Sistemi di accumulo fotovoltaico e inverter ibridi: come funzionano, mercato e incentivi 2026 20/10/2026
Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Ripartizione delle spese per il cappotto termico: gli obblighi del proprietario del locale interrato 07/10/2026
Impianto di riscaldamento domestico: le soluzioni più efficienti per scegliere l’impianto giusto 15/10/2026
Ripartizione delle spese per il cappotto termico: gli obblighi del proprietario del locale interrato 07/10/2026
World Energy Transition Outlook 2026: per IRENA l’elettrificazione con le rinnovabili è il motore della transizione 16/10/2026
Fast fashion: l’insostenibile costo ambientale e sociale della moda a basso costo. Impatto della produzione e rifiuti tessili 09/10/2026
Airzone rinnova la propria identità visiva: il restyling racconta l’evoluzione dell’azienda 14/10/2026
Indice degli argomenti Toggle A KEY 2026 l’EPC diventa protagonistaCapitale umano e competenze: volano per la transizioneL’importanza della cultura lungo tutta la filieraAmbiti di crescita: floating, storage e idrogenoFloating PV e sistemi ibridi complessiLe previsioni di mercato: dal FER-X all’agrisolare Archiviata la stagione del Superbonus 110%, il mercato fotovoltaico italiano è entrato in una fase più matura e più industriale. La leva non è più l’incentivo, ma la capacità di trasformare policy, strumenti finanziari e competenze in impianti realizzati, connessi e performanti. In questo scenario si colloca la traiettoria di ECO The Photovoltaic Group, operatore EPC che negli ultimi mesi ha accelerato il proprio posizionamento su segmenti ad alta complessità tecnologica e organizzativa. Dalla progettazione integrata alla manutenzione strategica, dal floating photovoltaic ai sistemi ibridi con storage, l’azienda sta presidiando l’intera filiera. E’ proprio di questi giorni la notizia dell’acquisizione da parte di ECO The Photovoltaic Group di Zani Group, storica azienda bresciana specializzata in impianti termoidraulici e soluzioni per l’efficientamento energetico. Un’acquisizione che arricchisce l’offerta del gruppo, integrando le competenze nella progettazione, installazione e manutenzione di impianti di riscaldamento, climatizzazione e pompe di calore, rafforzando la sua posizione di player nazionale nella transizione ecologica. Ho incontrato Christian Previati, Marketing Director di ECO The Photovoltaic Group, per approfondire dinamiche attuali e scenari evolutivi del fotovoltaico, tra nuove misure regolatorie, strumenti di sostegno e aspettative in vista di KEY 2026. Un confronto che assume un valore particolare anche per il percorso professionale dello stesso Previati, che dopo un’esperienza di grande successo nel mondo fieristico – proprio con KEY, con un osservatorio privilegiato sulle dinamiche del comparto e una visione a 360 gradi del mercato – ha scelto di compiere una svolta, passando dal mondo dei servizi a quello industriale del prodotto e dell’esecuzione. “Se prima la prospettiva era quella di chi osserva il mercato dall’alto, intercettandone tendenze e traiettorie evolutive, oggi la sfida è calarsi nella complessità operativa, governare processi tecnici e autorizzativi e trasformare le strategie in infrastrutture concrete“. Christian Previati A KEY 2026 l’EPC diventa protagonista Dopo l’esordio tra le startup lo scorso anno, a KEY 2026 (in programma a Rimini dal 4 al 6 marzo) ECO sarà presente, con uno stand di oltre 100mq, nel padiglione dedicato agli EPC in un momento in cui questa categoria sta assumendo un ruolo centrale nell’attuazione concreta delle politiche energetiche. FER-X, agrivoltaico, Comunità Energetiche, Conto Termico 3.0 e le prospettive aperte dalla Direttiva EPBD richiedono infatti competenze ingegneristiche, capacità di gestione autorizzativa e controllo esecutivo che solo operatori strutturati sono in grado di garantire. “L’implementazione di misure come il FER-X – che secondo le stime coinvolge circa 9,5 GW di impianti utility scale da realizzare nei prossimi 27 mesi – richiede operatori in grado di gestire complessità autorizzative, tempi stringenti e integrazione tecnologica”, spiega Previati. A tutto ciò va poi aggiunta la componente pratica, capace di affiancare concretamente aziende e sviluppatori, guidandoli attraverso la complessità normativa e le molteplici dinamiche autorizzative e tecniche che devono essere governate per realizzare impianti nei tempi corretti e secondo standard qualitativi elevati. Non si tratta di un processo automatico né scontato: proprio per questo, in questa fase di mercato, il ruolo dell’EPC diventa fondamentale nel tradurre gli strumenti regolatori e le opportunità teoriche in applicazioni concrete e opere effettivamente realizzate. Capitale umano e competenze: volano per la transizione Quando gli chiedo i motivi del successo e della crescita aziendale, Christian mi risponde, senza alcuna retorica, che “il valore aggiunto sono le persone: investiamo sulla valorizzazione interna delle competenze e lavoriamo prevalentemente con forza lavoro diretta, per mantenere il controllo di tutte le fasi del processo. Dallo scouting e permitting fino alla realizzazione dell’impianto come EPC e alla gestione successiva, presidiamo l’intera filiera per garantire coerenza, qualità e affidabilità“. L’espansione dell’organico, sia sul versante tecnico sia su quello commerciale, è parte integrante della strategia di sviluppo. Ma la disponibilità di competenze specialistiche adeguate – come sottolineato da Previati – costituisce oggi un collo di bottiglia in un mercato in cui la domanda di professionalità qualificate cresce più rapidamente dell’offerta. Oltre al valore umano, che rappresenta il fondamento della propria identità industriale, ECO si propone come operatore in grado di presidiare l’intero ciclo di vita dell’impianto. Dalla progettazione e costruzione chiavi in mano secondo il modello Engineering, Procurement & Construction (EPC), alla gestione delle complesse fasi autorizzative e di permitting, l’azienda accompagna lo sviluppo dell’asset fino alla messa in esercizio. A questo si affianca un’attività strutturata di manutenzione strategica, orientata a garantire performance coerenti con le previsioni economico-finanziarie iniziali, nonché interventi di revamping e repowering su impianti esistenti, con l’obiettivo di ottimizzarne l’efficienza e prolungarne il ciclo di vita operativo. “Un’azienda che può impegnarsi in tutta la catena del valore della costruzione dell’impianto o dare dei singoli contributi in ognuna di queste parti. Per noi la manutenzione non è un’attività accessoria, ma una componente strategica: è ciò che garantisce che un impianto, una volta realizzato, non si limiti a funzionare, ma continui a performare in linea con le previsioni iniziali, evitando scostamenti rispetto agli obiettivi tecnico-economici definiti in fase progettuale”. L’importanza della cultura lungo tutta la filiera Alla domanda sull’importanza del “fare cultura” nel settore — coinvolgendo imprese, installatori e committenza — Previati sottolinea come si tratti di un’attività tutt’altro che episodica. Fare cultura richiede un impegno attivo e costante, non è un obiettivo che si possa considerare raggiunto una volta per tutte. È un processo continuo, che va alimentato quotidianamente e che deve estendersi a interlocutori sempre diversi lungo tutta la filiera. La difficoltà principale, spiega, è legata alla tendenza a muoversi secondo logiche emergenziali. Quando il PUN cresce rapidamente, l’attenzione verso l’approvvigionamento energetico a costi stabili e sostenibili diventa prioritaria; quando invece i prezzi si ridimensionano, l’urgenza percepita si attenua. Questa oscillazione rischia di impedire l’adozione di una visione strutturale e di lungo periodo, indispensabile per consolidare una reale cultura energetica. “Una logica fondata sull’opportunità del momento, sul “mordi e fuggi” legato all’andamento dei prezzi, non può guidare lo sviluppo né di una tecnologia né, tantomeno, di un sistema industriale o di un Paese. Per questo diventa essenziale non interrompere mai l’impegno sul fronte culturale: solo un lavoro metodico, costante e di lungo periodo può produrre risultati strutturali. La vera sfida è far percepire il costo dell’energia non come un onere da contenere, ma come una leva strategica di sviluppo e di competitività, capace di differenziare le imprese e rafforzarne il posizionamento nel mercato”. Ambiti di crescita: floating, storage e idrogeno Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’intervista riguarda la capacità dell’azienda di lavorare su segmenti tecnologicamente complessi e ancora poco presidiati “dove può sembrare che la fatica non venga compensata, perché al momento il mercato è ancora limitato, ma siamo convinti che crescerà in maniera significativa. Dove c’è complessità noi in realtà vediamo opportunità“. Floating PV e sistemi ibridi complessi ECO ha investito nel floating photovoltaic, soluzione che richiede competenze ingegneristiche avanzate in ambito strutturale e idraulico. In parallelo, sta sviluppando impianti fotovoltaici integrati che possono combinarsi con altre tecnologie come Battery Energy Storage System (BESS) e sistemi di produzione di idrogeno verde tramite elettrolizzatori. Non si tratta di semplici installazioni, ma di veri e propri ecosistemi energetici progettati internamente per rispondere a specifiche esigenze industriali. “Il cliente ci ha fornito specifiche tecniche molto precise e siamo stati in grado di progettare l’intero sistema e di avviarne rapidamente l’esecuzione. Siamo già nella fase operativa e abbiamo iniziato la costruzione: è un ambito in cui non è semplice disporre di tutte le competenze necessarie per governare un processo così articolato, ma proprio qui si misura la nostra capacità ingegneristica“. Le previsioni di mercato: dal FER-X all’agrisolare Le opportunità del settore sono tante e articolate, spiega Previati. Dal FER-X per gli impianti utility scale a terra, all’Agrisolare con livelli incentivanti che possono raggiungere l’80% per le coperture agricole (ma i tempi sono particolarmente stringenti), all’agrivoltaico leva sempre più strategica per combinare agricoltura e fotovoltaico, passando per le Comunità Energetiche — oggi ferme a circa 250 MW installati (con una taglia media di circa 45-50 kW) ma con un potenziale stimato fino a 3 GW — il quadro regolatorio continua a offrire strumenti concreti di sviluppo. A questi si aggiungono le prospettive aperte dal Conto Termico 3.0, con nuovi accoppiamenti tra interventi trainanti e trainati dando nuove potenzialità al fotovoltaico, e le misure di efficientamento del patrimonio edilizio in coerenza con gli obiettivi della Direttiva EPBD. In questo scenario, tuttavia, la questione non è solo tecnica o finanziaria, ma culturale: si tratta di superare una lettura emergenziale legata all’andamento del PUN e di adottare una visione strutturale del costo dell’energia come leva strategica di competitività per il sistema industriale. Senza dimenticare che per il residenziale la Legge di Bilancio ha confermato il 50% di detrazioni anche per il 2026. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
16/10/2026 Occupati nel fotovoltaico in Europa, 874.000 nel 2025 e quasi un milione con lo storage A cura di: Stefania Manfrin EU Solar Jobs Report 2026: 874.000 occupati nel fotovoltaico e 108.000 nello storage. Italia terza con ...
15/10/2026 Solar & Storage Live Italia: a Verona oltre 6.000 professionisti per la seconda edizione A cura di: Laura Murgia Terrapinn chiude la seconda edizione di Solar & Storage Live Italia con oltre 6.000 visitatori professionali ...
12/10/2026 Da cava dismessa a impianto fotovoltaico da 2,93 MW: il progetto di Bresesti Energie a Cherasco A cura di: Erika Bonelli A Cherasco una cava dismessa diventa un impianto fotovoltaico a terra da 2,93 MW con moduli ...
09/10/2026 Isola del Giglio, il primo pontile galleggiante che produce energia dal sole e dal moto ondoso A cura di: Erika Bonelli Al Giglio un pontile galleggiante produce energia da fotovoltaico e moto ondoso. Il sistema ibrido di ...
08/10/2026 Power Connect Day, Sungrow presenta le nuove soluzioni di accumulo C&I e utility scale per il mercato italiano A cura di: Raffaella Capritti Sungrow presenta a Monza PowerTitan 3.0, PowerStack e PowerKeeper, i nuovi sistemi di accumulo per C&I ...
07/10/2026 Agrivoltaico in Italia: un contributo utile per clima ed economia A cura di: Andrea Ballocchi L’agrivoltaico in Italia può rafforzare la resilienza delle aziende, ma norme, autorizzazioni e costi ne frenano ...
05/10/2026 Incentivi CER, le associazioni chiedono la proroga fino al 2030 A cura di: Erika Bonelli Dieci associazioni chiedono al MASE di prorogare gli incentivi CER al 2030 o fino a 5 ...
30/09/2026 Heat Pump Technologies 2027, Infobuildenergia e Prospecta Formazione partner per convegni e laboratori digitali A cura di: Raffaella Capritti Il 7-8 aprile 2027 torna a Milano Heat Pump Technologies. Convegni in Arena e HPT Energy ...
28/09/2026 Accumuli e rinnovabili, studio AGICI: le batterie nei siti di consumo sono il modello più redditizio A cura di: Erika Bonelli Studio AGICI al SSEC di Vicenza: al 2030 servono 122 GWh di accumuli. Batterie nei siti ...
25/09/2026 SSEC Vicenza, fotovoltaico, storage e gesione dell'energia: il bilancio della prima edizione A cura di: Raffaella Capritti Conclusa la prima edizione di SSEC Vicenza: oltre 50 aziende, 70 speaker e 7 convegni sold ...