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Indice degli argomenti: COME RES: il progetto per aiutare la creazione delle comunità energetiche Comunità energetiche rinnovabili: l’Italia all’avanguardia in Europa Il potenziale ruolo delle comunità per la transizione energetica Se la transizione energetica prenderà piede in Italia sarà anche merito delle comunità energetiche. In attesa del pieno recepimento della Direttiva FER II (2018/2001), che intende favorire al massimo la possibilità di autoconsumo energetico, anche collettivo, e normare giuridicamente le Comunità di energia rinnovabile, queste ultime possono davvero permettere di superare contrasti e pregiudizi che si frappongono alla realizzazione di impianti rinnovabili. Spesso, infatti, subentra la sindrome Nimby (acronimo di Not In My Back Yard, traducibile come “Non nel mio cortile”). Le comunità energetiche possono essere l’alternativa, quale forma partecipata di produzione energetica da fotovoltaico, eolico, idroelettrico e di accumulo. Ed è da questa volontà di comprendere e promuovere questo modello virtuoso di “transizione energetica dal basso” che nasce il progetto europeo COME RES (Community Energy for the uptake of renewables in the electricity sector), in cui ENEA è parte attiva.p COME RES: il progetto per aiutare la creazione delle comunità energetiche Progetto europeo finanziato dal programma Horizon 2020 con circa tre milioni di euro, COME RES intende analizzare le iniziative per costituire le Comunità di Energia Rinnovabile (CER) in base a diversi fattori e modelli di business più adatti al loro sviluppo. ENEA ed Ecoazioni sono i rappresentanti italiani che fanno parte dei 16 partner di nove Paesi europei. Il progetto copre diversi sistemi socio-tecnologici che riguardano la produzione energetica da fotovoltaico ed eolico onshore, ma anche energy storage e soluzioni integrate. «COME RES nasce dalla collaborazione di diversi partner europei che già avevano lavorato insieme in ambito rinnovabili su un progetto conclusosi l’anno scorso, WinWind (finanziato dal Programma Quadro per la Ricerca e Innovazione EU H2020). Esso intendeva promuovere lo sviluppo di un mercato dell’energia eolica sostenibile e socialmente inclusiva, aumentando l’accettabilità sociale nelle regioni dove l’energia eolica non è particolarmente sviluppata. Da qui è emersa l’importanza potenziale delle comunità energetiche quale elemento chiave per la partecipazione e la maggiore accettazione sociale delle rinnovabili sul territorio», spiega Elena De Luca, ricercatrice Enea del dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN). Nel nuovo progetto vengono proposti i DESK nazionali, forum dove si raccolgono e si scambiano esperienze positive di buone pratiche riguardanti la realizzazione e sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili. Comunità energetiche rinnovabili: l’Italia all’avanguardia in Europa L’italia in questo senso è stata pioniera in Europa, grazie a un tessuto normativo che ha favorito l’avvio delle CER. Il Piemonte si distingue in particolare, grazie all’istituzione della Legge Regionale 3 agosto 2018, n. 12 “Promozione dell’istituzione delle comunità energetiche”. Un esempio è la Comunità Energetica del Pinerolese, che vede al centro il Consorzio Pinerolo Energia che, insieme al politecnico di Torino e Acea, sta lavorando alla realizzazione di una comunità energetica tra diversi Comuni della città metropolitana di Torino. Utenti pubblici e privati, aziende e comuni sono coinvolti in un progetto per produrre energia da fonti rinnovabili. Anche in Puglia ne stanno nascendo, mettendo in luce un elevato grado di innovazione tecnologica: per esempio, nella Comunità energetica di Roseto Valfortore (1000 abitanti circa) si combinano infrastrutture per la produzione di energia eolica, fotovoltaica e di storage alla tecnologia (smartmeter; nanogrid) e servizi (powercloud) specificamente progettati e realizzati per “metterla a terra” nel migliore dei modi. Tuttavia spesso gli impianti fotovoltaici, idroelettrici ed eolici, specie di grossa taglia, hanno vita difficile nel nostro Paese a causa di forti contrasti da parte della popolazione che vede la realizzazione di queste infrastrutture come un’imposizione dall’alto e teme il loro potenziale impatto. Il potenziale ruolo delle comunità per la transizione energetica «Per questo è molto importante, come anche in altri processi riguardanti la transizione energetica, esaminare le buone pratiche e le iniziative già esistenti per trasferirle, adattandole, in altri contesti anche per fare formazione e arrivare ai cittadini, che sono elementi cruciali in tutto questo – motiva De Luca – La transizione energetica, e le comunità energetiche in particolare, non si basa solo sull’applicazione delle nuove tecnologie basate su rinnovabili, ma anche sulla partecipazione attiva dei cittadini che si trasformano da consumatori a prosumer». A livello pratico le stesse comunità energetiche rinnovabili potrebbero fornire un contributo non marginale alla transizione energetica, sostenute anche dai recenti incentivi. Secondo quanto stimato da Gianni Girotto – senatore e presidente della 10° commissione permanente Industria, commercio, turismo – in occasione del primo incontro del DESK italiano per le comunità energetiche rinnovabili, si prevede potenzialmente la creazione di 120mila comunità energetiche (il 10% dei 1.200.000 condomini dove vivono 20 milioni di italiani) su tutto il territorio nazionale. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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