L’energia solare aiuta la rete elettrica europea a resistere alle ondate di calore. La sfida è la flessibilità serale 08/09/2026
Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
Temperature record in Europa: la sicurezza degli impianti fotovoltaici diventa prioritaria 17/09/2026
Il rapporto di Legambiente “Comunità Rinnovabili 2021” mostra un paese che si sta trasformando, con esempi concreti di progetti di comunità energetiche e autoconsumo collettivo e propone le strategie per raggiungere gli obiettivi fissati dal PNIEC, che va aggiornato considerando il nuovo target di riduzione delle emissioni del 55% al 2030. Il decreto Milleproroghe ha dato il via libera anche in Italia alle Comunità energetiche, dando la possibilità di condividere l’energia prodotta da impianti rinnovabili per potenza complessiva fino ai 200 kW e, nonostante l’attesa del completo recepimento della Direttiva europea relativa ad autoproduzione e scambio di energia, le sperimentazioni in Italia sono partite. I dati presentati da Legambiente parlano di una rivoluzione energetica, nonostante un 2020 in difficoltà e lo stallo dei grandi impianti, che lo scorso anno hanno visto poco più di 1 GW di potenza complessiva installata (112 MW in più del 2019). Alla pandemia, che ha messo in difficoltà tutti i comparti dell’economia, si aggiungono problemi di complessi iter burocratici e norme non sempre chiare. Nello studio sono censiti 30 progetti molto diversi tra loro, che in alcuni casi svolgono anche un ruolo importante nel combattere la povertà energetica, problema sempre più grave a livello internazionale che, solo in Italia, coinvolge più di 2 milioni di famiglie. Nel dettaglio, sono 3 le Comunità energetiche funzionanti, oltre all’esperienza di autoconsumo collettivo in un condominio a Pinerolo; 16 quelle in progetto e 7 quelle alle primissime fasi. Tra gli esempi riportati, la comunità energetica realizzata a Napoli, nel quartiere periferico di San Giovanni a Teduccio con un investimento di circa 100mila euro, finanziato da Fondazione con il Sud, che ha coinvolto 40 famiglie in difficoltà. Ci sono poi progetti interessanti di produzione e autoconsumo dell’energia come quello del porto di Savona dove è stato realizzato un sistema di consumo e produzione a servizio delle utenze portuali, oggi alimentate da 121 kW di pannelli solari, e che, quando arriveranno ai 4 MW previsti, copriranno il il 95% del fabbisogno annuale di energia del porto. Secondo uno studio Elemens-Legambiente le comunità energetiche, con circa 17 GW di nuova potenza da rinnovabili al 2030, copriranno il 30% dell’obiettivo fissato dal PNIEC. Il resto sarà affidato a impianti eolici, bioenergie, geotermici, idroelettrici diffusi nei territori e ben realizzati. Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, sottolinea il ruolo centrale delle comunità energetiche contro la crisi climatica ma specifica anche che “dovranno essere accompagnate da politiche di spinta di impianti da fonti rinnovabili più grandi, di dimensioni variabili in grado non solo di contribuire al bilancio energetico del nostro Paese fino al raggiungimento dell’obiettivo emissioni zero nette, ma anche, associate a sistemi di accumulo, di garantire flessibilità e sicurezza alla rete, e insieme all’idrogeno verde di decarbonizzare i settori più energivori e difficili come il settore chimico, petrolchimico, cartiere e una parte dei trasporti a lunga gittata”. La crescita delle rinnovabili Per garantire questa transizione è necessario che la spinta delle rinnovabili, fotovoltaico ed eolico in primis, aumenti significativamente. I 765 MW di solare fotovoltaico installati nel 2020 (15 MW in più rispetto al 2019) e i 185 di eolico (73 MW in più rispetto al 2019) sono lontanissimi dal traghettarci verso la neutralità climatica: continuando così l’Italia raggiungerà tra 68 anni l’obiettivo di 70 GW di potenza al 2030 tra solare fotovoltaico ed eolico. Ancora una volta emerge il nodo della necessaria semplificazione burocratica e delle scelte coraggiose che il Governo deve fare per eliminare le fonti fossili investendo nelle energie rinnovabili. Gli 1,1 milioni di impianti da fonti rinnovabili installati in Italia coprono il 37,6% dei consumi elettrici totali del Paese e il 19% dei consumi energetici complessivi. Sono sempre più numerosi i Comuni in cui sono installati almeno un impianto fotovoltaico (7832), termico (7549), mini idroelettrico (1874) o eolico (1056); sono invece 3.493 quelli completamente elettrici nei quali la produzione elettrica da rinnovabili supera i fabbisogni dei residenti; infine 40 comuni sono 100% rinnovabili e coprono i fabbisogni elettrici e termici. La strada per moltiplicare questi numeri e assicurare la neutralità climatica c’è e le 10 proposte fatte de Legambiente vanno proprio in questa direzione: Semplificazione degli iter burocratici e regole certe Partecipazione dei territori Eliminare e rimodulare tutti i sussidi, diretti e indiretti, alle fonti fossili Spingere in sistemi di accumulo e sui pompaggi Promuovere progetti di agrivoltaico Spingere per la realizzazione di progetti di eolico a terra e in mare Accelerare negli investimenti nella rete di trasmissione e distribuzione Spingere l’elettrificazione delle città Regia di controllo sulle risorse del Recovery Plan Sviluppare esclusivamente l’idrogeno verde Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
18/09/2026 Materiali critici per il fotovoltaico al 2050, lo scenario IEA PVPS su rame, argento e indio A cura di: Stefania Manfrin Materiali critici per il fotovoltaico, il report IEA PVPS analizza rame, argento, indio e silicio al ...
16/09/2026 Giornata internazionale per la conservazione dello strato di ozono A cura di: Raffaella Capritti Il 16 settembre 2026 la Giornata per la protezione dello strato di ozono celebra i dieci ...
11/09/2026 Energy Transition Monitor 2026, la transizione accelera ma le emissioni restano ferme A cura di: Erika Bonelli Rinnovabili al 99% della crescita elettrica 2025 ma emissioni ancora ferme. I dati ETC e i ...
08/09/2026 Estate 2026 la più calda per l'Italia dal 1950: cosa significa per città, edifici e lavoro A cura di: Erika Bonelli L'estate 2026 è la più calda in Italia dal 1950 secondo il Cnr-Ibe: 24,3°C di media ...
07/09/2026 Giornata mondiale dell'aria pulita 2026: perché agire su smog e clima conviene anche all'economia A cura di: Stefania Manfrin Il 7 settembre è la giornata Internazionale dell'Aria Pulita per i Cieli Blu: perché è importante ...
04/09/2026 El Niño si rafforza con impatti fino al 2027 A cura di: Raffaella Capritti WMO prevede un El Niño molto forte, con caldo anomalo, piogge intense e siccità in molte ...
04/09/2026 Fotovoltaico integrato: a Firenze la terza edizione della IPV Conference 2026 A cura di: Laura Murgia La IPV Conference 2026 riunisce a Firenze progettisti, ricercatori e imprese per rendere il fotovoltaico una ...
03/09/2026 Il superamento di 1,5 °C è ormai a un passo, ma c'è ancora spazio per limitarlo A cura di: Raffaella Capritti Il report UNEP Limiting Overshoot indica il superamento di 1,5 °C come imminente, con picco fino ...
02/09/2026 Siccità, all'Italia costa 24 miliardi di euro e 330.000 posti di lavoro A cura di: Stefania Manfrin Uno studio CMCC-Politecnico stima il costo della siccità in Italia, 24 miliardi che triplicano con +2°C ...
01/09/2026 Rischio climatico in Italia: fino al 6% di PIL in meno e infrastrutture energetiche sotto pressione entro il 2050 A cura di: Erika Bonelli Rischio climatico: il report Deloitte stima impatti fino al -6% del PIL italiano al 2050. Ecco ...