Auto elettriche: è iniziata una crescita inarrestabile

La quinta edizione dello Smart Mobility Report parla di un settore, quello della mobilità sostenibile, in fortissima espansione: nel nostro paese da gennaio a settembre sono state immatricolate 100.000 auto elettriche, il 4,3% del totale. Ma è necessario un maggiore impegno – nel PNRR sono stati stanziati 38 milioni di euro – per raggiungere gli obiettivi fissati dal PNIEC di 6 milioni al 2030 e la mobilità a 0 emissioni al 2050.

Auto elettriche: è iniziata una crescita inarrestabile

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L’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano ha presentato la quinta edizione dello Smart Mobility Report : quello della mobilità sostenibile è un settore che sta crescendo in tutto il mondo: nel 2020 sono stati immatricolati a livello globale quasi 3,2 milioni di veicoli elettrici (+43% rispetto al 2019), arrivando a un totale di 10 milioni e solo nei primi 9 mesi dell’anno in corso in Italia sono state immatricolate 100.000 auto elettriche, un numero in netta crescita rispetto alle 60.000 dello scorso anno e che rappresenta circa il 4,3% delle nuove auto. Si tratta di numeri importanti, anche considerano una contrazione del 15% tra il 2019 e il 2020 del settore automotive a livello globale. In totale sono circa 200.000 le auto elettriche che circolano nel nostro paese, in crescita del 251% rispetto al 2019.

Numeri importanti dunque ma non sufficienti a garantire il rispetto degli obiettivi fissati dal PNIEC di 6 milioni di auto elettriche al 2030 e verso la mobilità a emissioni 0 al 2050 come richiesto dall’Europa. Bisogna infatti ricordare che i trasporti (e in particolare la mobilità su strada) sono il secondo settore al mondo, ma il primo in Italia, per emissioni di gas a effetto serra. Proprio per questo nell’ambito del pacchetto ‘Fit for 55’ l’impegno della Commissione europea è di ridurre le emissioni del 55% al 2030 e del 100% al 2050. Nonostante questi ottimi numeri, la strada da percorrere è ancora molto lunga, considerando infatti anche biciclette (+44% sul 2019), motocicli (+210%) e bus (+49%) nel complesso c’è stato un aumento del 61% dei mezzi elettrici immatricolati, che però rappresentano il solo 1% di tutto il paro circolante.

Il Rapporto sottolinea la forte differenza tra nord Italia, in cui la percentuale degli acquisti di auto elettriche è del 67%, centro, con il 26% e sud, con il solo 7%. Una differenza esemplificativa anche della distribuzione delle infrastrutture di ricarica – la cui crescita a livello globale nel 2020 è stata del 51% – e degli incentivi fissati localmente per l’acquisto.

Fra i motivi che hanno sostenuto l’acquisto delle auto elettriche, il primo è sicuramente legato alla presenza di incentivi: oltre all’ecobonus, da agosto 2020 a dicembre 2021 decreto Rilancio e Legge di Bilancio hanno infatti previsto bonus per le immatricolazioni. Un’ulteriore spinta viene dall’aumento dei modelli disponibili, che oggi coprono praticamente tutti i segmenti e dal potenziamento delle infrastrutture di ricarica ad accesso pubblico, che hanno registrato un aumento del 34% in un anno, soprattutto nelle regioni del nord Italia. Quest’ultimo è un settore che deve obbligatoriamente crescere per garantire piene potenzialità alla filiera. Sono ancora pochissimi i punti di ricarica “ultra-fast” (>100 kW) per i quali ci si aspetta uno sviluppo nei prossimi anni, in modo da garantire facili viaggi anche oltre i 200 km.

Mobilità sostenibile: necessario accelerare la crescita 

Simone Franzò, Direttore  a dicembre dell’Osservatorio Smart Mobility dell’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, spiega che si tratta di numeri importanti ma non sufficienti “poiché uno sviluppo di mercato inerziale, in linea con l’attuale trend di crescita, ci porterebbe al 2030 a disporre di circa 4 milioni di veicoli  elettrici, ben al di sotto degli obiettivi del PNIEC”. Servono azioni più decise e incentivi all’acquisto, perché il prezzo alto è il principale freno. In questo modo si potrebbe “arrivare fino a 8 milioni di auto elettriche sulle strade, con un volume d’affari associato di 245 miliardi di euro. Senza contare un calo di emissioni di CO2 del 42% secondo le nostre simulazioni, che ipotizzano il rispetto delle soglie emissive stabilite dalla UE e la parziale dismissione dei mezzi più inquinanti”.

Nell’ambito del PNRR sono stati stanziati 38 miliardi, circa 20% dei fondi disponibili, destinati alla diffusione delle infrastrutture di ricarica, o del biometano e dell’idrogeno nei trasporti. Secondo Simone Franzò bisognerebbe seguire l’esempio di altri paesi europei che incentivano l’acquisto di auto elettriche.

Dalla Survey realizzata nell’ambito del Rapporto, emerge infatti che per il 70% degli intervistati la spesa iniziale è troppo alta per procedere con l’acquisto. Diminuiscono invece i dubbi legati alla scarsità delle infrastrutture di ricarica e all’autonomia dei veicoli. A fare da leva in particolare l’impatto positivo per l’ambiente, la possibilità di installare una ricarica domestica – nel 2020 in Italia più di 24.000, un numero più che triplicato rispetto al 2019 – i costi più sostenibili lungo la vita utile dell’auto e gli incentivi che hanno sostenuto l’acquisto o l’installazione di punti di ricarica privati che beneficiano del superbonus 110%, come intervento trainato.

Lo scenario in Italia al 2030

A seconda delle iniziative che saranno messe in campo il Report avverte che potrebbe esserci uno sviluppo molto diverso del mercato della mobilità elettrica – con una forbice che va dai 4 agli 8 milioni di mezzi circolanti – per il quale comunque è attesa una forte crescita. Tre in particolare gli scenari ipotizzati:

  • BAU, uno sviluppo inerziale, senza particolari misure di sostegno: al 2030 ci sarebbero 4 milioni di auto elettriche
  • POD, uno sviluppo sostenuto considerando gli obiettivi fissati dal PNIEC e quelli di vendita dei produttori: si arriverebbe a 6 milioni di auto elettriche, ovvero il 16% del parco circolante e il 55% delle nuove immatricolazioni
  • DEC, uno sviluppo guidato dagli obiettivi di decarbonizzazione e sostenuto da incentivi: si arriverebbe nel 2025 a 2 milioni di veicoli elettrici che nel 2030 toccherebbero gli 8 milioni, ovvero il 20% di tutte le auto e il 75% delle nuove immatricolazioni.
Riduzione delle emissioni di CO2 all'aumentare delle auto elettriche
Diminuzione delle emissioni di CO2 al 2025 e 2030 a seconda dello scenario di sviluppo

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