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I ricercatori del Massachussets Institute of Tecnology stanno sviluppando una batteria al litio creata dal biossido di carbonio prodotto dalle centrali elettriche. Un modo innovativo con cui ridurre i gas serra nell’atmosfera. a cura di Tommaso Tautonico Il team di ricercatori del MIT guidato dal Professor Gallant, specializzati in ingegneria meccanica, ha iniziato a sviluppare un processo che potrebbe spalancare le porte ad un innovativo sistema di riduzione dei gas serra in atmosfera. L’equipe del MIT sta lavorando ad una speciale batteria al litio in grado di convertire l’anidride carbonica in un solido carbonato durante la fase di scarica. Un meccanismo meno costoso rispetto al tentativo di convertire la CO2 in sostanze chimiche utilizzando catalizzatori metallici. La batteria mangia CO2 : una soluzione anche per i sistemi di cattura Attualmente, le centrali elettriche dotate di sistemi di cattura di CO2 capture storage, CCS, utilizzano il 30% dell’elettricità che generano per alimentare la cattura, il rilascio e lo stoccaggio del biossido di carbonio, motivo per cui allo stato attuale le tecnologie di CCS sono ancora poco convenienti. “L’anidride carbonica non è molto reattiva” ha spiegato il professor Betar Gallant, “cercare di trovare nuovi percorsi di reazione è importante”. Nonostante il crescente interesse verso lo sviluppo di batterie al litio-carbonio-diossido, la scarsa reattività della CO2 richiede l’utilizzo di costosi catalizzatori metallici, la cui funzionalità è poco conosciuta oltre ad essere chimicamente difficili da controllare. “Tutto ciò che può ridurre il costo del processo di acquisizione, o che può portare a un prodotto finale che abbia un valore, potrebbe cambiare significativamente l’economia e la diffusione delle tecnologie CCS” afferma Gallant. Incorporando il gas allo stato liquido, tuttavia, Gallant e i suoi collaboratori hanno trovato un modo per ottenere la conversione elettrochimica del biossido di carbonio usando solo un elettrodo di carbonio. La chiave è attivare preliminarmente l’anidride carbonica incorporandola in una soluzione di ammina. “Quello che abbiamo dimostrato per la prima volta è che questa tecnica attiva il biossido di carbonio e facilita le reazione elettrochimica“, afferma Gallant. “Queste due sostanze – ammine acquose ed elettroliti di batterie non acquose – non sono normalmente usate insieme, ma abbiamo scoperto che la loro combinazione conferisce nuovi e interessanti comportamenti che possono aumentare la tensione di scarica e consentire una conversione dell’anidride carbonica”. L’istituto di ricerca fa sapere che sebbene la ricerca sia nella sua fase iniziale, ben lontana dalla fase di commercializzazione, la nuova formulazione della batteria può rappresentare un nuovo inizio nella ricerca delle reazioni di conversione del biossido di carbonio. Un’innovazione importante, che potrebbe contribuire a ridurre le emissioni di gas serra nell’atmosfera. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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