APE, Attestato di Prestazione Energetica: cos’è, quando è obbligatorio, quanto costa e chi lo rilascia 24/09/2026
Indice degli argomenti Toggle Un settore che innovaBio e nanotecnologie, la frontiera del restauroIl problema dell’umidità di risalita: le nuove risposteCento storie, una mappa dell’eccellenza italianaFAQ Restauro greenChe cos’è il restauro sostenibile e perché è importante?Che cos’è il rapporto “100 Italian Green Architectural Conservation Stories”?Quali tecnologie innovative vengono usate oggi nel restauro degli edifici storici?Cos’è la biopulitura e come viene applicata al patrimonio culturale?Come si affronta il problema dell’umidità di risalita negli edifici storici? Custodire il passato consumando meno risorse, riqualificare gli edifici storici senza snaturarne l’identità, usare nanotecnologie e intelligenza artificiale per salvare affreschi e pietre millenarie: non è fantascienza, ma la realtà di una filiera italiana che sta ridisegnando i confini del restauro sostenibile. A raccontarla è “100 Italian Green Architectural Conservation Stories. Innovazione, sostenibilità, bellezza“, il nuovo rapporto realizzato da Fondazione Symbola e Fassa Bortolo, in partnership con Assorestauro e Camera di Commercio di Brescia, con il patrocinio del Ministero della Cultura. Il volume è stato presentato il 17 marzo 2026 a Venezia, davanti a istituzioni, imprese, ricercatori e protagonisti del settore. Un settore che innova Il messaggio del rapporto è chiaro fin dalle prime pagine: nel restauro, la qualità non si misura soltanto in termini di conservazione, ma anche nella capacità di rendere il patrimonio costruito più efficiente e resiliente, senza comprometterne il valore storico e culturale. Le 100 storie raccolte restituiscono l’immagine di una filiera altamente specializzata che, nella transizione ecologica, si conferma un autentico motore di innovazione. Imprese, laboratori, università, centri di ricerca e organizzazioni della società civile lavorano ogni giorno per migliorare le prestazioni degli edifici esistenti, riducendo sprechi, consumi e impatti ambientali. In questa prospettiva, il restauro sostenibile non è una nicchia: è uno dei terreni più avanzati della trasformazione ecologica nell’intero settore delle costruzioni. E rappresenta anche una risposta concreta a un’urgenza che non riguarda solo il patrimonio culturale, ma la qualità della vita negli edifici storici, le emissioni di CO₂ e il consumo di suolo. «La forza della nostra economia e del made in Italy deve molto alla cultura e alla bellezza — afferma Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola —. Innovare nel restauro green significa misurarsi con una doppia sfida, culturale e ambientale: custodire l’identità dei luoghi e, allo stesso tempo, renderli più efficienti e resilienti. Il nostro Paese è un laboratorio importante di tecnologie e competenze per il restauro». Bio e nanotecnologie, la frontiera del restauro Tra le innovazioni più promettenti emergono le biotecnologie applicate alla conservazione. La biopulitura consente di intervenire sulle superfici artistiche e murarie in modo più sostenibile rispetto ai metodi tradizionali: anziché usare sostanze chimiche aggressive, si impiegano microrganismi e loro derivati — batteri, funghi, alghe, enzimi anche di origine marina — per rimuovere in modo selettivo depositi organici e inorganici. Il risultato è un intervento più sicuro per l’ambiente e per gli operatori, con minori rischi di danni alle superfici trattate. Un momento della presentazione del Rapporto Le nanotecnologie, invece, stanno offrendo soluzioni inedite per la rigenerazione del patrimonio storico. Si va dallo sviluppo di malte e calcestruzzi a base di geopolimeri — capaci di sostituire il cemento tradizionale con materiali a minore impronta ambientale — fino a prodotti che proteggono le superfici architettoniche da acqua, sbalzi termici, agenti atmosferici e inquinanti. Alcuni di questi materiali sono anche in grado di assorbire sostanze nocive presenti nell’aria, risultando meno tossici per chi li applica. Il problema dell’umidità di risalita: le nuove risposte Uno dei problemi più diffusi e complessi negli edifici in muratura è l‘umidità di risalita, che non solo compromette affreschi e superfici decorate — provocando efflorescenze saline e distacchi cromatici — ma incide negativamente anche sulle prestazioni energetiche dell’edificio. Per affrontare questa criticità, alcune imprese italiane hanno sviluppato tecnologie più sostenibili rispetto alle soluzioni tradizionali a base di iniezioni chimiche. Stanno trovando spazio sistemi elettrofisici ed elettrocinetici e soluzioni elettroniche non invasive, capaci di regolare i campi magnetici ed elettromagnetici delle murature, ostacolando la risalita dell’acqua dal terreno e favorendo il suo ritorno al suolo per gravità. Un approccio che coniuga efficacia e rispetto per le strutture esistenti. Cento storie, una mappa dell’eccellenza italiana Il cuore del rapporto è la raccolta di 100 casi concreti che coprono l’intera filiera: dalle certificazioni alla diagnostica, dall’impiantistica ai materiali, dalla progettazione alla ricerca. Tra i più emblematici c’è Artemide, storica icona del design italiano, che ha trasformato l’illuminazione in un punto d’incontro tra estetica e sostenibilità. I suoi sistemi LED — come il proiettore Vector 55 — sono stati impiegati nel restauro di Palazzo Butera a Palermo, con componenti riciclabili, lunga durata e ridotta perdita di prestazioni nel tempo. Brenta, startup di Lonigo (Vicenza) specializzata in nanotecnologie per il restauro, ha brevettato in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari la tecnologia Nasier, alla base di detergenti green per la pulitura enzimatica avanzata di superfici artistiche. La tecnologia è stata applicata al Duomo di Milano, alla Reggia di Caserta e a Villa Giulia a Roma. Il rapporto cita anche La Calce del Brenta, che da oltre un secolo valorizza la calce naturale nella produzione di finiture biocompatibili, e Mario Cucinella Architects, studio internazionale capace di coniugare sostenibilità, design e restauro, come nel recupero dello storico palazzo che oggi ospita il Museo d’Arte Fondazione Luigi Rovati a Milano. FAQ Restauro green Che cos’è il restauro sostenibile e perché è importante? Il restauro sostenibile è un approccio alla conservazione del patrimonio architettonico che integra efficienza energetica, riduzione dell’impatto ambientale e rispetto dell’identità storica degli edifici. È importante perché permette di rigenerare il patrimonio esistente senza consumare nuovo suolo, contribuendo concretamente agli obiettivi climatici dell’Agenda 2030. Che cos’è il rapporto “100 Italian Green Architectural Conservation Stories”? È un volume realizzato da Fondazione Symbola e Fassa Bortolo, con il patrocinio del Ministero della Cultura, che raccoglie 100 casi concreti di eccellenza italiana nel restauro green. Presentato a Venezia il 17 marzo 2026, il report documenta imprese, laboratori, università e centri di ricerca che lavorano per coniugare conservazione del patrimonio e transizione ecologica. Quali tecnologie innovative vengono usate oggi nel restauro degli edifici storici? Le frontiere più avanzate includono la biopulitura con microrganismi ed enzimi, le nanotecnologie per la protezione delle superfici, i sistemi elettrofisici ed elettrocinetici contro l’umidità di risalita, le pompe di calore per l’efficienza energetica, i sensori predittivi per il monitoraggio in tempo reale e i LED a basso consumo per la riqualificazione illuminotecnica. Cos’è la biopulitura e come viene applicata al patrimonio culturale? La biopulitura è una tecnica che utilizza microrganismi — come batteri, funghi, alghe ed enzimi anche di origine marina — per rimuovere in modo selettivo depositi organici e inorganici dalle superfici artistiche e murarie. Rispetto ai metodi chimici tradizionali, è più sicura per l’ambiente, per gli operatori e per le superfici trattate. Come si affronta il problema dell’umidità di risalita negli edifici storici? Accanto alle tradizionali iniezioni di resine chimiche, oggi esistono soluzioni più sostenibili e meno invasive: i sistemi elettrofisici ed elettrocinetici agiscono sui campi magnetici ed elettromagnetici delle murature, ostacolando la risalita dell’acqua dal terreno e favorendone il ritorno al suolo per gravità, senza alterare la struttura dell’edificio. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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