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Prodotti ecosostenibili e la valutazione del ciclo di vita

Costruire in modo eco-sostenibile, progettare green, pensare e sviluppare prodotti che respirano, sono solo alcuni degli slogan che risuonano e che sono diventati così familiari nel nostro linguaggio. Ma perché è così importante parlare oggi di sostenibilità in edilizia? Quali passi sono stati compiuti? A questi interrogativi, che inevitabilmente emergono, cerca di dare una risposta Mapei, azienda leader nella produzione di materiali chimici per l’edilizia.

Prodotti ecosostenibili e la valutazione del ciclo di vita.

 

Il settore del Building rappresenta, più di ogni altro, il principale responsabile di emissioni di CO2 in atmosfera, se si considerano i processi di produzione dei materiali, di costruzione dell’edificio, di gestione dello stesso, compreso, in ultimo, il loro smaltimento.

 

Le temperature globali continuano a salire, i dibattiti sempre più accesi degli ultimi mesi sui cambiamenti climatici, la lotta della giovane svedese Greta Thunberg, promotrice dello sciopero internazionale degli studenti per il clima, dovrebbero imporre una presa di coscienza e un repentino cambiamento di rotta da parte del settore delle costruzioni: gli attori dell’edilizia dovrebbero ridurre la produzione di emissioni e rifiuti, studiando prodotti più sostenibili.

 

All’interno di questa cornice, Mapei, che da oltre 80 anni pone l’eco- sostenibilità in edilizia come il cardine della sua ricerca, durante un interessante seminario al quale abbiamo partecipato lo scorso 7 Maggio a Pavia, ha offerto diversi spunti di approfondimento sul tema.

 

Ma cosa significa veramente prodotto sostenibile?

Uno degli strumenti utili per cui un prodotto può essere classificato come sostenibile è sicuramente il parametro della durabilità. Più un prodotto dura nel tempo, meno si demolisce, meno si demolisce più si abbattano contestualmente i rifiuti da demolizione.

 

Questo pilastro della sostenibilità rappresenta una delle sfide più difficili da raggiungere per le aziende: affinché un prodotto duri nel tempo è importante che” funzioni”, questo avviene attraverso un meticoloso studio della giusta combinazione tra la percentuale di materia prima vergine, qualità del prodotto e impiego di materiali riciclati.

 

Tuttavia, per rispondere adeguatamente al quesito è necessario far riferimento al LCA, l’acronimo di Life Cycle Assestment, una metodologia che valuta le interazioni di un qualsiasi prodotto o servizio con l’ambiente e il relativo impatto, stabilendo per l’appunto delle regole utili a raggiungere le soluzioni ottimali per intervenire sulle condizioni ambientali.

 

LCA: metodologia che valuta l'impatto di qualsiasi prodotto sull'ambiente

 

In particolare, l’impiego del LCA nell’edilizia, che ha fortunatamente conosciuto un boom esponenziale negli ultimi 15 anni, considera l’intero ciclo di vita di un prodotto, partendo dall’estrazione della materia prima, dal modulo di trasporto fino allo stabilimento di produzione, includendo il fine vita: le fasi terminano quando il prodotto giunge in discarica o viene recuperato.

 

Lo studio del ciclo di vita, seguendo le standard ISO 14040 e 14044, garantisce difatti a livello puntuale una misurazione scientificamente provata di un qualsiasi servizio, rappresentando il primo gradino fondamentale per una successiva verifica e conseguente certificazione.

 

Mapei, che da anni si dedica all’analisi e allo sviluppo di prodotti e sistemi innovativi con l’obiettivo di rendere minimo l’impatto sull’ambiente durante le fasi del ciclo di vita degli stessi, è una realtà che utilizza come strumento di comunicazione per dimostrare che i propri prodotti soddisfino i requisiti contenuti nelle politiche ambientali, l’EPD (Environmental Product Declaration): una documentazione trasparente, misurata e certificata. Questo meccanismo, compreso nella sua essenza, permette di contrastare le pratiche del Greenwashing, attraverso cui alcune, se non molte, aziende cercano impropriamente di costruirsi un’immagine green senza possedere un’effettiva certificazione, al solo fine di conquistare il favore dei consumatori.

 

In un’ottica di Green Building i protocolli di certificazione ambientale offrono un contributo sostanziale alla progettazione e costruzione ecosostenibile, mettendo a disposizione strumenti utili ai progettisti per applicare i giusti requisiti e raggiungere gli obiettivi prefissati.

 

Tra i protocolli più diffusi vi è LEED e BREEAM, che valutano l’edificio su un’analisi dei diversi aspetti della sostenibilità, considerando la fase di progettazione, costruzione ed esercizio del bene. Il WELL, incentrato invece sulla qualità dell’occupante, analizza la salubrità e il comfort ambientale. Il CAM, in ultimo, sebbene sia quello più complesso, rappresenta il primo passo per l’Italia verso una maggiore attenzione al riciclo e alla riduzione dei rifiuti in cantiere: è un protocollo diventato obbligatorio per gli appalti pubblici dal 2017, il cui fine ultimo è la riduzione degli impatti progettando considerando l’intero ciclo di vita.

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