – The Sign, innovativo complesso per uffici, composto da 3 edifici di nuova costruzione nella zona sud-ovest di Milano per Beni Stabili, caratterizzato da un’immagine fortemente contemporanea e dalla presenza di una nuova piazza smart (già annoverata tra le future piazze comunali di Milano), che rivoluziona il modo di interagire con il contesto; – Nuovo Campus dell’Università Bocconi, che sorgerà nella zona dell’ex Centrale del Latte e che propone un’architettura aperta, morbida e inclusiva, in linea con il concept design sviluppato dallo studio giapponese SANAA. Scopriamo di più di alcuni di questi progetti. THE SIGN The Sign per Beni Stabili, Milano Un concetto chiave quello di Uomo e Tecnologia – che oltre a sposarsi perfettamente con la visione globale dello studio di architetura accompagna anche uno dei suoi ultimi lavori, il progetto The Sign, il nuovo complesso certificato LEED Platinum pensato da Progetto CMR per Beni Stabili Milano. Il progetto recupera un’area dismessa restituendo alla città un luogo innovativo e aperto alla comunità anche grazie alla presenza della piazza (tra le future del comune di Milano) che avrà tutte le caratteristiche di una nuova piazza smart. SPARK ONE Oltre aThe Sign, la società di progettazione integrata Progetto CMR sta lavorando a un altro grande progetto a Milano. Si chiamerà Spark One e sarà il complesso ad uso ufficio, promosso dalla Joint Venture tra Risanamento e Lendlease (Intown) e che avrà come obiettivo la riqualificazione del quartiere Milano Santa Giulia attraverso la realizzazione di un progetto di rigenerazione urbana sostenibile che ricuce finalmente comunità e territorio. Il complesso sorgerà nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria e metropolitana di Milano Rogoredo, assumendo quindi una valenza fortemente simbolica di nuovo portale d’ingresso alla città di Milano. La scelta del nome non è casuale, poiché Spark sarà la “scintilla” dell’avvio dello sviluppo dei Lotti Sud dell’area, di recente presentato da Intown, per un investimento di circa 120 milioni di euro. La volontà di dar vita a nuovi modi di vivere gli spazi, aprendoli alla comunità e trasformandoli quindi in nuovi luoghi di socialità e di incontri, è tra i principi ispiratori del progetto. Proprio a tal fine, Spark One prevede un edificio per uffici di otto piani fuori terra con un piano terra aperto e accessibile dall’esterno che ospiterà attività di tipo commerciale, creando quindi un nuovo luogo di aggregazione e un nuovo polo attrattivo per l’intera area. Questo ambiente si pone in osmotica connessione con le zone esterne, anch’esse disegnate per stimolare la socializzazione e il ritrovo: grande attenzione è difatti dedicata alle aree verdi, ai collegamenti pedonali e veicolari, realizzando un nuovo senso di vivibilità attraverso la costruzione di spazi accoglienti e stimolanti. Il carattere dinamico e vivace del contesto esterno anima anche l’edificio stesso, un oggetto scultoreo, ma mai statico, in dialogo aperto con il tessuto circostante. La facciata è infatti caratterizzata da una particolare trama di elementi verticali in grado di offrire una protezione solare, che sottolineano l’orizzontalità del complesso e determinano al tempo stesso giochi di luce e riflessi sempre diversi durante l’arco della giornata. Sui lati nord e sud dell’edificio si affacciano degli spazi aperti, totalmente accessibili e utilizzabili, di dimensioni tra loro diverse, contribuendo quindi al senso di “movimento” e di dinamicità del complesso. Efficienza, funzionalità e massima flessibilità degli spazi per uffici si evidenziano alternando aree condivise aperte e informali a spazi più tradizionali e chiusi per i momenti in cui sono necessari tranquillità e privacy, venendo quindi incontro alle svariate esigenze del lavoro di oggi. Le particolari scelte architettoniche del progetto, interamente sviluppato in BIM (Building Information Modeling) rispondono non soltanto a criteri puramente estetici, ma anche all’obiettivo di creare un edificio altamente efficiente e sostenibile, pensato per l’ottenimento della certificazione LEED CS v4 Platinum. DE CASTILLIA 23 Procedono anche i lavori della nuova sede operativa di UnipolSaiAssicurazioni disegnata sempre da Progetto CMR, il complesso De Castillia 23, che sorgerà nel quartiere Isola di Milano. Il progetto riporta in vita un vecchio edificio rimasto per anni incompiuto e abbandonato, riconsegnando quindi alla città di Milano un luogo all’altezza dell’innovazione e della contemporaneità che caratterizza il contesto circostante. La soluzione architettonica si configura come un intervento a 360 gradi, che mira non soltanto a rivoluzionare gli aspetti puramente estetici dell’edificio, ma che va anche e soprattutto a incrementarne la funzionalità, le prestazioni energetiche e l’efficienza complessiva dell’immobile. La facciata, tratto qualificante del complesso, cucita sull’edificio come un prezioso tessuto di vetro che restituisce giochi di luce sempre diversi a seconda del punto da cui la si guarda. Disegnato in BIM, anche questo progetto è una grande innovazione tecnica e impiantistica, un vero esempio di architettura green e sostenibile a tutto tondo. Si è scelto di trattare parte delle superfici esterne in gres con biossido di titanio, un rivestimento innovativo che contribuisce attivamente a ridurre l’inquinamento atmosferico locale. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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