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Che cos’è il teleriscaldamento? Caratteristiche e vantaggi

I vantaggi del teleriscaldamento per la sostenibilità ambientale, una tecnologia pulita e green che, grazie a una serie di tubazioni coibentate, permette di riscaldare le nostre case.

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Teleriscaldamento: caratteristiche e vantaggi

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In questi anni, complice l’aumento dell’inquinamento causato dai gas serra, il tema della produzione di energia è diventato uno dei topic più dibattuti. Le domande sono numerose: come si può produrre energia elettrica e termica in modo sostenibile? Come farlo senza impattare negativamente sull’ambiente e al tempo stesso garantendo il massimo del comfort? La ricerca tecnologica, giorno dopo giorno, cerca di esplorare nuove vie per la produzione di energia in ottica green.

Tra i sistemi che riducono lo spreco energetico e hanno un impatto meno invasivo sull’ambiente troviamo il teleriscaldamento.

Si tratta di una tecnologia con grande potenziale destinata a crescere nel tempo: in questo approfondimento cercheremo di affrontare il tema legato alla produzione centralizzata di energia e calore e ci focalizzeremo sui vantaggi e svantaggi legati all’adozione di questa soluzione.

Il teleriscaldamento: definizione e funzionamento

Quando parliamo di teleriscaldamento ci riferiamo a una tecnologia che, attraverso una serie di tubazioni coibentate, distribuisce all’area circostante acqua calda proveniente da una centrale di produzione. Una tecnologia pulita e green che permette di riscaldare le nostre case.

Da cosa è composto questo sistema di riscaldamento?  La parola stessa ci fa intendere quale sia l’elemento chiave di questa tecnologia, vale a dire che esiste una distanza tra il punto di produzione dell’energia e il luogo di utilizzo del calore.

Il calore viene prodotto in una centrale termica (solitamente alimentata a biomasse o a gas) e, grazie alla presenza di una rete di trasporto e distribuzione sotterranea, riesce a raggiungere gli edifici circostanti. Una volta arrivata a destinazione, entrano in funzione gli scambiatori di calore che vanno a sostituire la “tradizionale” caldaia: nello scambiatore non si attua il fenomeno della combustione e dunque non sono necessarie le canne fumarie.

Per concludere, il calore, una volta arrivato nelle case, torna nuovamente alla centrale per essere riscaldato di nuovo.

Circuito primario e circuito secondario

 Fanno parte del sistema di teleriscaldamento il circuito primario, ossia una rete di tubazioni che parte dalla centrale e si distribuisce nell’area urbana fino alla centralina di scambio (posta sotto gli edifici).

Il teleriscaldamento: definizione e funzionamento

Per quanto riguarda il circuito secondario facciamo riferimento alla rete che parte dall’impianto di teleriscaldamento degli utenti finali e si collega al circuito primario mediante la centralina di scambio.

In questo contesto, la centralina di scambio va a sostituire la caldaia: il suo ruolo è quello di gestire lo scambio di calore tra il fluido termovettore e gli ambienti domestici da riscaldare.

I vantaggi del teleriscaldamento

Ma quali sono i vantaggi del teleriscaldamento? Adottando questo sistema si eliminano le spese legate all’acquisto della caldaia, con un significativo risparmio economico in quanto non è più necessario effettuare la manutenzione di questo tradizionale sistema di riscaldamento. Si lega a questo aspetto anche la sicurezza: gli impianti di teleriscaldamento vengono sottoposti a controlli molto frequenti per quanto riguarda l’emissione di fumi e dello scarico di essi.

Sempre per quanto riguarda gli impianti di cogenerazione, è opportuno sottolineare che vengono utilizzati differenti combustili per il suo funzionamento: è possibile utilizzare non solo le biomasse, ma anche la geotermia e gli impianti solari.

Abbiamo visto in precedenza come il teleriscaldamento possa essere una tecnologia importante per un futuro più green: questo genere di impianto, dal momento in cui sostituisce la caldaia, permette una significativa riduzione di emissioni di CO2 nell’atmosfera. Ma non solo: utilizzando in maniera razionale le risorse per il funzionamento della centrale di cogenerazione e preferendo le risorse peculiari dell’area in cui il calore viene generato, è possibile improntare la produzione di riscaldamento in ottica sostenibile e attenta alla riduzione dell’inquinamento locale. La cogenerazione, ovvero la generazione contemporanea di energia elettrica e termica a partire dalla conversione di un’unica sorgente energetica, permette di aumentare l’efficienza di conversione del combustibile, contribuendo a ridurne i consumi e, contestualmente, le emissioni inquinanti in atmosfera.

E per quanto riguarda il tema della sicurezza domestica? L’assenza della caldaia e del combustibile riduce il rischio di possibili incidenti: per questo motivo il sistema di teleriscaldamento appare molto più sicuro rispetto alle tecnologia tradizionali.

I vantaggi del teleriscaldamento, nel confronto con la produzione di energia termica decentralizzata presso gli utenti, sono dunque molti:

  • la garanzia di continuità del servizio,
  • l’eliminazione delle caldaie domestiche (con conseguente eliminazione di punti di emissione in ambito cittadino),
  • il conseguimento di maggiori efficienze di conversione (grazie soprattutto all’impiego di sistemi cogenerativi come centrali di produzione),
  • l’eliminazione della necessità di trasporto del combustibile in città, con conseguente aumento della sicurezza.

Teleriscaldamento: ma quali sono gli svantaggi?

Dopo aver raccontato i plus di questa tecnologia, è opportuno un focus riguardante gli svantaggi del sistema di teleriscaldamento. Prima di tutto il costo: la realizzazione di un impianto dedicato al teleriscaldamento presenta dei costi elevati a cui colleghiamo il ritorno di investimento per cui sono necessari parecchi anni.

L’altro limite dell’adozione del sistema di teleriscaldamento è legato al luogo: le abitazioni che devono essere ubicate nelle vicinanza della centrale così da poter beneficiare della produzione di calore.  Inoltre ricordiamo che, visti gli alti costi dell’impianto, si tratta di una tecnologia realmente conveniente se messa in atto in aree densamente abitate.

Il teleriscaldamento: la situazione in Italia

La tecnologia del teleriscaldamento è largamente diffusa in Europa, ma troviamo degli esempi molto interessanti anche in Italia. Qui il teleriscaldamento inizia a diffondersi negli anni ’70 quando a dotarsi di questo sistema è la città di Brescia a cui seguirà nel 1980 Torino.

Nel corso del tempo questo sistema si è andato ad ampliare per toccare altre Regioni: citando il rapporto di Gse possiamo dire che le reti in esercizio in Italia risultano 314, concentrate nella parte settentrionale e centrale del Paese.

Il report relativo al teleriscaldamento e teleraffreddamento (dati 2018) prodotto da Gse cita che: “Alla fine del 2018 risultano complessivamente in esercizio, in Italia, 314 reti di teleriscaldamento (si veda il paragrafo 1.2); i territori comunali in cui esiste almeno una rete sono 255, distribuiti in 13 regioni e province autonome del centro e nord Italia. L’estensione delle reti di teleriscaldamento si attesta poco al di sopra di 4.800 km; di questi, il 50% circa si concentra nei 94 comuni teleriscaldati della Lombardia e del Piemonte. Le sottocentrali di utenza servite (ovvero i dispositivi di scambio tra la rete di teleriscaldamento e il circuito di distribuzione delle utenze) sono oltre 90.000; anche in questo caso la quota maggiore si concentra in Lombardia (39% del totale), seguita dalla provincia di Bolzano (22%) e dal Piemonte (14%). La volumetria complessivamente riscaldata nel Paese è pari a 364 milioni di m3”.

Tra le Regioni che presentano un sistema di teleriscaldamento all’avanguardia c’è sicuramente la Lombardia: a Brescia troviamo sia un impianto inceneritore e due centrali termiche funzionanti in cogenerazione. Inoltre a Milano è presente il termovalorizzatore Silla2 che eroga circa 160 MW termici. Esiste un caso studio molto interessante di teleriscaldamento a freddo o a bassa temperatura, che permette il trasferimento della risorsa geotermica (o idrotermica) dalle zone di emungimento, stoccaggio e pompaggio alle centrali termiche degli edifici esistenti, a Ospitaletto, nel Bresciano.

Tra gli altri esempi virtuosi è opportuno menzionare anche il sistema di teleriscaldamento presente in Piemonte. Qui ci sono tante città che godono di questa tecnologia tra cui troviamo: Torino, Pinerolo, Ormea, Verzuolo, Alba, Acqui Terme, Alessandria, Nizza Monferrato, Sestrière, Savigliano, Fossano, Settimo Torinese, Pragelato e Bardonecchia, Chieri, Novi Ligure, Mondovì, Centallo e Cuneo, Bra, Carmagnola, Cortemilia, Ivrea, Piossasco, Racconigi, Cairo Montenotte. In particolare a Torino questo tipo di servizio è attivo già dagli anni ’80: la AEM (azienda elettrica municipale della città) si occupava inizialmente di fornire energia elettrica, ma poi si è attrezzata per distribuire energia termica grazie al teleriscaldamento nell’area nord della città. Dieci anni dopo ha ampliato il servizio occupandosi della distribuzione dell’energia anche alla parte sud.

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