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Indice degli argomenti Toggle Cos’è l’ETS2: il secondo mercato del carbonio per carburanti e combustibiliA chi si rivolge la nuova ETS2Entrata in vigore e calendario dei nuovi obblighiL’impatto dell’ETS2 su famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni L’Unione europea ha modificato diversi aspetti della direttiva 2003/87/CE sullo scambio delle quote di emissione, per velocizzare la transizione green dei Paesi membri. Uno degli interventi più rilevanti è la nascita del cosiddetto “nuovo ETS2”, meccanismo che rinnova il sistema ETS esistente. Con questo nuovo sistema, dal 1° gennaio 2027, gli operatori nei settori dell’edilizia e dei trasporti stradali dovranno acquistare delle quote di emissione per coprire la CO₂ rilasciata (con ricadute inevitabili sui costi per il consumatore finale). L’obiettivo del nuovo ETS2 è estendere il principio del “chi inquina paga” alle emissioni diffuse, incoraggiando imprese e cittadini a scelte e abitudini più sostenibili e green. Cos’è l’ETS2: il secondo mercato del carbonio per carburanti e combustibili L’ETS2 è un sistema autonomo rispetto all’ETS1, riservato finora a circa 10.000 impianti industriali e produttivi ad alta intensità energetica. La nuova versione sposta il focus sulle emissioni derivanti dalla combustione di benzina, diesel, gasolio da riscaldamento, GPL, gas naturale e altri combustibili fossili utilizzati da edifici residenziali, uffici, veicoli privati e commerciali. In altre parole, il sistema non coinvolge direttamente i cittadini ma i fornitori di carburante e i distributori di energia; questi soggetti sono tenuti ad acquistare quote di emissione per coprire la CO₂ rilasciata. Secondo questo meccanismo, il prezzo del carbonio sarà inevitabilmente incorporato nei costi finali di riscaldamento e mobilità, con l’effetto – obbligato – di favorire l’adozione delle tecnologie a basse emissioni. A chi si rivolge la nuova ETS2 La ETS2 si rivolge ai fornitori di combustibili immessi sul mercato europeo, già soggetti a obblighi di comunicazione e tassazione previsti dalla direttiva 2003/96/CE e alla direttiva RED sulle energie rinnovabili. I fornitori di combustibili dovranno monitorare e comunicare annualmente le emissioni associate ai volumi di combustibile venduto e, successivamente, acquistare quote di emissione in base ai quantitativi registrati. Chi infrange il sistema potrà essere soggetto a sanzioni (in caso di mancata restituzione delle quote). Entrata in vigore e calendario dei nuovi obblighi Per quanto riguarda le tempistiche di attuazione, è previsto che il nuovo ETS2 entrerà in vigore, per una prima fase preparatoria, nel biennio 2025-2026. Questa fase servirà come monitoraggio dei dati, senza obblighi finanziari per i soggetti coinvolti. L’entrata in vigore a pieno regime, invece, scatta dal 1° gennaio 2027, mentre dal 2028 scatterà l’obbligo di rispettare il tetto massimo alle emissioni complessive: gli edifici pubblici dovranno essere costruiti a emissioni zero (per quelli residenziali l’obbligo scatta a partire dal 2030) riduzione del consumo media di energia primaria negli edifici esistenti entro il 2030, con ulteriori e più sfidanti obiettivi per il 2035 L’impatto dell’ETS2 su famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni Ma quali saranno gli effetti economici in capo ai consumatori finali? Nonostante il fatto che sui comuni cittadini non ricadano obblighi particolari, qualche effetto economico ci sarà nel prezzo dei combustibili e dei servizi energetici. I conseguenti rincari spingeranno le famiglie a rivedere le proprie abitudini di consumo, preferendo metodi di riscaldamento più efficienti, case in classe energetica alta e veicoli a basse emissioni. Questo sarà un forte incentivo alla transizione green dei singoli Stati membri, da incentivare con sistemi interni di detrazioni fiscali, bonus e contributi di vario tipo. Il prezzo del carbonio, dunque, sarà una forte leva economica per orientare le scelte quotidiane di cittadini, imprese e istituzioni un modo di vivere più sostenibile. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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