IL PORTALE PER L'ARCHITETTURA SOSTENIBILE, IL RISPARMIO ENERGETICO, LE FONTI RINNOVABILI IN EDILIZIA
Percorso di navigazione Infobuild energia > Approfondimenti > Tetti verdi, tipologie, tecniche costruttive e vantaggi

Tetti verdi, tipologie, tecniche costruttive e vantaggi

La diffusione dei tetti verdi è aumentata in relazione al crescente interesse per l’architettura sostenibile e la bioedilizia. Possono essere intensivi o estensivi. Una classificazione che dipende da diversi fattori: la quantità di terra, gli interventi di manutenzione, il peso e l’accessibilità. Di sicuro portano benefici: mitigazione del microclima, risparmio energetico, riduzione dell’inquinamento atmosferico e sonoro, riduzione della velocità di deflusso delle acque, crescita della biodiversità, miglior rendimento dei pannelli fotovoltaici in copertura e infine benefici sociali ed economici. Il progetto europeo Clever Cities, finanziato dal programma di ricerca Horizon 2020, permette di capire tipologie, tecniche costruttive e vantaggi delle coperture a verde. Con una sperimentazione su Milano.

A cura di: Pietro Mezzi

Tetti verdi, tipologie, tecniche costruttive e vantaggi

 

Indice degli argomenti:

In epoca di cambiamenti climatici si parla spesso anche di tetti verdi e sempre più spesso si ha notizia di progetti di importanti studi di architettura che arricchiscono le loro più recenti realizzazioni con soluzioni di coperture piane ricche di verde.

 

Per la verità la tecnica costruttiva dei Roof Garden è impiegata in Svizzera e Gran  Bretagna dai primi anni Ottanta. All’epoca il loro impiego era giustificato con le esigenze di risparmio energetico e di conservazione della biodiversità, oggi invece la loro funzione positiva viene estesa anche alle azioni di adattamento ai cambiamenti climatici.

 

Basilea, Sheffield, Londra, Copenhagen, Rotterdam, Amsterdam, Parigi, Stoccarda  e Berlino sono solo alcune delle città europee che da tempo hanno avviato dei veri e propri programmi di intervento. Oltreoceano, in bella evidenza ci sono anche le esperienze di Toronto, Chicago e New York.

 

Quando si parla di green roof, il messaggio è di facile comprensione anche per il largo pubblico, perché si tratta di una soluzione tecnica apprezzata come parziale antidoto al cambiamento climatico.

 

Esempio di tetto verde in Europa del Nord

 

Si tratta di una soluzione alternativa alle tecnologie tradizionali e consiste nell’inverdire all’estradosso il solaio di copertura. La stratigrafia prevede alcuni elementi indispensabili per qualsiasi soluzione e può essere realizzata sia su coperture orizzontali che inclinate, con una pendenza massima del 35% circa. Un tetto verde rispetta tutte le caratteristiche richieste a qualsiasi copertura - strutturali, meccaniche e termiche – ma aggiunge anche la capacità agronomica e drenante. I vantaggi sono molti, sia per l’edificio che per l’ambiente. Come per tutte le soluzioni ci sono aspetti tecnici, tipologici, economici che vanno considerati.

 

A livello normativo ricordiamo che nel 2018 è stato istituito il Bonus verde, che prevedeva detrazioni sull’IRPEF di parte delle spese sostenute per interventi inerenti il verde e il paesaggio. Si tratta di una detrazione ottenibile per interventi su unità immobiliari ad uso abitativo, per spese fino a 5000 euro, rateizzata in 10 quote annuali. Tra gli interventi che potevano beneficiare di questa detrazione, oltre alla sistemazione a verde di spazi aperti, rientrava anche la realizzazione di coperture verdi e giardini pensili. Purtroppo, salvo modifiche dell'ultimo minuto, la detrazione non è stata confermata dalla Legge di Bilancio in discussione in questi giorni.

 

Tetti verdi, tipologie, tecniche costruttive e vantaggi

Img by https://commons.wikimedia.org -  Ira Goldstein
 

Progetto europeo Clever Cities

Chi ha provato a indagare il tema è il progetto europeo Clever Cities, finanziato dal programma di ricerca Horizon 2020 (Demonstrating innovative nature-base solutions in cities) della durata di cinque anni, dal 2018 al 2023. Lo scopo è promuovere e sperimentare le infrastrutture verdi e le soluzioni naturalistiche innovative (Nbs) a Milano.

Il capoluogo milanese, con Londra e Amburgo, è infatti una delle città frontrunner del progetto.

 

Definizione di tetto verde

Definizione di tetto verde (Clever Cities, Horizon 2020, Ambiente Italia)

 

Più nel dettaglio il progetto, che vede tra i partner tecnici la società di ricerche Ambiente Italia, intende realizzare soluzioni naturalistiche sperimentali, innovative e replicabili, monitorarne gli effetti, promuovere l’utilizzo delle Nature based solutions.

 

I casi, per quanto riguarda Milano, si concentreranno sul quartiere Giambellino e lungo le infrastrutture ferroviarie della zona Sud di Milano per sperimentare l’installazione di barriere acustiche verdi.

Tetto verde estensivo o intensivo 

Una copertura verde è un tetto ricoperto da uno strato di terreno e di specie vegetali; due le tipologie possibili: tetti verdi estensivi e intensivi.

 

Tetto verde intensivo ed estensivo

Tetto verde intensivo ed estensivo (Clever Cities, Horizon 2020, Ambiente Italia)

 

Si definisce tetto verde estensivo quando siamo in presenza di specie che richiedono uno strato di terra tra 8 e 15 centimetri e interventi di manutenzione ridotta (una o due volte l’anno); il loro peso è generalmente inferiore a 150 kg/mq. Le superfici sono accessibili solo per effettuare la manutenzione ordinaria. Questa soluzione è tipicamente usata per superfici molto ampie e non praticabili, con un verde estensivo che ricopre coperture di interi capannoni, centri commerciali o altri edifici il cui tetto non è adibito alla permanenza delle persone.

 

I tetti verdi: i vantaggi, i componenti del sistema e la manutenzione

 

Si definisce invece intensivo quando si è in presenza di specie che richiedono uno strato di terra da 25 a 50 centimetri e interventi di manutenzione costante o comunque superiore a 4-5 volte l’anno. Il peso supera i 150 kg/mq, ma varia in relazione alle soluzioni progettuali adottate.  Il tetto verde intensivo prevede la messa a dimora di specie adatte a superfici accessibili e praticabili, richiede un substrato di spessore maggiore e ha costi più elevati. Il peso del sistema può arrivare anche fino a 2.000 kg/m2, con substrato colturale maggiore di un metro. Chiaramente questa soluzione è adatta a strutture in grado di portare questi carichi.

 

Tetti verdi, tipologie e sistemi

Tipologie e sistemi (Clever Cities, Horizon 2020, Ambiente Italia)

La manutenzione dei tetti verdi

La manutenzione richiesta per un green roof è sicuramente maggiore rispetto ad una copertura tradizionale, anche quando si parla di bassa manutenzione nel caso di sistemi estensivi. La posa in opera e la manutenzione iniziale sono indispensabile per il corretto sviluppo del sistema verde, ma non sono attività complesse.

 
Manutenzione tetti verdi e giardini

 

Nel caso si scelga un tetto verde intensivo, sono da aggiungere le tradizionali attività manutentive legate alla vegetazione, come le si prevodono per un qualsiasi altro giardino. Lo scopo principale di tutte le attività manutentive è quello si di garantire ordine, fruibilità e benessere della vegetazione, ma anche di assicurarsi che non vengano intaccate le principali caratteristiche del sistema, come il drenaggio e l’impermeabilità.

 

Costi dei tetti verdi

Costi dei tetti verdi (Clever Cities, Horizon 2020, Ambiente Italia)

Ma quali sono i benefici climatici dei tetti verdi?

Nell’ordine: mitigazione del microclima, risparmio energetico, riduzione dell’inquinamento atmosferico, dell’inquinamento sonoro, della velocità di deflusso delle acque, crescita della natura e della biodiversità, miglior rendimento dei pannelli fotovoltaici in copertura e infine benefici sociali ed economici.

 

Benefici tetti verdi

Benefici dei tetti verdi (Clever Cities, Horizon 2020, Ambiente Italia)

 

Su una copertura a verde le temperature massime estive raggiungono i 25-30 gradi, contro - secondo i dati diffusi da Ambiente Italia - i circa 80 di una copertura tradizionale. La temperatura dell’aria in prossimità della copertura verde può diminuire di 2-5 gradi rispetto a una copertura tradizionale (i dati provengono da uno studio dei ricercatori americani Peng e Jim dell’università di Hong Kong; nda).

 

La diffusione dei tetti verdi estensivi può ridurre la temperatura dell’aria (ad altezza d’uomo) di circa 0,4-0,7 gradi, mentre con quelli intensivi è possibile una riduzione di 0,5-1,7 gradi. A scala urbana si stima invece una riduzione della temperatura ambientale di 0,3-3 gradi (i dati provengono da Lorraine Chow, giornalista ambientale di EcoWatch di New York; nda).

 

Una copertura verde, rispetto a una copertura tradizionale non inverdita, garantisce risparmi energetici, sia in estate che in inverno. I risparmi - stimati del 10% - variano in relazione alla tipologia dell’edificio, del clima e della dimensione e della tipologia della copertura.

 


I tetti verdi sono una soluzione adottata dalla bio-architettura per ridurre le emissioni nocive

 

Se un tetto verde viene integrato con sistemi fotovoltaici, questa scelta consente di mantenere le temperature della copertura attorno a 30-35 gradi, migliorando così l’efficienza dei pannelli fotovoltaici, che possono produrre circa il 5% di elettricità in più rispetto a una installazione fotovoltaica su un tetto tradizionale.

 

La vegetazione presente in copertura svolge un’altra funzione: trattenere le sostanze nocive sospese nell’aria, che vengono così assorbite attraverso il processo di fotosintesi.

 

Realizzare un tetto verde migliora le prestazioni termiche della copertura sia nella stagione invernale che in quella estiva, con un risparmio energetico favorito dallo strato isolante e da quello drenante di coltura. 

 

Un altro beneficio consiste nella riduzione dell’inquinamento acustico: la vegetazione assorbe le onde sonore, ad esempio quelle prodotte dal traffico aereo e veicolare e ne riduce la propagazione, con una riduzione fino a 3dB sulle coperture e fino a 8-10dB negli spazi interni sottostanti (la fonte è uno studio del 2016 dell’istituto olandese Deltares che opera nel settore della gestione delle acque; nda).

 

Altro importante vantaggio è l’aumento della durata della struttura, dato che l’impermeabilizzazione sotto lo strato di coltura è protetta dai raggi ultravioletti e la struttura non è soggetta a grossi sbalzi termici, smorzati dallo strato vegetale.

 

Un tetto verde trattiene le acque piovane e le rilascia più lentamente al sistema fognario, riducendo il deflusso delle acque meteoriche, così da alleggerire il dimensionamento delle canalizzazioni di scarico, contribuisce quindi a ridurre il rischio di allagamenti nel caso di piogge intense. Secondo i dati di Irsa del Cnr, i picchi di deflusso delle acque si stima siano ridotti dal 60 all’80% in presenza di coperture verdi.

 

Inoltre, un tetto giardino è un luogo dove le specie di piante e animali possono trovare un habitat ideale.

Infine, su un tetto verde è possibile creare socialità e anche sviluppare attività collettive.

 

Per quanto riguarda gli aspetti economici, la ricerca condotta da Ambiente Italia porta a dire che per predisporre, fornire e posare in opera i materiali necessari a realizzare un tetto verde (compresi quelli per l’eventuale rimozione degli strati esistenti) i costi variano in relazione alle funzioni che il tetto svolge.

 

Per un tetto multifunzionale infatti i costi variano da 150 a 200 euro a metro quadrato, da 250 a 300 se è compreso l’impianto solare a pannelli fotovoltaici; i costi si abbassano - da 50 a 70 euro/mq - se il tetto ha solo una funzione di riparo naturale e crescono di poco - da 60 a 70 euro/mq - se il tetto ha anche una funzione di drenaggio delle acque (in generale, sono esclusi dalla stima i costi relativi alla progettazione, alla preparazione della documentazione amministrativa, alla stesura del capitolato e alla gestione alla manutenzione successiva; nda).

 

Ma i motivi per cui valutare l’installazione di un green roof non sono tutti qua, i benefici ottenibili vanno oltre l’edificio stesso. La vegetazione trattiene polveri fini e sostanze inquinanti, riducendo la concentrazione di inquinanti nell’aria. Il tetto verde è anche una soluzione per ridurre l’effetto isola di calore, in quanto svolge un’azione di mitigazione microclimatica restituendo all’aria, sotto forma di vapore, l’acqua trattenuta. In questo modo aumenta l’umidità dell’aria, che si rinfresca. Infine, il valore del restituire importanti spazi verdi in luoghi urbanizzati, con la possibilità di creare nuove superfici fruibili.

La stratigrafia di un tetto verde

I produttori nel tempo si sono impegnati per ottimizzare le prestazioni dei sistemi e offrire soluzioni sempre più leggere e in risposta alla domanda degli utenti. In ogni caso la più comune delle stratigrafie prevede, sopra la struttura della copertura e dell’isolante, uno strato di protezione sia dall’azione meccanica delle radici, sia da quella corrosiva dei microrganismi nel terreno, che può essere inglobato o separato da quello impermeabilizzante (necessariamente resistente alle radici).

 

Il sistema impermeabile di copertura Sarnafil di Sika si caratterizza per l'elevato profilo ecologico. Si tratta di manti sintetici, flessibili, per l’impermeabilizzazione di tetti resistenti ai raggi UV, formulati per l’utilizzo in tutte le condizioni climatiche.


Sistema per tetti verdi Sarnafil di Sika

 

Viene poi posizionato uno strato drenante, realizzabile in ghiaia, argilla o con pannelli espansi perforati; seguito da uno filtrante, generalmente costituito da tessuti resistenti. In commercio è possibile recuperare molti prodotti adatti allo scopo, tra cui Drainroof, una soluzione di griglie proposta da Geoplast. Si tratta di un supporto in polipropilene rigenerato, che risolve i problemi legati all’assenza o al ristagno dell’acqua grazie alla sua conformazione, che autoregola il drenaggio, l’irrigazione e l’aerazione. Drainroof ha un’elevata resistenza alla compressione pari a 6.000 Kg/m² in grado di sopportare anche il carico di piccoli mezzi meccanici, quali miniescavatori, piccole pale gommate, ecc.

 

Drainroof di Geoplast drenaggio tetto verde

 Drainroof, di Geoplast, è un sistema di drenaggio per giardini pensili, che garantisce sicurezza e non danneggia le impermeabilizzazioni

 

Il substrato, sul quale cresce la vegetazione finale, è da realizzare con spessore e caratteristiche da scegliere in base alla tipologia di copertura voluta. Per il substrato sono adatti diversi materiali, purché garantiscano l’attecchimento, lo sviluppo e la durate nel tempo delle essenze vegetali scelte, senza scontrarsi con gli ostacoli di natura strutturali, quali carichi eccessivi.

 

Per questo motivo la proposta di Europomice, azienda che estrae e lavora inerti vulcanici, risulta vantaggiosa: gli inerti vulcanici come pomice, lapillo e i suoli fertili Vulcaflor hanno una struttura alveolare, porosa e leggera, che li rende adatti allo scopo. Garantiscono, infatti, drenaggio equilibrato, portanza e durabilità, leggerezza e fertilità: le principali caratteristiche di una valida coperture verde, citate anche nella Norma UNI 11235 “Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione, il controllo e la manutenzione di coperture a verde”.


Il substrato Vulcafloor di Europomice per la realizzazione di tetti verdiIl substrato Vulcafloor di Europomice è un suolo fertile, naturale e di facile stesura. In base alla portanza della copertura si può optare per Vulcafloor Intensivo, Vulcafloor Estensivo o Vulcafloor Light 

Le esperienze in Europa e Oltreoceano

In Germania, dal 2009 il German Federal Building Code promuove tetti verdi e già nel 2011 più del 45% delle città tedesche cofinanziava tetti verdi, con Berlino e Stoccarda a fare scuola.

 

A Parigi vige il programma Vegetalision la Ville, che si è dato l’obiettivo di realizzare 20 ettari di tetti e pareti verdi.

 

Copenhagen già dal 2009 ha inserito il Green Roofs Copenhagen Strategy come parte del Piano di adattamento ai cambiamenti climatici.

 

A Basilea da vent’anni si realizzano coperture verdi, mentre a Sheffield, dal 2005, grazie al Green Roof Centre, sono stati realizzati circa 25mila metri quadrati di superfici verdi. Londra conta oggi 500mila metri quadrati di tetti verdi. Madrid, infine, con il recente progetto Madrid+Natural, punta a trasformarsi in città verde. Lo fa con la collaborazione dello studio internazionale Arup, che ha messo a punto delle linee guida contenenti numerose soluzioni per favorire la presenza del verde in città.

 

Progetto Madrid+Natural, per trasformare Madrid in città verde

Madrid+Natural (credits Arup)

 

 

 

 

 

Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici

Commenta questo approfondimento